INCLUDE_DATA

Archive for marzo 2009

Il golpe freddo

mar 31st, 2009 | By admin | Category: News

 

di Gianni Barbacetto

- da societacivile.it
Convenscion

Nasce il Pdl. Non da un congresso, ma da una "convenscion" aziendale, siparietti, stacchi musicali, seguito di spot, interminabile telepromozione, evento per lanciare un nuovo prodotto. Senza discussione, senza dibattito, senza confronto. Alla fine, senza politica.
foto+di+gruppoL’effetto Madia da eccezione diventato norma. Interventi preordinati, vallette e comparse invece che delegati (tanto che per tenere il pubblico in sala, in segreteria hanno dovuto appendere questo cartello: «La borsa del delegato verrà consegnata a fine lavori»). Se proprio congresso vogliamo chiamarlo, allora è un congresso nordcoreano, per applaudire la grandezza del caro leader e le sue opere. Un congresso all’incontrario, come l’Italia di oggi, un congresso che comincia dalla fine, cioè dall’annuncio trionfale che è nato il partito unico, il nuovo mirabolante prodotto da collocare sugli scaffali del supermarket della politica italiana. An si era già suicidata, i suoi colonnelli si erano già venduti al nuovo padrone.
La politica, assente dalla "convenscion", la fanno altrove: al governo, in tv. Un piano casa che è una truffa (piano casa era quello di Fanfani, che metteva soldi per costruire case popolari, questo invece è una sanatoria preventiva, un invito all’abuso urbanistico, un via libera alla cementificazione). E poi: una legge sul testamento biologico che è un’altra truffa, imposizione dell’etica vaticana diventata etica di Stato; un cambiamento della legge sulla sicurezza sul lavoro che rende impunite le cosiddette morti bianche; e le leggi razziali, le schedature dei rom, i medici che devono denunciare gli irregolari, le ronde… E poi arriveranno le intercettazioni a disarmare la legge e a mettere il bavaglio alla stampa. Ecco la destra che è nata alla "convenscion" di Roma: un partito P2 di massa, un populismo mediatico-aziendale costruito attorno al capo, dove il potere legislativo è svuotato (ma sì, possono votare solo i capigruppo, così si risparmia tempo), il potere giudiziario è disarmato, il controllo della stampa sulla politica è bloccato. La Costituzione? Un ferrovecchio da cambiare a piacimento. Un progetto autoritario ed eversivo, raccontato con stacchetti al posto giusto.

Fonte: www.megachip.info



Per la cronaca

mar 31st, 2009 | By admin | Category: News

Silvio Berlusconi, Mara Carfagna, intercettazioni, bamboccioni, bamboccioni alla riscossa

Noi l’avevamo già detto qui. Ma ora anche la stampa titolata pare risvegliarsi. E accendere di nuovo i riflettori sul problemuccio che ci si para davanti. Quell’oggetto volante non identificato chiamato debito pubblico italiano rischia – seriamente – di esploderci in faccia come un petardo. Mentre ogni asta di titoli di stato – e non solo nel Belpaese – assomiglia sempre di più a una partita al cardiopalma.

Per la cronaca. A sollevare il problema – con un editoriale; sull’inserto “Affari e Finanza” di Repubblica – è stato Massimo Giannini. Che di “Repubblica”, appunto, è vicedirettore. E che oggi ha ricordato un fattarello passato quasi inosservato in Italia e accaduto a Londra non più tardi di mercoledì scorso: lo stato inglese, infatti, “per la prima volta da anni – scrive il vicedirettore di Repubblica – ha avuto grosse difficoltà a collocare 1 miliardo e 750 milioni di “gilt” (cioè titoli di Stato, ndA) quarantennali”. Non solo. Ma sempre mercoledì: “Il Tesoro americano ha emesso obbligazioni quinquennali a un tasso di interesse (…) molto superiore alle attese, a conferma di una prevedibile insufficienza di richiesta del mercato”, ha ricordato Giannini.

Nulla di nuovo sotto il sole. E’ la crisi finanziaria – la più grande dalla Grande depressione (Fondo monetario internazionale dixit) – che avanza. Gli Stati – un po’ tutti: dagli Usa alla Cina – si stanno indebitando per spingere l’economia. E emettendo titoli di stato a nastro. Risultato – e come aveva previsto il nostro ministro delle Finanze, Giulio Tremonti (ben inteso: prima della conversione a “U” in direzione ottimismo berlusconiano) – : il mercato dei debiti pubblici è sempre più affollato. Ma di debiti da piazzare. E non di compratori.

