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Archive for maggio 2010

11 settembre : La CIA ammette di aver falsificato un video di bin Laden

mag 31st, 2010 | By admin | Category: News

di

Massimo Mazzucco

A volte la vita propone delle combinazioni davvero incredibili. Pensate: mentre tutti quelli che non credono alla versione ufficiale dell’11 settembre sono convinti che il “personaggio” di Osama bin Laden sia stato creato a tavolino dalla CIA, la stessa CIA ha ammesso di aver falsificato un video di Osama bin Laden.
La notizia passa, quasi inosservata, fra le righe di un recente articolo del Washington Post, che riporta le rivelazioni di due ex-agenti della CIA sui retroscena delle invasioni di Iraq e Afghanistan.
Durante la pianificazione dell’invasione del 2003 in Iraq – dice l’articolo – il gruppo operativo della CIA in Iraq ha lanciato un certo numero di idee per gettare discredito su Saddam Hussein agli occhi del suo popolo. Un’idea era quella di creare un video nel quale il dittatore intratteneva rapporti sessuali con un ragazzino, secondo uno dei due ex-agenti della CIA che erano a conoscenza di questo progetto. Doveva sembrare che fosse stato ripreso da una telecamera nascosta, molto sgranato, come se fosse la registrazione segreta di un incontro erotico. L’idea era quella di inondare l’Iraq con questi video, secondo l’ex-agente. Un’altra idea era quella di interrompere le trasmissioni televisive irachene con un finto notiziario speciale. Un attore che impersonava Hussein avrebbe annunciato che abdicava in favore del (particolarmente odiato) figlio Uday. “Sono certo che darete tutto il vostro supporto a Sua Eccellenza Uday”, avrebbe dichiarato il finto Hussein. Di fatto l’agenzia ha realizzato un video che mostrava Osama bin Laden e i suoi compari seduti attorno ad un fuoco, che ingollavano bottiglie di alcolici mentre si vantavano delle loro conquiste omosessuali. “Gli attori – ha detto uno degli ex-agenti, sogghignando al ricordo – erano stati presi fra quelli di noi che hanno la pelle più scura degli altri.”
Di certo noi sappiamo che questo tipo di idee non sia affatto nuovo nei corridoi della CIA. Anzi, si tratta di idee talmente obsolete e stantie …
… da aver circolato per quei corridoi – evidentemente senza troppo successo – da oltre 50 anni. Ad esempio, uno dei progetti per rovesciare Fidel Castro, che risale al 1960, proponeva di devirilizzare progressivamente la persona del dittatore, introducendo nel suo cibo ormoni femminili, che gli avrebbero fatto cadere la barba, dandogli una voce sempre più acuta.
Viene da sorridere all’idea che questi signori pensino di attribuire gli stessi “connotati negativi” a qualunque nemico nel mondo, senza tenere minimamente conto della sua collocazione geografica e della cultura in cui vive: mentre si può supporre che un Fidel Castro effeminato potesse perdere molto del suo appeal, nel mondo “macho” dell’America Latina, un Saddam Hussein o un bin Laden che se la spassano con i ragazzini non avrebbero sollevato nemmeno un sopracciglio fra gli afghani o gli iracheni.
Ma la cosa più curiosa – al di là del contenuto – è che gli uomini di Langley abbiano realizzato un falso video di Osama bin Laden, quando mezzo mondo sospetta già da tempo che i video di bin Laden siano proprio dei falsi prodotti dalla CIA. La quale naturalmente è così fortunata da riuscire spesso anche a trovarli da sola. (E’ l’applicazione letterale del concetto di “home-movie”: te la scrivi e te la canti, tutto da solo). L’esempio più clamoroso fu quello del cosiddetto video “della barba parlante”, trovato casualmente dalla CIA in un covo di Talebani abbandonato, che sarebbe poi servito come capo d’accusa principale contro lo sceicco ribelle per gli attentati dell’11 settembre.
Certo che fare gli attentati e dimenticarsi di preparare la rivendicazione è proprio da minorati mentali. Da noi almeno i “volantini delle BR” erano già pronti nel cestino della spazzatura al momento degli attentati, non vi comparivano tre mesi dopo, trovati “casualmente” dagli stessi agenti della Digos.
Chissà nel frattempo come se la spassa quel poveraccio, nell’aldilà, vedendo questo continuo scempio fatto alla sua persona, da parte di una banda di microcefali il cui unico vantaggio è di rivolgersi ad un pubblico la cui visione è ancora più ristretta della loro.
Come è noto, nel paese dei ciechi chi è orbo è re.

