Brzezinski, l’economia e la geopolitica

di

Felice Capretta

Parla poco, il Grande Vecchio, ma quando parla vale sempre la pena ascoltarlo.
Già: mentre i giornali ci raccontano estesamente della signora di Monza accoltellata ed affettata, con dovizia di particolari truculenti (compito per i prossimi 30 secondi: chiediti “a cosa serve a me sapere questo?”), è passato quasi sotto silenzio il discorso del Grande Vecchio Zbigniew Brzezinski, che il 15 maggio si è espresso ripetutamente riguardo a qualcosa che sta accadendo all’umanità intera.
Se non sapete di chi stiamo parlando, potete cliccare questo nostro vecchio post e tornare qui al termine del post.
Ah, e vogliate esimere il nostro tasteggio dal faticoso compito di digitare l’impronunciabile nome del suddetto e concederci di chiamarlo semplicemente Zibi’, come si fa con i vecchi amici…
Zib, dicevamo, si è espresso chiaramente.
E ha detto che l’umanità ha raggiunto un grado di risveglio mai visto prima nella storia, e che questo risveglio mette in difficoltà qualsiasi potenza.
E, aggiungiamo noi, mette in difficoltà qualsiasi potere delirante di dominio.
Brzezinski: "l’umanità è risvegliata per la prima volta nella storia"
Alcuni stralci del discorso:

Per la prima volta nell’intera storia, l’umanità è politicamente risvegliata – è una realtà completamente nuova – non si è mai verificato questo nella maggior parte della storia umana.
[…]
Il mondo nel suo complesso è divenuto più politicamente attento […] (e in tutto il mondo le persone sono) consapevole delle disuguaglianze, degli squilibri globali, della mancanza di rispetto, dello sfruttamento.
l’umanità è ora politicamente risvegliata ed attiva (e questo, in combinazione con una elite frammentata) complica le cose per qualunque grande potenza, compresi gli USA.

Ecco il filmato.
Quando il Grande Vecchio parla, vale la pena ascoltarlo con attenzione.

 

E se a Zibì brucia un po’ il sederino e ha paura di non riuscire a realizzare l’agenda del governo mondiale, il merito è dell’umanità intera, ma anche di internet, dei nostri post e di ognuno dei vostri commenti, che hanno portato più persone ad essere al corrente di più cose, a mettersi più in discussione, ad usare di più la testa ed in ultima analisi a fidarsi di più di se stesse e di meno della televisione e/o dei politici.
Momento di piacere caprino.
Vacanze a Sitges
A questo punto suonano come profetiche le parole di Zibi’ del maggio scorso, a leggere le cronache di Jim Tucker e Daniel Estulin riguardo all’incontro spagnolo del gruppo Bilderberg.
Da Megachip:

Secondo Tucker, i luminari del Bilderberg sono demoralizzati per il fatto che "molte persone importanti" non sono presenti quest’anno, perché, a causa della crescente esposizione, gli invitati "si trovano nei guai a casa" e i loro elettori li mettono in imbarazzo con domande irate come "che cosa stai combinando con questi mostri?"
"Tutte queste persone ci stanno esponendo, abbiamo tutte questo mail e telefonate," così Tucker ha parafrasato le lamentazioni dei membri del Bilderberg.
Ciò combacia con le rivelazioni origliate dal giornalista del Guardian Charlie Skelton presso l’Hotel Dolce Sitges prima che la riunione iniziasse, quando ha sentito gli organizzatori della conferenza lamentare il fatto che i numeri delle proteste sono in crescita ogni anno in occasione degli eventi Bilderberg e che perciò rappresentano una "minaccia" per l’agenda del Bilderberg.

Ebbene si: hanno paura del malcontento popolare.
Sarà per questo che tengono sempre il guinzaglio al limite della sopportazione, ma sempre sopportabile.
Sarà per questo che ci danno due schieramenti tra cui scegliere, leggi uguali per molti ma non per tutti, schermi al plasma a poco prezzo, cinema in 3D a volontà, divani in pelle, stipendio regolare, libertà di divorziare, di abortire, mutuo a tasso fisso e droga come se piovesse.
Non è che sia particolarmente nuova, come strategia.
Già i latini la chiamavano “panem et circenses”.
Più di 2000 anni fa.
Ma tant’è diceva il mio professore di storia all’università che non vale la pena studiare la storia.
Perchè la storia si ripete riproponendoti sempre gli stessi errori, o schemi.
La storia si studia, in teoria, proprio per imparare dal passato.
Ma poichè si ripetono sempre gli stessi errori, significa che dal passato non stiamo imparando niente.
E quindi a che serve studiare la storia?
Tanto vale andare al bar a farsi un cappuccino.
Hanno paura del malcontento popolare, dicevamo, ma ancora prima hanno paura che le persone sappiano, perchè se sanno si incazzano alquanto.
Sarà per questo che l’informazione è controllata, ma sempre in parte rilasciata. Sarà per questo che abbiamo testate giornalistiche di cronaca, sport, gossip, economia tra cui scegliere, ampia scelta di telegiornali, stampa gratuita sulla metropolitana, eppure le notizie che arrivano sono tutte invariabilmente le stesse.
Che noia. Poi pero’ l’economia salta per aria.
Oggi l’Euro è sceso sotto 1.19, ma quel che è più interessante è il grafico a 3 mesi.

E anche ieri le borse europee hanno fatto ciaociao con la manina e si sono fatte rosse. Sarà l’estate e il sole che picchia.
Poi la geopolitica impazzisce.
Ieri l’esercito israeliano ha ucciso due, ma alcuni dicono tre, altri dicono quattro o cinque sommozzatori combattenti palestinesi. Che, non si sa bene come mai, si trovavano lontani dalla costa. E Teheran ha annunciato che manderà due navi della Mezzaluna Rossa a tentare di portare aiuti forzando il blocco di Gaza. E Tayyp Erdogan, rilanciato più volte, ha dichiarato che ha intenzione di dirigersi personalmente a Gaza .
Ecco.

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