LE AVVENTURE DEL CICAP: UN MILIONE DI DOLLARI

DI

LINO ROSSI
ComeDonChisciotte

                                                                                                                     

 

 

 

 

 

 

Per quanto la FED ne stampi parecchi di questi tempi, un milione di dollari può sempre far comodo.

Se oggi, 20 giugno 2009, andiamo su http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=premio%20randi troviamo questo bel regolamento per vincere un milione di dollari.

Si prega di osservare la data: 14 febbraio 2007.

Per vincerlo è sufficiente risolvere questo problemino: “Omeopatia – Saranno preparate 50 boccette contenenti un preparato omeopatico almeno alla 12 CH e 50 di solo solvente. I recipienti saranno siglati e mescolati da un giudice esterno, e i codici conservati in luogo sicuro. Il richiedente dovrà scegliere 50 boccettini, dopo avere determinato con qualunque mezzo (chimico fisico, test di laboratorio su animali, ecc.) se secondo lui si tratti del preparato o del solvente. La prova è superata se almeno 40 boccettini saranno stati identificati correttamente."

Facile come bere un bicchier d’acqua (fresca) (a): si prende la ricca letteratura scientifica disponibile (b), una bella serra con del terriccio, 100 vaschette numerate progressivamente da 1 a 100, dei semi di grano, del triossido d’arsenico (As2O3) e dell’Arsenicum Album 45 DH (preparato omeopatico prescelto per la prova).

La diluizione 45 DH garantisce l’assenza completa della sostanza Arsenicum Album (neanche una molecola); dal punto di vista della diluizione equivale ad oltre 22 CH, quindi ben compresa nella specifica (almeno 12 CH).

Facciamo la semina uniforme su tutte le 100 vaschette.

Il triossido d’arsenico è un veleno che deprime la germinazione delle piante fino ad una concentrazione di uno su un milione.

Avveleniamo tutte le vaschette con la diluizione NON omeopatica utilizzata dai ricercatori della Facoltà di Agraria dell’Università di Bologna.

A questo punto trattiamo ognuna delle 100 vaschette con il contenuto di una delle 100 boccette custodite dal “giudice esterno” di cui sopra (50 con Arsenicum Album 45 DH e 50 con solvente, tutte numerate ma non individuabili da parte del partecipante alla prova).

Si aspetteranno un po’ di settimane e si arriverà alla conclusione: ci saranno 50 vaschette con le piantine rigogliose, come se fossero fertilizzate, e 50 vaschette con le piantine stentate.

Le prime sono quelle avvelenate e trattate omeopaticamente (Arsenicum Album 45 DH), mentre le altre sono quelle avvelenate e basta.

Si registreranno i numeri delle vaschette con le piantine rigogliose e si comunicheranno al “giudice esterno” che dovrà verificare la corrispondenza con i codici segreti.

A quel punto il milione di dollari dovrebbe essere sborsato, ma … la cosa non è così chiara! sembra infatti che il premio non ci sia più (c).

Contrordine! C’è ancora (d).

Il 3 giugno ho chiesto lumi al CICAP con una mail, ma non hanno ancora risposto.

Non bisogna farsi però illusioni: il milione di dollari del premio Randi è un vero e proprio “asino che vola”, buono solo per farsi prendere in giro gratis da un manipolo di disinformatori patentati.

Per comprendere la serietà dei personaggi che si fregiano di appartenere al CICAP e ad altre organizzazioni scientiste equivalenti, è necessario leggere i passaggi che seguono, tratti dal libro di Roberto Germano (a).

Non c’è da stupirsi se sul web circolano appassionati “apprezzamenti” per il CICAP (e). La maniera nella quale trattano la “fusione fredda” (f) è ben rappresentativa della loro forma mentis: ciò che non comprendo non esiste!!! Un buon viatico per far ridere il prossimo (che male non fa, se si è consapevoli che trattasi di comici e non di scienziati).

Lino Rossi

  1. AQUA – Roberto Germano – Bibliopolis – pag. 37
  2. Betti L., M. Brizzi, D. Nani, M. Peruzzi, 1997. Effect of high dilutions of Arsenicum album on wheat seedlings from seed poisoned with the same substance. Br. Hom. J. , 86, 86-89 (Facoltà di Agraria dell’Università di Bologna). 
    http://www.comenius.edu.mx/Brizzi%20et%20al.,%202002.pdf
  3. Scienza e Paranormale del marzo/aprile 2008, a pagina 82: Si chiude la Sfida di Randi; dopo 10 anni, nessuno è riuscito a vincere il premio da un milione di dollari della fondazione Randi. Massimo Polidoro.

    QUI CICAP • di Massimo Polidoro

    Si chiude la Sfida di Randi

    Dopo 10 anni, nessuno è riuscito a vincere il premio da un milione di dollari della fondazione Randi

    Dieci anni fa, il 6 marzo 1998, James Randi trasformò la sua trentennale sfida a medium e sensitivi. Dalla fine degli anni ’60 in poi, Randi aveva offerto 10.000 dollari a chiunque potesse dimostrare una qualunque facoltà paranormale in condizioni di controllo. A quell’epoca 10.000 dollari erano pur sempre una bella cifra, ma col passare del tempo e il crescere dell’inflazione, non sembrarono più molto. Fu così che, grazie a una sottoscrizione internazionale, Randi poté portare la somma, nel 1998, a un ben più appetibile (e mediaticamente intrigante) milione di dollari. “Dimostrate di avere davvero i poteri paranormali che sostenete di possedere e vi portate via il milione di dollari – dice Randi – All’inizio eravamo convinti che con una cifra di questo tipo saremmo riusciti ad attirare le celebrità del paranormale. Invece no. semplicemente sono rimasti alla larga.

    Gli unici che si sono fatti avanti sono quegli individui che sinceramente credono di avere qualche strana dote paranormale. Ma erano sempre persone che nemmeno sapevano dire che cosa esattamente potevano fare o quali secondo loro erano le condizioni giuste per poterlo verificare”.

    È qualcosa che conosciamo bene anche noi del CICAP, avendo esaminato decine e decine di persone che ritenevano di avere facoltà paranormali di qualche tipo. Ogni volta ci siamo imbattuti in persone che non avevano mai nemmeno tentato di verificare seriamente le proprie “facoltà”. In genere, assistevano a qualcosa di insolito (un uovo che non marciva, un bicchiere di vino che sembrava avere un sapore diverso, un oggetto nascosto che somigliava vagamente a una descrizione data a caso …) e concludevano che doveva esserci una spiegazione paranormale per il fenomeno. Poi, quando ci chiedevano di potere mettere alla prova le loro facoltà, iniziava uno scambio di lettere, telefonate ed e-mail in cui determinare insieme che cosa esattamente poteva fare il candidato e quali sarebbero state le condizioni ideali per realizzare il test. Quando poi si potevano fare i test si trascorrevano giornate intere per definire i dettagli e poi realizzare gli esperimenti. Alla fine, praticamente mai nessuno di quelli che scoprivano le reali cause, del tutto naturali, di quello che credevano un evento paranormale, riconosceva di essersi sbagliato; anzi tutti trovavano qualche scusa per giustificare il fallimento.

    Ora, probabilmente. alla Fondazione di Randi devono essersi stufati di dedicare tutto questo tempo ed energie a uno sforzo che non dà risultati e hanno deciso di interrompere la sfida il 6 marzo 2008. «La Fondazione riceve dei buoni interessi dagli investimenti fatti con il milione di dollari – spiega Randi – ma a questo punto crediamo che quei soldi sarebbero meglio investiti se spesi per finanziare attività più produttive».

    Passeranno ancora due anni, prima che la Sfida venga ufficialmente chiusa, pero chi desidera farsi testare da Randi e dalla sua Fondazione nella speranza di vincere il premio, dovrà presentare domando prima del 6 marzo 2008.

    La notizia, com’era prevedibile, ha rattristato quanti ritenevano l’idea del milione di dollari un sistema molto efficace per dimostrare l’infondatezza di certe affermazioni. Tuttavia, Randi sembra deciso a chiudere la “sfida” una volta per tutte. Di sicuro, anche senza il milione di dollari in palio, il CICAP continuerà a testare persone che pensano di avere facoltà paranormali. Chissà però se ora, che il premio è sfumato, si faranno avanti ancora così in tanti come è accaduto finora.

  1. http://www.randi.org/site/index.php/swift-blog/144-swift-january-4-2008.html – the jref million-dollar challenge.
  2. http://www.youtube.com/watch?v=TZLjjZ728YY
    http://www.youtube.com/watch?v=gLrHpNBGHhM
    http://www.youtube.com/watch?v=X-Xq-3OdFOg
    http://www.youtube.com/watch?v=zQdIulPF7lo
  3. http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273660
    http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273588

Anomalie della chimica-fisica dell’acqua pura e di altro ancora

Ricordi della memoria dell’acqua?!

L’informazione mi arrivò via posta elettronica tramite la mailing list del Dipartimento di Fisica: il 25 Marzo 1999 si sarebbe svolto un seminario presso il Dipartimento di Fisica dell’Università di Napoli: "Esiste la memoria dell’acqua? Uno studio termodinamico sulle soluzioni estremamente diluite della farmacopea omeopatica". A parlare era il prof. Vittorio Elia del Dipartimento di Chimica dello stesso Ateneo.

La cosa mi incuriosiva non poco, per i motivi già accennati in Introduzione. C’erano cioè degli approcci teorici, come vedremo meglio in seguito, che portavano a concludere che la struttura dell’acqua era molto più ricca e complessa di quanto sembrasse a prima vista; la "memoria dell’acqua", però, veniva bollata come pura idiozia, e io a quel tempo non ne sapevo molto di più…. anzi! ! Per esempio – e credo di condividere questa mia esperienza con molti di voi – fino all’età di 26 anni circa ero profondamente convinto che l’Omeopatia non funzionasse perché… non poteva funzionare e basta a causa delle motivazioni "avogadriche" spiegate nel capitolo precedente.

Il seminario fu eccezionale! Il prof. Elia, con dovizia di particolari e un impeccabile linguaggio scientifico, grazie alle sue doti didattiche, cercò di condividere con l’uditorio quanto segue:

  1. Era stato effettuato un esteso studio termodinamico su soluzioni acquose ottenute attraverso successive diluizioni (e scuotimenti: "successioni") dell’1% in peso di alcuni soluti fino a "soluzioni estremamente diluite" (soluzioni che potremmo chiamare "omeopatiche", dato il procedimento seguito).
  2. Erano state effettuate misure del calore di mescolamento (2) di soluzioni acide o basiche, a differenti concentrazioni, con acqua bidistillata e con le "soluzioni estremamente diluite" (che potremmo chiamare "omeopatiche") alla temperatura fissata di 25° C.
  3. Malgrado l’estrema diluizione delle soluzioni (cioè "omeopatiche"), che le farebbe assimilare alla tanto decantata "acqua fresca", veniva rilevato un calore in eccesso (fenomeno esotermico) rispetto al corrispondente solvente "non trattato", cioè "acqua fresca», in circa il 92% dei casi, e il calore in eccesso era molto al di sopra della sensibilità dello strumento; si trattava cioè di una variazione eclatante, sopra ogni livello di errore sperimentale.
  4. Se ne doveva dedurre che il procedimento consistente nell’effettuare successive diluizioni e scuotimenti ("succussioni") può dunque alterare le proprietà chimico-fisiche del solvente acqua!!
  5. L’origine del fenomeno rimaneva inesplicata, ma i risultati sperimentali, che si riferivano non a pochi test ma ad alcune centinaia di esperimenti, erano sicuramente significativi.
  6. La riproducibilità qualitativa del fenomeno era ottima, non così per quella quantitativa (cosa che naturalmente accade sempre nel caso di nuovi e inattesi fatti sperimentali).

Si trattava dunque di centinaia di prove sperimentali – presentate da un chimico con quasi 40 anni di esperienza nel campo della calorimetria alle spalle – che andavano ad evidenziare che l’acqua pura può avere proprietà chimico-fisiche diverse a seconda della "storia", da cui il termine "memoria dell’acqua", cosa certo non nuova in fisica – basti citare il caso dei magneti (isteresi) – ma sicuramente nuova per quella; che era la vecchia modellizzazione dell’acqua!

