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Archive for giugno 2011

Val di Susa: la realizzazione della TAV ha due scopi sicuri, quello di avvelenare la popolazione e quello di fare indebitare gli Italiani

giu 30th, 2011 | By admin | Category: News

Di

Corrado Penna

Qui di seguito il testo di una mail pervenutami che prontamente divulgo, a seguito alcune mie riflessioni


In Val di Susa c’è una guerra. E nessun telegiornale sta dicendo la verità. Una popolazione locale sta tentando di opporre resistenza alla costruzione di un’opera voluta da lobbies finanziarie, sostanzialmente inutile, destinata al trasporto delle merci (non è alta velocità.. per chi ancora non lo sapesse!), dal costo pari a tre volte il ponte di Messina. TRE VOLTE il costo del PONTE DI MESSINA.
Cito inchieste del Politecnico di Torino e Milano, e dati estratti dalla trasmissione Report (Rai tre) e da una bellissima trasmissione andata in onda alcuni mesi fa su La 7. Non mi dilungo sull’impatto ambientale, la collina di amianto (una stima di una ASL di Torino parla di 20.000 morti nei prossimi anni per la nube di fibre) il tunnel di 54 km dentro una montagna già scavata dall’Enel perché ricca di Uranio, ma vi informo di questo: i soldi destinati alla costruzione li metteranno le banche, ad un tasso del 6,2 % ma la fidejussione a garanzia del prestito sapete chi l’ha messa?
Voi!! o se preferite lo Stato italiano! entro 9 anni dovremo restituire 45 miliardi di debito alle banche che hanno finanziato l’opera.
45 miliardi sono quello che dovremo sostenere come costo per ridurre un pochino il nostro debito con l’estero per stare in Europa e il povero Tremonti non sa dove reperirli.Siete pronti a pagare altri 45 miliardi per far viaggiare più veloce l’acqua minerale di lecce verso la Norvegia, e far arrivare prima i biscotti inglesi sullo scaffale del vostro supermercato?
A proposito … non passeranno dalla Val di Susa le merci. Un noto docente del Politecnico dice che il costo del transito per un camion da questo valico non sarà competitivo con i costi degli altri tunnel che già esistono. Questa sarà davvero una cattedrale nel deserto.
Per chi vuole saperne di più:
http://www.notav.eu

Nel messaggio precedente si fa cenno ad una problematica che viene quasi sempre celata dai mass media e dai telegiornali in particolare, ovvero il fatto che i lavori per la realizzazione della famigerata TAV comporteranno un forte avvelenamento da fibre di amianto. Mentre per legge è vietato rimuovere l’amianto dai fabbricati senza ricorrere ad opportune misure di sicurezza e particolari cautele nello smaltimento, quando è lo stato che deve compiere lavori che causano il rilascio di amianto nell’ambiente tutte le cautele e le norme di legge vanno a farsi benedire. La situazione sembrerebbe paradossale se non si fosse a conoscenza delle attività clandestine dell’aeronautica incivile, ovvero del rilascio intenzionale di sostanze chimiche velenose nell’atmosfera. Possiamo davvero credere che il folle progetto della TAV si realizzi solo per tutelare gli interessi economici di alcune lobby? Forse, ma quale governo con un minimo di senno proseguirebbe testardamente a difendere un progetto che dissangua le casse dello stato in un simile momento di crisi, ottenendo per di più il risultato di inimicarsi gli abitati di una valle intera?
Chi non è a conoscenza della questione del signoraggio forse non riesce a capire bene ciò che sta succedendo, e che dovrebbe essere palese dopo quanto sta avvenendo in Grecia (NB: Italia, Spagna e Portogallo sembrano prossime a seguire le orme della Grecia): per il sistema finanziario e bancario internazionale ogni indebitamento altrui è un credito su cui vantare proficui interessi, ed in caso di insolvenza si possono aggiungere dei ricatti tali da costringere un intero paese a svendere il proprio patrimonio con le privatizzazioni e ad obbedire a rigidi diktat che portano l’intera economia di un paese ad obbedire alle regole volute dalle persone più ricche e potenti del mondo. Insomma è possibile così ristrutturare l’economia in funzione degli interessi di pochi che divengono sempre più palesemente i veri detentori del potere tramite le loro strutture quali la BCE (banca centrale europea, BANCA PRIVATA) o il FMI (fondo monetario internazionale, organismo sostanzialmente costituito da persone influenti nel campo della finanza che non ha niente di democratico o di rappresentativo). Ciò dovrebbe far capire ancora di più che la presente crisi finanziaria è stata artificialmente creata.
Insomma avvelenare la gente (per indebolirla psico-fisicamente e sfoltire la popolazione) e indebitarla sembrano essere i reali obiettivi di chi governa questo pianeta. Il progetto finale sembra quello del Nuovo Ordine Mondiale.

 

Link



ASSASSINIO IN VAL SUSA

giu 30th, 2011 | By admin | Category: News

DI

MIGUEL MARTINEZ
Kelebleker

 

 

 

 

 

 

 

 

 

In questo blog, non siamo antimilitaristi, nel senso di coloro che se la prendono con la truppa e assolvono i generali. Gli assassini non sono giovani carabinieri confusi, alla guida di mezzi di guerra ingestibili.

Gli assassini sono tutti, tutti coloro che hanno voluto l’attacco armato alla Val Susa. Sapendo che negli attacchi armati, è normale che si uccidano non solo i paesaggi e i luoghi, ma anche le persone.

La donna assassinata si chiamava Anna Recchia, aveva 65 anni. E nessuna pagina su Facebook, credo.
Dal sito NOTav:

PRIMO MORTO DELL’OPERAZIONE “TALPA” BLINDATO DEI CC INVESTE PENSIONATA

Submitted by admin on 30 giugno 2011 – 09:05 No Comment

Ieri pomeriggio 29 giugno un mezzo blindato antisommossa dei Carabinieri diretto a Chiomonte ha investito e ucciso una pensionata a Venaria. Ci sentiamo di sottolineare da queste pagine quanto accaduto. E’ un’operazione militare a tutti gli effetti per la quantità di numeri e mazzi impiegata e nelle operazioni militari si sa ci stanno anche i morti. Dalle prime notizie l’autista dichiara di essersi fermato a fare rifornimento e poi essere ripartito per fermarsi dopo decine di metri al semaforo. Solo lì dice di essersi accorto di un corpo accasciato a terra dagli specchi retrovisori. Questi mezzi corazzati usati a Chiomonte sono mezzi da guerra dati in mano a dei criminali. Come a Genova ancora una volta l’arroganza e la guerra uccidono sotto gli pneumatici dei mezzi dei carabinieri. Fino a quando ancora? Questa morte è responsabilità della lobby si tav.

