INCLUDE_DATA

Archive for settembre 2010

L’avvelenamento da mercurio e l’autismo non sono coincidenze

set 30th, 2010 | By admin | Category: News

 

Questa notizia viene niente meno che dalla CNN, tramite il suo sito. Qui di seguito la traduzione di alcune parti particolarmente interessanti dell’articolo More than 1,000 get mumps in New York, New Jersey since August pubblicato il 9 febbraio 2010.


Più di 1.000 persone hanno contratto gli orecchioni negli stati di New york e New Jersey a partire da Agosto

New York (CNN) — Le autorità sanitarie hanno affermato lunedì che  a partire da agosto si sono ammalate di orecchioni [ovvero parotite - N.d.T.] più di 1.000 persone negli stati del New Jersey  e di New York, molte delle quali sono adolescenti ebrei ortodossi.

La contea di Orange, nello stato di New York, ha confermato 494 casi a novembre, ha detto alla CNN il portavoce della contea Richard Mayfield. Quasi tutte queste persone infette dal virus, egli ha detto, appartengono alla popolazione ebraica ortodossa o chassidica, e la loro età media è di 14 anni.

(… dopo un piccolo elenco di cifre relative ai casi di parotite ed alla loro distribuzione geografica ed una precisazione sul fatto che l’epidemia è partita da un campo estivo dei ragazzi ebrei ortodossi, ecco la parte più importante …)

Il rabbino Yehunda Pirutinsky di Lakewood, nel New Jersey, è rimasto sorpreso quando al suo figlio di 14 anni è stata diagnosticata la parotite una settimana fa. Lakewood appartiene alla contea di Ocean.

"E’ stato completamente vaccinato [ovvero ha ricevuto entrambe le vaccinazioni per gli orecchioni, come specificato in seguito - N.d.T.]" ha detto Pirutinsky. "E quindi è stata una sorpresa per noi che si sia ammalato di orecchioni."

Chiunque sia completamente vaccinato  nei confronti della parotite riceve due dosi del vaccino, secondo quanto raccomanda il Center for Disease Control [CDC - Centro per il Controllo della Malattie]. Dei casi del New Jersey, il 77 per cento erano vaccinati, afferma Terjesen [in parole povere il vaccino non funziona proprio! - N.d.T]

Ma il vaccino non è efficace al 100 per cento, secondo il CDC. Dopo la somministrazione delle due dosi, il vaccino è efficace dal 76 al 95 per cento afferma il CDC sul suo sito Web [ci piacerebbe sapere come fa il famigerato CDC a fornire simili stime irreali quando le prove raccolte sul campo mostrano esattamente il contrario, ovvero che il vaccino non funziona nella stragrande maggioranza dei casi, dato che  il  77% delle persone che hanno contratto il virus era già stata vaccinata - N.d.T.].

(… segue la solita lista delle possibili complicazioni della malattia, vorrebbero forse convincere la gente a farsi vaccinare con la paura dopo che i dati appena presentati nell’articolo mostrano la sua pressoché totale inutilità?)


Se il vaccino funziona così male possiamo  permetterci persino di dubitare che i ragazzi che non hanno contratto la malattia si siano preservati grazie al vaccino, forse la naturale efficienza del sistema immunitario vale molto di più dell’innaturale immunizzazione ottenuta inoculando, per altro, tutta una serie di eccipienti e coadiuvanti potenzialmente pericolosi.
A tale proposito basta consultare una lista di tali ingredienti per verificare come tutti i vaccini contro gli orecchioni negli Stati Uniti contengano l’antibiotico neomicina (un antibiotico indicato per le infezioni del tratto intestinale), il quale secondo il sito della farmacia di Muria presenta i seguenti effetti collaterali
Effetti collaterali: la neomicina presenta potenti proprietà nefrotossiche (proprietà di essere tossico per le cellule del rene) e ototossiche (qualità di farmaci tossici a livello auricolare) il rischio di sordità è generalmente collegato all’uso prolungato del farmaco e può essere incrementato in caso di danno renale o in presenza di timpano perforato. La neomicina può provocare paralisi neuromuscolare che si può manifestare con depressione e/o blocco respiratorio. Può inoltre indurre nausea, vomito, diarrea, sindrome da malassorbimento con steatorrea. Presenza di una eccessiva quantità di grassi nelle feci e diarrea. La neomicina somministrata per via orale provoca una riduzione della flora batterica intestinale alla quale consegue il rischio di infezioni secondarie da parte di organismi opportunisti. Probabilmente questa è la causa della diarrea comparsa nei pazienti trattati per lunghi periodi con neomicina nel trattamento dell’ipercolesterolemia.

Forse si capisce meglio adesso come mai tanti bambini australiani sono stati colpiti da convulsioni e vomito  al punto che la vaccinazione anti-influenzale è stata sospesa per i minori di 5 anni. Tra gli ingredienti di quel nuovo vaccino anti-influenzale somministrato in Australia infatti ci sono la neomicina e la polimixina B-sulfato, a loro volta contenuti nel panvax, vaccino contro l’influenza suina che è uno dei componenti del vaccino contro l’influenza stagionale somministrato quest’anno in Australia ed in altri paesi.

In Australia come in Italia i discussi vaccini contro l’influenza suina, che la stragrande maggioranza dei cittadini si è rifiutata di farsi inoculare, rientrano alla chetichella dalla finestra dopo essere stati sbattuti fuori dalla porta

Del resto basti guardare il grafico sul sito ufficiale del sistema sanitario canadese: il vaccino è stato introdotto quando la malattia era già in netto declino, e l’introduzione della vaccinazione ha lasciato assolutamente inalterato il trend in discesa: la pendenza del grafico prima e dopo l’introduzione del vaccino nel 1963 è assolutamente la stessa!


Leggi il dossier sui nuovi tossici vaccini anti-influenzali

Scarica il dossier per visionarlo off-line e/o per diffonderlo.

