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Lo scoppio di epidemie prova che il vaccino per la pertosse non funzionano

By   /   16 febbraio, 2011  /   No Comments

 

Traduzione dell’articolo  Outbreaks Proof That Whooping Cough Vaccines Don’t Work dellla dottoressa Sherri Tenpenny, pubblicato l’11 Gennaio 2011 sul sito http://www.newswithviews.com



Lo scoppio di epidemie prova che il vaccino per la pertosse non funziona

Quando l’immunità (ovvero la vaccinazione) fallisce – servizio dell’emittente statunitense KPBS dell’Università statale di San Diego

La scorsa estate diversi giornali in tutto il Nord America hanno riferito di un’epidemia di pertosse scoppiata in California e causata dal batterio Bordetella pertussis, che secondo le previsioni dei funzionari del ministero della sanità si sarebbe diffusa in tutto il paese.

Dal gennaio 2010 fino alla fine di novembre, un epidemiologo dello stato della California ha riferito di 2.625 casi di pertosse, di cui dieci fatali nei bambini, mentre il Centro per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie (CDC) ha riportato 18.586 casi in tutti gli Stati Uniti. [1] In questi resoconti si è avanzata l’ipotesi che le epidemie siano state causate dall’ampio numero di bambini non vaccinati in tutto il paese. Tuttavia, ciò che queste relazioni hanno omesso di menzionare è che la maggior parte di bambini che hanno contratto la pertosse erano stati vaccinati contro questa malattia.
In risposta a queste epidemie, lo stato della California ha varato una legge nel settembre del 2010. La nuova legge aveva come obiettivo i bambini dalla settima alla dodicesima classe [grosso modo corrispondenti ai nostri ragazzi che frequentano le scuole medie e le superiori - N.d.T.]. A partire dall’anno scolastico 2012-2013, è stato detto ai genitori che gli alunni che si iscrivono alla settima classe dovranno fornire prova dell’avvenuta vaccinazione.
Tutto ciò ha creato un po’ di confusione dal momento che la legge della California permette la possibilità di avvalersi di esenzioni dovute a credenze personali (PBE) [personal belief exemptions], che danno ai genitori il diritto di rifiutare i vaccini. [3]
Secondo i dati del 2009, circa 175 scuole hanno avuto percentuali di PBE del 20 per cento o più. Poche scuole hanno avuto percentuali di esenzione oltre il 70 per cento. [4]
Mentre questo può sembrare allarmante per qualcuno, i funzionari stimano che la percentuale totale di casi di PBE in tutto lo stato è intorno al 2 per cento, approssimativamente 7.200 scolari. I funzionari credono che sia necessari una percentuale di vaccinati di almeno il 93  per cento per assicurare la cosiddetta immunità di gregge contro la pertosse. Allora con il 98 per cento dei bambini della California che ricevono tutti i vaccini raccomandati dal CDC, l’immunità di gregge dovrebbe essere assicurata, e non è logico incolpare le persone non vaccinate dello scoppio dell’epidemia.

Pertosse in bambini vaccinati – lo studio mostra che i bambini vaccinati spesso pur non manifestando sintomi, sono lo stesso infettati e possono diffondere la malattia; a volte manifestano sintomi differenti, meno intensi, ma che durano per molte settimane. E l’immunità di gregge?

Il fallimento dei vaccini 

Le pressioni affinché bambini e ragazzi di ogni età e persino i membri adulti delle loro famiglie ricevano il vaccino DTP [difterite tetano e pertosse] è sicuramente discutibile quando si guarda un campione di casi ben documentati di fallimento dei vaccini in comunità con un grande numero di casi di pertosse. Nel 1996, una epidemia diffusa in tutta la nazione si è verificata nel Vermont, uno stato dove le percentuali di vaccinazione erano tra le più alte di tutti gli Stati Uniti. Di questi bambini, tra i 19 ed i 35 mesi di età che hanno contratto la pertosse, il 97 percento aveva ricevuto tutte le dosi raccomandate dei vaccini DPT.