Il media mainstream dirà che questa è una forzatura strumentale dei notav. Non è così! In questi giorni decine e decine di mezzi incolonnati fanno su e giù per la valle. La realizzazione dell’opera prevede centinaia di tir – oltre ai mezzi delle forze dell’ordine – ch efaanno su e giù per decenni… Perché i giornali non scrivono che il mezzo che ha investito l’anziana signora era diretto al cantiere della Maddalena? Quando diciamo che il Tav è un’opera dannosa, nociva,necrogena intendiamo proprio questo: un costo sociale, umano e ambientale senza misura con i presunti “vantaggi”. Alla famiglia il nostro pensiero…

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Fonte: http://kelebeklerblog.com/2011/06/30/assassinio-in-val-susa/



ORA SI SALVI M.P.S.

giu 30th, 2011 | By admin | Category: News

DI

MARCO DELLA LUNA
marcodellaluna.info

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nel settore bancario italiano si moltiplicano i segni di illiquidità. Alcuni primari istituti hanno sospeso le erogazioni di credito. I corsi azionari vanno male o malissimo. Corrono voci che in ottobre o novembre sia probabile un credit crunch tale da precipitare l’economia in una recessione nera e da minacciare i depositi. E’ in corso uno sforzo di ricapitalizzazione. Particolarmente inquietante, per la contraddittorietà esplosiva dei dati, è la situazione di MPS: + 348% dei profitti (dichiarati), ma per contro: sospensione delle erogazioni creditizie, picchiata delle azioni, tagli radicali in tutte le spese, tagli dal 20 all’80% della componente variabile dei premi di produttività per impiegati e quadri dirigenti, ma prima aumento fino a circa del 30% dello stipendio fisso dei dirigenti centrali (in modo da compensare per sè soli la successiva riduzione del premio variabile), assunzioni di giovani impiegati impreparati a tempo e con salari di fame, …
un miliardo di debiti verso Esatri per trading elusivo (Sole24Ore del 21.06.11), altissimo tasso di contenzioso con la clientela (contenzioso prevalentemente incorporato con Antonveneta, che fu pagata 9 mld (con un prestito obbligazionario subordinato e con un aumento di capitale quando le quotazioni azionarie erano ben più alte delle attuali) e ne valeva forse la metà. E il peso dell’interrogazione parlamentare sul discutibilissimo collocamento di Casaforte; e l’incremento ad un anno del CDS pari al 67,2% ; e le facilitazioni proposte ai dipendenti per l’adesione al prossimo aumento di capitale… ma come si fa a chiedere l’adesione di chi hai bistrattato tagliandogli lo stipendio mentre membri del CDA della Banca vendono i diritti ( Il Sole 24 Ore 25-06-2011 )? E voci (non verificabili) di trenta tecnici informatici di Intesa-San Paolo all’opera nella sede centrale senese, mentre la Fondazione MPS, per far cassa e poter così aderire all’aumento di capitale del M.P.S., ha venduto 2,2 mld di azioni privilegiate (che, vendute, per statuto, sono divenute ordinarie, facendo crollare il prezzo in borsa), e ciò tramite una molto discussa banca speculativa americana accusata di operazioni antisociali su larga scala e di specifiche colpe nel disastro greco, ed a cui sono state assegnate proprio quelle azioni MPS – ma le fondazioni, ontologicamente aventi scopo benefico, non dovrebbero evitare dipendenze o cointeressenze con…?

Insomma, fatti e dati incoerenti, contraddittori, suggerenti dubbi e sospetti anche su quel + 348%, che, congiunti all’emissione privilegiata, il mercato ha tradotto in un crollo dell’azione MPS ai minimi storici con perdita del 90% sui massimi. Guai se MPS dovesse cedere, se si avviasse un bank rush, o una discesa del rating con una ascesa dei tassi di rifinanziamento. Dato il peso strategico di MPS, avremmo un effetto valanga. Un tale rischio va prevenuto dal potere pubblico e semipubblico, anche a costo di un’ispezione e, al limite, di un commissariamento, che però sicuramente non sarà necessario, come non sarà necessario – ma, se lo fosse, il governo dovrebbe intervenire – un sostegno della mano pubblica. E’ prioritario prevenire che, in autunno, in una crisi accentuata di liquidità bancaria che potrebbe partire dagli istituti in parola, il blocco del credito si congiunga a una campagna di rientri dei crediti aperti, in una tenaglia mortale per l’economia di questo già malmesso e demonetizzato paese, soprattutto se non interviene un terzo quantitative easing a differire la crisi.

Date la gloriosa antichità, la dimensione, l’importanza di MPS per il sistema-paese, e dato che dubbi e segni di illiquidità attraversano gran parte del sistema bancario nazionale, ma si concentrano sull’istituto toscano, è in favore di esso che bisogna concentrare gli sforzi. Quindi è impellente, è di primario interesse nazionale, che BCE, BDI e CONSOB intervengano, nelle rispettive competenze, per dissipare quei dubbi, per fare le verifiche del caso e, all’esito, dichiarare che quel + 348% è reale, che nell’attivo sono stati contabilizzati i crediti effettivi e non voci di cartolarizzazioni appoggiate a società veicolo non cedute in quanto utilizzabili come garanzia per emissioni obbligazionarie, che non si è registrato come liquidità gli anticipi sul portafoglio (fatture, ri.ba.) , ossia che la banca non ha fatto e non intende fare creazione di mezzi monetari a livello di filiali; che non sono spostate ad esercizi futuri spese competenti a questo esercizio; che non esiste contenzioso sommerso (sofferenze non dichiarate) dannoso per il bilancio. E anche che la scelta dei dirigenti centrali di finanziare gli aumenti dei propri stipendi con tagli a quelli di quadri e impiegati (cui spettava invece un aumento, sempre se è vero il + 348% di utile ) sia una normale scelta di sfruttamento dei subordinati da parte di chi detiene il potere, e non esprima, piuttosto, la valutazione che il gioco stia per saltare e che pertanto convenga raschiare il raschiabile finché è possibile. Durante questo intervento di controllo, per ovvie ragioni, è opportuno che Mussari stia fuori da Bankitalia.

A un livello più profondo, sociologico, le strategie in atto impongono ulteriori elementi di riflessione.

I tagli dei premi di produttività mentre la produttività è aumentata hanno costituito uno shock per il personale bancario, abituato a rapporti non apertamente iniqui e violenti coi propri vertici. Quei tagli tagliano quindi anche il legame di appartenenza, il senso di essere tutti colleghi, di formare un organico. E’ una rottura psicologica. Ora c’è il vertice, che si è nettamente separato dalla base (inclusi in questa i quadri) con un atto, appunto, iniquo, tale da far percepire a livello viscerale, dai dipendenti, che non vi è solidarietà o giustizia a guidare i rapporti, e che essi sono oramai assets impersonali, beni strumentali, nella logica del capitalismo assoluto (Mussari stesso aveva detto che, senza Dio, non vi è etica). I grandi sindacati generalisti non si sono opposti, e anche quelli dei bancari hanno fatto poco e concluso zero. La base non si è ribellata. Ha subito. Ora dunque è chiaro e accettato che i rapporti, se devono continuare, continueranno su quella nuova base.

Primarie banche italiane, come lo stesso MPS, hanno in atto una campagna di sostituzione del personale esperto, formato, maturo (incoraggiato ad andarsene mediante scivoli e accompagnamenti) con personale giovanissimo, sottopagato (intorno agli 800 Euro al mese), con contratti brevi senza adeguata formazione, o meglio con formazione sommaria fatta di pochi slogan e tecnicismi da venditore, focalizzata al collocamento dei “prodotti” voluti dai vertici, ossia, innanzitutto, a)contratti con alto upfront per la banca; b)assets tossici di cui la banca vuole liberarsi. Per non perdere il lavoro, il dipendente si sforza di vendere a tutti i costi senza curarsi della onestà del “prodotto” e della sua corrispondenza al profilo del cliente, e viene frequentemente trasferito per evitare che si incontri con i clienti che si sono fidati di lui e che sono rimasti delusi.