CICACICAP

Sapevo che i membri del CICAP (Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale e le Pseudoscienze) si interessavano, ovviamente in maniera scettica e critica, all’Omeopatia e alla «memoria dell’acqua», concludendo un po’ affrettatamente che l’Omeopatia fosse soltanto un caso particolare dell’effetto Placebo, per i motivi appena discussi nel capitolo precedente. In quel periodo (1999) seguivo con molto interesse le attività di questa associazione (infatti gli imbrogli e gli imbroglioni purtroppo abbondano!!) ed ero anche abbonato alla loro rivista «Scienza & Paranormale", così pensai di invitare al seminario di Vittorio Elia, un membro del coordinamento del nascente gruppo CICAP Campania, un medico, che però non riuscì a venire e, che pur dicendosi interessato, mi manifestò tutta la sua perplessità:

    «(…) sul perché fior di scienziati perdano il loro tempo con l’acqua super-diluita, che finora non ha ancora ricevuto uno straccio di approvazione dalla comunità scientifica "seria", e tentano di spiegare un fenomeno prima di averne accertato la sua esistenza».

E in effetti il CICAP Campania aveva scelto come simbolo il «ciuccio che vola", cioè l’asino volante…. Il nostro medico, a questo proposito, diceva:

    «Nessuno lo ha ancora portato in un laboratorio, ma molti giurano sulla sua esistenza. E di sicuro qualcuno si starà scervellando, da qualche parte, chiedendosi come cavolo possa fare un ciuccio a librarsi nell’aria, pur avendo un’ossatura così pesante …e qualcuno avrà trovato anche una spiegazione. .scientifica».

Io gli risposi che:

    «A proposito dell’acqua, temo che il problema sia diverso; non si tratta di azzardare modelli teorici su fenomeni dubbi o addirittura inesistenti: il seminario riguarderà solo esperimenti chimico-fisici. Riguardo al ciuccio che vola, si racconta di S.Tommaso d’Aquino che subì lo scherzo di confratelli che gli gridarono di uscire a vedere il ciuccio che vola. Lui uscì e tutti ridevano. Ma lui rispose: Preferisco credere al ciuccio che vola piuttosto che dei confratelli dicano il falso. Prima de parlar tase! Dice un proverbio veneziano. Ascoltare ciò che dice un serio sperimentatore e poi esprimere il proprio giudizio mi sembra il minimo.»

Dopo la conferenza, trovai il coraggio di inviare una e-mail al prof. Elia, sinceramente convinto di poterlo informare su come ottenere un milione di dollari di finanziamento per i suoi studi! Si trattava di più di due miliardi di lire di allora! Sfida ancora in atto e su cui lo CSICOP e il CICAP "fondano" molto del loro sarcasmo. La James Randi (3) Educational Foundation, infatti, dal 1996 ha bandito un concorso denominato "The Psychic Challenge", rivolto a tutti coloro che sostengono di avere doti paranormali, ma curiosamente è stato esteso anche a chiunque dovesse sostenere di poter mostrare scientificamente la differenza tra "acqua omeopatica" ed acqua pura (d’altronde anche la denominazione estesa dei CICAP ha finito per includere anche le "pseudoscienze").

Il milione di dollari è qui a Napoli da Vittorio Elia, pensavo … Mi incontrai a via Mezzocannone n.4, presso la vecchia e storica sede del Dipartimento di Chimica, col professore Elia, dove dopo la mia "strana" e-mail, sospettata finanche di essere uno scherzo, mi chiamavano "l’uomo da 1 milione di dollari". E, pur consigliato in senso contrario da molti, Vittorio Elia decise di partecipare al concorso! Ebbene, ci credereste? Malgrado abbia mandato la sua domanda sia negli USA che al CICAP in Italia, non solo l’esperimento «controllato» ancora non è stato organizzato, ma addirittura, Elia ha ricevuto una qualche risposta soltanto nel Giugno 2003 (4 anni dopo!!!!) e soltanto a seguito di ripetute altre sollecitazioni di cui parleremo a breve.

Qual è il messaggio che ancora passa e si diffonde con gran fracasso? Semplice: C’è un milione di dollari in palio per chi dimostra scientificamente che è possibile trovare differenze chimico fisiche tra «acqua omeopatica" e acqua pura, ma nessuno lo ha mai ritirato!!! Quindi, nessuno è in grado di mostrarlo scientificamente!

Questa fallace deduzione presuppone che (tutte cose a dir poco non banalmente vere):

  1. chi ne fosse capace deve essere a conoscenza del premio;
  2. chi ne fosse capace ed a conoscenza del premio debba decidere che vuole quel milione di dollari, mettendo a rischio la propria immagine di "serio ricercatore";
  3. si consideri di nessun valore scientifico tutta l’estesissima casistica della medicina omeopatica (su uomini, animali e piante);
  4. il premio sia totalmente in buona fede e non sia neanche minimamente una trovata di marketing dello “scettico pigro".

Perché mai accade che, quando un serio professore universitario di chimica è così sicuro dei suoi esperimenti degli ultimi 7 anni e che, inoltre, superando le inibizioni e i rischi della ridicolizzazione, venendo a sapere del premio, decide di parteciparvi (e tutto ciò già è poco probabile), neanche ci si degna di rispondergli? Forse ci vuole il CICACICAP? (Comitato Italiano per il Controllo della Affermazioni del CICAP). Chissà?! Ne riparleremo fra poco.

Dottorato "eretico"

La ricerca del professor Elia è andata avanti (dal `98 al 2001) anche grazie alla collaborazione della dott.ssa Marcella Niccoli che ha svolto sull’argomento la sua tesi di dottorato di ricerca in Chimica: il primo su questo argomento di frontiera, a quanto pare… Tale ricerca triennale, che può vantare più di 2000 misure sperimentali effettuate su più di 500 diversi campioni (magari tutti i dottorati di ricerca potessero vantare tante misure sperimentali!!), ha condotto ad interessantissimi risultati. Ciò grazie anche all’utilizzo comparativo di tecniche sperimentali totalmente diverse da quella calorimetrica, ma i cui risultati sono stati perfettamente coerenti con i primi. Di che si tratta?

Contemporaneamente alle misure calorimetriche, sui campioni di acqua in esame sono state effettuate misure di pH (misura del grado di acidità o basicità della soluzione), di conducibilità elettrica (quanto bene la soluzione conduce la corrente elettrica), di forza elettromotrice indotta agli elettrodi di celle galvaniche. Anche per questi altri tre fondamentali, parametri chimico-fisici si sono sistematicamente riscontrati valori più alti nei campioni di "acqua omeopatica" rispetto a quelli di acqua bidistillata! Non si sono, invece, misurate differenze nei valori della costante dielettrica dell’acqua, della tensione superficiale, e della viscosità.

Sono state effettuate anche misure della tensione di vapore di una soluzione di acqua e NaCI (Cloruro di Sodio) che è misurabilmente più bassa nel caso della soluzione di "acqua omeopatica" rispetto alla soluzione di acqua bidistallata.

Un’altra metodica sperimentale che pure è stata utilizzata è quella dell’analisi dei tempi di rilassamento in misure d risonanza magnetica nucleare (NMR). Si tratta di una tecnica che negli ultimi decenni ha permesso di effettuare interessanti indagini di tipo spettroscopico su sistemi biologici, tramite la misura dei moti rotazionali e traslazionali delle strutture molecolari che li compongono. Senza entrare qui nel dettaglio, anche in questo caso i valori tipici della "struttura acqua" sono risultati diversi dalla "struttura acqua omeopatica"!! Nelle misure di risonanza magnetica nucleare si distinguono 2 diversi "tempi di rilassamento": T1 e T2, l’uno fornisce informazioni sull’interazione spin-reticolo e l’altro sull’interazione spin-spin. Ci basti sapere che se il mezzo in analisi è costituto da molecole indipendenti, allora Tl = T2. L’acqua liquida nella sua descrizione standard è costituita da molecole debolmente interagenti, cioè non c’è un reticolo cristallino, eppure ecco una delle "anomalie": nell’acqua liquida T1 > T2. Nell’acqua trattata "omeopaticamente" T2 diminuisce ulteriormente!! Il che fa pensare ad una ancor maggiore organizzazione interna.

Tutti verificano e tutti falsificano

Dopo questa bella dose di informazioni sperimentali rilassiamoci un po’ con un altro interessante e sintomatico scambio di e-mail col nostro membro del CICAP Campania. Il prof. Elia accolse la mia richiesta di fornirmi la versione elettronica del suo articolo sull’argomento, ed io lo inviai al nostro già citato membro del coordinamento del CICAP Campania, che mi chiese se si poteva inviare a degli esperti del CICAP, mentre lui così si esprimeva:

    «Io non posso che pensarne quello che ti ho sempre detto: quando l’intera comunità scientifica mondiale avrà preso atto di un certo tipo di novità scientifica, questa non sarà più una novità. Tutti i laboratori del mondo avranno preso atto della novità, tutti l’avranno verificata e tutti l’avranno falsificata. Fino ad allora …etc etc.»

Bah?! Nel frattempo io insistei alquanto, sollecitandolo a presentare queste novità sperimentali al Convegno Nazionale del CICAP, e inoltre esortando una risposta dai predetti "esperti" riguardo al lavoro di Vittorio Elia. Ebbene dopo molti mesi mi fu risposto che l’esperto del CICAP diceva che è da anni che si fanno esperimenti sull’Omeopatia senza risultati …(SIC!).

Questa mia insistenza a riportare alcuni piccoli dialoghi personali – che si commentano da soli – con un interlocutore del CICAP, non avrebbe alcun senso, se tutto ciò non si inserisse nel contesto più ampio che vedremo subito.

Sfida agli sfidanti

All’alba del nuovo secolo, era il Settembre 2002, durante un mio giretto in Internet, trovo citato Vittorio Elia, nel sito web del CICAP, in una maniera molto critica, proprie dal "chimico del CICAP" Luigi Garlaschelli, a cui, tra l’altro avevo personalmente inviato ampie informazioni sulla ricerca di Vittorio Elia negli anni passati, senza avere la soddisfazione di ricevere risposte nel merito. In un articolo, tratto dal n. 39 (sett./ott. 2001) di "Scienza & Paranormale", intitolato Sfida agli omeopati, Luigi Garlaschelli diceva:

    Dopo la pubblicazione su "La Chimica e l’Industria" (rivista della Società Chimica Italiana) dell’articolo riportato ifa questo opuscolo, lo inoltrai (in veste di ricercatore universitario, non di membro del CICAP) alle seguenti persone e società, con un invito a volere collaborare per una sperimentazione volta a verificare l’efficacia di un preparato omeopatico.

    (…)

    Il prof. Elia non mi ha mai risposto direttamente. «La Chimica e l’Industria" mi passò una sua lettera di precisazioni (inviata alla redazione) per avere una mia risposta, ma poi l’intero carteggio non proseguì sulle pagine della rivista ed perciò doveroso ignorarlo e non commentare (ma sarebbe istruttivo poterlo fare).

    (…)

Inviai allora immediatamente un messaggio di posta elettronica al prof. Elia per farmi spiegare la cosa. La risposta fu immediata.

    Caro Roberto,

    il 20 giugno (2002) ho scritto a Garlaschelli, proprio a causa di quanto tu mi stai dando notizia.

    L’antefatto: non ricordo bene quando, comparve su ‘La Chimica e l’Industria’ un articolo di Garlaschelli, Farmaci senza Molecole in cui criticava, con i soliti argomenti, la possibilità di funzionamento dell’omeopatia.

    Io scrissi alla redazione affinché mi pubblicassero un articolo di risposta in cui, per essere brevi, dissi che ci lasciassero lavorare e che qualcosa di significativo stava venendo fuori.

    Non ebbi risposta all’articolo che avevo mandato e non fu mai pubblicato.