 

Link



SORRIDI; FIAMMA NIRENSTEIN !

set 30th, 2010 | By admin | Category: News

DI

MIGUEL MARTINEZ
kelebeklerblog.com

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L’onorevole berlusconiana Fiamma Nirenstein (da non confondere con Fiamma Nait e Deborah Firenstein), fautrice della Censura Planetaria, sta organizzando in questi giorni una grande manifestazione a Roma a sostegno di Israele, su cui speriamo di poter tornare.

Intanto, Fiamma Nirenstein supera se stessa (non è facile) con un articolo sul Giornale del 18 settembre, intitolato “L’Occidente reagisca alle minacce prima che sia tardi“.

“Il presunto piano per uccidere il Papa significa quello che si sospettava, ma che troppi cercavano di ignorare: l’islam radicale vuole colpire al cuore la nostra civiltà, puntando sui suoi emblemi. Gli arresti dei sei algerini arrivano dopo settimane di tensione e di segnali trascurati. L’islamismo violento parla attraverso fatti, più che con le parole: mirare al Papa vuol dire essere determinati a cancellare i pilastri dell’Occidente. Il pastore Terry Jones è un stolto che voleva bruciare il Corano. E dall’altra parte sono arrivati gli incidenti nel Kashmir con 15 morti e le chiese assaltate, e adesso ecco il progetto – almeno così sembra – di uccidere Ratzinger.

L’islam più fondamentalista non vuole parlare, vuole solo comandare, colonizzando l’Europa, e gli Stati Uniti, vuole l’annientamento di Israele. È un’invasione potenziale e reale che sottovalutiamo troppo spesso. I posteri si ricorderebbero di noi non per la nostra tolleranza, ma per la nostra colpevole arrendevolezza.

Basta pensare alla storia della moschea di Ground Zero. Quello è un santuario del nostro mondo con la sua libertà oltraggiosa per altre culture: là ci si concentra e si ripensa alle vittime di un assassinio di massa compiuto in nome del fascismo islamista, come lo chiamò adeguatamente George Bush. Se ci siete stati, sapete che ci si sente come in una chiesa, o in una sinagoga. E proprio questo è il punto. Là si colpì un simbolo dell’America giudaico cristiana. Là una Moschea rovescerebbe i significati, costruirebbe un centro di presenza islamica proprio un luogo che, per antonomasia, non lo è.”

Il resto sul blog della stessa Nirenstein.

Ora, si dà il caso che sul nostro blog abbiamo analizzato in dettaglio esattamente i tre “segnali” della “minaccia islamica” che lei ha scelto.

Uno. Sei spazzini algerini si scambiano delle battute sul Papamobile, vengono fermati e subito rilasciati. Fiamma ce lo racconta così: “l’islam radicale vuole colpire al cuore la nostra civiltà, puntando sui suoi emblemi“. Poiché la signora Nirenstein si dichiara di fede ebraica, ci incuriosisce il fatto che lei ritenga il Pontefice Romano il “cuore” e l’emblema della “nostra civiltà”. Brevemente, le ricordiamo l’articolo XXXII dell‘Editto sopra gli ebrei di Papa Pio VI (1775 -1793):

“Che secondo le proibizioni contenute nella Bolla della san. mem. di Paolo IV la 3′, e nella 6. di 5. Pio V. e nella 19. della san. mem. di Clemente VIII. che incomincia Caeca & obdurata, gli Ebrei non giuochino, nè mangino, nè bevano nè abbiano altra familiarità, o conversazione con i Cristiani, nè questi con essi tanto ne’ Palazzi. Case. o Vigne. che nelle Strade. Ostarie. Bettole. Botteghe. o altrove, e gli Osti, Bettolieri. e Bottega i non permettano la conversazione tra Cristiani, ed Ebrei, sotto pena agli Ebrei di scudi dieci e del Carcere ad arbitrio, ed a’ Cristiani di scudi dieci e di altre corporali ad arbitrio.”

Ma anche i papi diventa Pilastri, quando si tratta di lanciare il progetto della “ Destra Giudeo-Cristiana“.

Due. I 15 morti del Kashmir – che poi sono 16 - sono musulmani , uccisi dalla polizia indiana , non hanno assaltato chiese (bensì una scuola) e non hanno agito in risposta al pastore Terry Jones, ma a un altro episodio.

Tre. Non c’è alcuna moschea a Ground Zero. Nel senso che non è a Ground Zero, né è una moschea ma un semplice luogo di preghiera, gestito da un imam sul ">libro paga dell’ufficio propaganda del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti.

Visto che si vive meglio senza tante paure? Che oggi è pure una bella giornata.

Miguel Martinez
Fonte: http://kelebeklerblog.com
Link: http://kelebeklerblog.com/2010/09/29/sorridi-fiamma-nirenstein/