Nel 2006, il British Medical Journal ha riportato in un suo studio che una notevole percentuale dei bambini in età scolastica che sono stati immunizzati e che hanno una tosse persistente potrebbero avere avuto una recente infezione da Bordetella pertussis. Harnden ed i suoi colleghi hanno studiato 172 bambini tra i 5 ed i 16 anni che avevano continuato a tossire per due settimane o più. In 64 di questi bambini è stata trovata l’evidenza sierologica di una recente infezione da pertosse, e 55 di questi bambini erano stati completamente vaccinati. Essi hanno affermato quindi che “Fare una sicura diagnosi di pertosse può rassicurare i genitori e prevenire l’utilizzo di indagini e trattamenti inadeguati.” [5]


Più recentemente, il quotidiano The Star-Ledger dell’11 Febbraio 2009, riferisce di un’epidemia di pertosse che ha colpito 21 bambini completamente vaccinati nella Contea di Hunterdon, New Jersey. [6] Anche in Canada, un’epidemia di pertosse confermata da un laboratorio epidemiologico, si è diffusa tra bambini in età prescolare a Toronto dove più del 90 % dei bambini erano aggiornati con i richiami per l’immunizzazione contro la pertosse. [7]

Epidemia di pertosse atipica in bambini vaccinati in età pre-scolare - dal sito scientifico governativo pubmed.gov

L’istituto per la sorveglianza (Watchdog Institute), un centro giornalistico investigativo con sede a San Diego, ha recentemente collaborato con la stazione televisiva locale di San Diego, KPBS, per ricercare l’effettivo numero di famiglie affette da epidemia di pertosse al fine di determinare quanti bambini erano stati regolarmente vaccinati contro la malattia. L’indagine, durata quattro mesi, è culminata nella divulgazione di un documentario il 16 dicembre del 2010. Lo studio ha rivelato quanto segue: nelle nove contee più colpite della California, dal 44 all’ 83 % di coloro i quali hanno contratto l’infezione erano stati interamente vaccinati. In Ohio e Texas, due stati che avevano il primato nel numero dei casi di pertosse, rispettivamente il 75 % ed il 67,5 % erano stati vaccinati. [8]

Il Dottor Fritz Mooi, un autorevole e rispettato scienziato olandese che ha studiato le mutazioni del batterio della pertosse per 15 anni, afferma che un ceppo più virulento del batterio è la causa delle recenti epidemie. Mooi sostiene che l’associazione internazionale, Iniziativa Globale per la Pertosse (Global Pertussis Initiative), ha ignorato la sua teoria circa un nuovo, più tossico, ceppo del batterio della malattia. “Semplicemente non vogliono sentire”, ha detto. “Hanno mantenuto questa informazione fuori dai loro articoli, e questo è una sorta di censura.” Molti soldi sono stati investiti negli attuali vaccini, ha aggiunto Mooi, e se egli ha ragione in merito a questo nuovo ceppo, allora ci sarebbe bisogno di sviluppare un nuovo e differente vaccino. [9]

Conflitti di interessi

L’istituto per la sorveglianza (Watchdog Institute) e KPBS hanno inoltre scoperto che i due produttori leader globali dei vaccini contro la pertosse, Sanofi Pasteur e GlaxoSmith Kline, hanno entrambi finanziato gruppi di esperti che raccomandano la politica dei vaccini alle varie agenzie governative. Sanofi Pasteur finanzia il gruppo più influente, l’Iniziativa Globale per la Pertosse (Global Pertussis Initiative), che è composto da 35 esperti medici provenienti da 16 paesi diversi. L’istituto per la sorveglianza e KPBS ha scoperto che 24 membri del gruppo di sorveglianza hanno ricevuto finanziamenti da Sanofi Pasteur, dalla sua casa madre Sanofi-Aventis, e/o da GlaxoSmithKline (GSK). [10]

Il CDC cita l’Iniziativa Globale per la Pertosse nelle sue pubblicazioni e l’Organizzazione Mondiale della Sanità conta quattro membri dell’Iniziativa nel loro comitato consultivo per il vaccino della pertosse. Questo conflitto di interessi si traduce nella spesa di milioni da parte dei paesi per un vaccino contro la pertosse che ha una lunga e documentata storia di mancata protezione, con le case produttrici riluttanti a spendere anche una minima parte dei loro lauti ricavi nella ricerca e studio di nuovi ceppi emergenti di pertosse.

