E’ disponibile in rete il filmato completo del confronto avvenuto lo scorso sabato a Milano, fra Paolo Attivissimo e Tom Bosco, sull’argomento 11 settembre. Si tratta di 45 minuti di introduzione da parte di ciascuno, seguiti dalle relative repliche e da una serie di domande finali da parte del pubblico.
Naturalmente non siamo qui per commentare l’andamento dell’incontro, che ognuno potrà giudicare da solo, ma per sottolineare l’ennesima performance teatral-illusionistica di Paolo Attivissimo, che ormai non ha più nessun ritegno nel ricorrere all’intero arsenale del debunking – come dimostreremo – mescolando fallacie logiche, omissioni e falsità in quantità industriali.
Iniziamo da queste ultime, perchè è proprio sotto una di queste falsità che il nostro ha cercato di “vendere” al pubblico l‘intero incontro di sabato scorso. Secondo Attivissimo infatti “nessun sostenitore delle tesi alternative, in tutti questi anni, aveva mai voluto un dibattito alla pari. Tante volte erano stati invitati Giulietto Chiesa, Maurizio Blondet e Massimo Mazzucco, ma in ogni occasione era stato opposto uno sdegnoso rifiuto (qui ne trovate un paio di esempi)”.
Negli esempi indicati il mio nome non compare, nè mi risulta che Attivissimo mi abbia mai invitato ad un pubblico confronto. Se lo ha fatto, è pregato di farci sapere con precisione dove e quando questo sia accaduto. Nel frattempo vorrei ricordare che finora l’unico ad aver sfidato l’altro ad un confronto diretto sono stato io. La cosa è avvenuta lo scorso anno, …
… in occasione dell’ottavo anniversario del 9/11. In quel caso avevo preparato una sintesi di quelli che ritengo, dopo tanti anni di dibattito, i punti essenziali che mostrano la falsità della versione ufficiale dell’11 settembre, e li avevo presentati sotto forma di 12 domande. Avevo quindi invitato pubblicamente Attivissimo a rispondere, scrivendo: “Se queste risposte esistono, come tu sostieni, sono certo che vorrai indicarle con chiarezza, in modo che tutti possano verificare come stiano veramente le cose”. Ma Attivissmo evitò accuratamente di rispondere, dicendo che le domande erano “stantie”, e che le risposte erano già state date altrove. Della serie “debunkato tutto”, insomma, meglio di così non riesce a fare. Pensate: Attivissimo aveva a portata di mano l’occasione d’oro per dimostrare al mondo che la versione ufficiale sta perfettamente in piedi, e se l’è lasciata sfuggire come un dilettante. Davvero curioso, non trovate?
Capirete quindi come mi venga da sorridere, quando sento dire che a sottrarsi al confronto sarei io. Nello stesso articolo di risposta, inoltre, Attivissimo scriveva: “Quello che mi colpisce è che dopo otto anni, i cospirazionisti si siano ridotti ad elemosinare il confronto con un debunker”.
Allora, Attivissimo, deciditi: il confronto lo cerchiamo oppure no?
Veniamo ora al confronto di sabato scorso, fra Tom Bosco e Paolo Attivissimo, che in realtà non è stato tale, poichè la formula non lo permetteva: era infatti impossibile per chiunque elencare “capi d’accusa” per 45 minuti di seguito, e poi aspettarsi che l’altro replicasse puntualmente a ciascuno di essi. Ciò è avvenuto solo in parte, mentre i due hanno finito per fare una specie di “comizio” individuale, nel quale ciascuno ha elencato quelli che ritiene i punti forti della propria posizione. Ma la cosa è stata comunque illuminante.
Sul suo blog, Attivissimo ha così definito la scelta di argomenti da parte di Tom Bosco: “tesi vecchie di anni, senza alcun accenno alle idee più recenti circolanti sull’argomento”.
In realtà, abbiamo appena visto come Attivissimo rifugga dal rispondere alle “idee più recenti circolanti sull’argomento” (le mie “12 domande”, ad esempio, che restano a tutt’oggi senza risposta), ed è quindi perfettamente inutile presentargli una qualunque serie di argomenti, vecchi o nuovi che siano.