    Da allora al luglio scorso non ho avuto più rapporti con «La Chimica e l’Industria» né con Garlaschelli.

    Alla mia lettera di luglio che conteneva sostanzialmente una accettazione della sfida e le modalità della stessa, non ho ancora avuto risposta.

    Per tua curiosità ti allego quanto spedito a Garlaschelli.

    Ciao, Vittorio Elia

Penso che sia molto interessante, e dal punto di vista scientifico e per i risvolti sociologici, leggere la lettera di Vittorio Elia a Luigi Garlaschelí e quindi la riporto qui di seguito.

    Caro prof. Garlaschelli,

    (.. .)

    Purtroppo la lettera via e-mail del 1 luglio 2002 ore 18.34 è la prima che ricevo a Sua firma, altrimenti avrei certamente risposto.

    Circa tre anni fa ho mandato via e-mail a J. Randi una lettera con la quale chiedevo di partecipare alla sfida con in palio 1 milione di dollari, sulla tematica delle diluizioni omeopatiche. Nella lettera specificavo quali fossero i risultati che, una volta ottenuti, dovessero essere considerati come prova del successo.

    Non ho avuto mai risposta.

    Nel luglio del 2001 ho parimenti richiesto di partecipare alla stessa sfida su di una tematica diversa. Questa volta, ipotizzando che la causa della mancata risposta fosse dovuta alla procedura via e-mail, della richiesta di partecipazione, ho seguito pedissequamente la procedura ufficiale. Ho quindi mandato via corriere una copia cartacea della domanda corredata da tutto quanto richiesto ed ho fatto autenticare la firma e la traduzione del testo in inglese da un notaio. Dimenticavo: ho anche inserito due buste vuote con il mio indirizzo prestampato del Dipartimento di Chimica per le risposte, secondo la procedura ufficiale. Non ho mai avuto risposta.

    Torniamo alla "sfida".

    Ritengo che sia molto importante precisare e sottolineare che in questo caso non si tratta di scoprire "un imbroglione" mentre compie il misfatto. Io sono un ricercatore che da 3 7 anni opera con passione e serietà nel campo della termodinamica delle soluzioni acquose di molecole modello di interesse biologico. La mia produzione scientifica consta di oltre cento pubblicazioni su qualificate riviste internazionali e l’ultima delle accuse che mi si potrebbe fare è quella di imbrogliare

    Sono altresì perfettamente consapevole che in questi argomenti di "frontiera" l’errore è sempre in agguato e bisogna quindi essere prudenti. Le mie prime comunicazioni in pubblico, infatti, sono successive all’acquisizione di molte centinaia di dati sperimentali (calori di diluizione) nel senso di una misurabile differenza fra l’acqua di controllo e le diluizioni omeopatiche, in pratica dopo circa due anni di lavoro.

    Il mio unico interesse è legato alla curiosità scientifica. Per soddisfare questa curiosità tuttavia la strada da percorrere è lunga ed impervia e non trova quasi mai l’approvazione o la collaborazione del mondo accademico, anzi… I sette anni dedicati quasi esclusivamente a questa ricerca hanno prodotto solo due lavori pubblicati con una incredibile dose di fortuna ed una tesi di dottorato dalla quale si potrà ricavare in altro lavoro che sarà pubblicato se la fortuna mi assisterà accora. Io non piego cucchiaini con la forza del pensiero né faccio operazioni chirurgiche con le sole mani, per cui la prova da eseguire sotto il vostro controllo non è altrettanto semplice né immediata. Nel mio caso non bisogna trovare il "trinco» ma caso mai, se ci fosse, l’errore. Questo risultato, l’individuazione dell’eventuale errore, dovrebbe essere ottenuto, a mio avviso, con la normale procedura della comunità scien3ifica ossia, per validare o meno i risultati pubblicati, è necessario che ricercatori indipendenti ed in luoghi diversi ripetano gli stessi esperimenti con gli stessi risultati. Dopo circa tre ani dalla mia prima pubblicazione, purtroppo, questo even:o non si è ancora. verificato.

    Nella mia lettera a J. Randi avevo delineato quali fossero le condizioni ed i risultati da ottenere per ritenere la prova riuscita. La cosa è lunga e laboriosa. Bisogna preparare un centinaio di diluizioni omeopatiche con la procedura che itera il processo di diluizione e di succussione ed altrettanti bianchi (controlli, riferimenti,…) contenenti il solvente usa :o per la preparazione. Dopo almeno un mese dalla preparazione si possono effettuare le prime misure di calore di diluizione della soluzione acquosa di NaOH 0,01M (moli/l) sia con l’acqua dei controlli e sia con le diluizioni omeopatiche. Per una parte delle diluizioni e dei controlli sarà necessario effettuare dei «trattamenti termici". Le soluzioni ed i controlli verranno tenuti in ebollizione su refrigerante a ricadere per alcune ore. Dopo il raffreddamento ed il riottenimento dell’equilibrio con la anidride carbonica atmosferica, si eseguiranno le determinazioni calorimetriche. La prova verrà ritenuta positiva se nel circa il 30% dei casi esaminati si riscontrerà una differenza misurabile tra i controlli ed i campioni. Per i campioni risultati "attivi" sarà necessario, per fugare dubbi di natura chimica, eseguire analisi del contenuto in ioni Na+ e K+ (via assorbimento atomico) e della SiO2 (via spettrofotometria nell’UV). Gli inquinanti descritti possono, infatti, derivare dal rilascio, da parte dei contenitori in vetro pyrex, di ossidi alcalini e di silice che saranno presenti in soluzione sotto forma di bicarbonato e di acido silicico e consentire quindi di effettuare le necessarie correzioni legate alla presenza del calore di neutralizzazione del bicarbonato e dell’acido silicico con la soluzione di idrossido di sodio. Se dopo le correzioni dovute al contributo chimico, il campione in esame mostrerà ancora una significativa differenza rispetto al controllo, i campioni "attivi" verranno confermati come tali.

    In attesa di un Suo riscontro La saluto cordialmente

    Vittorio Elia

Chissà che il gentile prof. Garlaschelli non si decida a rispondere al prof. Elia, magari dopo aver letto questo libro, o chissà che non la smetta perlomeno di sottintendere sfide non raccolte, di accennare a esperimenti chimico fisici col condizionale, o di parlare di risposte mai avute, nonché di carteggi non proseguiti (e quindi da ignorare e da non commentare).

Li commenti pure, prof. Garlaschelli: siamo qui pronti ad ascoltarlo, sicuri che sarà molto istruttivo farlo.

Vade retro Omeopatia!!

Nell’attesa della gentile risposta del prof. Garlaschelli (che, vi preannuncio, è poi finalmente giunta!!!) diamo un’occhiata a questa piccola, ma gustosa antologia anti-omeopatia gentilmente offertaci dal CICAP

    1) Scienza & Paranormale n. 34:

    Follie e isterismi degli ultimi mille anni Ma che male fanno?

    – Morire con l’omeopatia – di Fabio Cilia

    La credulità può costare cara: e c’è chi paga con la vita.

    2) Omeopatia: La Pseudoscienza nel Terzo Millennio

    Lunedì 26 Febbraio 2001, ore 20.30

    (Aula del `400, Università di Pavia)

    Relatori:

    Dott. Luigi Garlaschelli (Chimico, Università di Pavia, Sperimentazioni CICAP)

    Dott. Giancarlo Lancini (Libero Docente in Chimica Farmaceutica e Tossicologica)

    Prof. Adalberto Piazzoli (Fisico, Università di Pavia, VicePresidente CICAP)

    Domani, finalmente, scoprirete perchè potrete sapere tutto quello che avreste sempre voluto conoscere sull’omeopatia e su centinaia di altri argomenti legati al mondo del paranormale, dei misteri e delle pseudoscienze…

    3) Il CICAP annuncia il suo VII CONVEGNO NAZIONALE MEDICINE ALTERNATIVE

    Nuovi bisogni e forme di irrazionalità nella cultura e nell’industria della salute

    9, 10, 11 NOVEMBRE 2001 TEATRO ARIOSTO – REGGIO EMILIA

    (…)

    SABATO, 10 Novembre 2001

    (…}

    15.20 SESSIONE V: VERIFICHE SPERIMENTALI SULL’ALTERNATIVO

    Moderatore: Riccardo Luccio, Ordinario di metodologia della ricerca in psicologia, Università di Firenze

    * Luigi Garlaschelli, Chimico, Università di Pavia;

    Sperimentazioni CICAP: "Omeopatia: farmaci senza molecole"

    (..)

    4) Nel ricordarvi che presso il sito del CICAP è disponibile il programma completo del VII CONVEGNO NAZIONALE sulle MEDICINE ALTERNATIVE, approfittiamo per inoltrarvi la seguente segnalazione:

    L’A.I.Sa. (Associazione italiana per la salute) organizza, nel mese di ottobre, un minicorso dal titolo: "La medicina come scienza e le medicine non convenzionali" così strutturato:

    (…)

    martedì 23 ore 21: Omeopatia-il simile cura il simile?

    (…)

    Relatore: prof. Giancarlo Lancini (..)

    6) Ufficio Stampa CICAP, venerdì 16 novembre 2001 18.50 cicap-hotline@cicap.

    Il CICAP ha creato un punto di riferimento sull’omeopatia all’indirizzo: http://www.cicap.org/omeopatia e invita a segnalare all’indirizzo omeopatia@cicap.org iniziative di analisi critica, ricerche italiane, corsi universitari o anche la disponibilità di pazienti, farmacisti, medici, ricercatori, avvocati e giornalisti che vogliano offrire specifiche esperienze per affrontare le diverse problematiche connesse all’analisi di questo settore.

    7) In questi giorni il CICAP è intervenuto più volte sui media a proposito dell’omeopatia, da segnalare un articolo su "L’Unità" di oggi, un altro lungo intervento comparirà sul supplemento Salute del "Corriere della Sera" e un articolo su «L’Espresso".

    Francesco Chiminello, registrerà un intervento a Rete 4 e sarà intervistato dalla radio più ascoltata dell’Emilia Romagna, Radio Bruno (www.brunonet.it) giovedì mattina prossimo, alle 11,30.

    8) Sono arrivati i nuovi Quaderni del CICAP:

    n. 3: Medicine alternative – Una guida critica

    A cura di Marco Morocutti. pp. 108, (illustrata), L. 20.000.

    (…)

    SOMMARIO DEL LIBRO:

    Indice

    (..)

    I. OMEOPATIA di Silvio Garattini

    Farmaci senza molecole, di Luigi Garlaschelli

    La legge dalle mille proroghe, di Mariolina Aimone

    Omeopatia: ultime cronache, di Luigi Garlaschelli

    L’omeopatia sfugge il confronto, di Silvano Fuso

    Il caso dell’acqua con la memoria, di Pietro Greco

    I "magici" Fiori di Bach, di Massimo Albertin

    Un esperimento sui Fiori di Bach, di Edgardo Brun (.. )

    9) SCIENZA & PARANORMALE n. 41: MEDICINE ALTERNATIVE

    (…)

    "Omeopatia non dimostrata": lo dice il Ministro della Sanità (…)

    Forum: "Gloria" all’omeopatia – di S.G. Masoni

    ecc… ecc ….

Scusate, dico a voi! Ehi! C’è un medico lì tra voi?! Non omeopata, mi raccomando…. C’è uno psichiatra? Mi piacerebbe capire se si tratta di nevrosi ossessivo-compulsiva di gruppo o qualcos’altro…

Qualcuno, pessimisticamente, potrebbe credere che si tratti proprio di qualcos’altro.

O non si tratterà forse che l’esistenza stessa dell’Omeopatia è un così grande rischio per tutti noi (o solo una parte di noi?) tale da ricevere questa priorità così alta in questa capillare opera di «informazione", e noi, poveri stupidi, non ce ne siamo accorti affatto?

