DI

GEORGE MONBIOT

 

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Quando un governo propone di abbandonare uno dei principi di giustizia fondamentali, sarebbe meglio ci fosse una ragione potente. L’uguaglianza è largamente ignorata di fronte alla legge. Ne siete sicuri? Beh leggete questo articolo e giudicate voi stessi

Il governo inglese, come quello degli Stati Uniti e altri 13 stati membri dell’UE, vogliono istituire un sistema giudiziario separato, solo per le corporations. Mentre noi dovremo sempre subire processi di fronte a corti d’appello, le corporations nell’UE e negli USA potranno denunciare i governi di fronte a un tribunale di avvocati aziendali. Potranno, inoltre, sfidare le leggi che non gradiscono e anche ricevere un risarcimento milionario se pensano che quest’ultime possano influenzare i loro “profitti futuri”.

Sto parlando del progetto Transatlantic Trade and Investment Partnership (TTIP) e delle sue misure sugli accordi riguardo la disputa tra investitore e stato. Se sembra incomprensibile, allora l’obiettivo è stato raggiunto: la comprensione pubblica è da considerarsi letale per il tentato colpo di stato aziendale.
Il TTIP è descritto in genere come un accordo commerciale. Ma mentre nel passato gli accordi commerciali cercavano il protezionismo ora cercano la protezione. In altre parole, una volta promosso il libero commercio  e rimosse le tasse sul commercio (tariffe), ora promuovono gli interessi del capitale transnazionale declassando la difesa della salute umana, il mondo naturale, i diritti dei lavoratori e dei poveri e la vulnerabilità di fronte alle pratiche predatrici delle aziende.

Il trattato proposto è stato descritto dall’eminente professore del governo Colin Crouch come “post-democrazia nella sua forma più pura”.
La post-democrazia si riferisce alla nostra politica della bomba al neutrone in cui le vecchie strutture, come elezioni e parlamenti, rimangono in piedi ma sono del tutto svuotate da potere politico. Il potere si è spostato ad altri forum, poco propensi a discussioni pubbliche: “piccoli circoli privati dove un’élite di politici fa affari con gruppi di interesse aziendale.”
L’accordo riguardante le dispute tra investitori e stato significa permettere alle corporations di denunciare i governi per leggi che pensano possano influenzare negativamente i loro profitti.
L’azienda del tabacco Philip Morris sta al momento denunciando l’Australia e l’Uruguay, con trattati simili, per i loro tentativi di scoraggiare il fumo.  Ciò descrive le regole proposte dagli Stati Uniti sul considerare pacchetti senza disegni o scritte come “fuorilegge”: se la TTIP va avanti, aspettatevi una sfida.
Le multinazionali, come i responsabili naturali, possono usare i tribunali per difendere i loro interessi.  Ma, visti i trattati attuali, l’accordo riguardo alle dispute tra investitori e stato fa in modo che queste si riferiscano a tribunali all’estero che operano in segreto, senza salvaguardia di base operando come terzi, revisioni giudiziarie e diritti d’appello. Come nota Colin Crouches, questo non è solo il post-democrazia, questo è “post-legge”.

Mercoledì, il TTIP sarà largamente dibattuto nella Camera dei Comuni. Le negoziazioni del prossimo mese saranno rinnovate tra gli Stati Uniti e gli UE. Quindi ci si immagina che il nostro governo abbia ormai cercato di giustificarlo.
C’è solo una possibile giustificazione per un sistema giudiziario separato: un fallimento dei tribunali esistenti tanto da mettere a repentaglio i diritti legali dei business.
Ma quindi qual’è il sistema giudiziario che discrimina ingiustamente le corporazioni: quello degli Stati Uniti o quello europeo?
Ho posto questa domanda (su Twitter) al segretario economico Vince Cable, al deputato, Lord Livingstone e al leader Conservatore del parlamento europeo, Syed Kamall. E risuonato il silenzio. L’ho chiesto in questa rubrica, tre volte. Niente. Ho chiesto al dipartimento economico per telefono. Dopo un tentativo dal capo del dipartimento di convincermi che ci fosse qualcosa che non andava nel sistema statunitense e un conseguente fallimento nella spiegazione di cosa ciò possa essere, mi ha rilasciato questa dichiarazione: “La protezione dell’investitore è necessaria visto che i tribunali domestici non sono la tipica strada perché essi cerchino rimedio”. Non la tipica strada? Sarebbe questo il problema?

Nella Camera dei Comuni, Zac Goldsmith MP ha chiesto al ministro del commercio di nominare le occasioni negli ultimi cinque anni in cui le compagnie europee e statunitensi sarebbero state discriminate davanti alle corti d’appello nell’Atlantico. Ecco la riposta: “il governo non ha accesso a informazioni di questo tipo”.