Quel che conta è il modo in cui vengono affrontati gli argomenti, ed è qui che è emersa l’enorme differenza fra Tom Bosco e Paolo Attivissimo. Il primo infatti ha presentato la maggioranza delle sue obiezioni in forma dubitativa, come ad esempio “a me sembra impossibile che un dilettante possa compiere una manovra del genere, però vedete voi”. Lasciava cioè sempre un minimo di spazio a chi volesse continuare a credere alla versione ufficiale. Attivissimo invece è partito in quarta, dispensando certezze assolute dall’alto della sua “sapienza universale”, con il tono di chi è perfettamente in grado di dare una risposta soddisfacente a qualunque obiezione gli venga presentata.
Ed è proprio il contrasto fra questa sicumera e le eventuali stupidaggini che escano dalla sua bocca, a sollevare i maggiori dubbi sulla serietà complessiva di questo personaggio. Guardate ad esempio con quale “senso di ovvietà” Attivissimo ci spiega perchè l’aereo che sta per colpire la Torre Sud appare scuro nell’immagine:

Spiacente, caro Attivissimo, ma quello non è affatto “un controluce”. Il controluce avviene quando la fonte luminosa si trova dal lato opposto dell’obiettivo, per cui del soggetto noi vediamo solo il contorno scuro. Quello dell’immagine sotto a sinistra è un controluce :

In questo caso il sole sta di fronte a noi (sulla sinistra dell’inquadratura, in lontananza), e il soggetto inquadrato (aereo e torri) si trova fra il sole e il nostro obiettivo, per cui noi ne vediamo solo i contorni scuri. Nell’immagine presentata da Attivissimo invece (a destra) si vede chiaramente che gli edifici inquadrati sono illuminati dal sole, che sta quindi alle nostre spalle. (Anche perchè si tratta dello stesso identico momento, visto dai due lati opposti, per cui è un pò difficile che il sole si trovi contemporaneamente da tutte e due le parti).
L’aereo è scuro semplicemente perchè è entrato momentaneamente nella zona d’ombra del pennacchio di fumo che esce dalle Torri Gemelle. Infatti pochi secondi dopo ne esce, e prima di colpire la torre è di nuovo illuminato dal sole. (E per fortuna che Attivissimo va predicando che "bisogna studiare con attenzione i materiali di cui si parla").
Avevo già segnalato altre volte ad Attivissimo la sua completa ignoranza in materia fotografica, suggerendogli di astenersi dall’analisi tecnica delle immagini, ma lui evidentemente è convinto di saperne più di tutti, o comunque confida nel suo tono da saccente – condito dal famoso senso di “ovvietà” – per convincere comunque chi lo ascolta.
“Ma è ovvio, signori. Quello è un controluce!” E chi non se ne intende, purtroppo, è portato a crederci.
(Sia chiaro: un errore può scappare a chiunque. Ma sono la sicumera, la supponenza e la presunzione di essere certamente nel giusto – alla Piero Angela, tanto per capirci – a sollevare dubbi sul “metodo” di fondo usato da tutti costoro. Tale atteggiamento infatti è tutt’altro che casuale, come abbiamo spiegato nel nostro “Manuale dell’acchiappadebunker”, e fa parte integrante dello spettacolo illusionistico. Più saprai condire il tuo spettacolo di “certezza” e di “ovvietà”, meno la gente sentirà il bisogno di andare a verificare ciò che dici).
E’ in questo senso che volevo sottolineare la netta differenza con l’umiltà di fondo – e quindi con l’onestà intellettuale – con cui Tom Bosco ha presentato i suoi argomenti, indipendentemente dalle scelte specifiche.
Sempre a proposito di onestà intellettuale, vorrei ora commentare il modo in cui Attivissimo ha affrontato l’argomento di “Architects and Engineers”, l’associazione americana di professionisti del settore, guidata da Richard Gage, che contestano la tesi dei crolli spontanei delle Torri Gemelle e del WTC7.
Questa associazione costituisce una dolorosa spina nel fianco per chi sostiene la versione ufficiale, poichè si tratta di oltre 1200 professionisti che hanno scelto di mettersi apertamente contro tutto e contro tutti, nel contestarla, senza aver nulla da guadagnare ed avendo tutto da perdere. Diventa quindi doveroso domandarsi che cosa li abbia spinti a tale scelta, ed altrettanto doveroso diventa analizzare e confrontarsi con la massima serietà con la mole imponente di documentazione tecnica che hanno prodotto a sostegno delle proprie tesi.