Tale campagna procede in parallelo con una campagna di centralizzazione e proceduralizzazione informatiche: oramai i titolari di filiali non decidono più erogazioni di mutui o condizioni di rapporto, in quanto tali richieste di affidamento sono valutate dalla Direzione Generale tramite processo informatico (Pef) elaborato nelle Filiali e qualsiasi condizione in deroga a contratti standard è sottoposta ad un iter di valutazione da parte degli organi esterni competenti in modo da esautorare la figura del Titolare, storicamente strategica nella fidelizzazione della clientela . I funzionari sono così livellati al basso, in linea con quanto detto sopra. E in generale è livellato al basso l’elemento umano, mentre viene elevato quello della rete informatica e delle procedure standardizzate. Quindi, il senso della ristrutturazione sembra essere quello di avere dipendenti di basso costo e bassa competenza, quel poco che sanno tutto rivolto alla vendita, gestiti e coordinati centralmente da una rete informatica mediante programmi guidati, una sorta d’intelligenza artificiale autonoma operante su input specifici ben predefiniti che sembra proprio andare a sostituire la professionalità, la mente pensante di funzionari qualificati.

A che pro sostituire il personale qualificato con quello non qualificato? I vantaggi sono plurimi: costa meno, è meno tutelato, è più ricattabile (con minacce di non rinnovo del contratto o di demansionamento o di trasferimento), ha meno scrupoli morali nel vendere i prodotti più lucrativi per la banca. Gli svantaggi, in termini di qualità e concorrenza del servizio, sono annullati dal fatto che, tra le banche, non c’è competizione, ma coordinamento, cartello, spartizione del mercato. Se peggiorano il servizio tutte o quasi di concerto, nessuna perde in termini concorrenziali, perché la clientela non ha praticamente scelta. E nessuna perde in termini di quota di mercato, per la medesima ragione. Il conflitto di interessi delle banche che sono anche socie della banca centrale, non è soltanto per il fatto che sono al contempo controllate e controllanti, ma anche per il fatto che le banche centrali da loro partecipate tendono a essere usate come strumento di lottizzazione del mercato.

Considerazione finale: se il sistema bancario si sta ristrutturando nel modo sopra descritto, vuole dire che si prepara ad operare in un mercato e in una società molto più grami e degradati di quelli attuali, anche in termini di livello di legalità e di funzione giudiziaria. Avremo una banca fatta di un Olimpo dirigente che dirige telematicamente un’orda amorale, mutevole e aggressiva di venditori esasperati di “prodotti” equivoci, sempre alla corda per farsi rinnovare il contratto a termine.

Marco Della Luna
Fonte: http://marcodellaluna.info
Link: http://marcodellaluna.info/sito/?p=539



I DISUMANI CRIMINI DI GUERRA DEI RIBELLI LIBICI APPOGGIATI DA OBAM, IL NOBEL PER LA PACE

giu 29th, 2011 | By admin | Category: News

Guardate quanto sono belli quelli che l’Occidente sostiene in Libia

DI

SUSAN LINDAUER
Ex agente CIA operativo in Libia
Rense.com

                                                                                                           

 

 

 

 

 

 

 

La NATO ha scatenato la sua propaganda in Libia per giustificare la sua "guerra umanitaria" contro il governo di Moammar Gheddafi. Fino ad ora, la NATO ci è ben riuscita perché la gente comune in tutto il mondo non ha accesso alle fonti d’intelligence su cui basare le propria opinione. Da ex agente CIA che si è occupata di Libia presso le Nazioni Unite dal 1995 al 2003 durante le negoziazioni per il processo Lockerbie, mi sento obbligata a rompere i miei legami con questa propaganda per valutare le prove a mia disposizione.
Per rispondere alle numerose domande, riporterò notizie di primaria importanza che ricevo giornalmente dalle mie fonti di Tripoli. La documentazione video dei rifugiati libici è stata raccolta da una commissione d’indagine chiamata "Cittadini Globali per la Pace in Libia". La squadra investigativa comprende europei, africani, americani e avvocati internazionali a difesa dei diritti umani, che stanno preparando accuse per Crimini di Guerra contro la NATO. Giudicando da questi video, i danni che la NATO dovrebbe risarcire alla Libia sono davvero immensi.

Intanto, è evidente che la NATO ha grossolanamente distorto i fatti alle Nazioni Unite per poter giustificare un’azione militare contro Gheddafi. Gran Bretagna e Francia si sono fidati di una pessima intelligence da fonti inattendibili, cercando di guadagnare forza dal conflitto. Un’indagine più attenta avrebbe mostrato che sono i ribelli della NATO che sono colpevoli di crimini di guerra e non certo le milizie di Gheddafi. Le sanzioni dovrebbero essere depennate e la NATO dovrebbe schierare le sue forze armate alle spalle di Gheddafi per difendere la gente libica.

Non scherzare mai col fuoco, e neanche con una spia

I video ritraggono atrocità indegne. Ci sono due ragioni importanti del perché i ribelli NATO avrebbero commesso questi atti. Intanto, commettendo crimini di guerra, i ribelli NATO hanno sviluppato una strategia per provocare panico e confusione nella strada, dove possono controllare le persone. Hanno spaventato la loro opposizione fino a renderla silente e sottomessa. La gente comune libica può vedere con i propri occhi che i ribelli libici sono onnipotenti, protetti dalla NATO e dalle strutture della CIA. I lealisti di Gheddafi devono chiudere la bocca per non dover affrontare terribili conseguenze.

Allo stesso tempo, i ribelli libici hanno trovato il sistema per condizionare la NATO e dare e accendere i motori della "Guerra Umanitaria". Per una qualche ragione, il mondo è arrivato a credere che il governo di Gheddafi, dopo 41 anni di governo in cui non si ha notizia di attacchi contro la sua gente, è diventato improvvisamente colpevole dei delitti più efferati.

Coloro che hanno studiato la Libia da vicino hanno convinzioni del tutto opposte. Storicamente, Gheddafi è stato così tenace e protettivo con la sua gente che ha rifiutato di consegnare due suoi cittadini per il processo Lockerbie a fronte di anni di sanzioni della Nazioni Unite. Gheddafi sapeva che gli uomini erano innocenti e che non avrebbero avuto un giusto processo. Questo perché la storia del Lockerbie era un’operazione false flag per nascondere lo sporco coinvolgimento della CIA nel traffico d’eroina che usciva dalla Valle della Bekaa in Libano durante la crisi del sequestro di Terry Anderson. Un team congiunto di investigatori di CIA, FBI e dell’Intelligence della Difesa stavano volando quel giorno sul volo Pan Am 103, diretti a Washington per smascherare il cartello dell’eroina, quando l’aereo è esploso sopra Lockerbie, in Scozia. La Libia è stata messa in mezzo come capro espiatorio, ma come nell’11 settembre la verità non ha voluto morire. E Gheddafi si è rifiutato di farsi da parte. È rimasto al fianco del suo popolo, malgrado le punizioni internazionali.