La Commissione Europea discute che “la ragione principale per cui si è deciso di adottare un meccanismo ISDS è perché in molti paesi gli accordi sugli investimenti non sono direttamente applicabili nei tribunali domestici.” Forse. Ma nessuno di questi paesi è nel blocco commerciale proposto. Una condizione nell’alleanza UE è “una magistratura efficiente e indipendente” con “garanzie legali di applicare procedure giuste”(13). Quale sarebbe un provvedimento atto a proteggere gli investitori in stati fallimentari che accettano di firmare trattati tra l’UE e gli USA?
David Cameron ha invece provato una diversa argomentazione. All’incontro G20 dell’anno scorso, disse “abbiamo firmato accordi commerciali su accordi commerciali e non c’è mai stato un problema in passato.” (14)
Si, fino ad ora siamo stati fortunati; più fortunati di altre nazioni in Europa che finora sono state denunciate 127 volte sotto clausole di altri trattati tra investitore e stato (15). La Repubblica Ceca, la Slovacchia e la Polonia hanno dovuto pagare abbastanza soldi per aver assunto 380.000 infermieri in un anno (16). I casi investitore-stato stanno aumentando rapidamente (17): cominciando a capire il potere che è stato concesso loro, le multinazionali sposteranno il mirino dalle nazioni deboli a quelle forti.

Nessuno provvederà a fornire una giustificazione, perché nessuno può farlo. Per proteggere il capitale transnazionale da un rischio che non esiste, i nostri governi stanno abbandonando irresponsabilmente il principio di uguaglianza davanti alla legge.
Penso che potremo vincere questa battaglia. L’abbiamo vinta prima quando il trattato che ora chiamano TTIP si chiamava Accordo Multilaterale sull’Investimento (18, 19). Dopo un’imponente reazione pubblica fu indebolito nel 1998. Ora ci stanno riprovando, con un nome diverso.
Due petizioni hanno già raccolto 2.5 milioni di firme (20-21). In risposta, l’UE ha rilasciato concessioni fin modo frenetico. Per la prima volta nella sua storia, ha reso pubbliche le sue posizioni di negoziazione (22). Ha lanciato un consultazione riguardo all’accordo sulla disputa investitore-stato (anche se nonostante siano passati 6 mesi non ha ancora pubblicato i risultati) (23)*; promesso protezioni per servizi pubblici (24) e proposto di migliorare il sistema di arbitrato all’estero (25) – mentre non riesce ancora a spiegare cosa non vada nei tribunali che abbiamo di già. Queste sono concessioni disperate di un’organizzazione che sa che le porte si stanno chiudendo: se non può assicurare un accordo prima delle prossime elezioni statunitensi il TTIP cessa di esistere probabilmente.
Quindi continuate a marciare, continuate a firmare, continuate a partecipare alle campagne che insieme vogliono il TTIP (26). Chiedetevi se, in un’età di ecocidio, banche del cibo e collasso finanziario, abbiamo bisogno di più o meno protezione dalle pratiche industriali predatrici.

Questa è una distruzione irresponsabile e ingiustificata dei nostri diritti. Possiamo combatterla.

Fonte:  www.monbiot.com

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Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di Hajar Mounir

NOTE

1. http://blogs.ft.com/brusselsblog/2014/10/23/leaked-letter-14-ministers-take-on-juncker-over-trade/

2. http://www.nytimes.com/2014/02/28/opinion/krugman-no-big-deal.html

3. http://www.ippr.org/juncture/democracy-at-a-ttiping-point-seizing-a-slim-chance-to-reassert-democratic-sovereignty-in-europe

4. http://www.independent.co.uk/news/business/analysis-and-features/big-tobacco-puts-countries-on-trial-as-concerns-over-ttip-deals-mount-9807478.html

5. http://civitas.org.uk/newblog/2014/08/big-tobaccos-11bn-uk-attack-could-send-eu-us-deal-up-in-flames/

6. http://www.ippr.org/juncture/democracy-at-a-ttiping-point-seizing-a-slim-chance-to-reassert-democratic-sovereignty-in-europe

7. http://www.monbiot.com/2013/11/04/a-global-ban-on-left-wing-politics/

8. http://www.monbiot.com/2013/12/02/managing-transparency/

9. http://www.monbiot.com/2014/11/04/a-gunpowder-plot-against-democracy/

10. By email, 12th January 2015.

11. http://www.parliament.uk/business/publications/written-questions-answers-statements/written-question/Commons/2014-11-20/215459

12. http://trade.ec.europa.eu/doclib/html/151916.htm

13. See Chapter 23: http://ec.europa.eu/enlargement/policy/conditions-membership/chapters-of-the-acquis/index_en.htm

14. https://www.gov.uk/government/speeches/david-cameron-press-conference-g20-brisbane-australia

15. https://www.foeeurope.org/hidden-cost-eu-trade-deals

16. https://www.foeeurope.org/hidden-cost-eu-trade-deals

17. http://www.economist.com/news/finance-and-economics/21623756-governments-are-souring-treaties-protect-foreign-investors-arbitration

18. http://www.monbiot.com/1997/04/15/making-government-redundant/

19. http://www.monbiot.com/1998/08/13/running-on-mmt/

20. https://stop-ttip.org/

21. https://secure.38degrees.org.uk/page/s/eu-ttip-petition#

22. http://trade.ec.europa.eu/doclib/press/index.cfm?id=1230

23. http://trade.ec.europa.eu/consultations/index.cfm?consul_id=179

24. http://trade.ec.europa.eu/doclib/press/index.cfm?id=1115

25. http://trade.ec.europa.eu/doclib/html/151916.htm

26. https://stop-ttip.org/about-the-eci-campaign/