In ogni caso c’è chi la pensa diversamente, e crede che sia il caso di discuterne seriamente senza strani allarmismi, anzi:

    L’OMEOPATIA IN ITALIA E IN EUROPA PROVE DI EFFICACIA TERAPEUTICA E SOCIALE

    martedì 31 gennaio 2006 ore 9,30-15,30

    incontro organizzato da Federazione dei Verdi e Gruppo Verde Camera dei Deputati

    Roma, sala delle Colonne Palazzo Marini, via Poli 19

    Presentazione: Paolo Galletti, responsabile Medicine Non Convenzionali Federazione dei Verdi Introduzione: Luana Zanella, commissione Affari Sociali Camera dei Deputati

  • Emilio del Giudice "Possibili Meccanismi fisici alla base dell’omeopatia" ricercatore Istituto Nazionale Fisica Nucleare, Sezione di Milano
  • Klaus Linde «Le metanalisi sull’efficacia dell’omeopatia" Center for Complementary Medicine Research, Departmer.t of Internal Medice II, Technische Universitat, Munchen
  • Andrea Valeri «La ricerca in omeopatia" Responsabile Dipartimento di Ricerca Clinica della Società Italiana di Medicina Omeopatica, Componente comm.naz. MNC FNOMCEO
  • Franco del Francia "L’omeopatia nella cura degli animali" Direttore Scuola superiore Internazionale Medicina Veterinaria Omeopatica "dott. Rita Zanchi" Cortona
  • prof. Vittorio Elia "Proprietà chimico-fisiche delle alte diluizioni omeopatiche" Dipartimento di Chimica, Università Federico II, Napoli
  • prof.ssa Lucietta Betti "Potenziale dell’omeopatia in agricoltura" Dipartimento Scienze e tecnologie agroambientali, Università di Bologna
  • Giancarlo Buccheri "La registrazione dei medicinali omeopatici in Italia ed in Europa" Presidente Federazione intern azionale delle associazioni mediche antroposofiche
  • Antonella Ronchi "La formazione del medico omeopata" Presidente Federazione Italiana delle Associazioni e dei Medici Omeopati
  • Elio Rossi «Costi e Benefici della terapia omeopatica nel Servizio Sanitario nazionale» Ambulatorio di omeopatia, centro regionale di riferimento, AUSL2 Lucca – Simonetta Bernardini "Le possibilità di collaborazione t:’a omeopati e medici e pediatri di famiglia" Società Italiana ili Omeopatia e Medicina Integrata Firenze
  • Paolo Roberti «Le Medicine Non Convenzionali in Italia: situazione italiana ed europea a confronto" Coordinatore Comitato Permanente di Consenso e Coordinamento per le Medicine Non Convenzionali in Italia

    Intervento del prof. Giuseppe del Barone, presidente della FNOMCEO

    Intervento di Salvatore Amato, presidente fed. Reg. Sicilia FNOMCEO

    Interventi di: Daniela Guerra, Fabio Roggiolani, Gianluca Borghi, Antonio Abbate, Carlo Tonarelli, Elio d’Annunzio, Gianni Pizzati, Gianni Cavallini.

    Conclusioni: Alfonso Pecoraro Scanio, Presidente Federazione dei Verdi

    Citiamo anche:

    LE BASI ULTRAMOLECOLARI DELLA MEDICINA

    Sabato 4 febbraio 2006

    Aula di Rappresentanza dell’Università degli Studi di Milano,

    Via Festa del Perdono, 7 Milano

    Con il patrocinio di: Regione Lombardia, Ordine Provinciale dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Milano, Ospedale Maggiore di Milano

    PRIMA SESSIONE: I PRINCIPI DELLA FISICA QUANTISTICA APPLICATI ALLA BIOLOGIA

    Moderatori: Dott. Mara Ramploud, Dott. Emilio Del Giudice

    ore 8.30 – Registrazione partecipanti ore 8.45 – Saluto delle Autorità

    ore 9 – Prof. Mario Tiengo: Fisica e Medicina – lezione magistrale

    ore 9.30 – Dott. Emilio Del Giudice: Dinamica coerente nella materia vivente

    ore 10 – Dott. Getullio Talpo: Interazione tra campi elettromagnetici di bassissima intensità e frequenza e specie ioniche solute nell’acqua fisiologica degli organismi viventi

    ore 10.30 – Prof. Vittorio Elia: Variazioni elettrochimiche ed elettromagnetiche dell’acqua

    ore 11 – Coffee break

    ore 11.15 – Dott. Rita Pizzi: Neuroni e Luce

    ore 11.45 – Dott. Marziale Milani, Alberto Tedeschi: Coerenza elettrodinamica e materia vivente

    SECONDA SESSIONE: LA FISICA NELLA DIAGNOSTICA E NELLA TERAPIA

    Moderatori: Dott. Piergiorgio Spaggiari, Dott. Emilio Minelli ore 14 – Dott. Faustino Boioli: Evidenze scientifiche e pratiche dei principi di fisica nella diagnostica medica avanzata ore 14.30 – Dott. Marco Prosdocimi: Effetti dell’esposizione a campi elettromagnetici ad attivazione enzimatica sul metabolismo basale e sul metabolismo dell’acido linoleico nei ratti

    ore 15,00 – Dott. Mauro Alivia: Terapia metabolica delle cardiopatie

    ore 15,30 – Domande

    ore 15,45 – Coffee break

    ore 16,15 – Dott. Piergiorgio Spaggiari: Le basi teorico-scientifiche della medicina quantica

    ore 16,45 – Discussione,

    ore 17,15 – Conclusioni, ore 17.30

    — Questionario

    ore 17.45 – Fine lavori

Una qualche risposta

Ecco giungere, inaspettata (dopo 11 mesi!! ), una qualche risposta di Garlaschelli ad Elia.

    Proprio ieri mi ha scritto Garlaschelli per ringraziarmi dell’invio dell’articolo sulla termoluminescenza e mi ha riinvitato a prendere parte alla prova di 1 milione di dollari. Ci parteciperò!

    Ti copio la lettera

Non posso riportare qui per esteso la risposta del prof. Garlaschelli, in quanto me ne ha gentilmente rifiutata l’autorizzazione, concedendomi solo di riportare in maniera indiretta il contenuto (sia qui che per il seguito).

Nella lettera, Garlaschelli conferma che il rappresentante di Randi in Italia per il test è il CICAP, e che in caso di superamento dello stesso, il test dovrà comunque essere ripetuto davanti a Randi, e dice gradita una partecipazione di Elia al test.

"Ovviamente" Garlaschelli aveva già letto l’articolo inviatogli da Elia; lo conosceva bene. Ma cosa ne pensa? Come nel caso dei miei precedenti scambi di e-mail con lui, questo non è dato saperlo. Ci si può aspettare che, da chimico, voglia provare a riprodurlo sperimentalmente? Non è dato saperlo.

Intanto Elia vuole partecipare alla tenzone del CICAP. Bene! Non ha perso l’entusiasmo in tutti questi anni senza riposte. Ma quante volte bisogna far domanda e insistere per poter partecipare? Vedremo…. O almeno, lo spero. Invece, intanto, le riviste internazionali gli hanno risposto e hanno pubblicato i suoi lavori.

Non porci delle perle!!

A proposito di lavori accettati, forse può valere la pena di dare un’occhiata, invece, ad un paio di stralci tratti da risposte negative ai lavori proposti di Vittorio Elia, dai "referees" di Thermochimica Acta per assaporarne il tono e le interessanti motivazioni…

    Referee N° 1

    (…) the data reported in 15 tables and 5 figures (!!) (in many cases not discussed) showing the values of excess heat of mixing, pH and conductivity at different dilutions do not present any logical meaning and do not show the expected progressive trends occurring with the iterative dilutions and "succussions" as well.

    (…)

Ossia, traduco pedissequamente:

    (…) i dati riportati in 15 tabelle e 5 figure (!! (in molti casi non discussi) che mostrano l’eccesso di calore di mescolamento, di pH e di conduttività a differenti diluizioni non presentano alcun senso logico e non mostrano gli andamenti progressivi attesi che si verificano con le diluizioni come pure con "succussioni" ripetute.

    (..)

Il corsivo è mio, e serve ad evidenziare il ragionamento antisperimentale, antigalileiano, o "aristotelico" che dir si voglia, del referee in questione: abbiamo 15 tabelle e 5 grafici sperimentali, ma non hanno "senso logico" e non mostrano andamenti attesi, quindi i dati sperimentali vanno rigettati!!

Se avessero fatto così Volta e Faraday, staremmo ancora usando le lampade a petrolio, mentre la dinamo per la luce della bicicletta sarebbe un oggetto fantascientifico.

    Referee N° 2

    This is an ambitious piece of work. However, it reminds me of the papers, written some years ago in support of the existence of "polywater".

    Conclusions are not realistic and the paper should definitely not be published.

Cioè:

    Questo è un lavoro ambizioso. Però mi ricorda gli articoli, scritti alcuni anni fa in supporto dell’esistenza della "poliacqua".

    Le conclusioni non sono realistiche e l’articolo non dovrebbe assolutamente essere pubblicato.

Anche qui mi sono preso la libertà di evidenziare in corsivo qualcosa di questo breve commento. Ebbene, soltanto perché il lavoro sperimentale "ricorda" al nostro simpatico quanto anonimo referee la – a suo giudizio – vituperata questione della "poliacqua", unito al fatto che le conclusioni non sono realistiche, allora i dati sperimentali vanno rigettati!

Qualcuno ha detto che è soltanto la finzione che ha la necessità di dover apparire "realistica" – come ben sanno gli autori di romanzi d’appendice o gli studenti poco dotati ai corsi di laboratorio che decidono di falsificare le loro misure per cercare di prendere buoni voti senza rischi – mentre è proprio la realtà che non ha alcun bisogno di essere "verosimile", come sanno i giornalisti di cronaca o, appunto, i veri ricercatori sperimentali!!

L’Angela della morte. Ovvero: la venefica pericolosità dell’acqua fresca

Dunque, ricapitoliamo: secondo il CICAP ed altri, l’Omeopatia è assolutamente inefficace in quanto si tratta di "acqua fresca". La diluizione è cioè tale che nessun effetto derivante da molecole inizialmente disciolte può più sussistere. Ma allora come si spiega il servizio televisivo di Piero Angela, il noto giornalista divulgatore scientifico italiano e tra i fondatori del CICAP, trasmesso il giorno 11 luglio 2000 (puntata "speciale" di SuperQuark, ore 20.45, RAI 1) in cui si descrivono i farmaci omeopatici come potenzialmente pericolosi??!!!

    "Una trasmissione faziosa e irrispettosa del principio, irrinunciabile da parte di una TV pubblica, di pluralità dell’informazione"

così dice il deputato verde Paolo Galletti, in una lettera di protesta al Consiglio di Amministrazione della RAI e alla commissione di vigilanza della stessa, dove scrive anche:

    "Piero Angela, forte del suo vecchio scientismo ottocentesco, ha condotto questa puntata di Super Quark in modo fazioso, intervistando esclusivamente personaggi contro l’omeopatia e negando così quello che è un sacrosanto diritto di ogni cittadino: la libertà di scelta in medicina. Negare in Italia una corretta presentazione dell’omeopatia vuol dire restare indietro rispetto al resto dell’Europa dove, al contrario, l’omeopatia è ben conosciuta".

Il deputato verde ha quindi chiesto alla RAI di

    "provvedere immediatamente ad una riparazione del danno con una puntata, da mandare in onda nella stessa fa scia oraria, dove si dia corretta informazione sull’argomento".

Lo stesso sottosegretario alla sanità Ombretta Fumagalli ha chiesto con una lettera al presidente della RAI, Zaccaria, di concedere spazio a trasmissioni di rettifica, ma non se ne è fatto nulla.

Ecco cosa dice su questa puntata di "Super Quark", a valle di un’attenta analisi testuale condotta dal Laboratorio di Epistemologia Tradizionale di Palermo, l’ufficio di presidenza della Società Italiana di Medicina Omeopatica:

    «Tale analisi mostra un testo scientificamente approssimativo, utilizzato per una costruzione comunicativa ad impatto emotivo finalizzata alla diffamazione d’immagine.

    Per capire è necessario vedere il video.