Le supposizioni di Gheddafi si sono poi dimostrate corrette. In uno dei più vergognosi episodi di corruzione di sempre che si sono visti nelle Corti Internazionali, gli Stati Uniti si sono comprati due testimoni al processo Lockerbie con un pagamento di 4 milioni di dollari. Dopo che i due testimoni hanno ammesso e confessato i pagamenti, l’unico libico incarcerato per la bomba del Pan Am 103, Abdelbasset Megrahi, è riuscito a ottenere un "rilascio compassionevole" dalle prigioni scozzesi nell’agosto del 2009, in modo da poter tornare a casa per morire di cancro.

La azioni di Gheddafi rivelano molto del suo carattere. Da vero leader, potrebbe buttare la sua gente in pasto ai lupi? O abbandonarla per convenienza? Sappiamo di no. Ritiene che i cittadini libici siano cosa sua. Li protegge non importa quale sia il costo da sostenere.

Questi video sono rivelatori di realtà. Ironicamente, pretendendo che le forze di Gheddafi fossero state responsabili specificamente degli stupri, la NATO ha fatto un’ammissione plateale che i Crimini di Guerra in Libia sono realmente avvenuti. I titoli di testa, secondo cui Gheddafi ha distribuito il Viagra per mettere la frenesia in corpo ai suoi soldati per facilitare gli stupri, suonavano davvero bene sulla CNN. Comunque, l’ex Parlamentare Cynthia McKinney ha chiarito che l’unico grande acquirente di Viagra spedito poi in Libia è stato lo stesso governo degli Stati Uniti, che ha consegnato le Pilloline Blu ai soldati ribelli per dargli forza nella battaglia.

Questa strategia si è ritorta contro. La gente comune in Libia sta fuggendo dalle roccaforti dei ribelli per cercare la protezione offerta dall’autorità centrale di Gheddafi.

I Cattivi Ragazzi

Questi video mi sembrano tanto simili a quelli di Al Qaeda. Non prendete le mie parole per oro colato. Guardate voi stessi e fatevene un’idea. (Nota dell’Editore – Immagini Estremamente Crude – Fate Attenzione). Sono su www.FederalJack.com in un sito speciale, www.obamaslibya.com, perché a una sicurezza notevole e un coraggio a prova di bomba per diffondere queste verità. FederalJack.com non arretrerà di un millimetro e altri video verranno aggiunti nelle prossime settimane.

Il primo video mostra un ribelle che decapita un soldato libico. Se vi sembra di essere in Iraq, perdindirindina… la più alta percentuale di combattenti stranieri in Iraq (e in Cecenia e in Afghanistan) venivano dalla Libia Orientale. Sfortunamente per la NATO, non si può negare che questo video sia stato girato in Libia: gli uomini parlano un dialetto arabo con il suo accento particolare.

Il secondo video ci mostra un filmato raccapricciante di un ribelle libico che tagliuzza la carne marcita di un soldato morto e la mette nelle mani dei prigionieri di guerra libici messi in riga per obbligarli a mangiarla.

Un altro video mostra un gruppo di ribelli che sodomizzano un civile con una pistola. Un altro ritrae un gruppo di ribelli che impiccano e decapitano un soldato libico.

Un altro ci fa vedere agenti CIA che operano a fianco delle forze ribelli, pattugliando nei camion: la prova che le forze USA sono già in Libia in violazione della promessa fatta dal Presidente Obama al Congresso di non inviare persone sul posto.

Un’altra ripresa ci mostra alcuni soldati libici morti con le gole tagliate, stesi sul retro di un automezzo. Questi omicidi violano la Convenzione di Ginevra, che protegge i soldati nemici dopo la cattura. Nell’eccitazione, i ribelli NATO hanno spinto uno spettatore terrorizzato a filmare il macello e a dire che ne erano responsabili le forze di Gheddafi. Dopo di che, l’uomo del video ha perso la sua famiglia e si è allontanato dalla roccaforte dei ribelli. Così il video ha raggiunto la squadra d’indagine a Tripoli.

Si trova tutto su www.obamasLibya.com, ospitato dal Federal Jack, che ringraziamo infinitamente per avere le palle di mostrare la verità, cosa che manca totalmente ai corporate media. È una cosa talmente gretta che non si capisce come la NATO possa aver pensato di affidare a questi ribelli una qualsiasi leadership.

Lo stupro come arma di guerra

Peggio di quanto pensaste, vero? Ma a questo punto è ormai divenuto evidente che i ribelli stanno usando lo stupro come una punizione nel periodo di guerra per le famiglie pro-Gheddafi o per quelle "neutrali". Nella cultura islamica, tutta la famiglia si sente stigmatizzata dopo uno stupro, una sorta di punizione collettiva.

Proprio adesso un team di avvocati donne a difesa dei diritti umani stanno intervistando le vittime delle violenze. Qui potrete trovare report di due persone che hanno assistito agli stupri e di altri testimoni oculari. Per le dichiarazioni degli avvocati sugli aspetti più generali, andate su www.obamaslibya.com.

Comunque queste non sono le storie più scioccanti. Il problema è viaggiare per centinaia di chilometri attraverso posti di blocco e bombardamenti. Per chiarire la cosa, il 22 giugno alcuni investigatori non governativi stanno percorrendo 250 chilometri per filmare un ragazzo che è stato castrato e a cui sono stati strappati tutti e due gli occhi dai ribelli NATO come forma di punizione per aver rifiutato di unirsi alla loro unità paramilitare.

Un’altra ripresa che è stata raccolta viene da un padre, che descrive il rapimento della figlia vergine, che fa parte di una famiglia pro-Gheddafi. Dopo averla strappata dalla casa con la pistola puntata e averla portata a uno stupro di gruppo, i ribelli NATO le hanno tagliato i seni con un coltello e lasciata morire di emorragia.

Gli investigatori dei diritti umani stanno intervistando una donna libica di Zawia che è sopravvissuta, dopo un brutale stupro collettivo, al taglio delle mammelle. Miracolosamente, gli scioccati testimoni sono riusciti a salvarle la vita dopo che gli eccitati ribelli se ne erano andati, sparando raffiche al cielo. È stata ricoverata, ma è troppo compromessa fisicamente e mentalmente per poter reggere un’intervista in questo momento. Gli avvocati internazionali dei diritti umani sono in posizione di stallo.

Siamo urgentemente alla ricerca di uno sponsor americano per far sì che questa donna libica possa essere sottoposta a una chirurgia ricostruttiva negli Stati Uniti o in Europea.

Il 19 giugno i soldati di Gheddafi sono entrati a Misurata per soccorrere un’altra sopravvissuta dalle violenze sessuali. La giovane donna era stata rapita e tenuta in ostaggio per venti giorni. Le forze ribelli l’hanno stuprata in gruppo ogni singolo giorno fino a che le truppe di Gheddafi sono riuscite a romperne le linee e a salvarle la vita.

Davvero una missione umanitaria della NATO. È chiaro che la NATO è stata circuita in modo grossolano e dovrebbe smetterla una volta per tutte di proteggere questi ribelli che si sono dimostrati mostruosamente insolenti verso il popolo libico. I contribuenti USA stanno addestrando dei nuovi talebani per costringere la ente libica alla sottomissione, mentre l’Occidente mette a rischio la vita della Libia.