In proposito Attivissimo ha affermato: “L’associazione di Architetti e Ingegneri è gestita da Richard Gage. Il progetto più grande che ha realizzato Richard Gage è una palestra. Stiamo confrontando un uomo che ha costruito una palestra con la competenza di ingegneri progettisti che realizzano torri di 400 metri l’una. Quindi c’è una certa disparità di competenze, mettiamola così”.
E con questa frase Attivissimo ha liquidato il problema posto da oltre 1.200 “Architetti e Ingegneri”, aggiungendo che costituiscono comunque una minoranza rispetto alle associazioni di professionisti che avrebbero invece confermato nel dettaglio – sostiene lui – la tesi dei crolli passivi.
Raramente avevo visto condensare in così pochi secondi una tale caterva di distorsioni, di fallacie logiche, di affermazioni non supportate e di omissioni plateali.
1 – L’ultimo progetto a cui ha partecipato Gage è la costruzione di un edificio per uffici e negozi di 30.000 mq, con 1.200 tonnellate di struttura in acciaio. (In quel caso era responsabile di tutta la parte documentale del progetto).
2 – Se anche Gage avesse davvero costruito solo una palestra, come picco massimo della sua carriera, questo non dimostra che abbia torto sulla tesi delle Torri Gemelle.
3 – In ogni caso, non staremmo confrontando le tesi di Gage con quelle di chi ha costruito “Torri di 400 metri”, ma quelle di Gage con quelle di Attivissimo, che nella vita – a quel che ci risulta – non ha costruito nemmeno una cuccia per cani in legno compensato. O al massimo, le stiamo confrontando con quelle dei suoi “esperti” che sostengono invece la versione ufficiale dei crolli. Che cosa c’entrano in ogni caso i costruttori delle Torri Gemelle? Ma poi, da quando in qua si gioca a “chi ce l’ha più lungo”, per capire chi abbia ragione su un certo argomento?
4 – Da quando in qua una minoranza ha torto, solo per il fatto di essere una minoranza?
5 – Anche se Gage fosse un totale incompetente, questo significa che debbano esserlo per forza anche gli oltre 1.200 professionisti del settore che hanno firmato per “Architects and Engineers?”
6 – Grazie a questo penoso trucchetto, invece, Attivissimo si è tolto il problema di confutare una qualunque delle tesi portate da Richard Gage e dai suoi colleghi. E non sono poche, nè sono certo male argomentate. (D’altronde, l’esigenza di schivare il problema da parte di Attivissimo è comprensibile, visto che una di queste tesi conferma addirittura la parziale caduta libera dell’edificio 7, come vedremo in seguito).
NOTA: Stavo parlando con Gage proprio oggi, per altri motivi, e gli ho citato la frase di Attivissimo sulla “palestra”. Dopo aver finito di ridere, Gage mi ha detto: “Dì al tuo amico che se sono davvero così incompetente non dovrebbe essere difficile per lui smontare le mie tesi”.
Infatti, siamo tutti qui ad aspettare che lo faccia: secondo Attivissimo, gli “esperti indipendenti” che lui cita avrebbero presentato dei lavori in cui spiegano dettagliatamente “come sono andate realmente le cose” riguardo ai crolli delle Torri Gemelle. Se fosse vera, questa costituirebbe una notizia eccezionale, in quanto nessuno, a quel che ci risulta, ha mai saputo spiegare per intero, in modo convincente, come sia avvenuto il crollo delle Torri Gemelle. Lo stesso NIST si ferma alla descrizione dettagliata che ci porta all’inizio del crollo, ma passa ad un generico “e poi è crollato tutto” non appena risolto questo problema. (Se davvero i suoi “esperti” hanno la spiegazione completa dei crolli delle Torri Gemelle, consigliamo ad Attivissimo di farlo sapere al più presto a quelli del NIST, in modo che non debbano più continuare a fare la figura degli incompetenti che hanno fatto fino ad oggi).