VEDI ANCHE:
“1960: OPERAZIONE "QUESTO FA SUL SERIO". Castro diventa il problema CIA n.1”
Una serie di progetti inimmaginabili per rovesciare Fidel Castro.

 

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La Coop sospende i prodotti dei coloni israeliani

mag 31st, 2010 | By admin | Category: News

di

Laura Aletti

Il gruppo toglie dai suoi scaffali i prodotti delle colonie israeliane. La notizia è stata accolta sui siti d’informazione palestinesi come un grande successo. "Solo una sospensione temporanea per motivi di trasparenza" per Coop. Ma il segnale è forte.

La catena di supermercati italiana Coop e la Nordiconad, gruppo cooperativo della Conad che lavora in nord Italia come centro di acquisto e distribuzione, hanno deciso di interrompere la vendita di prodotti provenienti dalle colonie israeliane costruite nei territori occupati.
Circa il 60, 70 per cento della produzione agricola degli insediamenti ebraici – soprattutto frutta, verdura, fiori ed erbe aromatiche – è commercializzato dalla compagnia israeliana Agrexco, come testimoniato da Amos Or, direttore generale di Agrexco Uk durante un processo tenutosi nel 2004 in Gran Bretagna. I prodotti delle colonie sono distribuiti insieme a quelli provenienti da Israele sotto il marchio "Carmel", senza una distinzione esplicita.
La notizia della decisione di Coop Italia è stata resa nota nei giorni scorsi dal gruppo italiano Stop Agrexco Italia, parte della campagna internazionale Global Boycott, Divestment and Sanctions (Bds) for Palestine. Attraverso un tam tam sulla rete, la notizia è stata ripresa da moltissime Ong e organizzazioni della società civile palestinese, e non solo. Gush Shalom, storico gruppo pacifista israeliano, ha reso pubblica una lettera inviata alla Agrexco nella quale si legge che gli "sviluppi in Italia dovrebbero essere considerati come un campanello d’allarme" dall’azienda esportatrice. Nella lettera è stato inoltre sottolineato come la politica di mischiare i prodotti israeliani con i prodotti delle colonie metta profondamente "a rischio tutte le esportazioni agricole di Israele".
Coop Italia, come si apprende leggendo un comunicato indirizzato al gruppo Stop Agrexco Italia, dimostra di essere sensibile a questa tematica. La decisione arriva dopo innumerevoli sollecitazioni da parte di soci che chiedevano che fossero svolte delle indagini e che venisse chiarito per quale motivo non fosse indicata con precisione la provenienza di determinati prodotti. La catena di supermercati, anche in seguito ad alcuni incontri con il gruppo Stop Agrexco Italia, ha quindi deciso di contattare direttamente la compagnia esportatrice israeliana. Agrexco, rispondendo alla richiesta italiana circa un chiarimento, ha detto che: "Tali prodotti [quelli provenienti dalle colonie] sono contrassegnati nei documenti che accompagnano la merce, in modo da indicarne l’origine del luogo di provenienza così come richiesto dai regolamenti in vigore presso la Comunità Europea".
Coop Italia, dopo aver precisato che Agrexco non è un suo fornitore diretto, ha ritenuto che l’assenza di un’indicazione di provenienza specifica, indicata direttamente sul prodotto esposto, fosse in contraddizione con la sua politica di trasparenza nei confronti del consumatore. "Questa modalità di tracciabilità commerciale non risolve l’esigenza di un consumatore che voglia esercitare un legittimo diritto di non acquistare prodotti di determinate provenienze, in quanto l’informazione non è presente in etichetta". Sarebbe quindi questa la ragione ad aver spinto Coop Italia a "sospendere gli approvvigionamenti di merci prodotte nei territori occupati  e quindi valutare se esistano possibilità di specificare maggiormente l’origine del prodotto". La decisione mira dunque a garantire una reale distinzione tra prodotti made in Israel e prodotti provenienti invece dai territori occupati. Coop Italia precisa però che si tratta di una sospensione temporanea di carattere commerciale e che non avrebbe niente a che fare con "una forma di boicottaggio generalizzato". Nel caso in cui Agrexco decidesse di rivedere la sua politica, la Coop sarebbe quindi pronta a ritornare sulla questione: "Si tratta di salvaguardare un diritto all’informazione corretta sull’origine dei prodotti, importante per garantire la libertà di scelta dei consumatori", si legge in una nota di precisazione della cooperativa.
La notizia è stata accolta, sui canali di informazione palestinese, come una vittoria della battaglia condotta dalla campagna internazionale Bds, dando largo spazio a quanto accaduto. Anche i media israeliani se ne sono occupati. Pur mantenendo toni molto pacati, sia il quotidiano Yediohot Ahronot sia Haaretz, senza utilizzare mezzi termini, hanno parlato di boicottaggio dei prodotti israeliani.
L’idea di boicottare Israele, una risposta non violenta all’occupazione militare, è stata lanciata nel 2005 da numerose organizzazioni della società civile palestinese e culminata nella creazione della campagna globale Bds, che gode di un sostengo sempre più diffuso anche a livello internazionale in diversi Paesi, tra cui l’Italia. Oltre al boicottaggio dei prodotti israeliani, la campagna internazionale coinvolge anche il mondo accademico-culturale.