Ma la NATO ha fallito nel prendere in dovuta considerazione il carattere della popolazione libica. La Libia ha una storia millenaria e tradizioni di resistenza per difendere la propria sovranità dalle invasioni straniere. Le famiglie libiche e i leader tribali sono determinati del chiedere i danni da tutti i paesi arabi e della NATO che hanno supportato i ribelli. Fino a che la NATO fornirà addestramento, uniformi, fucili d’assalto, jeep e mezzi di trasporto, consulenti sul posto e forza aerea, sarà costretta a prendersi la responsabilità di questi crimini. I danni economici della NATO verranno sottratti dai fondi destinati ai propri cittadini per l’educazione, la tutela della salute, le pensioni, le università, strade, ponti, chi più ne ha più ne metta.

Patrick Haseldine, un esperto britannico del conflitto libico con la NATO, ha valutato i danni provocati dal suo paese in 2,8 miliardi di dollari.

Tutto questo per implorare di sapere perché il governo della NATO voglia sostenere questi ribelli? Davvero, tutti noi ci dovremmo fare domande molto importanti.

Il Presidente Obama dovrebbe spendere tutti questi soldi duramente guadagnati dalla classe media per finanziare questa guerra? Perché l’America si deve assumere il ruolo di addestramento della forze di Al Qaeda e agire da sostenitrice di Al Qaeda? Mentre la nostra grande nazioni piange per i numeri in rosso? E mentre gli americani lottano per trovare lavoro e combattono con i mutui da pagare? Sapendo che i nostri soldati sono esausti dopo altre due guerre combattute con gli stessi ribelli di Al Qaeda in Iraq e in Afghanistan?

E poi per quale preciso motivo l’America dovrebbe sostenere la NATO per permettere a britannici e francesi di rivivere le glorie passate dei giorni degli Imperi? Vale la pena mettere a rischio il nostro di Impero e la nostra prosperità? Veramente?

Questi video ci mostrano una verità totalmente diversa. La CIA andrà fuori di testa per il fatto che io li abbia pubblicati. Ma dei bravi agenti dell’Intelligence dovrebbero sempre essere brutalmente onesti. Non ci deve venir nascosta una verità tanto agghiacciante. Dovremmo ricevere quelle informazioni di cui i leader e la comunità hanno bisogno per intraprendere le scelte politiche più oculate. E invece siamo di fronte a una pessima, davvero pessima intelligence. Ma sbaglierei se vi dovessi risparmiare tutto questo.

Come ex agente USA, gli Stati Uniti dovrebbero rompere i legami con i ribelli libici e tagliare i finanziamenti all’istante.

Poi ognuno decide per sé.

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Fonte: http://www.rense.com/general94/obamb.htm

 

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di SUPERVICE



LE AGENZIE DI RATING POSSONO AZZERARE LA SOVRANITÀ DI UNA NAZIONE

giu 29th, 2011 | By admin | Category: News

DI

ELENA PUSTOVOITOVA
Strategic Culture

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La storia della raccolta di dati credibili per le richieste del settore privato negli Stati Uniti è relativamente breve. Il crash del mercato azionario nel 1907 fu il momento di svolta e, da un momento all’altro, la dipendenza imposta dalle agenzie di rating (CRA) sulle potenti multinazionali e la complicità con le compagnie che dovevano valutare, specialmente nel mercato finanziario, cominciarono a stringersi in modo sempre più inscindibile. Oggi, le CRA, anche se diffondono le loro informazioni gratuitamente, chiedono compensi per l’assegnazione dei rating, invitando così i clienti a comperare le proprie valutazioni. In modo prevedibile, i rating così ottenuti servono per rafforzare l’immagine pubblica più che per riflettere la reale situazione dell’azienda valutata.
La posizione privilegiata della CRA è diventata solidissima grazie al divieto imposto dai legislatori finanziari degli Stati Uniti agli assicuratori e ai fondi pensione con proprietà cumulate superiori al miliardo di dollari di poter operare senza l’approvazione delle cosiddette “Organizzazioni Statistiche di Rating Riconosciute a Livello Nazionale”. Il risultato è stato la comparsa di un gruppo di marchi ben riconoscibili, tra cui ci sono Standard and Poor’s, Moody’s, Fitch Ratings e Morningstar.

Dall’inizio degli anni ’90, le agenzie di rating, la cui originale libertà fu presto abilmente svenduta, acquisirono una rilevanza inimmaginabile e, per di più, ottenendo una forza politica illimitata e totalmente priva di controlli. Alla metà degli anni ’90, ad esempio, Moody’s sbaragliò la campagna elettorale del premier canadese Jacques Jean Chrétien e spazzò via i laburisti dal Parlamento australiano abbassando il rating di queste nazioni.
A quel tempo, era una litania dei media che il Pentagono fosse l’unico ente che potesse rivaleggiare con le agenzie di rating statunitensi, visto che entrambi avevano il potenziale per cancellare paesi sovrani dalla mappa del globo, anche se in modi differenti.

Circa quindici anni fa, Moody’s estese la propria attività di rating degli investimenti anche alla Corea del Sud, la cui economia affondò poco dopo in una crisi pesantissima. Nella primavera del 2003, Berlino si lamentò in modo ufficiale che le agenzie di rating USA stessero deliberatamente abbassando le valutazioni delle aziende tedesche come forma di punizione per il dissenso tedesco sul conflitto in Iraq.

La recente crisi finanziaria ha evidenziato il ruolo controverso svolto dalle CRA nell’economia globale. Standard and Poor’s, ad esempio, si è trovata a dover fornire una spiegazione credibile in seguito al collasso di Enron. Un’indagine di un senatore USA rivelò che Moody’s e Standard and Poor’s – la coppia leader nell’industria del rating statunitense – volevano fare credere di non essere riuscite a individuare i trucchi finanziari causa della propagazione della crisi, dopo essere state ricompensate dagli investitori per aver abbassato gli standard di valutazione.

Secondo il Neue Zurcher Zeitung, pochi giorni fa il direttore dell’Hamburg Institute of International Economics, il professor Thomas Straubhaar, ha espresso il suo desiderio di veder mitigata l’influenza della CRA. Straubhaar ritiene che le agenzie di rating, quasi sempre di proprietà statunitense, sono completamente fuori posto nell’economia europea e mettono continuamente in pericolo la stabilità economica. Criticando le agenzie di rating private come un’eredità negativa degli anni ’90, ha suggerito che è venuto il tempo per liberare le economie di tutto il mondo dalle valutazioni del merito del credito imposte dagli Stati Uniti. E in effetti non mancano gli argomenti per sostenere che le CRA tendono a creare sempre nuovi problemi invece di aiutare a risolvere quelli che già esistono.

Ad esempio, nel caso della Grecia che ha preso le prime pagine dei giornali, Standard and Poor’s hanno provocato una nuova ondata di proteste di massa e di previsioni funeste togliendo in una volta sola tre punti al rating del debito greco.