LA SAGGEZZA DI GANDHI

set 30th, 2010 | By admin | Category: News

DI URI AVNERY
gush-shalom.org

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Facendo zapping alla tv, mi sono imbattuto in un’intervista con il nipote del Mahatma Gandhi su una rete americana (la Fox – pensate!).
"Mio nonno ci ha detto di amare il nemico anche quando si lotta contro di lui", ha detto, "ha combattuto contro gli inglesi risolutamente, ma amava gli inglesi" (cito a memoria).
La mia reazione immediata è stata: sono sciocchezze, il pio desiderio dei buonisti! Tuttavia mi sono improvvisamente ricordato che nella mia giovinezza avevo avuto esattamente la stessa sensazione, quando mi sono iscritto all’Irgun (gruppo militante sionista che operò in Palestina dal 1931 al11948. ndt) all’età di 15 anni. Mi piacevano gli inglesi (come chiamavamo tutti i britannici), la cultura e la lingua inglese, ed ero pronto a mettere la mia vita in prima linea, al fine di cacciare gli inglesi fuori del nostro paese. Quando dissi questo alla commissione di reclutamento dell’Irgun, mentre sedevo con una fiammante bagliore nei miei occhi, fui sul punto di essere respinto.
Ma le parole del nipote mi hanno indotto ad approfondire il mio pensiero. Si può fare la pace con un avversario mentre lo odiamo? La pace è possibile senza un atteggiamento positivo verso la controparte?
A prima vista, la risposta è "sì". Sedicenti "realisti" e "pragmatici", diranno che la pace è una questione di interessi politici, che non dovrebbero coinvolgere i sentimenti. (Talii "realisti" sono persone che non possono immaginare un’altra realtà, e talii "pragmatici" sono persone che non possono pensare a lungo termine). Come è ben noto, si fa la pace con i nemici. Uno fa la pace, al fine di fermare una guerra. La guerra è il regno dell’odio, disumanizza il nemico. In ogni guerra, il nemico è rappresentato come un essere sub-umano, maligno e crudele per natura.
Si suppone che la pace ponga fine alla guerra, ma non che prometta di cambiare l’atteggiamento verso il nemico di ieri. Cessiamo di ucciderlo, ma questo non significa che cominciamo ad amarlo. Quando si arriva alla conclusione che è nel nostro interesse a fermare la guerra piuttosto che proseguirla, questo non significa che il nostro atteggiamento verso il nemico sia cambiato.
Quì abbiamo un paradosso insito: il pensiero della pace nasce mentre la guerra è ancora in corso. Ne consegue che la pace è pianificata da coloro che sono ancora in guerra, che sono ancora nella morsa della mentalità bellica. Ciò può distorcere il loro pensiero.
Il risultato può essere un mostro, come il famigerato trattato di Versailles con cu si è conclusa la prima guerra mondiale. Esso calpestò la Germania sconfitta, la spogliò e, peggio di tutto, la umiliò. Molti storici ritengono che questo trattato porta gran parte della colpa dello scoppio della seconda guerra mondiale, che fu ancora più devastante. (Da bambino sono cresciuto in Germania sotto l’ombra scura del trattato di Versailles, quindi so di cosa sto parlando).
Il MAHATMA GANDHI ha capito questo. Non era solo una persona dai grandi principi, ma anche molto saggia (se c’è davvero qualche differenza). Non ero d’accordo con la sua opposizione a resistere con la forza alla Germania nazista, ma ho sempre ammirato il suo genio come il leader della liberazione indiana. Si rese conto che il compito principale di un leader per la liberazione è quello di formare la mentalità del popolo che vuole liberare. Quando centinaia di milioni di indiani affrontarono alcune decine di migliaia di britannici, il problema principale non era quello di sconfiggere gli inglesi, ma di indurre gli stessi indiani a volere la liberazione e una vita in libertà e armonia. Per fare la pace senza odio, senza un desiderio di vendetta, con un cuore aperto, pronti a riconciliarsi con il nemico di ieri.
Gandhi stesso ottenne solo un successo parziale in questo. Ma la sua sapienza ha illuminato il cammino di molti. E formò gente come Nelson Mandela, che ha stabilito la pace senza odio e senza vendetta, e Martin Luther King, che invocò la riconciliazione tra i bianchi e i neri. Anche noi abbiamo molto da imparare da questa saggezza.
Questa settimana, un esperto in analisi di sondaggi di opinione è apparso su un talk show televisivo israeliano. Il prof. Tamar Harman non ha analizzato questo o quel sondaggio, ma l’insieme dei sondaggi nel corso di decenni.
Il prof. Harman ha confermato statisticamente ciò che tutti noi sentiamo nella nostra vita quotidiana: che vi sia uno spostamento continuo e di lungo periodo in Israele dai concetti della destra ai concetti della sinistra. La soluzione dei due Stati è ormai accettata a larga maggioranza. La grande maggioranza accetta anche che il confine debba essere basato sulla Linea Verde, con scambi di territorio che lascerà i grandi blocchi di insediamenti in Israele. Il pubblico accetta che gli altri insediamenti debbano essere evacuati. Esso riconosce anche che i quartieri arabi di Gerusalemme Est debbano essere parte del futuro Stato palestinese. La conclusione dell’esperto: questo è un processo dinamico continuo. L’opinione pubblica continua a muoversi in questa direzione.
Mi ricordo dei lontani giorni nei primi anni ‘50, quando abbiamo introdotto per primi questa soluzione. In Israele e nel mondo intero non c’era neanche un centinaio di persone che sostenesse questa idea. (La risoluzione delle Nazioni Unite del 1947, che ha proposto esattamente questo, era stata cancellata dalla coscienza pubblica dalla guerra, dopo di che la Palestina è stata divisa tra Israele, Giordania ed Egitto). Ancora nel 1970 ho vagato per i corridoi del potere a Washington DC, dalla Casa Bianca al Dipartimento di Stato, alla vana ricerca anche di un solo statista importante che la sostenesse. L’opinione pubblica israeliana si oppose quasi all’unanimità, e così fece l’Olp, che pubblicò anche un libro speciale sotto il titolo "Uri Avnery e il neo-sionismo".