Sia come sia. Doppia conclusione del vicedirettore di “Repubblica”. Primo: “Non c’è bisogno di essere “corvi”, per capire che se fenomeni di questo tipo si ripetessero, il rischio di default a catena, per non pochi stati, sarebbe dietro l’angolo”. E secondo: certo, “l’Italia, per ora, resiste bene”, ma solo oggi (venerdì 30 marzo 2009) il Belpaese metterà sul mercato altri dieci miliardi di titoli di stato. Quindi e visto l’andazzo: “Come reagirà il mercato? – si è chiesto Giannini – La speranza è che gli operatori assorbano tutto senza problemi. Ma ogni asta (non solo in Italia, su tutte le piazze) rischia ormai di trasformarsi in un terno al Lotto”.

Un’analisi ineccepibile. Ma da far saltar sulla sedia. E che – ci perdonino i lettori per la nostra ossessione sugli spazi, ma le notizie sono come i carciofi: se le vuoi vendere, le devi mettere in vetrina – avrebbe meritato la prima pagina; non una colonnina su un inserto che leggeranno in tre(mila). Comunque: Il fatto che il tema del debito in generale e quello del nostro debituccio in particolare – che a gennaio 2009 ha raggiunto la cifra record di 1.670 miliardi di euro (pari, in vecchie lire, all’ormai impronunciabile cifra di 3.233.570.900.000.000) – sia tornato  alla ribalta è già un passo avanti.

Ma: a quando l’ingresso della questioncella nel fumoso dibattito politico, magari al posto delle inaugurazioni di nuovi partiti nati vecchi (con tanto di paillettes e di ministre pon pon)? E soprattutto: a quando uno straccio di ipotesi di soluzione (sempre che ce ne sia una)? Non per altro. E’ che magari ce la sfanghiamo anche ’sta volta. Ma vivere su un Titanic eternamente alla deriva – o se preferite come se avessimo una bomba (il debito) innescata sotto il sedere – non è il massimo. Nè tantomeno una garanzia per il futuro. Sempre che un futuro, per questo ex Belpaese, ci sia per davvero.

Fonte: www.bamboccioni-alla-riscossa.org



STIGLITZ: IL PIANO GEITHNER RAPINERA’ I CONTRIBUENTI

mar 31st, 2009 | By admin | Category: News

 

A cura di REUTERS

Economia L’economista premio Nobel Joseph Stiglitz martedì ha dichiarato che il piano del governo USA per ripulire le banche dai beni tossici rapinerà i contribuenti americani, esponendoli ad un eccessivo rischio, ed è improbabile che funzioni mentre l’economia rimane debole.
"Il piano Geithner è terribilmente difettoso”, ha detto Stiglitz ad un’intervista della Reuters durante la Credit Suisse Asian Investment Conference a Hong Kong.
Il piano del Segretario al Tesoro USA Timothy Geithner, che è stato rivelato lunedì, per cancellare mille miliardi di dollari di cattivi debiti dai bilanci delle banche ha offerto “incentivi perversi”, ha detto Stiglitz.
“In pratica il governo USA sta usando il denaro dei contribuenti per offrire garanzie sui rischi collaterali sul valore di questi beni mentre gira gli attivi, cioè i potenziali profitti, agli investitori privati”, ha detto.
Nella foto: il Segretario al Tesoro Timothy Geithner con Barack Obama
“Piuttosto francamente ciò equivale a rapinare il popolo americano. Non penso che funzionerà perchè credo vi sarà grande rabbia per aver messo così tanto le perdite sulle spalle dei contribuenti americani.”
Ha detto che anche se il piano cancellasse una grande quantità di debito tossico, le paure per la situazione economica implicheranno che le banche non saranno disposte a fare nuovi prestiti, mentre le prospettive di una maggiore pressione fiscale per pagare i vari piani di stimolo economico del governo potrebbero ulteriormente danneggiare i consumatori USA.
Alcuni politici repubblicani hanno anche espresso preoccupazione per gli incentivi offerti dal governo, che potrebbero finire col dare agli investitori privati più del 90% dei fondi necessari a comprare i beni in difficoltà.