L’avvertimento diffuso da Fitch che il rating del debito USA dovesse essere visto in modo negativo se il tetto del debito federale non fosse stato rialzato entro il 2 agosto potrebbe essere citato come un esempio di una condotta responsabile da parte di un’agenzia di rating nel contesto dell’economia globale. La questione sollevata, comunque, è quali interessi si nascondano dietro questa spinta per un maggiore indebitamento degli Stati Uniti. Questo slittamento dovrebbe dare la possibilità a Washington di rimpolpare il proprio bilancio, piazzando sempre maggiori quantità di obbligazioni nel contesto internazionale, visto che il costo di stampa è l’unica spesa a dover essere sostenuta. A questo modo, il budget degli USA, con la parte relativa alla difesa, continuerà a crescere per sempre o almeno fino a quando il dollaro riuscirà a mantenere il suo status, guadagnato in modo bizzarro, di moneta di riserva globale. Il portavoce di Fitch, A. Colquhoun, che aveva suonato il campanello d’allarme per il rating del debito USA, ha prontamente manifestato la convinzione che il tetto del debito sarebbe stato innalzato e che nessun default degli USA fosse all’orizzonte.

Infatti, il 19 aprile Standard and Poor’s ha abbassato la previsione AAA per il debito degli USA da “stabile” a “negativo” e ha assegnato dei “meno” alla Federal Reserve e alla Federal Reserve Bank of New York. In altre parole, le bandiere di guerra della finanza stanno andando all’assalto del bilancio federale, attività che è comunque quella tradizionale.

Il sistema finanziario globale abbonda di parassiti che riescono a prosperare grazie alle cosiddette valutazione del merito del credito di banche, aziende e persino di nazioni. I prodotti che trattano possono essere descritti in termini economici molto sofisticati, ma in fondo sono tutti inutili imitazioni degli strumenti finanziari che sono legati a doppio filo con l’economia occidentale e servono come armi economiche di straordinaria efficacia contro rivali grandi e piccoli.

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Fonte: http://www.strategic-culture.org/news/2011/06/27/credit-rating-agencies-potential-to-erase-sovereign-countries.html

 

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di SUPERVICE



CHE FA LA GRECIA? SENZA REFERENDUM I DIKTAT DELL’UE NON DEVONO ESSERE VINCOLANTI

giu 29th, 2011 | By admin | Category: News

DI

MICHAEL HUDSON
New Economic Perspectives

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La lotta per il futuro dell’Europa è stata avviata ad Atene e nelle altre città greche per resistere alle richieste finanziarie, ormai la versione aggiornata al XXI secolo degli attacchi militari. La minaccia della supremazia bancaria non è certo il tipo di politica anti-economica che consenta eroismi sul campo di battaglia, a dirla tutta. Le politiche finanziarie distruttive sono più che altro un esercizio della banalità del male; in questo caso, le posizioni a favore dei creditori della Banca Centrale Europea, dell’Unione Europea e del FMI, istigati dal Tesoro USA.
Come Vladimir Putin puntualizzò alcuni anni fa, le riforme neoliberiste consegnate nella mani di Boris Yeltsin dai ragazzi di Harvard negli anni ’90 hanno fatto sì che la Russia soffrisse di un calo dei tassi natalità, di un accorciamento delle aspettative di vita e dell’emigrazione, ossia la più grande perdita per la crescita della popolazione dalla fine della Seconda Guerra Mondiale. L’espatrio dei capitali è un’altra conseguenza dell’austerity finanziaria. La “soluzione” proposta dalla BCE per i problemi del debito greco è auto-distruttiva. Dà solamente tempo alla BCE di far accumulare altro debito al governo greco, lasciando i contribuenti europei a pagare il conto. È assolutamente da evitare questo trasferimento delle perdite bancarie verso le tasche dei contribuenti, mentre in Germania Angela Merkel ha insistito nel dire che i possessori privati delle obbligazioni dovrebbero assorbire parte delle perdite derivate dai loro cattivi investimenti.

I banchieri stanno cercando di trovare un colpo di fortuna usando la gogna del debito per fare quello che le guerre ottenevano nel passato. Stanno richiedendo la privatizzazione dei beni pubblici, mentre sui crediti la deducibilità delle tasse per gli interessi in modo da avere più flusso di cassa per pagare i banchieri. Questo trasferimento di territori, di aziende pubbliche e di interessi – sotto forma di saccheggio finanziario e di tributo alle economie creditrici – è quello che rende l’austerity finanziaria del tutto simile alla guerra.

Socrate disse che l’ignoranza deve essere la radice di tutti i mali, perché nessuno riesce deliberatamente a essere cattivo. Ma la “medicina” economica che porta i debitori verso la povertà e forza la svendita del demanio pubblico è ormai riuscita a diventare una convenzione socialmente accettata nelle scuole economiche di questi giorni. Si potrebbe pensare che dopo cinquanta anni di programmi di austerity e di svendite con le privatizzazioni per pagare crediti non riscuotibili, il mondo abbia imparato a sufficienza sulle cause e le conseguenze. La professione bancaria sceglie deliberatamente di essere ignorante. Una “pratica bene accettata” è appoggiata dai premi Nobel per l’economia che poi forniscono sempre una spiegazione credibile quando i mercati “inaspettatamente” vengono spazzati via e i nuovi investimenti rallentano per via di economie che sono finanziariamente esangui come si fosse nel Medioevo, mentre il valore viene risucchiato al vertice della piramide economica.

Al mio amico David Kelley piace citare la battuta di Molly Ivins: “È difficile convincere le persone che li stai uccidendo per il loro bene”. Il tentativo dell’UE di far questo non ha avuto successo in Islanda. Allo stesso modo degli islandesi, i manifestanti greci hanno ricevuto la loro parte di insegnamento fondato sulle ignoranze neoliberiste, secondo cui l’austerity, la disoccupazione e i mercati in contrazione sono il cammino verso la prosperità e non certo verso un aumento della povertà. E allora dobbiamo chiedere cosa motiva le banche centrali per stipendiare manager con i paraocchi che seguono gli ordini e la logica di un sistema che impone sofferenza e sprechi non necessari, solo per fomentare la banale ossessione che le banche non possano perdere soldi?

Si dovrebbe concludere che i pianificatori centrali dell’UE (non era questa quella che Hayek definì come la Strada per la Schiavitù?) stanno praticando una lotta di classe, mentre chiedono che tutte le perdite vengano addossate all’economia con una deflazione del debito, permettendo così ai creditori di rastrellare gli asset, come se questa cosa non peggiorasse ancor di più la situazione. Questa linea dura della BCE è appoggiata dal Segretario del Tesoro USA Geithner, evidentemente per far sì che le istituzioni degli Stati Uniti non perdano le loro scommesse sui derivati.

C’è una continua ripetizione delle esortazioni del signor Geithner per prevenire un allentamento delle pressioni sul debito irlandese. Così si riesce davvero è entrare nel territorio dell’assurdo con la BCE e il Tesoro che insistono per una “rinegoziazione volontaria”, visto che qualche banca è incorsa in una negoziazione à la AIG per offrire assicurazioni sul default oppure in una qualche altra scommessa in cui avrebbe perso così tanti soldi da rendere necessario un altro bailout [1]. È come se l’azzardo finanziario fosse economicamente necessario, e non fosse solo una cosa di Vegas.

Cosa dovrebbe interessare ai greci della dracma? È un problema di regolamentazione tra banche all’interno dell’Europa. Ma per evitarlo, la BCE sta dicendo alla Grecia di svendere i propri diritti sull’acqua e sulle fognature, sui porti, le isole e su altre infrastrutture.