Ora questo piano è sostenuto da un consenso a livello mondiale, che include tutti gli stati membri della Lega Araba. E, secondo il professore, ha anche il consenso israeliano. La nostra estrema destra accusa ora Binyamin Netanyahu, sia in scritti che in discorsi, di eseguire ciò che essi chiamano il "progetto Avnery". Così dovrei essere molto soddisfatto, felice di vedere i telegiornali che parlano di "due Stati per due popoli" come verità evidente.
Quindi, perché non sono soddisfatto? Sono un brontolone professionista?
Mi sono interrogato, e credo di aver identificato la fonte della mia insoddisfazione.
Quando oggi si parla di "due Stati per due popoli", è quasi sempre legato all’idea di "separazione". Come ha esposto Ehud Barak nel suo stile unico: ". Noi saremo qui e loro saranno là". Si connette l’immagine di Israele con quella di "una villa nella giungla". Tutto attorno ci sono bestie selvagge, impazienti di divorarci, e noi nella villa dobbiamo innalzare un muro di ferro per proteggere noi stessi.
Questo è il modo in cui questa idea viene venduto alle masse. Raccoglie popolarità perché promette una separazione definitiva e totale. Fateli uscire dalla nostra vista. Lasciate che abbiano uno Stato, per l’amor di Dio, e che ci lascino soli. La "soluzione dei due Stati", sarà realizzata, noi vivremo nella "Nazione-Stato del popolo ebraico", che farà parte dell’Occidente, e "loro" vivranno in uno stato che farà parte del mondo arabo. Tra noi ci sarà un alto muro, parte del muro tra le due civiltà. In qualche modo mi ricorda le parole che Theodor Herzl ha scritto 114 anni fa nel suo libro "Lo Stato ebraico": "In Palestina … noi saremo per l’Europa una parte del muro contro l’Asia, serviremo come avanguardia della civiltà contro la barbarie".
Questo non era l’idea nella mente del pugno di persone che hanno sostenuto la soluzione dei due Stati sin dall’inizio. Essi sono stati animati da due tendenze interconnesse: l’amore del Paese (nel senso tutta la terra tra il Mediterraneo e il Giordano) e il desiderio di riconciliazione tra i due popoli.
So che molti saranno scioccati dalle parole "amore per il Paese". Come molte altre cose, sono stati dirottate e prese in ostaggio dall’estrema destra. Glielo abbiamo consentito.
La mia generazione, che ha attraversato il paese ben prima che lo Stato entrasse in essere, non ha trattato Gerico, Hebron e Nablus come se fossero all’estero. Li abbiamo amati. Ci appassionavano. Io li amo ancora oggi. Per alcuni, come il defunto scrittore di sinistra Amos Kenan, questo amore era diventato quasi un’ossessione.
I coloni, che incessantemente declamano il loro amore per il Paese, l’amano nel modo in cui uno stupratore ama la sua vittima. Essi violano il paese e lo vogliono dominare con la forza. Questo è espresso visibilmente nell’architettura della loro fortezze sulle cime delle colline, i quartieri fortificati con tetti in stile svizzero. Essi non amano il paese reale, i villaggi con i loro minareti, le case di pietra con le loro finestre ad arco adagiato sulle colline e la fusione con il paesaggio, i terrazzamenti coltivati al centimetro, i wadi e gli oliveti. Essi sognano un’altra terra e vogliono costruirla sulle rovine del paese amato. Kenan ha semplicemente detto: "Lo Stato di Israele sta distruggendo la Terra di Israele".
Al di là di romanticismo, che ha un suo valore, abbiamo voluto riunire un paese lacerato, nel solo modo possibile: attraverso l’associazione dei due popoli che lo amano. Queste due entità nazionali, con tutte le loro somiglianze, sono differenti per cultura, religione, tradizioni, lingua, scrittura, modi di vita, struttura sociale e sviluppo economico. La nostra esperienza di vita, e l’esperienza di tutto il mondo, in questa generazione più che in ogni altra, ha dimostrato che tali popoli diversi non possono vivere in uno Stato. (L’Unione Sovietica, Jugoslavia, Cecoslovacchia, Cipro, e forse anche il Belgio, Canada, Iraq.) Pertanto, sorge la necessità di vivere in due Stati, uno accanto all’altro (con la possibilità di una futura federazione).
Quando siamo arrivati a questa conclusione al termine della guerra del 1948, abbiamo modellato la soluzione a due Stati non come un piano per la separazione, ma, al contrario, come un piano per l’unità. Per decenni abbiamo parlato di due stati con un confine aperto tra di loro, un’economia comune e libera circolazione delle persone e delle merci.
Questi erano i motivi centrali in tutti i piani per la "soluzione dei due Stati". Fino a quando non sono arrivati i cosiddetti "realisti" e hanno preso il corpo senza l’anima, riducendo un piano pieno di vita ad un cumulo di ossa secche. Anche a sinistra, molti erano pronti ad a adottare il programma di separazione nella convinzione che questo approccio pseudo-pragmatico sarebbe più facile da spacciare per buono alle masse. Ma nel momento della verità, questo approccio non è riuscito. I "colloqui di pace" sono falliti.
Propongo di tornare alla saggezza di Gandhi. E ‘impossibile spostare masse di persone senza una visione. La pace non è solo l’assenza di ostilità e neanche il prodotto di un labirinto di muri e recinzioni. Non è neppure un’utopia della "coabitazione del lupo con l’agnello". Si tratta di un vero stato di riconciliazione, di collaborazione tra i popoli e tra gli esseri umani, dove ognuno rispetta l’altro, è pronto a soddisfarne gli interessi e a commerciare con lui, a creare relazioni sociali e – chissà – qua e là anche a piacersi l’un l’altro.
In sostanza: due Stati, uno futuro comune.