Lo stesso Attivissimo invece, curiosamente, ha ripetuto a pappagallo la stessa teoria del NIST fino all’inizio del crollo (le traverse d’acciaio che “si insellano” per il calore, e “tirano verso l’interno la struttura portante”), ma si è poi dimenticato di spiegarci l’esatta dinamica del crollo completo. Come mai?
Se anche la teoria del “pancake” fosse accettata, infatti, bisogna saper spiegare come abbiano fatto le colonne portanti a distruggersi per intero su se stesse. Ma anche qui, per cavarsi dall’impiccio, Attivissimo ricorre alla solita “fallacia per estensione”: cita una colonna, che è miracolosamente rimasta in piedi per circa 10 secondi dopo il crollo, e così pensa di aver risolto il problema delle restanti 93.
La tecnica è sempre la stessa, la tristezza nel constatarlo aumenta di volta in volta.
Per oggi ci fermiamo qui. Ma il lavoro proseguirà fino alla fine, perchè le “annotazioni” da fare a quanto ha dichiarato Attivissimo nel confronto con Tom Bosco sono davvero tante, e meritano di essere rese pubbliche. Rispondo così in anticipo a chi mi dirà “lascia perdere Massimo, tanto non serve a niente, non ne vale la pena”: in realtà il lavoro non lo faccio per coloro che hanno già capito come stanno le cose, ma per coloro che si trovano ancora in mezzo al guado, indecisi su quali posizioni prendere rispetto al 9/11. Quando questo lavoro sarà finito nessuno potrà dire che non ci sia materiale a sufficienza per trarre da soli le proprie conclusioni. (Naturalmente, a quel punto conto anche sul vostro contributo nel farlo girare in rete il più possibile).
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SECONDA PARTE:
“Alla fine non importa da che parte stiamo… – dice Attivissimo all’inizio della presentazione – quello che conta è che dobbiamo partire dai fatti”.
Dopodichè ci dice che questi “fatti“ si trovano nei risultati delle varie commissioni tecniche che hanno analizzato gli attentati dell’11 settembre. Il primo fra tutti, ovviamente, è il famoso Rapporto della Commissione per l’11 settembre.
Quindi per Attivissimo i “fatti” non sono le immagini delle torri che esplodono, le testimonianze di pompieri e polizia, o i tracciati radar degli aerei dirottati, ma sono le frasi contenute proprio nei documenti delle commissioni che sono accusate di aver coperto la verità con indagini parziali e chiaramente pilotate.
Non è facile trovare un esempio più clamoroso di autoreferenzialità di quello intentato da Attivissimo. L’unico che mi viene in mente è quello del fondamentalista cristiano, che ti dimostra che la Bibbia è parola di Dio “poiché sta scritto nella Bibbia stessa”. (Il fondamentalista cristiano però non pretende di ragionare in maniera logica).
I “fatti”, caro Attivissimo, sono i tempi e le modalità dei crolli dei tre grattacieli, sono le pozze di acciaio fuso trovate sotto le loro macerie (che tu continui a fingere che non esistano), sono le immagini degli sbuffi laterali durante i crolli, sono le dozzine e dozzine di testimonianze di esplosioni negli edifici non solo durante, ma anche prima dei crolli. (Ti sei già dimenticato di Morelli e di Rodriguez?)
Questi sono i fatti con cui bisogna fare i conti, se si vuole affrontare seriamente la questione 11 settembre. Poi casomai, alla fine, si va a guardare cosa dicono le varie commissioni, e si verifica se per caso i fatti coincidano con le loro affermazioni oppure no.
“Il rapporto della Commissione 9/11 è un “bigino”, niente di più. Perchè i rapporti tecnici, che sono liberamente scaricabili e consultabili, ammontano a più di dodicimila pagine. Leggeteli, se volete andare a fondo di questa cosa”.
1 – No, Attivissimo, quel rapporto non è un bigino. Un “bigino”, per definizione, contiene la sintesi completa di un lavoro di dimensioni maggiori, mentre quel rapporto contiene solo una trattazione parziale dei fatti relativi all’11 settembre. Ad esempio, il crollo del WTC7 non viene nemmeno citato, nelle oltre 800 pagine del rapporto. (Alla faccia della “sintesi”!) David Ray Griffin ha scritto un intero libro, intitolato “9/11 Commission Report, omissions and distortions”, nel quale elenca uno per uno tutti gli aspetti che sono stati “dimenticati” dalla Commissione 9/11, come quelli che sono stati rappresentati in maniera distorta.