Anche se il presidente Barack Obama ha detto che il piano è critico per la ripresa dell’economia USA, Stiglitz, professore alla Columbia University di New York ed ex economista capo della Banca Mondiale, ha anche spinto i leader del G20 del prossimo summit di Londra ad impegnarsi a fornire risorse ai paesi in via di sviluppo e ha detto che la Cina dovrebbe avere maggiori diritti di voto all’interno del Fondo Monetario Internazionale.
“Le voci dei paesi in via di sviluppo, e di paesi come la Cina che forniranno grandi quantità di denaro, non vengono ascoltate”.
La Cina verrà fortemente spinta a raggiungere il suo obiettivo dell’8% di crescita quest’anno, ma la cosa importante è che almeno l’economia cinese sia ancora in crecita, ha detto Stiglitz.
Stiglitz ha dato il benvenuto alla proposta cinese di lunedì di una revisione del sistema monetario mondiale, proposta con la quale Zhou Xiaochuan, governatore della Banca Popolare Cinese, ha detto che i Diritti Speciali di Prelievo del FMI hanno la potenzialità per diventare una valuta di riserva sovra-nazionale.
Stiglitz chiede da tempo che il dollaro USA venga sostituito nel ruolo di unica valuta di riserva.
Basare un sistema di riserva su una sola valuta la cui forza dipende dalla fiducia nella sua stessa economia non è una buona base per il sistema globale, ha dichiarato.
“Potremmo essere all’inizio di una perdita di fiducia (nel sistema di riserva USA)”, ha detto. “Penso ci sia consenso in favore di un qualche tipo di sistema di riserva globale”:
Titolo originale: "Geithner Plan Will Rob US Taxpayers: Stiglitz"
Fonte: http://www.cnbc.com
Link
24.03.2009
Scelto e tradotto per www.comedonchisciotte.org da ALCENERO



BERLUSCONI, PRODOTTO DI CEFIS E GELLI

mar 31st, 2009 | By admin | Category: News

 