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ISRAELE ATTACCA LA FLOTILLA: CARNEFICINA, OMISSIONE DI SOCCORSO, TRADIMENTO DELLA PATRIA- I POLITICI TACCIONO E FANNO COOP PRO ISRAELE

mag 31st, 2010 | By admin | Category: News

DI

ANTONIO CARACCIOLO
civiumlibertas.blogspot.com


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Fino a ieri sera sul tardi, avevo cercato notizie sulla “Flotilla” e, tutta la notte, sono rimasto in pensiero. In particolare, per gli italiani che conosco di persona: Fallisi, Rossi, Benini ed altri, fra cui comprendo anche Mons. Capucci, che ho conosciuto e di cui ho già riferito in un altro mio scritto. Questa mattina non avevo ancora acceso il computer, quando uno squillo insistente del telefono mi ha fatto pensare al peggio: alzando il ricevitore, ho appreso del massacro! Pieno di sdegno, scrivo queste righe sulla base delle sole informazioni telefoniche ed in preda ad una emozione che non ho motivo di frenare.

- I POLITICI TACCIONO E FANNO COOP PRO ISRAELE

Non ho ancora letto altro, ma avevo seguito continuamente fino a ieri sera tutte le notizie scritte in italiano. Fino a ieri sera, infatti, diffondendo le solite infamie mediatiche, come queste,si pretendeva che a Gaza non hanno bisogno di nulla… in quanto ci sarebbe ogni ben di dio… (sic!).
Nella foto: Il blitz israeliano contro flotta ong diretta a Gaza
Mancano adesso le bare per quelli che hanno appena ammazzato. Assassini! Come disse Erdogan: sapete come fare ad ammazzare e come ottenere l’impunità per i vostri crimini. Non raccolgo le provocazioni di simili infami articoli di stampa e “corretti commenti”, perché ho compreso le trappole che vorrebbero tendermi, ma tutti costoro meritano sommo ed eterno «disprezzo». Non «odio», che è ben altra cosa ed appartiene unicamente alla loro natura, come ben disse Spinoza e come il massacro che abbiamo sotto i nostri occhi ancora una volta documenta.
Di primo mattino, però, avevo già chiare in mente strane sensazioni che cercherò, in qualche modo, di riuscire a poter dire. Già, a dire, a parlare, a poter parlare. Sono stato in conferenza sabato pomeriggio, parlando sul tema: La difesa della libertà di pensiero per tutti come fondamento della democrazia e come impegno civile di ognuno. I signori parlamentari della Commissione Nirenstein sono al lavoro, dalla fatidica e magica data del 27 gennaio, per togliercela questa libertà, su consiglio e, sicuramente, a beneficio di Israele, che ha forse massacrato anche i nostri connazionali, i quali inermi su una nave andavano a portare soccorsi a un milione e mezzo di persone sotto assedio, stremate dalla fame, dalle malattie, da tutto, privi di verità e oggetto di infamie e falsità di ogni genere.
Sarò eccessivo, ma io, tutto questo, lo chiamo tradimento della Patria. In altre parole, quando stai dalla parte del “nemico”, ed ignori i nostri concittadini, che dal “nemico” vengono massacrati, potrebbe essere definito altrimenti? Dal nostro ministro (da sempre, dichiaramente filosionista) sionista – che ha iniziato le audizioni del 27 gennaio – neppure una parola per i nostri connazionali, ne prima, né durante, né dopo: lui pensa alla «sicurezza di Israele» e a cantare la canzonetta “terroristi terroristi terroristi”, il long play della propaganda israeliana. Chi sono ora i «terroristi»? I nostri connazionali che portavano aiuti o chi ha sparato loro, forse uccidendoli? Chi dal 27 gennaio tenta di tapparci la bocca?