Perchè non consigli al pubblico di leggere quello, invece dei “documenti liberamente scaribabili?”
2 – In proposito, faccio notare come Attivissimo ripeta continuamente questo mantra dei “documenti liberamentre scaricabili”, facendo chiaramente capire che “voi stessi potrete trovare in quei documenti la conferma di ciò che vi dico”. Mai che sprechi un solo secondo ad aiutare il povero lettore, indicandogli con precisione in quale pagina di quale capitolo di quale volume si trovino effettivamente le conferme alle sue affermazioni. No, lui dice “andate e guardate”, e poi passa disinvoltamente ad altro. Tanto sa benissmo che nessuno si prenderà la briga di andare davvero a cercare qualcosa nelle famose 12.000 pagine che ha appena citato.
3 – Ho voluto sottolineare questa frase perchè non rappresenta un caso isolato, ma un metodo preciso e rigoroso, che Attivissimo pratica fina dai tempi in cui lo pizzicai a fare lo stesso giochino con la famosa storia della portaerei. “Andate e guardate”, disse in quel caso, e troverete le conferme di ciò che dico. Ebbene, io ci andai, e non trovai affatto quelle conferme, ma solo dei dati generici che non supportavano minimamente le sue affermazioni. Preso col sorcio in bocca, lui si giustificò dicendo che in fondo indagini minori, come quella della portaerei, richiedono “minore accuratezza” nelle fonti. Io però da quel giorno l’ho tenuto d’occhio, ed ho notato come il nostro illusionista ricorra sistematicamente a questo metodo di “convinzione” popolare.
“E’ tutto scaricabile liberamente, leggete e saprete”.
Due inchieste governative, organizzate non dai repubblicani, ma congiuntamente dai democratici e dai repubblicani. Democratici che avevano moltissimo interesse a far fare brtta figura a Bush, Cheney e compagnia bella.
In altre parole, Attivissimo troverebbe la “garanzia di qualità” dei lavori delle commissioni nel fatto che ci fossero dentro anche dei democratici. Come se i democratici fossero puri, onesti e incorruttibili rappresentanti dei loro elettori, venuti a Washington a combattere la corruzione dei “cattivi” repubblicani. (A parte che in quei giorni nessuno poteva nemmeno permettersi di mettere in dubbio un qualunque aspetto dei fatti dell’11 settembre: ricordate Tom Daschle, il capo della minoranza democratica al Senato, che osò lamentare pubblicamente l’opposizione di Bush/Cheney ad una commissione senatoriale? Casualmente, fu uno di coloro che ricevettero le famose buste all’antrace).
La visione semplicistica e manichea del potere americano presentata da Attivissimo, con i buoni tutti da una parte e i cattivi tutti dall’altra, dovrebbe far riflettere sulle capacità effettive di questo individuo di dare una qualunque collocazione realistica ai fatti del’11 settembre nel quadro storico a cui appartengono. (Forse è per questo che più avanti Attivissimo ci spiegherà che il documento del PNAC riguardava “solo migliorie tecniche dell’esercito”. Per lui la “geopolitica” deve essere solo un gioco di società).
TEORIA NO PLANES
In diversi passaggi, Attivissimo critica la teoria “no planes” come inconsistente, improponibile e infondata. E’ la stessa posizione che sostengo io. Faccio anzi notare come per attaccarla, curiosamente, Attivissimo usi gli stessi identici argomenti che ho sempre usato io (pixel spacciati per sistema di misura, gente che avrebbe visto un aereo che non c’è, credibilità del piano sequenza di Naudet, ecc.) In altre parole, i ragionamenti dell’inattendibile “manipolatore” Mazzucco diventano improvvisamente sani, solidi ed onesti, nel momento in cui tornino utili anche a lui. (Mica “voglio il copyright”, sia chiaro. Trovo però curioso che proprio in questo caso Attivissimo non abbia assolutamente nulla da ridire sulle mie argomentazioni, anzi le rispetti al punto da farle proprie).