di

Daniele Martinelli

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Forza Italia è la P2 evoluta. E’ il partito del golpe bianco che ha vinto il consenso politico dell’Italia grazie alla manipolazione e al controllo degli organi di informazione.
Forza Italia è il partito dopato dalle “bombe” che hanno eliminato anticorpi come Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.
Berlusconi ha eseguito il sogno di Eugenio Cefis, numero uno di Eni e Montedison degli anni ‘60 nell’era post Mattei, secondo il Sismi il fondatore della Loggia P2, il primo a capire che per godere incontrastati del consenso nazionale non era necessario spargere sangue come fece fare per il suo predecessore Enrico Mattei nel 1962. Non era necessario andare a segno col “Piano Solo” progettato dai Carabinieri nel 1964. Non era necessario attuare il “golpe borghese” come si tentò di fare con la regia di Licio Gelli nell’inverno del 1970.
Bastava, appunto, conquistare “democraticamente” il controllo dei giornali.
Nella foto: "La morte di Enrico Mattei"
Eugenio Cefis non riuscì a mettere le mani sul Corriere della sera di Piero Ottone, il “sinistroide” che dava spazio in prima pagina agli editoriali del “frocio comunista” Pierpaolo Pasolini. Pestato a morte da un commando composto dai fratelli Franco e Giuseppe Borsellino, fascisti militanti della sezione Msi del Tiburtino, come ha rivelato nel settembre scorso l’ex giovinetto marchettaro Pino Pelosi, l’unico ad aver pagato col carcere il violento omicidio di Pasolini, che con tutta probabilità, a 17 anni, magro e smilzo com’era, potrebbe non aver mai commesso. Pelosi sembra sia rimasto in galera dopo aver ceduto alle minacce che gli sarebbero state rivolte dai veri assassini del giornalista. I nomi dei fratelli Borsellino, Pelosi, li ha fatti soltanto ora che sono morti entrambi di aids, ma nel plotone di esecuzione potrebbe anche esserci stato Giuseppe Mastini, detto Jhonny lo Zingaro, (vivente) in una trappola premeditata. (Ansa) Omicidio che risale al 1975, periodo in cui Pasolini stava completando “Petrolio” che faceva luce sul ruolo di Eugenio Cefis, personaggio chiave per capire a che punto era già arrivata la degenerazione della politica italiana. Periodo in cui il Corriere era già diretto dal piduista Franco Di Bella (tessera 1887) e che accettò passivamente il teorema della brutta storia tra froci.
Pasolini fu il primo a collegare l’attentato all’aereo di Enrico Mattei, alla strage di piazza Fontana, e ad altre stragi misteriose dell’Italia degli anni di piombo. Con la complicità silenziosa dei Giulio Andreotti e degli Amintore Fanfani, Pasolini era un personaggio scomodo come il giornalista Mauro De Mauro, rapito a Palermo 5 anni prima, nel 1970 e mai più ritrovato. Stava scrivendo i dettagli dei movimenti degli ultimi 2 giorni di vita siciliani di Enrico Mattei, da consegnare al regista Francesco Rosi, che stava preparando un film sulla vicenda. Enrico Mattei, decollato il 27 ottobre 1962 col suo aereo privato dall’aeroporto di Catania, morì assieme al suo pilota e a un giornalista americano nell’aereo che esplose in volo e andò a schiantarsi in fiamme sui prati di Bascapè, a pochi chilometri dalla pista di atterraggio di Linate.
Attentato dietro il quale si nasconderebbe Eugenio Cefis, ex compagno di partigianeria dello stesso Mattei che volle al suo fianco alla guida di Eni. Lo stesso Cefis che, da numero 2 di Eni, fu licenziato in tronco da Mattei 9 mesi prima del disastro, dopo averlo colto in flagrante a sbirciare documenti aziendali riservati nel suo ufficio. Enrico Mattei era potente, era l’uomo del petrolio che stava indirizzando la politica del suo mercato col nord Africa e col Medioriente, in totale contrasto con l’alleata America tanto cara alla Democrazia cristiana. Che vedeva minacciato il suo dominio nell’Italia vaticana da un ricco industriale, poco docile ai ricatti e per nulla americanista.
Le inchieste sulla fine di Mattei sono finite tutte in nulla. Un rapporto della Guardia di Finanza citata dal pm di Pavia Vincenzo Calia, dice che una delle società accomodanti della Edilnord centri residenziali di Umberto Previti (papà del corruttore di giudici Cesare) già Edilnord Sas di Silvio Berlusconi & c. con sede a Lugano, si chiama Cefinvest. Eugenio Cefis, intanto, ha guidato l’Eni prima, e la Montedison poi. L’azienda che ha cavalcato le mire federaliste della Lega Lombarda di Gianfranco Miglio, caro amico di Cefis.
Da Cefis a Gelli, fino al Berlusconi odierno: espressione liftata della degenerazione istituzionale e democratica che ha raggiunto l’Italia. Le decine di milardi in tangenti versate sui conti svizzeri di Bottino Craxi, di cui i figli deputati godono ancora oggi la rendita, sono servite a creare le televisioni del consenso Fininvest, assieme al controllo della Rai.
L’ultima nomina alla sua guida di Paolo Garimberti “gradita a Berlusconi” che non crea né scandalo né rivolte fra gli italiani, è la dimostrazione che il Piano di rinascita piduista è andato a segno senza divise e senza armi. Assieme alle bugie che testate allineate come “Il Giornale” e il Corriere stesso continuano a sfornare quotidianamente. Ernesto Galli “della Loggia” oggi, in prima pagina, in merito al discorso di Berlusconi al suo congresso romano scrive che “Craxi, non a caso, è solo un amico personale del presidente del Consiglio che in pratica ha il solo merito di averlo anticipato nello sdoganamento della destra..” Galli della Loggia lo invito a un vaffanculo.
Intanto, alla luce di ciò che hanno scritto Giuseppe Lo Bianco e Sandra Rizza in “Profondo nero” edito da Chiarelettere, la criminologa Simona Ruffini e l’avvocato Stefano Maccioni hanno presentato al Procuratore della Repubblica di Roma, Giovanni Ferrara, una istanza per chiedere la riapertura delle indagini sulla morte di Pierpaolo Pasolini. Richiesta che giunge al termine di una loro inchiesta che combacia con le conclusioni del libro, in cui si ipotizza una connessione tra l’omicidio di Pasolini, Mauro De Mauro ed Enrico Mattei.
Gli accertamenti tecnici scientifici che si possono fare oggi, permetterebbero di far luce su tanti aspetti mai chiariti dell’omicidio di Pasolini. A cominciare dalle macchie di sangue (secche) rimaste sulla sua camicia, custodita ancora oggi al museo di criminologia di Firenze.
Non capisco cosa si sia atteso finora ma capisco che ora Berlusconi predica pieni poteri per arrivare al Quirinale. Non capisco che tipo di libertà e di liberalismo abbia raccontato da quel palco della fiera di Roma Silvio tessera Loggia P2 1816, ma capisco che il golpe bianco, per ora, è andato a segno ed è ormai rodato. L’Italia è tutta da rifare. Forza Italia!
Fonte: http://www.danielemartinelli.it/
http://www.danielemartinelli.it/2009/03/29/berlusconi-prodotto-di-cefis-e-gelli/
30.03.2009