    Ma, se si discute dopo averlo visto (anche dopo averlo vi – sto più volte, come noi abbiamo fatto, e a mente serena), essere "obbiettivi" non è più possibile, si è obbligati ad una reazione emotiva.

    Nell’ultimo mese abbiamo, infatti, soprattutto registrato reazioni di tale tipo nei pazienti in terapia omeopatica (disgusto, rabbia, offesa, perplessità). Nei medici che sanno di omeopatia invece, aldilà della contestazione di questa o quella specifica affermazione, emergono sentimenti di sconforto di rabbia. Prevale l’offesa e la sensazione d’esser presi in giro, in nome di una pretesa obbiettività che è in effetti la mistificazione ricercata ed imposta dell’obbiettività.

    In termini batesiani è stata prodotta una comunicazione a "doppio legame", comunicazione patologica che determina una reazione emotiva inesprimibile di angoscia ed una reazione di dissociazione mentale a chi non sappia rifiutarla.

    In termini semplici, si è generato sospetto e paura per indurre a "tenersi lontano" dall’oggetto. Attenzione, sospetto e paura.

    Se è un fatto che milioni di telespettatori, perlopiù estranei alla realtà della medicina omeopatica, hanno ricevuto un’informazione da un programma televisivo di divulgazione scientifica ritenuto autorevole, è altresì un fatto che soprattutto le fasce culturalmente più deboli che sono state deliberatamente condizionate a "tenersi lontano" da una medicina che, in alcuni casi, potrebbe guarirli.

    L’impatto è stato elevato anche in termini quantitativi RAI 1 in prima serata), ed è stato, occorre sottolineare, espressamente ricercato. Il servizio presenta infatti un repertorio esteso (fortunatamente, insolito in un programma con pretese scientifiche) di tecniche di condizionamento: nessun contraddittorio (nemmeno fittizio), domande precostituite sulla base delle risposte, montaggio con sapiente uso della sequenza d’immagini, colonna sonora efficace nel supporto, uso di personaggi pubblici e/o di rilevanza istituzionale, uso di eventi aneddotici per indurre alla generalizzazione indebita, induzione esplicita al sospetto di malaffare, utilizzazione di luoghi comuni scientificamente infondati come ragioni di scienza, equivoco grossolano sulla competenza specifica di persone con diversa competenza, e così via».

Non ci resta che rivedere questa "famosa" puntata di SuperQuark!

Intanto, Piero Angela, assistito dagli stessi due avvocati (Giulia Buongiorno e Franco Coppi) che hanno a suo tempo curato la difesa di Giulio Andreotti dalle accuse di collusioni con la mafia (c’è chi può e chi non può, diceva quel tale…), dopo essere stato rinviato a giudizio dal tribunale di Catania, è stato poi assolto in primo grado (Marzo 2004) dopo la querela della SIMO (Società Italiana di Medicina Omeopatica), associazione nazionale con sede appunto a Catania, e del suo presidente Ciro D’Arpa.

La denuncia, presentata un paio di mesi dopo la trasmissione del Luglio 2000, stava per essere immediatamente archiviata, invece, inaspettatamente il gip Angelo Costanzo ordinò al pubblico ministero Roberto Peroni Ranchet l’imputazione coatta di Piero Angela, che nel marzo del 2001 è stato rinviato a giudizio dal giudice per l’udienza preliminare, Carmen La Rosa. Poi soltanto il 27 Settembre 2003 Piero Angela è comparso davanti al giudice Cinzia Sgrò. Dice l’avvocato di parte civile Leda Adamo in un’intervista giornalistica:

    «Ma il punto non è dimostrare in un’aula di tribunale l’efficacia dell’omeopatia quanto contestare l’idea che esistano scienziati di serie A e scienziati di serie B, come fa Angela a discapito del pluralismo, sancito dalla costituzione e finalità essenziale del servizio pubblico. Dalla trasmissione viene fuori invece l’idea che esista una sola scienza, una scienza di stato, per così dire. In nome della quale, inspiegabilmente, a parlare dell’omeopatia vengono chiamati Aiuti e Cassone, che non hanno alcuna competenza in materia…»

Finché, nel Marzo 2004, ecco giungere l’attesa, trionfale, conclusione …

Assoluzione d’Angela: versione CICAP

    Oggetto: [CICAP-HOTLINE] Angela assolto: "l’omeopatia non è seria, ora si può dire

    Data: domenica 14 marzo 2004 19.09

    PIERO ANGELA, OMEOPATIA NON È CURA SERIA, ORA SI PUÒ DIRE

    Il tribunale ha ammesso che non è diffamazione

    ROMA, 13 Marzo – Assoluzione piena per Piero Angela, "perchè il fatto non costituisce reato". La sentenza viene oggi dal Tribunale di Catania, chiamato a decidere su un servizio di "Super Quark" in cui venivano espressi giudizi sulla medicina omeopatica. Servizio che ha valso, al famoso giornalista televisivo, l’accusa di diffamazione a mezzo stampa. La sentenza fa seguito a una precedente assoluzione del giornalista, sempre in tema di omeopatia, in un processo civile in cui i medici omeopati erano stati condannati a pagare le spese.

    Nel servizio contestato, risalente al 2001 e firmato dal collega Giangi Poli, veniva affermato: "L’omeopatia non è una cosa seria. Il rischio di curarsi con tale medicina non convenzionale è molto grande per i pazienti che hanno malattie gravi e soprattutto progressive". E ancora: "I benefici presenti dell’omeopatia sono dovuti all’effetto placebo, cioè sostanze che non contengono alcun principio attivo, definite anche “acqua fresca”. Spesso il beneficio è del tutto psicologico e ipotetico e c’è il rischio che vengano somministrati pseudo farmaci dei quali non si conosce il contenuto e che possono provocare anche reazioni allergiche".

    "È importante che il tribunale abbia ammesso che non è diffamazione dire che l’omeopatia non è una cura seria" ha detto Piero Angela. "Mi aspettavo – sottolinea Angela – che fosse riconosciuto il fondamento di quello che è stato detto nel servizio, dell’omeopatia non è mai stata provata l’efficacia e tutta la comunità scientifica non ne riconosce la validità".

    Ufficio Stampa – CICAP

    Comitato Italiano per il

    Controllo delle Affermazioni

    sul Paranormale

Assoluzione d’Angela: versione CICACICAP (4)

    ANGELA DIFFAMA L’OMEOPATIA: IL FATTO SUSSISTE, MA LA CRITICA È UN’OPINIONE

    Gli atti inviati alla commissione parlamentare di vigilanza RAI: pesante lesione del principio del pluralismo scientifico.

    ROMA, 13 Marzo – “L’omeopatia non è una cosa seria. Il rischio di curarsi con tale medicina non convenzionale è molto grande per i pazienti che hanno malattie gravi e soprattutto progressive. I benefici presenti dell’omeopatia sono dovuti all’effetto placebo, cioè sostanze che non contengono alcun principio attivo, definite anche “acqua fresca”. Spesso il beneficio è del tutto psicologico e ipotetico e c’è il rischio che vengano somministrati pseudo farmaci dei quali non si conosce il contenuto e che possono provocare anche reazioni allergiche".

    Ecco i capi d’imputazione relativi all’accusa di diffamazione a mezzo stampa da cui il- famoso giornalista Piero Angela è stato assolto, ma queste esatte parole non sono mai state pronunciate nella puntata di SuperQuark contro l’Omeopatia finita sotto accusa!!

    Infatti, in aula il Pubblico Ministero ha sottolineato che il capo di imputazione non era ben strutturato. Ma perché?

    Ricordiamo che il capo d’imputazione era stato prodotto dalla procura in seguito ad imputazione coatta da parte del gip, e quindi in aperta contrapposizione al gip stesso che, con tale imputazione coatta, aveva impedito l’immediata archiviazione della denuncia.

    In effetti, nella puntata di SuperQuark in questione non c’era stata offesa diretta, però il servizio giornalistico in oggetto risultava ampiamente ed evidentemente lesivo della dignità dei medici omeopati e della scienza omeopatica.

    Tuttavia, il Pubblico Ministero ha chiesto l’assoluzione poiché era possibile applicare la "scriminante" dell’esercizio del diritto di critica, sottolineando che il tribunale non è ini grado di dare un significato di veridicità scientifica a quanto affermato dall’una e dall’altra parte, ma tali questioni vanno decise in altra sede.

    Il PM ha chiesto però che tutti gli atti venissero inviati alla commissione parlamentare di vigilanza RAI perché vi è stata una pesante lesione del principio del pluralismo scientifica.

    La SIMO (Società Italiana di Medicina Omeopatica) non ha neanche un ufficio stampa e, molto probabilmente, non potrà permettersi il budget per ricorrere in appello, laddove, invece Piero Angela è stato difeso dalla stessa coppia d’assi che ha difeso Andreotti! i

    Bisogna sottolineare che il famoso giornalista RAI non stato assolto "perché il fatto non sussiste", ma soltanto perché "non ha commesso il reato” in virtù della "scriminante” dell’esercizio del diritto di critica…

    Quindi il fatto sussiste, ma la critica è una opinione.

    Andrebbero senz’altro interpellati la Corte Costituzionale e la Cassazione; sarebbe sicuramente molto interessante sapere la loro opinione al proposito!!

    Pare addirittura che il PM abbia apertamente preso in considerazione il fatto che il reato in oggetto era di 6 anni di carcere e non gli sembrava il caso che uno come Piero Angela potesse subire questo rischio per una cosa del genere…

    La legge è uguale per tutti, ma la TV è la nostra Signora !

    Ufficio Stampa – CICACICAP

    Comitato Italiano per il

    Controllo delle Affermazioni

    del CICAP

Fenomeni Idroisteretici o Fisica "omeopatica"?!

Avrete notato che nello scambio di e-mail tra Elia e Garlaschelli si accennava ad un certo articolo sulla termoluminescenza: Garlaschelli ringrazia Elia con cortesia, e dice di averlo, però, già letto. Garlaschelli si tiene comunque ben lungi da qualunque sia pur breve commento nel merito, di qualsivoglia genere, né si azzarda – neanche riferendosi ad un tempo indefinito nel futuro – di mostrarsi neanche vagamente interessato a tentare di riprodurlo sperimentalmente…

Di che si tratta?

Ebbene, un’autorevole rivista internazionale di fisica sperimentale (Physica A) nel 2003 ha pubblicato un lavoro di Louis Rey sull’emissione termoluminescente di soluzioni ultra-diluite.

La misura di termoluminescenza (emissione di radiazione elettromagnetica da una sostanza a seguito di una stimolazione termica) è una tecnica sperimentale ben assestata che si utilizza, ad esempio, per il monitoraggio del livello di radiazioni ambientali o per misure di datazione in ambito geologico o archeologico. Infatti, la radiazione emessa a seguito della sollecitazione termica è funzione delle radiazioni ionizzanti a cui è stato esposto il campione nella sua storia precedente.

In questo lavoro di Louis Rey, si descrive come siano state irradiate con raggi X e raggi y, a bassa temperatura (77 K), delle soluzioni (sia con solvente acqua che con solvente acqua pesante) ultra-diluite (10-30gcm3) di cloruro di Litio e cloruro di Sodio (ottenute diluendo e agitando varie volte, quindi "omeopatiche"). Riscaldandole poi, fino a temperatura ambiente, dalle misure di termoluminescenza risulta che la radiazione elettromagnetica emessa risulta ben specifica del sale inizialmente disciolto, malgrado la diluizione sia superiore al numero di Avogadro…

Ricomincio da tre…

Intanto, ancora un altro lavoro di Vittorio Elia intorno a questi argomenti «poco ortodossi» riguardanti le proprietà fisico-chimiche delle soluzioni estremamente diluite è stato pubblicato su una rivista internazionale, cioè il Journal of Thermal Analysis and Calorimetry (nel 2004, cfr. bibliografia).

