Vaccini obbligatori, i dubbi della piazza contro l’arroganza del governo

Vaccini obbligatori, i dubbi della piazza contro l’arroganza del governo

di

Gianluigi Paragone

 

In una lettera all’amico Max Born, altro fisico premio Nobel, Albert Einstein scriveva: “Nessuna quantità di esperimenti potrà dimostrare che ho ragione. Un unico esperimento potrà dimostrare che ho sbagliato“.

Il seme del dubbio ha portato avanti la scienza, in ogni sua componente. Lo stesso non può che essere nella medicina. I dubbi sono stati la forza dei giganti. Burioni e quelli che offendono il popolo arancione dei Free Vax o addiritttura dei No Vax, non sono Einstein, perché non hanno dubbi: loro sono il Sapere. Per questo parlano con i lemmi arroganti del potere. Per questo non sono dei giganti, ma dei funzionari.

Io coi miei dubbi ho parlato a questo popolo. Non sono né un medico né uno scienziato: esattamente come il ministro Lorenzin. Ho parlato del diritto al dissenso a queste mamme e a questi papà che chiedono di poter essere liberati da una obbligatorietà vaccinale, i cui benefici sono crisma di Verità. E se così non fosse? E se le nuove modalità di somministrazione dei vaccini non fossero affatto così benefiche come la retorica del Sapere Unico impone? La riduzione da 12 a 10 dei vaccini obbligatori dimostra che ciò che era stato propagandato come “assoluto” per il bene dei bambini, diventa “relativo”. Allora, perché non nove o otto o sette? O quattro?

La fretta con cui il governo ha preparato il decreto innesca imbarazzanti ombre che non è complottista ma realista, almeno fino a quando i finanziamenti alla politica – specie alle fondazioni politiche! – non avranno la totale trasparenza.

I dubbi, dicevamo. L’arroganza del palazzo si combina con la sua impreparazione. Con le sue imbarazzanti sordine mediatiche(gli animali della Brambilla hanno avuto più spazio nei tg: fate ridere!). Per il bene dei lavoratori hanno apparecchiato un Jobs act, la cui impalcatura neoliberista sta producendo disoccupazione, precariato e soprattutto di invisibilità sociale. Per il bene del Paese avevano scritto la riforma costituzionale al fine di modernizzarlo e sono andati a sbattere. Per il bene dei risparmiatori hanno salvato le banche lasciando sul lastrico migliaia di cittadini. Ogni “riforma” aveva un esercito di sacerdoti e ben pensanti senza dubbio che puntellava con statistiche la grandezza della nuova norma. Il centro studi di Confindustria o Goldman Sachs, ci sono sempre dei dotti, dei medici e dei sapienti che decidono per tutti. E offendono o deridono quanti si oppongono, dissentono. I risparmiatori diventano speculatori; i giovani disoccupati dei fancazzisti lavativi che non vogliono lavorare; i pensionati degli egoisti che divorano il futuro delle generazioni future e via di questo passo. Ora tocca a questi genitori: saranno chiamati mostri irresponsabili, gente che mette a rischio la salute dei loro figli e dei figli degli altri.

La messa dei dotti, dei medici e dei sapienti è allineata al pensiero unico e, per paura del confronto, non tollera il dibattito. Si sottrae e soprattutto deride, offende. A costoro diciamo una cosa: prendete le misure a questo dissenso, perché la ribellione monterà quando meno ve lo aspettate. E sarà la somma delle ribellioni. Quel giorno anche le tv accenderanno le loro telecamere mainstream.

 

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