Millennium Bank truffa stile Madoff

mar 30th, 2009 | By admin | Category: News

di

Felice Capretta

 

Ehi, il piccolo Alfie non è il padre tredicenne della piccola Masie. Il test del DNA lo ha confermato. Notizia molto interessante, che fa il paio con il dibattito sulla richiesta della pillola del giorno dopo via sms in uk anche per le minori e in forma anonima.
Sempre per la serie "non si sa se ridere o piangere" anche il Corriere intitola in prima pagina "USA, rischio collasso scongiurato".
Ad ogni modo Tgcom, sempre puntuale nel raccontarci episodi di cronaca da pelle d’oca, non ci informa ancora, mentre scriviamo, della nuova truffa piramidale in stile Madoff scoperta negli USA.
Sono infatti 375 i clienti finiti nella trappola piramidale architettata da William Wise e Kristi Hoegel della Millennium Bank , basata ai Caraibi, parte di United Trust of Switzerland , basata a Ginevra.
Ci informa la SEC attraverso swissinfo:

Agli investitori americani veniva fatto credere che i loro risparmi venissero investititi in certificati di deposito che offrivano ritorni fino al +321%

Complimenti a chi c’e’ cascato ed al fantastico duo della truffa della Millennium Bank che si è fatto fuori 68 milioni di dollari in divertimenti, prima di finire in manette. Dilettanti, rispetto al ben noto professionista in aria di servizi segreti israeliani. Ehm, giusto a proposito di Bernie Madoff, vi suggeriamo questo interessante aggiornamento / approfondimento, eccovi un assaggio

I rapporti dei Servizi Segreti russi riferiscono oggi che il subentrante Primo Ministro dell’ala destra Benjamin Netanyahu ha ‘ordinato’ al Presidente Obama di liberare Bernard Madoff – il discreditato investitore di Wall Street – pena il ‘rischio di una guerra piena e totale.’
Quello che non viene detto negli USA, circa il peggior caso [segue]……..

Sul tema della via francese alle proteste in materia di crisi economica vi suggeriamo questo interessante link su comedonchisciotte che raccoglie qualche articolo.
Infine, in materia di dissesto geopolitico globale e dell’approccio strategico dei prossimi anni in ambito economico/militare (sintetizzabile nella frase "ognun per sè" o "vinca il più forte"), vi proponiamo questo interessante lancio d’agenzia

(ANSA) – TOKYO,27 MAR -Se la Corea del Nord procedera’ al lancio del missile-satellite il Giappone lo abbattera’ se costituira’ un rischio per il Paese. La decisione, senza precedenti, e’ maturata ad una settimana dal periodo previsto dal lancio del ’satellite sperimentale per le tlc’

Fonte: http://informazionescorretta.blogspot.com/



Un regalo di Obama alle banche

mar 30th, 2009 | By admin | Category: News

 