In particolare, in tale lavoro, vengono riportate misure di calore di mescolamento, conducibilità elettrica e pH, da cui si evidenziano più alti valori di tutti questi parametri nelle soluzioni di acqua "trattata" come precedentemente descritto (in pratica: "acqua omeopatica"), rispetto a quella «non trattata", pur trattandosi comunque di acqua pura.

Si tratta già del terzo lavoro sperimentale condotto dal prof. Elia su tali tematiche che viene accettato da riviste scientifiche internazionali.

Poi, ben altri tre lavori sperimentali sono stati accettati (Maggio 2004, Marzo 2005 e Ottobre 2005) per la pubblicazione su riviste internazionali: e siamo a sei (cfr. bibliografia).

Inoltre, altri due dottorati di ricerca sono stati assegnati al coordinamento di Vittorio Elia, e sono attualmente in con o su questi argomenti: dott.ssa Letizia Nonatelli, XIX ciclo, "Proprietà Chimico-Fisiche di soluzioni estremamente diluite", e dott.ssa Maria Montanino, XX ciclo, "Fenomeni e processi idroisteretici indotti da trattamenti meccanici nelle soluzioni estremamente diluite".

Inizia, quindi, a divenire sempre più auspicabile che la posizione dei numerosi «enfatici scettici teorici" si possa evolvere rapidamente in quella di alcuni "sobri verificatori (o, popperaniamente, falsificatori) sperimentali". Nel caso contrario, la loro astratta ed aprioristica opinione "scettica" comincia non solo a valere davvero ben poco, nel normale contesto dell’agone scientifico, ma anche ad assumere tutte le caratteristiche della fraudolenza e della ciarlataneria, o perlomeno -della creduloneria più stolta. Che se ne rendano conto o meno, che ne abbiano voglia o meno. Così è che va la scienza.

Come screditare proprio tutto… (5)

Prima di cominciare a screditare qualcosa, preparate la vostra attrezzatura. Attrezzatura necessaria: una poltrona. Assumete la giusta espressione. Curate di avere un’aria condiscendente che suggerisca che le vostre personali opinioni sono sostenute dalla completa fiducia e credito divino.

Utilizzate termini vaghi, soggettivi, e di discredito, come "ridicolo" o "banale" in un modo da suggerire che abbiano tutta la forza dell’autorità della scienza.

Dipingete la scienza non come un processo di scoperta da condurre a mente aperta, ma come una guerra santa contro sfrenate orde di infedeli, adepti della ciarlataneria. Poiché in guerra il fine giustifica i mezzi, potete falsare, travisare o violare il metodo scientifico, o persino ometterlo del tutto, nel nome della difesa del… metodo scientifico.

Mantenete i vostri argomenti quanto, più astratti e teorici possibile. Ciò "manderà il messaggio" che le teorie accettate schiacciano ogni effettiva evidenza che possa sfidarle – e che perciò non vale la pena di esaminare nessuna evidenza di tal genere.

Rafforzate l’errore comune secondo cui alcuni argomenti sono di per sé non scientifici. In altre parole, confondete deliberatamente il processo scientifico col prodotto della scienza.

(Qualcuno potrebbe, naturalmente, obiettare che, essendo la scienza un metodo universale per la ricerca della verità, deve essere neutrale rispetto all’argomento, e che quindi soltanto il processo investigativo può essere scientificamente responsabile o irresponsabile. Se ciò accadesse, liquidate queste obiezioni utilizzando un metodo impiegato con successo da generazioni di politici: semplicemente rassicurate tutti che "non vi è alcuna contraddizione!").

Organizzatevi in modo tale da far sì che il vostro messaggio abbia eco in personaggi autorevoli. Il livello fino a cui potete travisare la realtà è direttamente proporzionale al prestigio dell’araldo da voi scelto.

Riferitevi sempre alle affermazioni non ortodosse dicendo "sostiene che", "si dice", e alle vostre asserzioni come "fatti" che sono "stabiliti".

Evitate di esaminare la tangibile evidenza. Ciò vi permette di dire impunemente "Non ho visto assolutamente alcuna evidenza a supporto di queste ridicole voci!" (Si noti che questa tecnica ha retto alla prova del tempo, e risale almeno ai tempi di Galileo. Semplicemente rifiutando di guardare attraverso il telescopio, le autorità ecclesiastiche hanno guidato la Chiesa per tre secoli, con trasparenza, svincolata dalla necessità di dover negare!).

Se diviene inevitabile esaminare l’evidenza, commentate di rimando: "non c’è niente di nuovo qui!". Se venite messi di fronte ad un’inconfutabile prova che è sopravvissuta ai test più rigorosi, semplicemente liquidatela con un "troppo comodo".

Identificate la necessaria componente scettica della scienza con la totalità della scienza. Enfatizzate quegli elementi della scienza angusti, stringenti, di rigore e di critica, a detrimento di quelli connessi all’intuizione, all’ispirazione, all’esplorazione e all’integrazione. Se qualcuno ha delle obiezioni, accusatelo di vedere la scienza in termini esclusivamente indistinti, soggettivi o metafisici.

Insistete che il progresso della scienza dipende dalla capacità di spiegare l’ignoto in termini del noto. In altre parole, scienza è uguale a riduzionismo. Potete applicare l’approccio riduzionistico in ogni situazione mettendo da parte via via sempre più evidenze fino a che il poco che resta si può finalmente spiegare interamente in termini della conoscenza già sistematizzata.

Minimizzate il fatto che la libera indagine e il legittimo disaccordo sono una parte normale della scienza.

Rendetevi disponibile per i produttori dei media che cercano "commenti bilanciati" su visioni non ortodosse. Comunque, acconsentite a partecipare soltanto a quelle presentazioni i cui limiti di tempo e i cui pregiudizi a priori, impediscano lussi come: discussioni, dibattiti e possibilità di replica.

Ad ogni opportunità, rafforzate la nozione che «ciò che è familiare è necessariamente razionale». Il non familiare è dunque irrazionale e di conseguenza inammissibile quale evidenza.

Affermate categoricamente che l’inconvenzionale deve essere rifiutato come, al massimo, un’onesta ma errata interpretazione del convenzionale.

Marchiate i vostri oppositori come "creduloni acritici". Liquidate sommariamente la nozione che anche voler sfatare tutto rivela un credo acritico, sebbene nello status quo.

Sostenete che, nell’investigazione di fenomeni non convenzionali, una singola pecca invalida il tutto. Nei contesti convenzionali, però, potete saggiamente ricordare il detto secondo cui: "dopo tutto, le situazioni sono complesse e gli esseri umani imperfetti".

Una lametta medievale

Il "Rasoio di Occam" (6), o "principio della parsimonia", dice che la spiegazione corretta di un mistero coinvolgerà, di solito, principi fondamentali. Insistete, dunque, che la spiegazione standard è quella corretta, perché non implica assunzioni ulteriori! Denunciate con forza che il Rasoio di Occam non è semplicemente un metodo filosofico empirico, ma una legge immutabile.

Scoraggiate con forza ogni studio della storia che possa rivelare il dogma di oggi come l’eresia di ieri. Così pure, evitate di discutere i numerosi paralleli, storici, filosofici e spirituali, tra scienza e democrazia.

Poiché il pubblico tende a non avere chiara la distinzione tra prova ed evidenza, fate il vostro meglio per mantenervi in questa tenebra. Se manca una prova assoluta, affermate categoricamente che "non c’è evidenza! ".

Se viene presentata evidenza sufficiente a garantire la necessità di ulteriori investigazioni di un fenomeno inusuale, sostenete che "l’evidenza da sola non prova nulla!". Ignorate il fatto che nessuno suppone che l’evidenza preliminare debba provare qualcosa.

In ogni caso, insinuate che la prova precede l’evidenza. Questo eliminerà la possibilità di cominciare ogni processo significativo di investigazione — specie se non è stato già stabilito alcun criterio di prova per il fenomeno in questione.

Insistete che i criteri di prova non possono in alcun modo essere stabiliti per i fenomeni che non esistono.

Sebbene si supponga che la scienza non debba tollerare standard vaghi o duplici, insistete sempre che i fenomeni non convenzionali devono essere giudicati da un separato, ancora non ben definito, insieme di regole scientifiche. Fate ciò dichiarando che "affermazioni straordinarie richiedono prove straordinarie" – ma attenzione a non definire mai dove termina "l’ordinario" e dove comincia "lo straordinario". Questo vi permetterà di confezionare un orizzonte delle evidenze che regredisce ad infinito; cioè, di definire l’evidenza "straordinaria" come quella che giace esattamente fuori dalla portata, in ogni istante di tempo.

Allo stesso modo, insistete su classi di evidenze che sono impossibili da ottenere. Per esempio, dichiarate che i fenomeni aerei non identificati possono essere considerati reali soltanto se li possiamo portare nei laboratori per colpirli con dei martelli e analizzare le loro proprietà fisiche. Ignorate. e imprese delle scienze deduttive – l’astronomia, per esempio, che se la passa abbastanza bene senza dover portare esattamente i pianeti, le stelle, le galassie e i buchi neri nei laboratori per colpirli con dei martelli.

Praticate il discredito per associazione. Ammucchiate insieme tutti i fenomeni che sono comunemente considerati paranormali e suggerite che i loro sostenitori e ricercatori parlano con una sola voce. In questo modo potete trascinare indiscriminatamente materiale da un caso ad un altro per supportare le vostre visioni così come vi necessita. Per esempio, se un’affermazione che ha qualche somiglianza superficiale con quella di cui si discute è risultata una frode (oppure è comunemente considerata così), citatela come se fosse un esempio appropriato. Poi assumete un sorriso gongolante, distendetevi sulla vostra poltrona e dite solo: "Sostengo la mia tesi".

Usate la parola "immaginazione" come un epiteto che si applica soltanto quando si vede qualcosa che non c’è, e non anche quando si nega qualcosa che c’è.

Se un numero significativo di persone concorda di aver osservato qualcosa che viola la normale percezione della realtà, semplicemente ascrivetela ad una "allucinazione di massa". Evitate di considerare la possibilità che la normale percezione della realtà possa essa stessa costituire un’allucinazione di massa.

Ridicolo! (7)

Ridicolo, ridicolo, ridicolo. È assolutamente la più potente e scoraggiante arma nella guerra contro la scoperta e l’innovazione. Il senso del ridicolo ha lo straordinario potere di rendere le persone — che abbiano virtualmente ogni tipo di opinione – completamente inconsce in un solo attimo. Fallisce soltanto nello sviare quelle poche persone che sono di mente sufficientemente indipendente da non cascare in quella specie di consenso emozionale che il senso del ridicolo genera.

Con appropriate allusioni ed esempi, insinuate che il senso del ridicolo costituisca una caratteristica essenziale del metodo scientifico che può aumentare il livello di obiettività e di imparzialità con cui ogni ricerca è condotta.

Se siete incalzati rispetto alla vostra nuova interpretazione del metodo scientifico, dichiarate che "l’integrità intellettuale è un argomento sottile".

Insinuate che gli investigatori dei fenomeni non ortodossi siano degli zeloti. Suggerite che allo scopo di investigare.’esistenza di qualcosa ci si deve prima credere assolutamente Poi pretendete che tutti questi "veri credenti" conoscano tutte le risposte alle loro domande più complesse in completo dettaglio già prima. Convincete gli altri della vostra personale sincerità rassicurandoli che voi stesso "vorreste credere nei fenomeni fantastici". Eludete accuratamente il fatto che la scienza non è una questione di credere o non credere, ma di scoprire (8).

Usate "fumo e specchietti", cioè, annebbiamento ed illusione. Non dimenticate mai che una scivolosa mistura di Fatti, opinioni, insinuazioni, informazioni fuori contesto e di nette bugie raggirerà la maggior parte della gente nella maggior parte dei casi. Una piccola frazione di una parte di fatti su dieci parti di ca***te basterà normalmente per il trucco. (Alcuni "discreditatori" veterani usano diluizioni omeopatiche di fatti con notevole successo!).

Coltivate l’arte di scivolare avanti e indietro tra fatto e finzione in maniera così impercettibile che il più inconsistente fondamento di verità apparirà come una solidissima base per l’intero vostro edificio di opinioni.