Fonte: http://zope.gush-shalom.org/
Link: http://zope.gush-shalom.org/home/en/channels/avnery/1285413817/

Traduzione per www.comedonchisciotte.org ac ura di ETTORE MARIO BERNI



Signoraggio. Esponente governativo cita in maniera chiara ed univoca il reddito impopolare delle banche centrali.

set 29th, 2010 | By admin | Category: News

Premessa importante:
Wikipedia è inattendibile e i negazionisti che sostengono che il signoraggio sia una bufala di stampo neonazista sono in malafede in quanto sono già stati abbondantemente smentiti, per esempio qui: http://www.signoraggio.it/category/pericoli-del-web/negazionisti/ Non arrenderti alla sudditanza psicologica, diffida di chi ti dice che un argomento sia “troppo complesso” perchè tu possa capirlo, ragiona con la tua testa ed esercita sempre il tuo spirito critico!

Titolo originale:

Il governo italiano ammette l’esistenza del signoraggio di Corrado

Dopo che il quirinale aveva ammesso l’esistenza delle scie chimiche, ecco che il governo, tramite un suo sottosegretario, ammette l’esistenza del signoraggio. Nella risposta scritta ad una interpellanza parlamentare, seppur frammista a complicati termini comprensibili solo a chi è addentro al gergo specialistico delle questioni monetarie, l’esponente governativo cita in maniera chiara ed univoca il reddito da signoraggio delle banche centrali.

La fonte di tale notizia è più che attendibile, dal momento che si tratta del sito ufficiale della camera dei deputati, e quindi potete sbatterla in faccia a qualsiasi scettico o negazionista del signoraggio.

http://banchedati.camera.it/atto_4-00932

ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/00932
Dati di presentazione dell’atto

Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 48 del 05/08/2008

Firmatari

Primo firmatario: MECACCI MATTEO
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 05/08/2008

Destinatari

Ministero destinatario:

  • MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE

Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE delegato in data 05/08/2008

Stato iter:

CONCLUSO il 05/07/2010

Partecipanti allo svolgimento/discussione

RISPOSTA GOVERNO
05/07/2010

COSENTINO NICOLA
SOTTOSEGRETARIO DI STATO ECONOMIA E FINANZE

Fasi iter:

SOLLECITO IL 05/03/2009
SOLLECITO IL 03/04/2009
SOLLECITO IL 29/04/2009
SOLLECITO IL 09/07/2009
SOLLECITO IL 08/10/2009
SOLLECITO IL 08/02/2010
SOLLECITO IL 03/03/2010
SOLLECITO IL 23/03/2010
SOLLECITO IL 12/04/2010
RISPOSTA PUBBLICATA IL 05/07/2010
CONCLUSO IL 05/07/2010

Atto Camera
Interrogazione a risposta scritta 4-00932

presentata da

MATTEO MECACCI
martedì 5 agosto 2008, seduta n.048

MECACCI. –

Al Ministro dell’economia e delle finanze.

- Per sapere – premesso che:
nell’autunno del 2002 il ministro interrogato propose di sostituire le monete da uno e due euro con banconote dello stesso taglio, per combattere l’inflazione o, più precisamente, per attribuire il corretto valore di scambio alle monete in questione;
la risposta dell’ex governatore della BCE (Banca Centrale Europea) Duisenberg arrivò, pubblicamente, in ottobre, riportata da numerose testate giornalistiche, del seguente tenore: «Ne abbiamo parlato e in linea di principio non abbiamo nulla in contrario. Mi auguro che il Ministro Tremonti sia consapevole che così perderebbe i proventi del diritto di signoraggio sulle monete»;
sono trascorsi quasi sei anni dalla proposta del ministro interrogato ma, nel frattempo, numerosi quesiti sulle procedure relative alla emissione della moneta hanno fortemente interessato numerosissimi utenti della rete internet, ed anche quest’Aula parlamentare, senza che la questione abbia trovato analoga attenzione sui media di massa;
l’ex Governatore della BCE, Duisenberg, si riferì esplicitamente alla perdita dei diritti di signoraggio;
storicamente, questi diritti, sono stati iscritti nei bilanci della Banca d’Italia prima della volontaria devoluzione della prerogativa sovrana alla BCE;
in seguito alla sottoscrizione del trattato di Maastricht, attualmente essi sono riportati sotto la voce «proventi da signoraggio» del bilancio della BCE;
dalla lettura dei suddetti bilanci si deduce che i diritti di signoraggio rappresentano gli interessi sui titoli del debito pubblico che ogni anno la BCE riscuote, poiché gli stessi sono detenuti nel suo patrimonio;
buona parte di questi interessi tornano alle Banche centrali dei Paesi dell’Unione Europea che detengono quote proprietarie della BCE stessa -:
se al ministro risulti – poiché il diritto di signoraggio relativo all’emissione di monete metalliche è distinto da quello relativo all’emissione di cartamoneta a causa della inesistenza di un nesso tra l’emissione di moneta e l’interesse proveniente dal possesso di titoli del debito pubblico, essendo le monete in proprietà del Ministero dell’economia e delle finanze e non utilizzate per acquistare alcun titolo del debito pubblico – a quale particolare genere di signoraggio l’ex Governatore della BCE, Duisenberg, si riferisse;
se al ministro risulti se il Governatore si riferisse, specificatamente, al signoraggio sull’intero valore nominale delle monete, dedotti i costi di produzione;
a chi si trasferirebbero i diritti di signoraggio, in seguito alla eventuale ed ipotizzata trasformazione delle monete da uno e due euro in banconote dello stesso valore nominale;
se, poiché il signoraggio sulle monete metalliche prodotte dallo Stato è attribuito allo Stato emittente, il signoraggio sulle banconote prodotte dalla BCE sia attribuito alla stessa BCE;
se esistano atti o fatti giuridici che trasferiscano il diritto di signoraggio, astrattamente inseribile nel bilancio dello Stato come utile, concorrendo alla diminuzione del debito pubblico, ad altri soggetti giuridici.(4-00932)

Atto Camera
Risposta scritta pubblicata lunedì 5 luglio 2010
nell’allegato B della seduta n. 347
All’Interrogazione 4-00932 presentata da
MATTEO MECACCI


