di

Felice Capretta

La Repubblica di oggi ci informa dalla sua home page che Naomi Campbell ha preso a schiaffi il suo autista, l’ha ferito ad un occhio ed è successivamente sparita.

Speriamo che si trovi così bene da non tornare.

Nella pagina interna dell’articolo, dopo l’immancabile pagina pubblicitaria dal claim “Cielo. Piovono TV.” (più che una promessa, una minaccia), si legge che in realtà la 39enne top model dal probabile peso di 50 kg avrebbe colpito l’autista alla nuca, provocandogli traumi ed abrasioni.
Già.
Poco spazio invece è stato dedicato ad una interessante notizia apparsa sulla TV tedesca ProSieben e riportata da Zerohedge.

Risulta infatti che la fonderia W.C. Heraeus, il più grande produttore e raffineria di metalli preziosi a capitale privato, ha individuato un blocco di tungsteno da mezzo chilo spacciato per lingotto d’oro.

La fonderia se n’e’ accorta poco prima della fusione.
Il lingotto falso è stato spacciato da una banca non meglio definita.
Qui il filmato.

oro tungsteno lingotti
La cosa in se’ non sarebbe di enorme gravità, non fosse che, come ben sanno gli affezionati lettori, che all’epoca della presidenza Clinton, la banda Robert Rubin – Alan Greenspan – Lawrence Summers ebbe la brillante idea di creare circa 1,5 milioni di lingotti di tungsteno da 400 once da una fonderia.

Di questi, 640.000 lingotti furono dorati e spediti a Fort Knox, dove in teoria sarebbero dovuti rimanere.
In questo modo, gli effetti della grande truffa della banda Rubin-Greenspan-Summers si sarebbero limitati a Fort Knox ed alla grassa plusvalenza tra il valore dell’oro ed il valore dell’tungsteno (circa 1000 volte di più) più il costo della realizzazione.
La truffa sarebbe potuta continuare ancora a lungo.

Tuttavia qualcosa deve essere andato storto.
Probabilmente i lingotti buoni si sono mescolati con quelli falsi, nonostante le marcature univoche (si spera) e qualche lingotto falso deve essere uscito da Fort Knox. Il che ci fa dubitare sulla marcatura univoca, ma passi. Comunque risulta che il 3 settembre dell’anno scorso Pechino ordinava il ritiro di tutte le sue riserve di oro fisico da Londra a Hong Kong.
E risulta che un mese dopo Pechino ha scoperto che non è tutto oro quello che luccica, e che alcuni dei lingotti d’oro che aveva in tasca sono in realtà blocchi di tungsteno ricoperto d’oro.
Oggi la notizia che nella più grande fonderia privata del mondo è stato scoperto un lingotto d’oro falso.
E’ segno che i lingotti al tungsteno stanno circolando, il che getta incertezza sul più certo ed ultimo degli asset rimasti: l’oro fisico.
Intanto Soros investe in oro, sapendo che è probabilmente una bolla.
Roba da schiaffeggiare il proprio autista….

Aggiornamento: segnalo anche questo interessante approfondimento: alla ricerca dell’oro perduto

 

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