Il metodo PTC

Utilizzate la "PTC": Pseudo-confutazione Tecnicamente Corretta. Esempio: se qualcuno fa notare che tutte le grandi verità sono iniziate come affermazioni blasfeme, rispondete immediatamente che non tutte le affermazioni blasfeme sono diventate grandi verità. Essendo la vostra risposta tecnicamente corretta, nessuno noterà che non confuta realmente l’osservazione iniziale.

Banalizzate il singolo caso preso in considerazione, per banalizzare l’intero argomento in questione. Caratterizzate lo studio dei fenomeni ortodossi quale profondo e impegnativo, descrivendo invece lo studio dei fenomeni non ortodossi come così inconsistente da non richiedere nient’altro che uno sguardo ai giornali scandalistici. Se venite incalzato sull’argomento, dite semplicemente «ma h non c’è niente da studiare! ".

Caratterizzate ogni serio ricercatore di argomenti non ortodossi come «buffo" o "bizzarro", o come "sedicente" – le parole d’ordine favorite dai media per "falso".

Ricordate che la maggior parte delle persone non ha abbastanza tempo o competenza per un’attenta discriminazione, e tende ad accettare o rigettare tutto di una situazione non familiare. Quindi discreditate l’intera storia sforzandovi di discreditarne una parte. Ecco come: a) prendete un elemento del caso che sia completamente fuori contesto; b) trovate qualcosa di banale che possa ipoteticamente spiegarlo; c) quindi dichiarate che quell’elemento è stato spiegato; d) organizzate una conferenza stampa e annunciate al mondo che l’intero caso è stato spiegato!

Assumete un illusionista professionista che possa imitare il fenomeno in questione; per esempio ESP (9), psicocinesi o levitazione. Ciò convincerà il pubblico che i testimoni originali di tali fenomeni devono essere stati a loro volta illusionisti di talento (o persone ingannate da essi) che si erano fatti beffe del fenomeno originale esattamente nello stesso modo.

Trovate un fenomeno banale che, ai profani, appaia identico al fenomeno descritto. Quindi suggerite che l’esistenza di riproduzioni dozzinali in qualche modo proibisce l’esistenza dell’oggetto originale. Per esempio, deducete che poiché la gente vede «facce" nelle rocce e nelle nuvole, l’enigmatica faccia su Marte deve essere un’illusione simile e che quindi’ non può in alcun modo essere artificiale.

Quando un fenomeno inspiegato mostra evidenza di un’intelligenza (come nel caso dei misteriosi cerchi nel grano) focalizzate l’attenzione esclusivamente sul meccanismo che potrebbe essere stato brandito dall’intelligenza piuttosto che sull’intelligenza che potrebbe aver brandito il meccanismo. Più attenzione dedicate al meccanismo, più facilmente potete distrarre la gente dalla possibilità dell’esistenza di un’intelligenza non ordinaria.

Accusate i ricercatori dei fenomeni inusuali di credete in «forze invisibili e realtà extrasensoriali". Se dovessero far rilevare che le scienze fisiche hanno sempre avuto a che fare con forze invisibili e realtà extrasensoriali (gravità? elettromagnetismo? …) rispondete, ridacchiando con condiscendenza, che questa è "un’ingenua interpretazione dei fatti".

Insistete che la scienza occidentale è completamente oggettiva, e che non è basata su assunzioni non verificabili, credenze nascoste o interessi ideologici. Se accade che un fenomeno non familiare o inesplicabile viene considerato vero e/o utile da un’altra società tradizionale o non occidentale, potete rifiutarlo su due piedi come «errore dell’ignoranza", "superstizione medievale" o «tradizione folcloristica".

Etichettate ogni fenomeno non ben compreso come "occulto", "marginale", "paranormale", "metafisico", "mistico", "soprannaturale", o "new age". Ciò metterà immediatamente fuori dal gioco la maggior parte degli scienziati ordinari, su basi puramente emozionali. Se siete fortunati, ciò ritarderà ogni ricerca responsabile su tale fenomeno per decenni o anche per secoli!

Lo sosteniamo da anni…

Ponete domande che sembrano contenere una conoscenza data per scontata che supporti il vostro punto di vista; per esempio, «perché i poliziotti, i piloti militari, i controllori del traffico aereo o gli psichiatri non parlano di avvistamenti UFO (10)?» (Se qualcuno precisa che lo fanno, insistete che quelli che lo fanno devono essere mentalmente instabili).

Ponete domande a cui non si può dare risposte perché sono basate su criteri arbitrari di prova. Per esempio, «se questa asserzione fosse vera, perché non l’abbiamo vista in TV?» oppure «in questa o quella rivista scientifica?». Non dimenticate mai la madre di tutte le domande di questo tipo: «Se gli UFO sono extraterrestri, perché non sono atterrati sul prato della Casa Bianca?".

Analogamente, rafforzate la favola comune secondo cui la conoscenza scientifica è completa e finita. Fatelo asserendo che "se questo-e-quello fossero veri, già lo sapremmo!".

Ricordate che potete facilmente far sembrare che state refutando le asserzioni di qualcuno, costruendo "uomini di paglia» da distruggere. Un modo di fare questo è citarli in maniera sbagliata ma al tempo stesso mantenendo un grano di verità convincente; per esempio, interpretando il loro pensiero in tal maniera come se avessero sempre inteso l’estremo delle posizioni che hanno assunto. Un’altra strategia efficace, con una lunga storia di successi, è semplicemente riprodurre male i loro esperimenti – o evitare proprio di riprodurli sulla base del fatto che "farlo sarebbe ridicolo o inutile". Per rendere l’intero procedimento perfino più semplice, non rispondete alle loro affermazioni vere ma alle affermazioni così come riportate dai media, o come sono diffuse nella tradizione comune.

Insistete che questa-e-quella affermazione non ortodossa non si può provare scientificamente perché nessuna istituzione che si rispetti finanzierebbe degli esperimenti così ridicoli.

Siate selettivi. Per esempio, se un metodo di cura non ortodosso non è riuscito ad indurre una totale remissione in un caso di malattia terminale, potete ritenerlo senza valore – evitando con cura di menzionare alcun difetto della medicina convenzionale.

Considerate gli autori delle affermazioni come se fossero i responsabili dell’etica aziendale e delle politiche editoriali di ogni mezzo di comunicazione che riporti le loro affermazioni. Se un evento inusuale o inesplicabile è riportato in maniera sensazionalistica, consideratela una prova che l’evento stesso deve essere senza alcuna sostanza o valore.

Quando un testimone afferma qualcosa in una maniera che è scientificamente imprecisa, consideratela come se fosse totalmente ascientifica. Se la persona che fa l’affermazione non è uno scienziato con credenziali, deducete che le sue percezioni possono probabilmente non essere oggettive.

Se non siete in grado di screditare i fatti del caso in esame, screditate i partecipanti – o i giornalisti che hanno fatto la cronaca del caso. Argomenti ad hominem, o attacchi personali, sono tra i metodi più potenti per influenzare il pubblico ed evitare la discussione. Per esempio, se i ricercatori dei fenomeni non ortodossi hanno avuto profitti finanziari dalle attività connesse con le loro ricerche, accusateli di "trarre profitti finanziari dalle attività connesse alla loro ricerca!" Se la loro ricerca, le pubblicazioni, le conferenze e così via, costituiscono la loro normale modalità di lavoro o il solo mezzo di sostentamento, considerate questo fatto come "la prova decisiva che il loro reddito è stato tratto da queste attività! ". Se hanno provato a raggiungere un pubblico riconoscimento del loro lavoro, potete senza correre alcun rischio caratterizzarli come persone "in cerca di notorietà".

Fabbricate delle competenze che vi sostengano quinto è necessario, in modo da poter citare le opinioni di coloro i quali sono comunemente considerati possessori della necessaria preparazione. Per esempio, gli astronomi possono essere tirati fuori come esperti sulla questione UFO, sebbene i crediti ottenuti nei corsi in ufologia non sono mai stati un prerequisito per una laurea in astronomia.

Fabbricate confessioni. Se un fenomeno rifiuta ostinatamente di sparire, procuratevi una coppia di coloriti vecchietti eccentrici perché dicano che si tratta di una loro burla (11). La stampa ed il pubblico tenderà sempre a vedere una confessione come sinceramente motivata, e abbandonerà prontamente il proprio senso critico. Dopo tutto, nessuno vuole apparire senza compassione per dei peccatori che si autodenunciano.

Fabbricate sorgenti di disinformazione. Sostenete che "avete trovato la persona che ha diffuso la voce che questo fenomeno esiste!"

Fabbricate interi progetti di ricerca. Dichiarate che "queste asserzioni sono state completamente discreditate dai maggiori esperti del campo!’. Fatelo sia se questi esperti hanno mai realmente studiato queste affermazioni, sia se non lo hanno fatto, oppure, per quanto possa interessare, anche se non esistono.

Nel caso dello scenario peggiore – in cui un fenomeno precedentemente considerato anomalo è improvvisamente accettato dalla comunità scientifica ordinaria – ricordate soltanto che il pubblico ha memoria corta. Semplicemente acclamatela come "una vittoria del metodo scientifico" e dite con disinteresse: "Bene, tutti sanno che si tratta di una questione di rilevanza monumentale. In verità, i miei colleghi ed io l’abbiamo detto da anni! ".

 

APPENDICE

Ritorno di fiamma

Se facciamo un grafico del numero delle lettere di Garlaschelli ad Elia in funzione del tempo, si nota un interessante andamento crescente nel tempo, per cui alcune lettere sono state scambiate soltanto ora che sto finendo di scrivere il presente libro (Novembre 2005 – Febbraio 2006). Mi è parso dunque sensato fornirne qui breve cronaca.

Alla fine di Novembre 2005, dopo che Elia aveva inviato anche a lui, per conoscenza, via posta elettronica, il suo ultimo lavoro (come ha fatto anche con gli altri lavori) pubblicato sul "Journal of Solutíon Chemistry", Garlaschelli scrive ad ‘.Elia dicendo che intende riprendere i contatti. Garlaschelli propone di riprendere il discorso del test da effettuarsi per il premio Randi (ma – ci chiediamo – qualcuno l’aveva interrotto?).

Interessantissimo l’incipit di Garlaschelli in cui egli afferma affabilmente che gli pare che l’ultimo lavoro di Vittorio Elia possa costituire una interessante base per un esperimento.

Si sta parlando di un lavoro di chimica sperimentale, passato al vaglio di referees internazionali e pubblicato su una rivista internazionale di chimica sperimentale, che descrive una mole di dati ottenuti sperimentalmente e vien detto che pare poter costituire una interessante base per un esperimento…

Ecco un caso in cui il termine "minimizzare" si può senz’altro utilizzare senza tema di smentita!!

Garlaschelli continua poi con alcune puntualizzazioni che hanno il giusto scopo di ben definire il quadro di riferimento nel quale sottoporre una misura scientifica al vaglio di un prestigiatore. Vi ricordo che Garlaschelli mi ha gentilmente rifiutato l’autorizzazione a pubblicare le sue lettere, ma mi ha dato solo quella di citarne il contenuto con un discorso indiretto; posso, invece, citare qui di seguito ampi stralci della risposta di Elia (che pur con la stessa gentilezza, mi ha però autorizzato a farlo) del 12 Dicembre 2005.

    (…) Il nostro obbiettivo è quello di verificare se la "strana procedura" di preparazione dei rimedi omeopatici possa influire sulle proprietà Chimico-Fisiche del solvente, cosa del tutto non prevedibile in base alle attuali conoscenze.

    (…) rimane comunque il risultato dei nostri lavori che data ormai da oltre dieci anni e che, a meno di misteriosi nostri errori sistematici, sottolinea la possibilità che qualcosa di nuovo avvenga nell’acqua a seguito delle perturbazioni indotte dalla «strana procedura" e che ha arricchito in maniera in- – credibile la mia vita di ricercatore che ormai volge al termine per motivi di età.