Gli Onorevoli Deputati, le Betulle d’Italia, passeranno il loro tempo a professare la loro amicizia, eterna e incondizionata, per Israele, ma non potranno spendere neppure una parola, che sia sincera e gradita, per i nostri concittadini: possiamo aspettare che si associno alla versione israeliana ed al massimo elargiscano qualche paternalistica tirata di orecchie ai nostri connazionali. Ci diranno – con l’aiuto dei loro “esperti”, auditi dietro il modico compenso di 300.000 euro annui – che è “antisemitismo” stare dalla parte degli italiani e contro i loro massacratori. E proprio loro, con grande e parlamentare sicumera, parleranno a noi di «onore», pretendendo di toglierlo agli italiani cui non vogliono neppure concedere l’onore del nome, mentre si danno da fare per cancellare dalla costituzione italiana la libertà di pensiero, che è di tutti e non solamente di Lor Signori. Firmano costoro insieme alla “aspirante colonizzatrice” Nirenstein la loro solidarietà a Israele e danno addosso alle Coop che inizialmente e saggiamente avevano deciso il boicottaggio contro Israele… Israele ha chiamato e loro sono insorti dai loro scranni e dalle loro laute prebende, esercitando tutte le pressioni di cui sono capaci, completando l’opera che hanno intrapreso con la loro Indagine, il cui scopo finale sarà quello di aggiungere 200.000 processati italiani ai 200.000 processati tedeschi per reati di opinione dal 1994 ad oggi. Sono altamente professionali nel loro lavoro: è come se facessero un’Indagine parlamentare conoscitiva sulla… tortura e chiamassero quali esperti e consulenti i torturatori e non i torturati, ai quali non può essere concesso neppure l’onore del nome! Ed adesso, con i morti sul mare, sappiamo dove volevano andare a parare e dove sono andati a finire.
BERLUSCONI – per la …! – io ti ho votato: chi mi hai messo in Parlamento? Cacciali, per cortesia! Non hanno nulla a che fare con il popolo italiano! Sono nemici del popolo italiano!!! Nemici che offendono ed insultano i nostri connazionali, colpevoli, ai loro occhi, di portare soccorsi alle vittime dello Stato sionista. Non possiamo più tacere e chiediamo di essere ascoltati di persona, in Parlamento, dal Presidente del Consiglio, il cui compito primario è di proteggere la vita, l’integrità e la dignità dei cittadini italiani, e di cacciare dal Parlamento i traditori della patria, qualora si accertasse che ve ne siano. La legge elettorale che hai voluto fa letteralmente schifo! È tutto da rifare. Finché fai in tempo e ne hai la forza, datti una mossa o presto ti faranno fare la fine degli altri.

Fonte: http://civiumlibertas.blogspot.com/
Link: http://civiumlibertas.blogspot.com/2010/05/verso-gaza-israele-attacca-la-flotilla.html



