“Ecco la realtà di come in Cina stiamo vivendo il coronavirus”, la testimonianza di un concittadino di Lugagnano

 

Di

Mario Salvetti

Giovedì sera scorso il Presidente del Consiglio Conte ha annunciato che in Italia sono stati confermati due casi del nuovo coronavirus (2019-nCoV). Si tratta di due turisti cinesi, provenienti da Wuhan, la città in cui è iniziata la diffusione del virus.

I due turisti sono marito e moglie, che hanno trascorso una notte anche a Verona, sono ora ricoverati in isolamento all’Istituto Nazionale Malattie Infettive Spallanzani di Roma e sono in buone condizioni, ha detto il direttore scientifico dell’ospedale Giuseppe Ippolito durante la conferenza stampa, aggiungendo che la rapidità di intervento del personale sanitario “fa pensare che non ci siano persone esposte”.

Giovedì sera, inoltre, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato la diffusione del nuovo coronavirus (2019-nCoV) un’emergenza sanitaria internazionale. Al momento ci sono quasi 10mila casi di contagio confermati in tutto il mondo, e 213 morti, questi ultimi tutti in Cina.

Su questo sta accadendo in Cina, e su questa emergenza sanitaria, abbiamo raccolto la testimonianza di un nostro concittadino di Lugagnano che in Cina vive e lavora da molti anni: Matteo Cordioli (nella foto con la figlia).

Matteo, che ha studiato lingua e letteratura cinese all’Università Ca’ Foscari di Venezia, vive in Cina dal 2001 ed abita con la sua famiglia nella città di Qingdao (anche scritta Tsingtao nei vecchi mappamondi) città moderna che si affaccia sulla costa sud dello Shandong, regione a nord-est della Cina.

Matteo come state vivendo in Cina il problema del Coronavirus?

Si può dire che il Coronavirus sta occupando completamente il nostro tempo in quanto, per contenere la diffusione di questo virus, il governo cinese con sforzo economico senza precedenti ha chiesto a un miliardo e mezzo di persone di non lavorare e di stare a casa. A differenza dell’occidente dove i media sono pieni di post che creano disinformazione con relativa classica caccia alle streghe, qui ci si limita a dare consigli su come migliorare le difese immunitarie, su quando è meglio uscire o no, come lavarsi le mani e come proteggersi nei luoghi pubblici.

Le vostre vita lavorative e personali sono cambiate in questi giorni a causa dell’emergenza virus?

Il governo dello Shandong ha chiesto alle imprese di tenere chiuso fino al 9 febbraio, per cui al momento lavoro da casa remotamente, ma questo limita molto quello che posso fare. Tradizionalmente col Capodanno cinese c’è l’abitudine di andare di casa in casa a fare gli auguri e scambiarsi regali, ma tutto questo è stato cancellato per ovvi motivi. A parte qualche breve passeggiata lungo il mare e i momenti in cui si va a fare la spesa poi per il resto del tempo stiamo a casa. La settimana prossima scadranno i 15 giorni di incubazione di questo virus dal momento in cui hanno sigillato Wuhan e si saprà se la curva di crescita è stata contenuta o no.

Avete problemi a spostarvi?

Ti dico solo questo, ogni anno per tornare a casa per festeggiare il Capodanno cinese si effettuano miliardi di spostamenti, un fenomeno chiamato anche Chunyun, ed è la più grande migrazione annuale di persone. Il problema del virus è venuto fuori prima del rientro al lavoro e per contenerne la diffusione, il governo ha deciso di chiudere alcune autostrade e ridurre il numero di mezzi pubblici, cercando di fare in modo che la gente stia a casa. Il popolo cinese è molto unito e in pochi si lamentano capendo che quello che viene chiesto è per il bene comune. Per cui no, in questo periodo non ci si sposta.

Cosa si sente di dire a chi dall’Italia, e anche da Sona, vive con una certa apprensione le notizie in arrivo dalla Cina?

Potrei parlare per delle ore, sto vedendo degli atteggiamenti cosi ignoranti da far accapponare la pelle. La caccia alle streghe è stata strumentalizzata come al solito per vendere giornali e distogliere l’attenzione dai problemi interni. Sono sicuro che c’è in atto la solita tecnica del Noi contro Loro. Sono morte solo qualche centinaio di persone su una popolazione così estesa come quella Cinese e quasi tutte erano o malati molto anziani o già con problemi fisici molto gravi. Per piacere, usate il cervello e non le orecchie, leggete i dati reali invece di guardare video con scenari da apocalisse. Confrontate la mortalità di questo virus con quelle di una semplice influenza, poi ne riparliamo.

 

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