di

Jeffrey D. Sachs -

obama

Il piano Geithner-Summers implica un enorme trasferimento di ricchezza, forse per centinaia di miliardi di dollari, dai contribuenti agli azionisti delle banche. Ne sono una prova i rialzi dei prezzi dei titoli bancari già nella settimana che ha preceduto l’annuncio. Il valore di questo salvataggio di massa è di gran lunga superiore al bonus destinato ad Aig e Merrill. Ma il meccanismo è molto meno ovvio e la reazione dell’opinione pubblica è stata debole, almeno finora. Per ripulire i bilanci delle banche esistono alternative molto più efficaci e più eque.
Timothy Geithner e Larry Summers hanno annunciato il loro piano: depreda la Federal Deposit Insurance Corporation e la Federal Reserve per garantire credito agli investitori che acquistano dalle banche attivi tossici a prezzi esagerati. Se il piano sarà attuato, il risultato sarà un enorme trasferimento di ricchezza, forse per centinaia di miliardi di dollari, dai contribuenti (su cui ricadranno le perdite di Fdic e Fed) agli azionisti delle banche. Il rialzo dei prezzi dei titoli bancari nella mattina dell’annuncio, e anche nella settimana di indiscrezioni e allusioni che l’ha preceduto, sono un’indicazione del salvataggio di massa in atto. Ci sono modi molto più equi e molto più efficaci per raggiungere l’obiettivo di ripulire i bilanci delle banche.
COME FUNZIONA
Ecco come funziona una parte importante del piano. Sarà creato un gigantesco fondo di investimento (o forse più di uno) per acquistare attivi tossici dalle banche. I bilancio dei fondi di investimento sarà così organizzato: per ogni dollaro di attivi tossici che acquistano dalle banche, la Fdic garantirà un prestito fino a 85,7 centesimi (i 6/7 di un dollaro), il Tesoro e gli investitori privati metteranno ciascuno 7,15 centesimi di capitale. Il prestito della Fdic sarà “non recourse”, ovvero se il valore degli attivi tossici acquistati dagli investitori privati scenderà al di sotto dell’ammontare del prestito Fdic, i fondi di investimento non lo restituiranno e la Fdic si ritroverà con gli attivi tossici.
IL REGALO DEL CONTRIBUENTE SPIEGATO CON UN ESEMPIO NUMERICO
richfindPer comprendere come funziona il regalo agli azionisti bancari, è utile ricorrere a una spiegazione numerica.
Consideriamo un portafoglio di attivi tossici con un valore nominale di mille miliardi. Assumiamo che abbia il 20 per cento di probabilità di ripagare interamente il suo valore nominale e l’80 per cento di probabilità di ripagare soltanto 200 miliardi. Il valore attuale di mercato degli attivi tossici è dato dal loro rendimento atteso, che è il 20 per cento di mille miliardi più l’80 per cento di 200 miliardi, ovvero 360 miliardi. Di conseguenza, gli attivi si scambiano a un prezzo che è il 36 per cento del loro valore nominale.
I fondi di investimento dovranno fare un’offerta per questi attivi tossici. A prima vista, si direbbe che l’offerta dovrebbe essere di 360 miliardi, ma non è la risposta giusta. Gli investitori ne faranno una nettamente superiore a 360 miliardi, a causa del massiccio sussidio implicito nel prestito Fdic. In effetti, quello che la Fdic propone agli investitori privati è una scommessa del tipo “testa vinci tu, croce perde il contribuente”.
In particolare, la Fdic presta denaro a un basso tasso di interesse e sulla base della formula “non recourse” nonostante sia probabile una massiccia inadempienza degli impegni relativi ai prestiti da parte dei fondi di investimento. Il sussidio nascosto prende la forma di un prezzo di offerta per gli attivi tossici nettamente superiore ai 360 miliardi. In sintesi, la Fdic trasferisce centinaia di miliardi di dollari di ricchezza del contribuente alle banche.
CALCOLO SUL RETRO DELLA BUSTA: 276 MILIARDI
Basta un piccolo esercizio di aritmetica per calcolare l’entità del trasferimento. Nel nostro scenario gli investitori privati, che gestiscono il fondo di investimento, saranno pronti a offrire 636 miliardi per i 360 miliardi di reale valore di mercato degli attivi tossici, trasferendo così 276 miliardi in più dalla Fdic (i contribuenti) alle banche. Ecco perché.
Secondo le regole del piano Geithner-Summers, gli investitori e il Tarp mettono ciascuno il 7,5 per cento del prezzo di acquisto di 636 miliardi, pari a 45 miliardi. La Fdic darà un prestito di 546 miliardi (tutti i numeri sono arrotondati). Se gli attivi tossici ripagano interamente i mille miliardi, ci sarà un profitto di 454 miliardi, pari al pagamento dei mille miliardi meno il rimborso del prestito Fdic di 546 miliardi. Gli investitori privati e il Tarp prenderanno ciascuno metà del profitto, 227 miliardi di dollari.