Risposta. – Si risponde all’interrogazione in esame, con la quale vengono posti quesiti in ordine al diritto di signoraggio sulle monete metalliche.
Al riguardo, sentita la segreteria del Comitato interministeriale per il credito ed il risparmio, si fa presente che, ai sensi dell’articolo 106, comma 1, del Trattato CE e dell’articolo 16 dello statuto del Sistema europeo di banche centrali (Sebc), il consiglio direttivo della Banca centrale europea (Bce) ha il diritto esclusivo di autorizzare l’emissione di banconote all’interno della Comunità da parte della Bce e delle Banche centrali nazionali (Bcn).
Con decisione ECB/2001/15, il Consiglio direttivo, dando concreta attuazione a tali disposizioni, ha stabilito un preciso schema di ripartizione delle banconote in euro emesse dall’Eurosistema in base al quale alla Bce è attribuita, in via convenzionale, una quota fissa dell’8 per cento della circolazione, mentre il restante 92 per cento viene ripartito fra le Bcn, in proporzione alle rispettive quote di partecipazione al capitale della Bce (capital key).
In contropartita della quota di circolazione ad essa assegnata, la Banca centrale europea iscrive nel proprio bilancio un credito di pari importo verso le Banche centrali nazionali, remunerato al tasso marginale delle operazioni di rifinanziamento principale. Tale remunerazione costituisce il reddito da signoraggio della Bce; quest’ultimo (decisione ECB/2005/11) è ridistribuito alle Bcn in proporzione al rispettivo capital key, a meno che il Consiglio direttivo decida di trattenere il relativo ammontare (in tutto o in parte) a causa di:
a) una perdita d’esercizio della Banca centrale europea o un utile netto inferiore all’importo del signoraggio;
b) una assegnazione al Fondo di accantonamento a fronte dei rischi di cambio, di tasso di interesse e di prezzo sull’oro.
Il reddito da signoraggio percepito dalle Banche centrali nazionali sul restante 92 per cento delle banconote in circolazione contribuisce alla formazione del reddito monetario, disciplinato dall’articolo 32 dello statuto del Sebc che prevede, ai fini della relativa ripartizione tra le Bcn, un processo di accentramento e successiva redistribuzione in base al capital key. In coerenza con gli indirizzi contenuti nell’articolo 32, la Bce ha adottato la decisione ECB/2001/16 (successivamente modificata dalle decisioni ECB/2003/22, ECB/2006/7 e ECB/2007/15), con la quale ha definito in dettaglio la metodologia per il calcolo e la redistribuzione del reddito monetario.
Con specifico riferimento ai quesiti sulle monete metalliche, si precisa che l’articolo 106, comma 2, del Trattato CE, attribuisce agli Stati membri, previa autorizzazione da parte della Bce, il potere di coniare monete; conseguentemente i benefici economici derivanti da tale funzione restano diretto appannaggio degli Stati stessi.
Pertanto, nell’eventuale ipotesi di sostituzione delle monete da uno e due euro, le nuove banconote di pari taglio entrerebbero a far parte della circolazione e sarebbero oggetto del citato meccanismo di redistribuzione tra la Bce e le Bcn. Di conseguenza i relativi benefici economici, in termini di signoraggio, passerebbero dagli Stati membri all’Eurosistema.
Il Sottosegretario di Stato per l’economia e per le finanze: Nicola Cosentino.
Classificazione EUROVOC:

CONCETTUALE:

Banca centrale europea, emissione di valori, emissione monetaria, euro, Istituto monetario europeo, moneta

 

Link



LE ERBE MEDICINALI ILLEGALI IN EUROPA DAL 1° APRILE 2011!

set 29th, 2010 | By admin | Category: News

 

Traduzione a cura di Cristina Bassi di un articolo pubblicato su gaia-health.com
Nella sintesi e traduzione che seguono, si evidenzia la gravissima decisione europea contro la libertà di cura e le medicine erboristiche tradizionali.
UN PESSIMO PESCE D’APRILE 2011: 1° di aprile 2011 tutte le erbe medicinali praticamente diventeranno illegali nell’Unione Europea.
L’industria farmaceutica e quella agroalimentare hanno quasi completato il loro assalto su tutti gli aspetti della salute: dai cibi che mangiamo al modo col quale decidiamo di "curarci" quando stiamo male.
Nessun dubbio: questo loro arraffare ci deruberà di quel poco di salute che ci era rimasto.
La European Directive on Traditional Herbal Medicinal Products (THMPD) è stata emanata il 31 marzo 2004 ed ha reso operative delle regole per l’uso dei prodotti erboristici che erano precedentemente commercializzati sul libero mercato.
Tale direttiva richiede che per tutte le preparazioni di erbe si debba passare attraverso le stesse procedure dei farmaci. Non importan se un’erba è stata liberamente utilizzata per millenni. I costi di queste – nuove – procedure sono ampiamente superiori a quelli affrontabili dalla maggior parte dei produttori – esclusa ovviamente le grandi industrie farmaceutica ed agroalimentare. Per avere un’idea, si parla di costi oscillanti fra i 100.000 ed i 150.000 € per erba; se poi si tratta di un composto, ogni erba deve essere trattata separatamente.
Non avrà importanza se un’erba è stata usata con sicurezza ed efficacia per migliaia di anni: dovrà essere trattata come fosse un nuovo farmaco di laboratorio. Ovviamente, le erbe NON sono farmaci di laboratorio, ma preparati ottenuti da fonti biologiche che non sono necessariamente purificate – perchè la cosa potrebbe modificarne natura ed efficacia – così come avviene per gli alimenti.
Trattarle come prodotti di sintesi è distorcere la loro natura e la natura delle erbe medicinali. Ma questo ovviamente non fa alcuna differenza dentro le mura dell’Unione Europea controllata da BigPharma (la grande industria farmaceutica) un’Unione che ha inglobato il corporativismo nella sua costituzione.
Il dottor Robert Verkerk della Alliance for Natural Health, International (ANH), così descrive la questione relativa alla richiesta di procedure di tipo farmacologico per preparazioni di erbe :
«Ottenere una classica erba medicinale, se proveniente da una zona tradizionalmente nota per la sua coltivazione di erbe medicinali ma non-europea, dato il – nuovo – protocollo di registrazione europeo diventerà facile come infilare un cubo in un buco tondo. Questo sistema di regole ignora le tradizioni, e quindi non è stato adeguato a tenerne conto. Questi adeguamenti sono invece urgentemente necessari se la regolamentazione non è volta a discriminare le culture non-europee, violando così i diritti umani» http://www.anh-europe.org/news/anh-press-release-anh-set-to-challenge-eu-herb-law
Per capire meglio quel che potrebbe succedere, è opportuno evidenziare che il sistema delle leggi sugli scambi commerciali è stato al centro di manovre, per consentire il controllo di BigPharma e dell’industria agroalimentare su tutti gli aspetti relativi ad alimenti e medicinali.
Se avete seguito quanto sta accadendo negli Stati Uniti in merito al latte fresco e alle affermazioni della FDA (Food and Drug Administration), per la quale degli alimenti diventano magicamente delle medicine nel momento in cui ne vengono semplicemente citati effetti sulla salute, avrete notato che nella questione è stata coinvolta la Federal Trade Commission (FTC= Commissione Federale sugli Scambi Commerciali).
Piuttosto di occuparsi degli alimenti e della medicina tradizionale dal punto di vista dei diritti umani, li hanno gestiti come questioni di commercio. Così, al centro della legislazione sugli alimenti e le erbe, anzichè i bisogni e i desideri dei popoli, sono finite le ambizioni e avidità della grande industria.
Lo scopo di tutto questo è di rendere il mondo ben sicuro per i commerci dei colossi industriali. I bisogni e la salute della gente non sono assolutamente un fattore del quale tener conto.
Come combattere contro questo attacco alla nostra salute e benessere
L’affare non è concluso, perlomeno, non ancora. Se ci tieni a poter usare erbe medicinali, o se ci tieni a poter prendere vitamine ed altri integratori, per favore, agisci.
La ANH (Alliance for Natural Health, ndt) è attiva nel combattere queste violazioni, attualmente è in causa per cercare di fermare la direttiva THMPD. Speriamo ci riescano, ma la storia recente mostra che nessuna manovra legale riesce a fermare questi carri armati. Tuttavia non possiamo permetterci di starcene seduti ad attendere l’effetto dei nostri sforzi, dobbiamo considerare questo loro scenario come uno nel quale ognuno di noi possa giocare un ruolo.
Tocca a noi – ad ognuno di noi – agire. Se vivi in Europa, per favore, manda una lettera, un messaggio al tuo rappresentante al Parlamento Europeo. Vai a questa pagina per cercare il tuo rappresentante europeo e contattarlo. Poi spedisci una lettera che affermi, senza ombra di dubbio, che tu sostieni in modo forte le azioni dell’ANH, azioni miranti a sospendere l’entrata in vigore del THMPD e che ti auguri si sollevino anche a favore del diritto delle persone a scegliere trattamenti erboristici.
Pensa a cosa dirai ai tuoi figli e nipoti se ti chiederanno perchè non lo hai fatto. Come potrai dire loro che era più importante seguire i finti reality in televisione piuttosto che scrivere quella semplice lettera?
E’ solo con la protesta attiva che possiamo fermare questa congiura contro la nostra salute. Se ce ne stiamo seduti apatici, vinceranno loro. E’ in gioco il nostro diritto di proteggere la nostra salute e quella dei nostri figli!. Fatti sentire, il momento della verità è ora!
Poi, una volta fatto, parla con tutti quelli che conosci. Dì loro che è il momento di agire, non c’è assolutamente tempo da perdere.