INGANNO E DEPRESSIONE INDOTTA

mag 31st, 2010 | By admin | Category: News

DI

MARCO DELLA LUNA
nuke.lia-online.org

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La crisi è alle spalle – Non ci saranno nuovi sacrifici – Qualcuno ha pagato il mio appartamento a mia insaputa – Al Salaria Sport Village mi curavano l’ernia del disco.
Hanno mentito e mentono ancora. Hanno Mentito quando dichiararono che l’Euro avrebbe protetto il potere d’acquisto, e all’opposto lo ridusse del 40%. Era così sicuro e conveniente – dicevano – che non solo era superflua una consultazione popolare, ma anzi la gente doveva assolutamente pagare tasse aggiuntive per meritare il privilegio di entrare nell’Euro, nella Moneta Unica.
Mentirono sulla quantità di tasse da pagare per entrare nell’Euro: prima erano 5.000 miliardi di Lire, poi 10.000, poi 20.000. A un certo punto ci dissero che finalmente eravamo nell’Euro, nella Moneta Unica. Ma anche qui mentivano, e ora ce ne stiamo accorgendo: l’Euro non è una moneta unica. E’ una cosa molto diversa: è un insieme di parità fisse di cambio tra le varie monete partecipanti. E’ come il vecchio Sistema Monetario Europeo, saltato nei primi anni ’90, solo che ha introdotto banconote e spiccioli comuni, per corroborare l’illusione che sia una moneta unica.
Non è una moneta unica perché l’Euro viene prodotto dalla BCE e “venduto” ai singoli paesi contro titoli del debito pubblico dei singoli paesi. Ogni paese emette e vende i suoi propri titoli. Ogni paese, ogni debito pubblico, ha il suo rating e paga il suo tasso di interesse: più i suoi conti sono affidabili, meno paga. E le differenze possono essere elevate. Inoltre, le agenzie di rating possono giocare, e hanno giocato, a dividere l’Eurozona ribassando artatamente il rating di questo o quel paese finanziariamente in difficoltà. Si può arrivare a una situazione in cui la BCE dichiari che i titoli di un dato paese dell’Eurozona non siano più utilizzabili per acquistare Euro.
Affinché più paesi facciano una moneta unica, comune, è necessario che emettano titoli del debito pubblico comuni, ossia che unifichino i loro rispettivi debiti pubblici. Che paghino un unico tasso di interesse. Il che ovviamente non è avvenuto e non può avvenire: Germania e Francia non unificheranno mai i loro debiti pubblici con quelli di Italia, Spagna, Portogallo, Grecia.
Quello che è avvenuto e che era prevedibile e inevitabile, e da alcuni è stato voluto, è che costringere sistemi economici poco efficienti a servirsi della medesima moneta dei sistemi economici più efficienti con cui avevano rapporti di concorrenza e/o di scambio commerciale, ha causato il declino e lo smantellamento dei sistemi economici inefficienti: Grecia, Meridione, Portogallo… Tanto più che, al contempo, arrivava l’attacco competitivo nei nuovi paesi comunitari est-europei nonché della Cina, dell’India, del Pakistan, del Marocco… Tra aree economiche aventi livelli di efficienza e di indebitamento molto distanti tra loro, non ci può essere una moneta comune. Ma non può nemmeno sopravvivere una parità comune, senza ammazzare le aree deboli. A meno che queste non prendano il potere politico sull’Unione e non sfruttino colonialmente quelle forti. Quindi l’Euro salterà, in un modo o nell’altro.
Intanto i banchieri portano avanti la loro politica e i loro affari. Ricordate quando le banche, la BCE, erogavano prestiti facili e a minimi tassi? E poi, quando famiglie e imprese si furono indebitate, strinsero i cordoni con Basilea I e Basilea II, mandando a rotoli l’economia? Causando una marea di insolvenze? E, quando i costi maggiori finanziari prodotti da questa stretta creditizia, cioè monetaria, e le insolvente, pure da essa prodotte, si tradussero in un generale rincaro dei prezzi, gridarono all’inflazione monetaria, e strinsero ancora di più i cordoni della liquidità, e alzarono ripetutamente i tassi, fino a ottenere il crollo dei mercati finanziari e dell’economia reale nel 2008? Vi ricordate che, allora, diciamo a fine luglio, dall’oggi al domani, contraddicendosi spudoratamente, “scoprirono” che c’era un drammatico bisogno di liquidità, e buttarono i tassi a zero? E usarono i governi per far rifinanziare banche e simili coi denari pubblici, cioè con pubblico indebitamento, togliendo i soldi all’economia reale e ai redditi e alla spesa pubblica? E avete notato come, con quei rifinanziamenti, le banche hanno imbastito tra loro un frenetico scambio di titoli finanziari per far risalire artificiosamente i mercati, inducendo risparmiatori fondi previdenziali e di investimento a metterci i loro soldi per rifarsi delle perdite del 2007-2008? E come hanno riportato i bonus dei loro CEO a livelli superiori al crollo delle borse?