Attivissimo spiega come la famosa teoria del “pod”, che risale ai primi anni del dibattito, fosse basata su una illusione ottica, nella quale la forma e i colori dell’aereo, sommati alla particolare condizione di luce, potevano sembrare un’appendice esterna appesa sotto l’ala. (Io stesso misi in dubbio quella teoria, anni fa, mostrando alcune foto che rivelavano l’origine dell’illusione ottica del “pod”).
In conclusione del segmento Attivissimo commenta, col suo solito tono di “ovvietà”:
“Quindi alla fine i presunti misteri, molto spesso, si smontano con una semplice indagine, alla portata di tutti”.
Ma come, ha appena criticato Tom Bosco per aver rispolverato argomenti ormai “debunkati” – persino da me stesso, fra l’altro – e poi usa quelli per farsi bello con il pubblico, dicendo che “così si smontano i presunti misteri?”
Perchè non smonti il “presunto mistero” delle pozze di acciaio fuso, Attivissimo, visto che ti senti così tanto in forma? (Questo documento era stato preparato specificamente per Attivissimo, che aveva tentato di negare l’esistenza dell’acciaio fuso fra le macerie).
“Ho sentito parlare di incendi che forse non erano sufficientemente caldi da fondere l’acciaio.”
Ne ha “sentito parlare”? Ma se sono anni che si discute soprattutto di quello! E’ davvero grazioso, questo modo di fingere che un problema “possa esistere”, “forse”, ma a livello secondario (quindi comunque ininfluente, ti sta dicendo Attivissimo nel subconscio), quando in realtà il calore generato dal kerosene e’ sempre stato – e rimane a tutt’oggi – il problema sostanziale per spiegare i crolli dei tre grattacieli in acciaio del World Trade Center.
Mai un grattacielo in acciaio era crollato prima a causa del fuoco: di colpo ne crollano tre in un giorno solo, e lui “ha sentito parlare, forse, di questo problema”?
Ma vediamo come affronta nel dettaglio Attivissimo la questione degli incendi nelle strutture in acciaio.
“Faccio solo un esempio: il McCormick Center. Struttura in acciaio, ha preso fuoco, ed è crollata. Sight and Sound Theater. Ha preso fuoco, struttura in acciaio, è crollata. La Windsor Tower a Madrid. Struttura centrale in cemento armato, struttura esterna in acciaio. La parte esterna, [la struttura] ha preso fuoco, e la parte esterna è crollata. La parte centrale, in cemento armato, è rimasta in piedi. Di che cosa erano fatte le Torri Gemelle? Esclusivamente di acciaio”.
Attivissimo sembra quindi sostenere che l’acciaio, da solo, non sia in grado di resistere agli incendi. Ed infatti aggiunge:
Se si prende una struttura esclusivamente in acciaio, manca l’degli elementi portanti in cemento armato che possono resistere al caldo. E per questo che non si fanno più strutture di questo tipo.
Tralascio di commentare queste frasi, perchè sono talmente assurde che dovrebbero smentirsi da sole. Lo ripeto: nessuno grattacielo in acciaio era mai crollato prima del 9/11 a causa dl fuoco, e nessuno grattacielo in acciaio lo ha mai fatto dopo l’11 settembre.
Vediamo infatti più da vicino gli “esempi” che ha citato Attivissimo per smentire questa affermazione. Sotto, a sinistra, l’incendio che ha devastato per oltre 24 ore la Windsor Tower di Madrid. A destra, quel che rimane del grattacielo dopo l’incendio.

Sarà anche crollata la parte superiore, ma l’edificio è rimasto decisamente in piedi.
Sotto vediamo invece gli incendi che hanno “devastato” il WTC7 per qualche ora soltanto. Quello in compenso è venuto giù come se fosse fatto di pastafrolla.

Davvero curioso, il comportamento dell’acciaio “in assenza di cemento armato”.
Veniamo ora allo storico crollo del “McCormick Center” citato da Attivissimo:

Si trattava in realtà di un grande capannone, di cui è crollato soltanto il tetto.
Ed ecco infine il famoso crollo del “Sight and Sound Theater”:

Anche qui si tratta di un edificio ad un piano solo (un cinema), ed anche qui è crollato solo il tetto.
Chi era che non andava nemmeno preso in considerazione, perchè non si paragonano “palestre” con torri alte 400 metri?
Massimo Mazzucco
Ha collaborato Riccardo Pizzirani (Sertes)
[continua]

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