Globalmente, i vaccini erano un’industria da 22 miliardi di dollari lo scorso anno, ma secondo una recente previsione le vendite dovrebbero raggiungere i 34 miliardi di dollari entro il 2012. Solo nello stato della California, i dipartimenti della salute hanno speso 207 milioni di dollari per i vaccini contro la pertosse dal 2007, con una cifra esorbitante di 59,6 milioni spesi nel solo 2010. [11]

I vaccinati come un vettore silente

L’ìmmunità alla pertosse indotta dei vaccini viene misurata attraverso un esame del sangue, chiamato titer test, il quale misura la presenza di specifici anticorpi che vengono ritenuti essere difensivi nei confronti della malattia. E’ inoltre riconosciuto che questi anticorpi diminuiscono col tempo. L’incidenza dell’infezione da Bordetella pertussis negli adolescenti e negli adulti appare essere approssimativamente dell’uno per cento all’anno. Tale infezione viene più probabilmente definita pertosse, tra le varie tossi stagionali, se dura più di ventuno giorni. Funzionari medici ritengono che le infezioni negli adolescenti, causate da “immunità decrescente”, siano all’origine della trasmissione del batterio nella comunità, particolarmente per giovani bambini.

Come risultato sono stati sviluppati e autorizzati per l’uso negli Stati Uniti nuovi vaccini, come ad esempio Boostrix, per bambini da 11 a 18 anni di età, e Adacel, per adulti da 19 a 64 anni di età. [12] I funzionari per la salute pubblica sperano così che attraverso la vaccinazione di adolescenti e adulti ci saranno, complessivamente, meno casi di pertosse.

Ciononostante, i vaccini contenenti il batterio B. Pertussis sembrano avere un effetto irrilevante sull’incidenza assoluta dell’infezione. Invece di concentrarsi sulla paura della pertosse, sarebbe altresì ovvio nonchè imperativo concentrarsi sul naturale rafforzamento del sistema immunitario e sull’utilità e la diffusione di semplici misure di salute pubblica. Piccoli aiuti alla salute personale e collettiva quali il lavaggio delle mani, un buon riposo di otto ore per notte, l’integrazione di vitamina C ed il mantenimento di un alto livello nel sangue di vitamina D sono un fondamento basilare nella prevenzione di tutte le malattie infettive, pertosse inclusa. Evidentemente, i funzionari per la pubblica salute avrebbero bisogno di abbracciare questi metodi non velenosi e non invasivi piuttosto che iniezioni inutili che possono causare seri danni a breve e lungo termine.

Fonti:

1, MMWR. Pertussis Weekly Update. Week 48

2, “New California Law Mandates Whooping Cough Booster Shot for Teens,” 3 Gennaio 2011.

3, National Vaccine Information Center documentation.

4, Whooping Cough now epidemic in California. ABC Healthnews. June 24, 2010.

5, Whooping cough in school age children with persistent cough: prospective cohort study in primary care

6, “Whooping Cough returns to Hunterdon County” by Mike Frasinelli, The Star-Ledger, February 11, 2009 .

7, Waters, Valerie et al. “Outbreak of Atypical Pertussis Detected by Polymerase Chain Reaction in Immunized Preschool-Aged Children.” Pediatric Infectious Disease Journal. 28(7):582-587, July 2009.

8, “Many whooping cough victims have been immunized; Experts spar over prospects of new disease strain,” by Kevin Crowe. Published December 13, 2010

9. “Blurred lines of Influence,” by Kevin Crowe and Roxanna Popescu. Published December 14, 2010.

10. Ibid. “Blurred lines of influence.”

11. Ibid. “Blurred lines of influence.”

12. National Network for Immunization Information. “Adolescent and Adult Pertussis Vaccines.” December, 2006.

 

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  • Published: 3 years ago on 16 febbraio, 2011
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  • Last Modified: febbraio 16, 2011 @ 8:04 pm
  • Filed Under: News

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