di

Attilio Speciani

Allergologo e Immunologo Clinico

 

Con perfetto tempismo il Ministero della Salute ha reso pubblico ieri un documento messo a punto dalla commissione unica per la dietetica e la nutrizione.

La ripresa giornalistica del documento (citiamo Repubblica.it) mette l’accenno sulla inutilità dei prodotti naturali, perché secondo il Ministero, non sarebbero curativi, altrimenti sarebbero farmaci. Il Ministero infatti, dimostrando di agire forse maggiormente come Ministero dei Farmaci che della Salute, ritiene che la cura delle malattie possa solo essere farmacologica.

In questo pensiero sta il vero problema, e questo tipo di messaggio ci aiuta a capire perché forse tra poco ci troveremo a scambiare di contrabbando qualche tisana di camomilla presa per migliorare il sonno.

Ammettiamolo: la Camomilla ci aiuta a digerire meglio e a prendere sonno, ma secondo il Ministero, o almeno secondo questo documento della commissione, i prodotti naturali e fitoterapici, gli integratori e le vitamine, non possono curare. Infatti signor Ministro, quello che il pubblico vuole è proprio che le sostanze naturali ci aiutino a recuperare il naturale e fisiologico riequilibrio.

Per me il recupero del riequilibrio è cura. Per il Ministero no, perché solo i farmaci possono curare. Bene: io credo che su questo tema avremo molto da discutere nei prossimi anni. Tra un po’ vieteranno il minestrone della nonna, per gli eccessivi effetti salutari.

Continuando di questo passo tra un po’ dovremo scambiarci qualche fiore di Camomilla in modo illegale, perché nessuno ci riconoscerà la possibilità di una detenzione per uso personale. Verremo arrestati per possesso illegale di semi di finocchio… Sembra una battuta, ma non siamo molto lontani da questa ipotetica realtà.

Per non parlare delle Vitamine, che hanno documentato e continuano a documentare importanti effetti positivi, ma che aiutando solo a ritrovare il benessere fisiologico, evidentemente, secondo il Ministero, possono essere solo pericolose e consigliate solo dal medico.

Invece in farmacia sono in libera vendita i protettori gastrici Inibitori di Pompa Protonica (quelli che appartengono al gruppo di omeprazolo e lansoprazolo, per intenderci). Gli ultimi anni hanno evidenziato un numero incredibile di possibili effetti collaterali di questi farmaci, ma si è arrivati a lasciarli in libera vendita, perché non sia mai che una persona con il mal di stomaco possa ricercare un riequilibrio fisiologico della sua condizione. Meglio il farmaco (dice il Ministero), in vendita libera su semplice decisione del paziente. Che arrivando a casa butterà via i semi di finocchio che aveva comperato per aiutare il lattante a digerire meglio, e forse, preso dall’impeto del "fai da te" inizierà a somministrare farmaci ritenuti "innocui" perché farmaci.

Credo che sia necessario un cambio di paradigma. La salute non si misura solo con i farmaci ma con il benessere, ed il concetto di Medicina Integrata che mi ha insegnato mio padre è quello di potere usare tutto quello che si può usare, farmaci, integratori, infusi e vitamine, pur di arrivare ad un obiettivo unico che è il benessere della persona sofferente (o fisiologicamente squilibrata).

Rispetto alla possibile azione di educazione sanitaria per il pubblico, connessa con quel documento, si tratta purtroppo di un’altra ottima occasione sprecata.

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