Adesso la cosa si ripete: nuovo sacco dei redditi e dei risparmi per trasferire ricchezza al sistema bancario, anziché far pagare le banche autrici e beneficiarie di truffe e speculazioni distruttive.
L’inflazione rialza la testa e la BCE assicura che non tollererà che ciò avvenga. Ossia preannuncia e pregiustifica rialzi dei tassi. Ma sa benissimo che, oggi come prima del 2008, non c’è alcuna inflazione monetaria, proprio perché, al contrario di quanto assume (in ovvia mala fede) la BCE, l’economia reale sta morendo di scarsità di denaro disponibile. Quella falsamente presentata come inflazione da eccesso di moneta, in realtà è l’aumento dei costi finanziari (e conseguentemente dei prezzi di beni e servizi) dovuto appunto alla stretta creditizia di Basilea I, II e III , alla pratica sistematica dell’usura da parte delle banche di credito col tacito consenso delle banche centrali, all’aumento dei costi unitari industriali dovuto a diseconomie di scala (a loro volta dovute alla minor produzione e alla concorrenza cinese). Ma anche al fatto che banchieri e governanti hanno dirottato le risorse monetarie dai consumi, dai redditi, dagli investimenti al sostegno delle banche e della speculazione finanziaria, demonetizzando l’economia produttiva a favore di quella speculativa, e diffondendo insolvenze, fallimenti, licenziamenti.
Ora, con le manovre di aggiustamento dei conti, con nuove tasse, con ulteriori tagli dei redditi e della spesa pubblica, e insieme col rialzo dei tassi, è chiaro che puntano deliberatamente a produrre una depressione economica di prim’ordine e di lunga durata (una manovra che io interpreto, nel mio recente Oligarchia per Popoli Superflui, come finalizzata a salvare la Terra dall’inquinamento industriale e civile, dall’esaurimento delle materie prime, dalla sovrappopolazione). Ci sono precedenti: come provato dal prof. Richard Werner nei suoi saggi Princes of the Yen e New Paradigm in Macroeconomics, una cosa analoga il sistema bancario internazionale ha già fatto nel 1991 al Giappone, per tagliare le gambe alla sua economia mediante una brusca ed economicamente ingiustificabile stretta monetaria, che bloccò l’espansione industriale e commerciale di quel paese, e ancora oggi lo mantiene nella stagnazione. E così facendo consentì l’ascesa dell’astro cinese, designato a comperare l’incessante emissione di t-bonds degli USA – USA che erano all’inizio di una lunga e costosissima serie di campagne belliche.
Quale che sia il fine reale della manovra bancaria per mandare l’Occidente in depressione economica, la realtà di tale manovra è tangibile, comprovata. E i politici, i governi, i parlamenti assecondano tale disegno depressivo. Se si volessero realmente opporre, i governi potrebbero facilmente farlo con operazioni sotto copertura nei confronti della grande finanza e delle sue agenzie di rating, analoghe a quelle che conducono nei confronti del terrorismo non finanziario.
In Italia e in altri paesi ci stupiamo che la classe dirigente (politici, grand commis), rubano, o mangiano, o arraffino, in modo non accidentale, non isolato, ma sistemico. Ma che altro potrebbe fare, se non questo, una classe dirigente che, nel sistema effettivo dei poteri, è sottoposta al potere finanziario, che è il braccio esecutivo e la maschera sporca di questi interessi, e che in questo ruolo saccheggia e boicotta i popoli che sulla carta dovrebbe rappresentare e amministrare? E’ inevitabile che arraffi in proprio, oltre a saccheggiare per essi. In Italia, con la tangentopoli bis, stanno sviando l’opinione pubblica dal male grande al male piccolo ma più accettabile all’opinione pubblica, che quindi viene condizionata a vedere il problema come di una classe dirigente diffusamente corrotta: un problema da risolvere con indagini e sanzioni e più richiami a valori etici.
I popoli, le masse, non sono, proprio perché numerosi, in grado di imparare, di capire, di evitare. Agiscono secondo emozioni, abitudini, imitazione. Altrimenti non sarebbero caduti nella trappola dei prestiti facili né in quella della crisi alle spalle. E non sono nemmeno in grado di coordinarsi, altrimenti avremmo già avuto una rivoluzione violenta negli USA come in Grecia, in Italia etc., contro questi parlamenti e questi governi che depredano le loro popolazioni su mandato dei banchieri, mentendo e ingannando sistematicamente in materia economica. Ma queste rivoluzioni sarebbero del tutto inutili, perché non vi è alternativa, nei nostri tempi, al governare i popoli attraverso lo strumento monetario e bancario, e agli strumenti più specificamente manipolatori. Quindi, se non scoppia la rivoluzione, non perdiamo nulla, tranne il sanguinoso spettacolo del popolo che sfoga la sua indignazione sulle piazze, facendo in pezzi ministri, onorevoli e senatori, boiardi di Stato e tutti gli altri da cui crede di essere stata ridotta in miseria.