Qui siamo in presenza di teatro finanziario dell’assurdo. Naturalmente ci sono interesse particolari che beneficiano delle assurdità sistemiche, per quanto la cosa possa apparire banale. I mercati finanziari si sono già prezzati aspettandosi che la Grecia alla fine arrivi al default. È solo una questione di tempo. Le banche stanno usando il tempo per prendersi più soldi possibile e poi passare le perdite alla BCE, all’UE e al FMI, istituzioni “pubbliche” che hanno più capacità di pressione rispetto ai creditori privati. E allora i banchieri diventano gli sponsor di queste assurdità e delle politiche economiche spazzatura, vomitate senza esitazione dei sostenitori accaniti della banalità del male. Non importa che si chiamino Trichet, Geithner o Papandreou. Sono solo della stessa risma delle sanguisughe che appoggiano le richieste dei creditori.

Le folle greche che hanno manifestato davanti al Parlamento in piazza Syntagma sono il corrispondente della “Primavera Araba”. Ma cosa possono fare, se non essere violenti fino a che la polizia e le forze armate saranno schierate con il governo che a sua volta è schierato con i creditori stranieri?

La tattica più efficace è quella di domandare un referendum nazionale per decidere se accettare le condizioni di austerity della BCE, gli aumenti delle tasse, i tagli alla spesa pubblica e le svendite. Questo è il modo in cui il Presidente islandese ha fermato la leadership del Partito Socialdemocratico dal destinare tutte le forze economiche ai rovinosi (e legalmente non necessari) pagamenti, in seguito alle richieste del Partito Laburista di Gordon Brown e di quelle degli olandesi per Icesave e persino per il salvataggio di Kaupthing.

Le sole basi legittime per richiedere il pagamento del bailout delle banche francesi e tedesche – sostenuto dall’UE e dal Segretario del Tesoro U.S.A. Tim Geithner, che ritiene siano i debiti sacrosanti, ma non le vite dei cittadini – è l’accettazione pubblica e il consenso per queste politiche. Altrimenti l’imposizione del debito dovrebbe essere considerata solo come un atto di guerra finanziaria.

Le economie nazionali hanno il diritto di difendersi contro un’aggressione simile. I leader dei manifestanti devono insistere che, in assenza di un referendum, vogliono che sia eletto un candidato che si impegni nell’annullamento del debito. Intorno al tavolo, oltre alle banche greche così come quelle straniere, ci dovranno essere i pianificatori centrali del FMI e dell’UE. Le leggi internazionali proibiscono alle nazioni di trattare i propri concittadini in modo diverso dagli stranieri, e così tutti i debiti in categorie specifiche dovrebbero essere annullati per ripristinare le condizioni dello Stato. (La Riforma Monetaria tedesca del 1947 imposta dagli Alleati è stato il tentativo migliore per l’azzeramento del debito nei tempi moderni. Liberare l’economia tedesca dal debito è diventata la base del suo miracolo economico.)

Non è la prima volta che questo succede in Grecia. Verso la fine del III secolo a. C., i re di Sparta, Agide IV e Cleomene III, realizzarono una cancellazione del debito, e così fece Nabide dopo di loro. Plutarco ci ha raccontato questa storia e ci ha anche spiegato il tragico difetto di questa iniziativa. Gli investitori che avevano preso somme a prestito per comprare immobili sostennero la cancellazione del debito, guadagnando così una fortuna.

E oggi la cosa sarebbe ancora più evidente, visto che la gran parte del debito è relativo ai mutui. Immaginate cosa farebbe una cancellazione del debito ai Donald Trump dell’economia, che avendo acquistato le proprietà a credito con un anticipo irrisorio, si troverebbero improvvisamente a non dover niente alle banche! Lo scopo di una riforma finanziaria e fiscale dovrebbe essere quello di liberare l’economia dai costi della finanza che non sono tecnologicamente necessari. Per evitare di fare regali agli investitori, una cancellazione del debito dovrebbe andare di pari passo con una tassazione delle rendite. Il settore pubblico riceverebbe il valore di affitto delle terre seguendo i dati del fisco.

Questo fu l’obbiettivo degli economisti del libero mercato del XXIX secolo: tassare la terra e la natura – e i monopoli naturali – invece del lavoro e delle merci. Lo scopo era quello di destinare a tutti quello che veniva creato dalla spesa per le infrastrutture e per il demanio.

Un secolo fa si credeva che i monopoli, come quelli che sono adesso nel mirino dei privatizzatori, dovessero essere guidati dal settore pubblico o, se lasciati nelle mani del pubblico, che i prezzi dovessero essere regolati per tenerli allineati agli effettivi costi di produzione. Dove i proprietari privati hanno già preso possesso delle terre, delle miniere o dei monopoli, le rendite derivate da queste posizioni di privilegio sarebbero totalmente tassate. E questo dovrebbe includere anche il privilegio finanziario che hanno le banche nel creare moneta.

Il modo per abbassare i costi consiste nel diminuire le tasse “cattive” che si aggiungono ai costi di produzione, a cominciare a quelle sul lavoro e sul capitale, le tasse sulle vendite e sul valore aggiunto. Inoltre, le imposte sulle rendite potrebbero rastrellare i “regali” dal sistema economico” e lascerebbero meno soldi a disposizione alle banche che utilizzano il sistema delle riserve per aumentare il volume dei prestiti concessi. In Grecia, lo spostare il peso delle tasse sul lavoro verso la proprietà farebbe diminuire il costo del lavoro e ridurrebbe anche il prezzo delle abitazioni che è stato innalzato dal credito bancario.

La focalizzazione sulle imposte dei terreni fu alla base delle fondamentali riforme proposta nel XVIII e nel XXIX secolo dai Fisiocrati e da Adam Smith, seguendo il percorso tracciato dai riformatori dell’Era Progressista e da John Stuart Mill. Lo scopo era quello di liberare i mercati dalle rendite ereditarie delle aristocrazie latifondiste che derivavano dalle conquista medievali dei Vichinghi. Avrebbe liberato l’economia dal feudalesimo, allineando i prezzi con i costi di produzione socialmente necessari.

Ogni governo ha il diritto di imporre le tasse, fino a che le applicano in modo uniforme per i proprietari del posto e quelli stranieri. Un minimo di rinazionalizzazione delle terre e delle infrastrutture, una tassazione piena delle rendite economiche (con tariffe per l’accesso ai luoghi il cui valore è creato dalla natura o da opere pubbliche) potrebbe restituire alle autorità greche quello che i creditori stanno cercando di arraffare.

La risposta dei riformatori del XIX secolo è quella che i greci possono dare alla Banca Centrale Europea. Potrebbero ricordare al resto del mondo che, dopo tutto, si sta parlando dell’ideale “mercato libero” voluto da Adam Smith attraverso John Stuart Mill in Inghilterra, che ha generato la spesa pubblica degli USA, le agenzie di controllo e le politiche fiscali che sono state attuate durante la fase di decollo.

Quanto è strano (e triste) che il Partito Socialista greco al potere, il cui leader è a capo della Seconda Internazionale, abbia rifiutato questo programma di riforme vecchio di un secolo. Non è comunismo. Non è neppure veramente rivoluzionario, o almeno non lo era al tempo della sua formulazione. È socialismo del tipo riformista a cui si è arrivati dopo due secoli di economia politica classica.