Ma questo risultato si verifica solo nel 20 per cento dei casi, dunque i profitti attesi degli investitori privati sono il 20 per cento di 227 miliardi, ovvero 45 miliardi, esattamente quello che hanno investito. Anche per il Tarp i profitti sono esattamente uguali all’investimento. Così, sia il Tarp sia gli investitori privati sono in pareggio: come partecipanti all’asta, hanno offerto il prezzo massimo che consente loro di ottenerlo.
Gli azionisti delle banche, invece, chiudono il gioco con in tasca 276 miliardi in più, mentre la Fdic si sobbarca 276 miliardi di perdite attese. Il trasferimento avviene a causa delle inadempienze sul prestito Fdic quando gli attivi tossici pagano solo 200 miliardi, un risultato che si verifica nell’80 per cento dei casi. Quando ciò accade il fondo di investimento si ritrova in rosso: ha più debito verso la Fdic di quanto abbia ricevuto dagli attivi tossici. Ma a quel punto, il fondo di investimento non ripaga il suo debito alla Fdic. E l’ente ottiene 200 miliardi invece della restituzione di 546 miliardi, con una perdita netta di 346 miliardi. E poiché questo risultato si verifica nell’80 per cento dei casi, la perdita attesa per il contribuente è l’80 per cento di 346 miliardi, ovvero 276 miliardi. Che corrisponde esattamente al guadagno in eccesso delle banche.
I prezzi alle stelle dei titoli bancari nella settimana che lo ha preceduto e nel giorno stesso dell’annuncio del piano svelano il salvataggio: tra il 9 e il 20 marzo l’indice bancario Kbw è salito del 33 per cento, mentre il Dow per l’industria solo dell’11 per cento, il che indica quanto fossero favorevoli alle banche le indiscrezioni sul piano. La mattina dell’annuncio, Citibank ha triplicato il suo valore rispetto al minimo dell’inizio di marzo. Il valore del salvataggio è di gran lunga superiore al bonus destinato ad Aig e Merrill, ma poiché il primo è molto meno ovvio del secondo, la reazione dell’opinione pubblica è stata debole, almeno all’inizio.
UN PIANO MIGLIORE
Il piano non dovrebbe andare avanti su queste basi così poco eque. Nel rispetto della legge, il Congresso dovrebbe applicare il Federal Credit Reform Act del 1990, che richiede un accantonamento di bilancio a copertura delle perdite attese nei programmi di prestito pubblico: si presume che le perdite attese della Fdic sulla base del piano Geithner-Summers dovrebbero rientrarvi. Con una corretta contabilità, l’intera operazione descritta nel nostro esempio richiederebbe un accantonamento di bilancio di 276 miliardi, pari alle perdite attese di Fdic e Tesoro. Se l’amministrazione chiedesse al Congresso un accantonamento simile, la risposta sarebbe un secco “no”: l’opinione pubblica non accetterebbe un pagamento eccessivo degli attivi tossici a spese del contribuente. Così, è molto probabile che l’amministrazione cerchi di evitare un controllo del Congresso sul piano e faccia affidamento sulla confusione e sulla “buona notizia” dei rialzi dei corsi azionari per giustificare le proprie azioni.
I piani Geithner-Summers per la Fdic non sono gli unici trasferimenti fuori-bilancio agli azionisti delle banche. Altri punti del piano suffragano prestiti agevolati del Tesoro e ancor di più della Fed. La Fed sta già acquistando centinaia di miliardi di attivi tossici con scarso, se non nessun, controllo o accantonamento compensativo. E poiché alla fine guadagni e perdite della Fed sono iscritti a bilancio, anche l’acquisto degli attivi tossici dovrebbe ricadere sotto il Federal Credit Reform Act e dovrebbe essere esplicitamente finanziato.
Esistono innumerevoli alternative preferibili e più trasparenti. Gli attivi tossici potrebbero essere venduti a prezzi di mercato, non a prezzi esagerati, facendo sopportare agli azionisti delle banche i costi delle perdite. Se a quel punto le banche avessero bisogno di maggior capitale, il governo potrebbe acquistare direttamente le loro azioni: questo permetterebbe di salvare il sistema bancario senza salvare gli azionisti delle banche. Il processo sarebbe più corretto, meno costoso e più trasparente per il contribuente.
Nelle banche già ora insolventi dovrebbe intervenire direttamente la Fdic, in una forma di amministrazione controllata temporanea. Il ritorno per l’azionista sarebbe completamente cancellato, eccetto forse per qualche residuo diritto nel caso che gli attivi tossici superino largamente le loro attuali aspettative di mercato.

Fonte: www.dalavoce.info