Fonte: http://nuke.lia-online.org/



Simposio internazionale sulle scie chimiche accessibile via internet streaming

mag 28th, 2010 | By admin | Category: News

Ricevo dal gruppo Belfort e volentieri traduco e diffondo:
Per seguire il simposio internazionale contro le scie chimiche organizzato in Belgio dal gruppo Belfort per questo fine settimana (29 e 30 maggio 2010) è stato organizzato uno streaming via internet.
Basterà infatti connettersi nei giorni dell’evento al seguente link per seguire i lavori della conferenza:
http://www.ustream.tv/channel/belfort-test
Ovviamente questo simposio non sarà la fine della nostra battaglia ma un forte richiamo per continuare positivamente la nostra lotta:
· sporgendo una denuncia al locale distaccamento di polizia.
· diffondendo i nostri rapporti scientifici il più possibile. Li metteremo sul nostro sito web e su molti altri. Qui il link per uno di essi (disponibile a partire dal 30 Maggio):
Il video clip dell’evento con un programma di massima della conferenza:


NB: Appena possibile aggiorno questo articolo inserendo nuova documentazione, per adesso ho premura di informare tempestivamente sulla possibilità di seguire i lavori del convegno, alla cui conclusione verrà presentato un documentario sulle scie chimiche nel quale sono presenti anche interviste al fisico Corrado Penna (il sottoscritto) ed al ricercatore Rosario Marcianò.
PS: alcune interessanti notizie sulla piattaforma esplosa nel golfo del Messico le potete trovare presso questo ottimo articolo sul blog punto di origine: oil spill + corexit = big money che confermare i sospetti da me espressi nel mio recente articolo sulla questione

Dal blog tanker enemy traggo queste informazioni sulla conferenza
Salve,
Sono Peter Vereecke dal Belgio.
Lo scorso agosto, mi rivolsi al nostro Dipartimento di Giustizia per presentare una denuncia contro l’intenzionale e sistematica diffusione di metalli pesanti, sostanze chimiche ed agenti patogeni nell’atmosfera. Di conseguenza da ottobre è in corso un’indagine su questo tema.
A causa di qualche attenzione della stampa, sono noto come il sindaco delle chemtrails. Se si digita su Google, si trova un video in cui illustro questo problema. Dieci anni or sono fui sindaco della mia Comunità per un periodo di sei anni. Da allora ho cose più importanti in mente…
In questo stesso mese di agosto, ho creatoun movimento di resistenza civile, il gruppo BELFORT, che mira a rendere consapevoli i cittadini del fatto che le persone sono manipolate, che sono minacciate nella loro libertà, integrità e dignità per opera di alcune forze molto potenti.
Sin dall’inizio abbiamo decido di concentrarci sulle “tre C”: chemtrails, Codex alimentarius e costrizione alle vaccinazioni, ma abbiamo esteso le nostre preoccupazioni a problemi come il climategate, la “guerra” al terrorismo, il controllo nei media di regime etc. Ci occupiamo anche delle possibili risoluzioni.
Per il 27 marzo del 2010 vogliamo organizzare a Gand un simposio per rivelare la verità sulle scie chimiche.
In questa occasione presenteremo i seguenti documenti:
1. una relazione scientifica che offre innegabili prove sulle chemtrails;
2. i risultati dell’inchiesta compiuta dalla Magistratura belga;
3. l’anteprima del documentario realizzato su questo tema dal regista francese, Patrick Pasin.
Vorremmo dare un respiro europeo e, se possibile internazionale, a tale evento. Questo è il motivo per cui vi ho contattato, confidando nel vostro impegno preliminare e basandomi sulle vostre conoscenze circa questo tema.
Vorrei sapere se si desidera collaborare in ogni modo possibile al fine di rendere questo evento un’affermazione dei cittadini per protestare contro questo assalto alla nostra salute, alla nostra integrità ed al nostro futuro.
Contattatemi nei seguenti casi.
• Se desiderate partecipare ed aiutarci.
• Se desiderate contribuire al programma di quel giorno con informazioni, prove, testimonianze e così via.
• Se si conoscono altre persone o organizzazioni (in altri paesi) che operano su questo argomento.
• Se avete un suggerimento di qualsiasi genere che possa essere utile.
Cari amici «guerrieri»,
proviamo tutti che è molto importante che noi – il popolo – ci alziamo in piedi, abbandoniamo il nostro isolamento e cominciamo a lavorare insieme per cambiare il mondo, per il bene di tutta l’umanità.
Quindi vi prego di contattarmi, al più presto. Mi sono totalmente impegnato a fare del mio meglio per contribuire alla più grande rivoluzione nella storia dell’umanità, insieme con i miei amici del Gruppo Belfort e a tutti voi!
Saluti cordiali e combattivi del Gruppo Belfort.
Peter Vereecke
Hooiwege 20
9940 EVERGEM
Belgium
email: peter_vereecke@hotmail.com
internetsite: http://citizensinactionbelgium.ning.com/
telephone number : 00-32-9-357.33.36
Qui il testo originale in versione PDF.