Ma questo è il tipo di “mercato libero” contro cui la BCE sta lottando, appoggiata dalle insistenti esortazioni del Segretario del Tesoro USA Geithner. Il signor Obama non dice niente, lasciando tutto nelle mani dei burocrati di Wall Street che proseguono nel fissare le politiche economiche nazionali. È male? O è solo ignavia e indifferenza? Fa molta differenza se alla fine i risultati sono diversi?

Per riassumere, gli obbiettivi dell’aggressione finanziaria straniera sono gli stessi della conquista militare: territorio e demanio pubblico. Ma le nazioni hanno il diritto di tassare i profitti generati dalle rendite per poi avere i capitali per operare investimenti. Esattamente il contrario delle richieste dell’UE per la “svalutazione interna” (tagli agli stipendi) come mezzo per abbassare il costo del lavoro in Grecia per aumentare la competitività, ma abbassare i livelli di vita non è il modo per far funzionare le cose, riducendo la produttività del lavoro mentre si erode il mercato interno, avviando una spirale di contrazione economica.

La necessità di un referendum popolare

Ogni governo ha il diritto e in fondo anche l’obbligo politico di proteggere la sua prosperità e la sussistenza della propria popolazione per trattenerla invece che costringerla ad andare all’estero a causa della dipendenza finanziaria da coloro che hanno rendite. Al cuore della democrazia economica si trova il principio secondo cui nessuna nazione sovrana deve consegnare il suo demanio o il suo sistema fiscale, o addirittura la sua prosperità economica e la sopravvivenza futura, nelle mani di stranieri o anche di un ceto finanziario domestico. Questo è il motivo per cui l’Islanda ha votato “No” sul referendum. La sua economia è ora in fase di recupero.

L’Irlanda ha votato “Sì” e ora deve affrontare una nuova Grande Emigrazione che rivaleggia con quella che seguì la carestia delle patate nella metà del XXIX secolo. Se la Grecia non traccia una linea netta, ci sarà la vittoria dell’aggressione finanziaria e fiscale per imporre una schiavitù del debito.

La finanza è diventata la modalità bellica preferita nel XXI secolo. Il suo scopo è quello di appropriarsi del territorio e delle infrastrutture pubbliche per le proprie élite. Solo con i mezzi della finanza e imponendo una schiavitù debitoria alle popolazioni, evita così i sacrifici delle vite imposti anche alle potenze conquistatrici, ma solo fino a che i paesi debitori accetteranno volontariamente di portare questo fardello. Se non ci sarà alcun referendum, l’economia nazionale non riuscirà neppure a pagare i creditori cosiddetti “senior”: il FMI e la BCE. Gli asset che sono stati privatizzati alle banche straniere possono essere rinazionalizzati. E così come le nazioni sotto attacco militare possono citare gli attaccanti in giudizio, così la Grecia può chiedere i danni per le devastazioni causate dall’austerity, la perdita di posti di lavoro, di produzione, di popolazione e di capitali che se vanno all’estero.

L’economia greca non verrà messa a posto grazie a un qualsiasi “salvataggio” della BCE. Le banche otterranno i soldi. Vogliono rimanere al loro posto e prestare soldi freschi ai compratori dei terreni, dei monopoli e di altre proprietà che la Grecia dovrebbe privatizzare. Le entrate che verranno poi racimolate (non ci sono dubbi che i prezzi verranno alzati alla fine nel processo, per coprire gli interessi e per pagare le tangenti che permettono l’acquisto delle proprietà privatizzate) verranno spese per gli interessi. Non è come fosse un tributo militare?

Margaret Thatcher era solita dire che “non c’è alternativa” (TINA). Ma naturalmente ci sono. La Grecia può semplicemente scegliere di non regalare i suoi beni e i privilegi economici ai creditori.

Cosa hanno da dire i colleghi socialisti internazionali del signor Papandreou sugli avvenimenti greci di questi giorni? Penso che sia chiaro che il vecchio Socialismo Internazionale è morto, visto che il signor Papandreou, dopo tutto, ne è a capo. Quello che oggi passa per essere socialismo è l’esatto opposto delle riforme che venivano promosse nel suo nome un secolo fa, nell’epoca precedente alla Prima Guerra Mondiale. I partiti europei socialdemocratici e laburisti hanno preso la strada della privatizzazione, finanziarizzando le loro economie in modo da bloccare la crescita degli standard di vita. Il risultato ha tutte le premesse per essere una ridefinizione delle politiche internazionali.

L’austerity economica alla fine non garantirà le richieste dei creditori

Giovedì pomeriggio la DJIA, scesa di 230 punti, si è scossa per riuscire alla fine a perderne “solo” 60, dopo che si erano diffuse se le voci che la Grecia avesse accettato il piano di austerity del FMI. Ma cosa è ora la “Grecia”? È solamente l’ufficio del governo? Di sicuro non l’intero Parlamento. Ci sarà un voto in Parlamento che andrà contro l’interesse pubblico, che accetterà l’austerity e le privatizzazioni?

Solo un referendum può incaricare il governo greco di ripagare i nuovo debiti imposti con l’austerity. Solo un referendum può evitare che le proprietà che sono state privatizzate ritornino pubbliche. Un trasferimento di ricchezza di questo tipo non è legittimato da una qualsiasi concezione di una democrazia economica e politica. E, in ogni caso, una tassa sulle rendite potrebbe permettere all’economia greca di ricatturare quello che gli aggressori finanziari stanno tentando di portar via.

La storia è piena di esempi istruttivi. Le oligarchie della regione invitarono Roma per attaccare Sparta, e riuscirono a spodestare i due re e il loro successore Nabide (che sarebbe dovuto salire al trono). Il seguito vide Roma a capo di un impero oligarchico, che ha usato la violenza in casa per uccidere i riformatori democratici come i fratelli Gracchi dopo il 133 BC, facendo piombare la repubblica in un secolo di guerre civili. Gli interessi dei creditori alla fine presero il controllo totale e il loro banale egotismo fece sprofondare la parte occidentale dell’Impero Romano in un’epoca buia sociale ed economica.

Speriamo che le cose vadano meglio questa volta. Ci sarà sicuramente da combattere, ma più nella sfera finanziaria e fiscale che su quella apertamente militare. La battaglia potrà essere alla fine vinta solo comprendendo le dinamiche corrosive della “magia degli interessi composti” e il bisogno collettivo di subordinare gli interessi dei creditori a quelli di tutta l’economia “reale”. Ma per raggiungere questo, le stesse teorie economiche devono essere sottratte alle banalità neoliberiste post-classiche.

[1] Louise Story, “La nuvole dei derivati, il fallout possibile di un default greco”, The New York Times, 23 giugno 2011, cita Christopher Whalen, editore dell’Institutional Risk Analyst, che dice: “Questa è la ragione per cui gli Europei se ne sono usciti con questa cosa ridicola, perché non sanno cosa c’è la fuori. Hanno paura del default. L’industria si sta ancora rifiutando di fornire i chiarimenti necessari per comprendere tutto questo. Ci stanno tenendo come ostaggi. Le élite non vogliono che tu veda cosa hanno scritto.”

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Fonte: http://neweconomicperspectives.blogspot.com/2011/06/whither-Grecia-without-national.html

 

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di SUPERVICE