 

Link



Medicina : Cancro e bicarbonato: è in arrivo l’orda dei camaleonti?

set 29th, 2010 | By admin | Category: Cancropoli, News

 

Quando Schopenhauer scrisse la storica frase “Tutte le verità passano attraverso tre stadi. Primo: vengono ridicolizzate; secondo: vengono violentemente contestate; terzo: vengono accettate dandole come evidenti”, si è dimenticato di spiegare un passaggio molto importante, che avviene nella terza fase: poichè coloro che “danno per evidenti” le nuove verità sono gli stessi che fino a ieri le contestavano con accanimento, costoro debbono trovare un modo per “allinearsi” alla nuova verità senza apparire in contraddizione con se stessi.

In altre parole, non potranno semplicemente dire “Sì, l’eretico aveva ragione”, ma dovranno scovare un “sì però”, di qualunque tipo, che gli permetta di salvare la faccia nel momento di doverlo riconoscere. Altrimenti sarebbero dei veri uomini, e non dei ”quaquaraquà”.
Chi ha visto “Il conformista” difficilmente potrebbe trovare un esempio migliore nel quale l’uomo – con la “u” minuscola – riesca a calpestare le proprie convinzioni, tradire i propri amici, e rinnegare il suo stesso passato, pur di restare a galla in una società che muta rapidamente sotto i suoi occhi.
Di solito sono i dinosauri, incapaci di adattarsi al nuovo ambiente, ad andarsene con un botto. I camaleonti invece riescono sempre ìn qualche modo a sopravvivere.
E’ presto per dire se questo accadrà anche con il caso Simoncini – l’eretico che osa sostenere di poter guarire il cancro …
… con il bicarbonato – ma bisogna riconoscere che certi indizi stanno diventando troppo ingombranti per essere ignorati.
Già lo scorso anno era uscita una rispettabilissima ricerca medica – “peer-reviewed”, ovviamente – che confermava l’efficacia del bicarbonato contro il cancro nelle cavie di laboratorio. Pesantemente ignorata dai detrattori di Simoncini – ancora troppo impegnati nella fase 2 della loro battaglia per riuscire a ragionare – la notizia di fatto confermava che l’oncologo romano tanto lontano dalla verità non dovesse essere andato.
Ma la notizia uscita ieri su Repubblica, rispetto a quella dell’anno scorso, è stata semplicemente clamorosa:
"Una molecola disorienta il cancro". E sulle terapie si punta sugli antiacidi.
È in grado – sono le conclusioni di uno studio pubblicato su Nature – di far ignorare ai geni del tumore il loro "manuale di istruzioni interne". Arginando così la diffusione della malattia. Ma sul fronte della ricerca non è tutto. In Italia sono partiti i primi due trial clinici per sostituire i chemioterapici con i farmaci per l’acidità di stomaco.