 

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Politica italiana : Il tornante della storia

mag 28th, 2010 | By admin | Category: News

di

Marco Cedolin

 

 

 

 

Ormai dagli anni 90 abbiamo iniziato ad entrare in confidenza con proclami che facendo leva sul sentimento di unità nazionale, imponevano sacrifici, duri ma necessari, tirate di cinghia dolorose ma non procastinabili, piccoli grandi "fioretti" da compiere necessariamente oggi, per stare meglio domani.
Prima si è trattato di un "castigo" volto a rifondere gli sperperi e la dissolutezza occorsi negli anni di tangentopoli. Poi di un tributo da pagare per la costruzione di una grande Europa che ci avrebbe consentito di giocare la parte del leone nell’economia stravolta dalla globalizzazione. Poi ancora di un investimento nel futuro, finalizzato alla creazione dell’euro, la moneta magica e definitiva in grado di farci vincere le sfide del nuovo millennio. Poi ancora di lacrime e sangue indispensabili per fare recuperare al nostro paese ed al suo sistema industriale la competitività perduta. Infine di quello che Giulio Tremonti molto pomposamente definisce un "tornante della storia" , necessario per salvare l’euro e la BCE, o se preferite per rispondere alle imperanti richieste dei mercati.
Il tornante della storia paventato da Tremonti altro non è …
… che l’ultima puntata (o meglio il suo trailer) di una corsa del gambero ormai ventennale, nel corso della quale sempre più ampie risorse della collettività sono state alienate a favore del sistema finanziario e dell’economia di rapina ad esso correlata.
Creando progressivamente disoccupazione, riduzione del potere di acquisto di salari e pensioni, annientamento dei diritti, eliminazione di ogni prospettiva per le nuove generazioni.
Il tornante della storia attraverso il quale Tremonti, ligio alle direttive di Bruxelles più ancora che a quelle di partito dove serpeggia il terrore per la perdita dei consensi, tenterà di recuperare 24 miliardi di euro, ben sapendo che alla fine i miliardi dovranno essere almeno una sessantina, non spaventa per le misure contemplate nella manovra. Misure in larga parte confusionarie, raffazzonate, prive di qualsiasi visione in prospettiva e del tutto inadeguate ad ottenere i risultati prospettati.
E neppure spaventa per il fatto che la manovra, pur nascondendosi dietro una facciata populista che declama tagli agli emolumenti della classe politica e dei grandi manager, colpisca come sempre i soliti noti, aumentando di fatto la pressione fiscale e riducendo le prospettive occupazionali ed il potere di acquisto delle famiglie.
Il tornante della storia spaventa, poiché l’ennesima “mazzata” (di cui la manovra rappresenta solo una prima tranche) andrà a colpire un paese già in stato di profonda catatonia, assai lontano da quell’Italia in ripresa che non più tardi di un anno fa veniva “raccontata” sui giornali e in TV.
Un paese dove, a dispetto delle ridicole cifre fornite dall’Istat, un cittadino su due in età lavorativa non ha un lavoro degno di questo nome. Dove l’elenco delle imprese che chiudono i battenti ogni mese (gran parte delle quali per delocalizzare all’estero la produzione) somiglia per dimensioni a quello del telefono. Dove larga parte delle imprese che ancora restano in piedi o resistono alle sirene della delocalizzazione riescono a sopravvivere solo grazie al sussidio della cassa integrazione.
Dove milioni di giovani senza lavoro saranno costretti a vivere in famiglia a tempo indefinito, sperando che lo stipendio o la cassa integrazione dei genitori possano durare a lungo. Dove il piccolo commercio è stato da tempo annientato dalla grande distribuzione che adesso sta andando all’assalto degli ambulanti.
Dove la piccola impresa, strangolata dai mercati e dalle banche, è una categoria in via d’estinzione. Dove l’ammontare dei pignoramenti per insolvenza non viene reso noto, perché basterebbe esso solo a fiaccare ogni rigurgito di ottimismo.
Dietro al tornante non troveremo ad accoglierci altro che il precipizio e forse costituirebbe esercizio di eccessiva ingenuità sperare di riuscire a frenare in tempo, recuperando una qualche forma di sovranità monetaria, fermando l’emorragia della delocalizzazione, tentando di costruire prospettive occupazionali in nuovi settori magari legati alla riconversione industriale, trasferendo alle famiglie una parte della ricchezza indebitamente incamerata dai grandi poteri finanziari. Ma si tratterebbe comunque di un tentativo fondato sulla logica e con qualche prospettiva di successo.
Nella corsa del gambero prospettata da Tremonti non si manifesta alcuna volontà di frenare, via a tutta forza verso il burrone, entreremo probabilmente nella storia, ma come sempre dalla porta sbagliata.

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