Il primo paragrafo dell’articolo così recitava:
ROMA – La ricerca guarda al tumore e continua a cercare possibili alterazioni genetiche in grado di originare il cancro. E a pensare a farmaci che, individuando queste modificazioni, interrompano la malattia. L’ultima novità in questo campo arriva da Nature: un gruppo di studiosi americani ha creato in laboratorio una molecola che, riuscendo a far ignorare ai geni del cancro il loro ‘manuale di istruzioni interne’, blocca la proliferazione delle cellule cancerose. Ma non è tutto, sul fronte della ricerca farmacologica dall’Istituto superiore di sanità arriva una notizia: i farmaci antiacidità, gli inibitori della pompa protonica e persino il bicarbonato, potrebbero sostituire la chemioterapia.
Notiamo innanzitutto come due notizie simili – la “nuova molecola” e gli “antiacidi” – vengano rimescolate in modo apparentemente casuale nello stesso articolo. Ma come – viene da domandarsi – fino a ieri il cancro era una malattia “incurabile”, oggi avremmo addirittura due soluzioni diverse per sconfiggerlo, e ne facciamo un articolo unico? Le due notizie non meriterebbero piuttosto un articolo di dieci pagine ciascuno?
No, non se l’intenzione è quella di far passare la vera notizia bomba – cioè la seconda – nel modo più naturale e impercettibile che esista, e cioè nascondendola fra le pieghe fumose della prima. Di “nuove molecole” capaci di bloccare la replicazione della cellula cancerosa infatti ne sentiamo parlare ormai da anni – parole tante, fra l’altro, ma risultati davvero scarsini – mentre il fatto che il bicarbonato possa addirittura “sostituire la chemioterapia” non è proprio una cosa risaputa a livello ufficiale.
Anzi, qualcuno forse ricorderà che un certo dott. Simoncini fu radiato dall’Ordine dei Medici Chirurgi, nel 2002, proprio “per aver somministrato bicarbonato a pazienti affetti da patologie neoplastiche a fini terapeuticì”.
Che cosa è successo, in soli otto anni, da aver cambiato così radicalmente lo stato delle cose?
E’ successo, evidentemente, che il camaleonte sta lentamente entrando in azione. Fingendo di dimenticare tutto quello che Simoncini va dicendo da più di vent’anni, l’oncologia ufficiale si appresta a “scoprire” ex-novo quella che evidentemente sta diventando una verità innegabile, e cioè l’efficacia del bicarbonato contro i tumori.
Prepariamoci quindi ai famosi “si però”, perchè non ci sarà assolutamente nessuno, fra i detrattori originali di Simoncini, che avrà l’onestà di riconoscere che il folle eretico avesse semplicemente ragione.
Avremo, ad esempio, quelli che diranno “si ma comunque lui sbagliava la diagnosi, perchè non è vero che sia la Candida a causare i tumori”. Pensate solo al paradosso momumentale che si presenterebbe in quel caso: un medico folle sbaglia a diagnosticare la causa dei tumori, ma imbrocca per caso la cura! Ci sarebbe da ridere per cinquecento anni consecutivi, specialmente di fronte al fatto che coloro che credono invece di aver individuato la causa dei tumori non riescono a trovare una cura nemmeno a pagarli. (Ma poi scusate, anche se risultasse che la causa è un’altra, che cosa è più importante: che Simoncini si sia sbagliato sulla causa, o che riesca comunque a curare il cancro?)
Eppure, vedrete quanti ex-detrattori di Simoncini si aggrapperanno a questa scappatoia o ad altre simili, con giri più o meno fumosi di parole, nel momento di compiere la fatidica transizione alla terza fase.
Il camaleonte, non dimentichiamolo, non riesce mai a provare vergogna per se stesso, poichè nel momento in cui muta la pelle cambia anche la “memoria interiore” di quello che lui è stato fino a quel giorno. E’ lì che avviene il vero tradimento della persona: quel buffo ramarro che ha stupidamente imprecato alla Luna per anni non è più lui, ma un altro, un “cretino qualunque”, del quale arriverà magari persino a prendersi gioco.
Nel frattempo, assisteremo quasi certamente alla scomparsa dal linguaggio parlato della parola “bicarbonato”, che verrà progressivamente sostituita dal termine “anti-acido” o consimili. Ne volete una dimostrazione? Nell’articolo originale di Repubblica il quarto paragrafo iniziava così:
Il bicarbonato al posto dei chemioterapici. [Grassetto nell’originale]. I farmaci antiacidità, gli inibitori della pompa protonica e persino il bicarbonato, potrebbero sostituire la chemioterapia.”
Ma qualcuno deve essersi accorto che non si può dare troppo merito al bicarbonato – almeno non così apertamente – ed ecco che in serata il capoverso era già stato cambiato in questo modo:
Gli antiacidi al posto dei chemioterapici? [Grassetto nell’originale]. L’altra ricerca riguarda i farmaci antiacidità. Gli inibitori della pompa protonica generalmente adoperati per le ulcere gastriche potrebbero sostituire la chemioterapia.”

Nel giro di poche ore, il bicarbonato è diventato un “antiacido” generico, la frase “persino il bicarbonato” è scomparsa, e la “pompa protonica” è rimasta l’unica a fare concorrenza alla chemioterapia. Visto come si fa in fretta, ad adeguarsi ai tempi che cambiano?
Peccato che la frase “persino il bicarbonato” sia rimasta in qualche modo “impigliata” nel testo del primo paragrafo – forse il correttore, nell’agitazione del momento, non se n’è accorto – rendendo così ancora più palese l’intenzione di cambiare a posteriori le carte in tavola. (*)
Come dice il famoso proverbio cinese, “sè pegio la topa del buso”.
Massimo Mazzucco
* Ringraziamo tutti gli utenti che ci hanno segnalato tempestivamente l’articolo originale, permettendo così di salvarlo prima che venisse modificato. (Luogocomune rules!)
L’articolo come appare su “Repubblica” al momento di pubblicare il nostro.
L’articolo originale, nella nostra copia cache (scaricare e szippare, poi aprire RepubblicaOrig.html).
Oppure la videata dell’articolo originale.

Link