    In questa fase dello sviluppo delle ricerche noi possiamo affrontare una prova dalla quale si evinca che la "strana" procedura modifica in maniera permanente le proprietà chimico fisiche dell’acqua e delle soluzioni omeopatiche. Le variazioni ottenibili da questa procedura vengono ritenute impossibili dalla gran parte del mondo scientifico ed accademico.

    Con i nostri studi poniamo in essere un dubbio sulle certezze del mondo scientifico ed accademico e quindi anche nei riguardi del premio Randi.

    Torniamo quindi alla sua ultima lettera per quanto riguarda le modalità dell’esecuzione dell’esperimento. Lei chiede che noi si dimostri che l’acqua pura che non contiene principio attivo ma che venga sottoposta alla procedura iterativa di successive diluizioni e succussioni venga distinta dal rimedio omeopatico.

    Questo mi sorprende perché nei nostri articoli, come Lei sa, abbiamo dimostrato che questa "acqua succussa" è indistinguibile dai rimedi omeopatici, ma sia per i rimedi che per l’acqua succussa le differenze rispetto all’ "acqua fresca" che contiene le stesse quantità di componenti chimici in tracce (esse sono sempre presenti per via del rilascio dei componenti meno insolubili da parte del vetro) possono essere messe in evidenza con uno studio Chimico-fisico. Ne consegue che le soluzioni e l’acqua che subiscono il processo di successive diluizioni e succussioni non sono più "acqua fresca".

    Ecco, questo tipo di prova in uno studio in "doppio cieco" penso sia proponibile e francamente non mi pare che ai fini di smascherare gli imbroglioni sia significativamente diversa da ciò che Lei propone. La sua proposta mi sembra intrinsecamente contraddittoria rispetto alle conoscenze attuali che negano ogni possibilità di ottenere acqua con diverse caratteristiche chimico-fisiche rispetto a quella di partenza, con una semplice procedura di successive diluizioni con se stesa a e succussioni. Questo risultato dovrebbe far riflettere sulle inossidabili certezze della scienza nei riguardi del liquido in assoluto più studiato e tuttavia ancora non conosciuto sufficientemente, l’acqua.

    La nostra proposta, quindi, è quella di subire il vostro controllo rispetto alla possibilità di distinguere una "acqua fresca" da una ottenuta con una procedura che in base alle attuali conoscenze scientifiche, non può, assolutamente, cambiarne le caratteristiche chimico-fisiche, tanto che siete disposti in principio, a dare un milione di dollari a chi, invece dimostri il contrario. (…)

Il 17 Gennaio 2006 arriva già la risposta di Garlascielli, che in questa e-mail si esprime in seconda persona plurale (con il "noi": "il nostro ulteriore commento», "abbiamo letto", "ci era sfuggito"). In tale lettera dice di aver rivisto con maggior attenzione l’ultimo lavoro pubblicato e che era effettivamente sfuggito che tutto il punto era nella "dinamizzazione" che faceva cambiare le proprietà chimico-fisiche dell’acqua e che quindi a questo punto pare non esserci più il motivo di partecipare al premio Randi (13). Solleva poi alcuni dubbi metodologici e, in particolare, ipotizza acutamente che l’origine dei fenomeni apparentemente nuovi possa spiegarsi con la presenza di "impurezze".

Ed ecco la replica di Vittorio Elia:

    Gentilissimo prof. Garlaschelli,

    la ringrazio per la sua lettera. Proverò a fugare alcuni suoi dubbi sulla significatività dei risultati sperimentali e sulle tecniche adoperate per l’analisi del contenuto dello ione sodio. Tenga presente che tracce di elettroliti, cioè quantità inferiori a 0.01 millimoli litro non vengono rilevate dalla strumentazione adoperata. Non ritengo inoltre che tracce di sostanze rilasciate dai tappi in materiale plastico possano influire in maniera significativa.

    In ogni caso, come spesso ho notato quando si fanno obiezioni legate alla presenza di impurezze rilasciate, non si nota che le variazioni dei parametri misurati, se dovuti al rilascio, non sarebbero impurezze ma quantità ponderali. Nei primi articoli pubblicati abbiamo riportato nel dettaglio le tecniche analitiche adoperate e gli errori di misura ad esse connesse. Per l’assorbimento atomico l’errore è dell’ordine di +/- il 5%, dunque elevato, ma piccolissimo per le variazioni anche di due ordini di grandezza rilevati sul parametro in misurazione.

    Sì, si fa contemporaneamente su aliquote del campione succusso sia l’analisi chimica che quella chimico-fisica, così da tenere in conto le variazioni delle impurezze dovute al rilascio da parte del vetro nei lunghi tempi di permanenza nelle bottiglie. In passato abbiamo fatto l’analisi anche per altri ioni, Ca, K, Al, B, che sono componenti del vetro senza trovarne quantità apprezzabili nelle soluzioni. Il sodio deriva dal vetro che lo contiene sotto forma di ossido che in acqua transisce ad idrossido che, a sua volta, al contatto con l’atmosfera in cui è presente il biossido di carbonio, transisce, inesorabilmente, a bicarbonato. Da curve di taratura ottenute su sistemi non succussi si ricava il contributo dovuto al "chimico" e lo si sottrae, ottenendo cosi il parametro Eccesso che viene riportato nei grafici.

    Tornando alla possibilità o meno che questi risultati possano rientrare nell’interesse del CICAP, proviamo a mettere la questione in un’altra forma. L’affermazione: "siamo in grado di dimostrare che una semplice azione meccanica, la successione, operata su soluzioni acquose estremamente diluite, ne altera permanentemente le sue caratteristiche chimico-fisiche". In questa maniera sembra una affermazione che rientra nel paranormale in quanto non vi sono evidenze di questa fenomenologia e tanto meno teorie correnti atte a giustificare il risultato.

    Chissà se in questa forma non si possa trovare una possibilità?

    Grato in ogni caso dell’attenzione che mi ha dedicato, la saluto cordialmente.

     

    Vittorio Elia

     

BIBLIOGRAFIA

  • P. ABBATE, Omeopatia. Il divulgatore diffama, "II Manifesto", 28 Settembre 2003
  • P. ANGELA, G. POLI, "SuperQuark", inchiesta sull’Omeopatia t,:letrasmessa da RAI 1 il giorno 11 Luglio 2000.
  • D. DRASIN, How to debunk just about anything, Disponibile on line, www.tcm.phy.cam.ac.uk/
  • V. ELIA, Esiste la memoria dell’acqua? Uno studio termodinamico sulle soluzioni estremamente diluite della farmacopea omeopatica, Seminario presso il Dipartimento di Fisica dell’Università di Napoli (25 ;Marzo 1999)
  • V. ELIA AND M. NICCOLI, Thermodynamics of Extremely Diluted Aqueous Solutions, "Annals of the New York Academy of Sciences", 879, 241 (1999)
  • V. ELIA ANO M. NICCOLI, New physico-chemical properties of water induced by mechanical treatments. A calorimetric study at 25°C. "Journal of Thermal Analysis and Calorimetry", 61, 527-537 (2000)
  • V ELIA, M. NICCOLI, New Physico-Chemical Properties of Extremely Diluted Aqueous Solutions. "Journal of Thermal Analysis and Calorimetry" 75,815-836 (2004)
  • V. ELIA, S. BAIANO, I. DURO, E. NAPOLI, M. NICCOLI, L. NONITELLI, New and Permanent Physico-Chemical Properties of The Extremely Diluted Aqueous Solutions of the Homeopathic Medicine. A Conductivity Measurements Study at 25°C in Function of the Age of the Potencies, "Homeopathy", 93, 144-150 (2004)
  • V ELIA, E. NAPOLI, M. NICCOLI, L. NONATELLI, A. RAMAGLIA, E VENTIMIGLIA, New Physico-Chemical Properties of Extremely Diluted Aqueous Solutions. A calorimetric and conductivity study at 25°C. "Journal of Thermal Analysis and Calorimetry", 78, 331-342 (2004)
  • V. ELIA, M. MARCHESE, M. MONTANINO, E. NAPOLI, M. NICCOLI, L. NONATELLI, A. RAMAGLIA, Hydrohysteretic phenomena of "extremely diluted solutions" induced by mechanical treatments. A calorimetric and conductometric study at 25°C. "Journal of Solution Chemistry", 34(8), 947-960 (2005)
  • L. GARLASCHELLI, Omeopatia: farmaci senza molecole, "La Chimica e l’Industria", 81, 1023 (1999)
  • M. NICCOLI, Proprietà termodinamiche di soluzioni ad alta diluizione, Tesi di Dottorato di Ricerca in Scienze Chimiche, XIV Ciclo (19982001) – Università degli Studi di Napoli "Federico II".
  • F. PITERA, Le falsità di Quark e la disinformazione su Vaticano e Omeopatia, "Anthropos & latria", 3, anno V (2001). Disponibile on line, ospitato da AIRESIS – www.airesis.net
  • L. REY, Thermoluminescence of ultra-high dilutions of lithium cloride and sodium chloride, "Physica A", 323, 67-74 (2003)

NOTE

  1. omissis.
  2. Quando si mescola un soluto in un dato solvente, il processo di diluizione è di tipo esotermico o endotermico; tale calore sviluppato o assorbito, si può misurare con estrema sensibilità tramite strumenti detti calorimetri, ed è una quantità ben precisa, a parità di solvente e soluto, e delle masse in gioco, a temperatura fissata.
  3. James Randi è un prestigiatore americano che si è occupato dì svelare diversi trucchi di scena messi in atto da sedicenti parapsicologi che si vantavano di abilità telecinetiche, telepatiche e quant’altro ( www.randi.org )
  4. Il Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni del CICAP di cui abbiamo caldeggiato la nascita, e di cui, in questo caso, mi rendo io portavoce, paladino, polemista e ufficio stampa.
  5. Questo paragrafo, ed i successivi fino alla fine del capitolo, sono la mia traduzione dall’inglese del gustoso pezzo di Daniel Drasin dal titolo "How to debunk just about anything" (Come screditare proprio tutto), reperibile in Internet: http://members.aol.com/ddrasin/zen.html, "Zen and the Art of Debunkery", tra l’altro segnalato sul sito web personale di Brian Josephson, premio Nobel per la Fisica. Ringrazio Daniel Drasin per avermi consentito di effettuare e riportare qui la traduzione italiana del suo scritto (le note sono mie). In effetti, si configura come "il manuale del perfetto Cicappino", ma questo sarebbe riduttivo; per apprezzare appieno, dovrete vedere molti documentari "scientifici" e leggere un po’ di riviste di "divulgazione". Potrebbe essere poi interessante, nei prossimi tempi, andare ad analizzare le imputazioni discreditanti che mi verranno eventualmente mosse per aver riportato in questa sede tale lucida "classificazione" delle tecniche standard di discredito, utilizzando come guida di riferimento la classificazione stessa.
  6. Entia non sunt multiplicanda preter necessitatem, cioè: non bisogna moltiplicare gli enti senza necessità, ovvero se una cosa si può spiegare più semplicemente in un modo piuttosto che in un altro, la spiegazione migliore è quella più semplice!
  7. A questo proposito, e del nostro comune timore di essere meno intelligenti degli altri, vi consiglio di leggere quella che è l’unica fiaba che mi piaceva da piccolo: Il vestito nuovo dell’Imperatore", o "del Re" o "del Granduca"… Fiaba da cui deriva l’espressione: "Il Re è nudo! ".
  8. Non so quante volte persone in apparenza appartenenti alla :lasse intellettuale, o comunque pagati dalla collettività per espletare tale ruolo, mi hanno chiesto, riguardo a qualche questione scientifica `controversa", come ad esempio la fusione fredda: "Ah! Ma, tu ci credi: !". E’ pericoloso che si affermi la concezione secondo la quale alcuni "argomenti tabù", di per sé sottoponibili a normale indagine scientifica come tanti altri, possano essere invece considerati al di fuori di tale ambito, e argomento di "fede filosofica".
  9. Extra Sensorial Perceptions, le cosiddette percezioni extrasensoriali, tra cui si classificano: percezioni a distanza (telepatia), percezioni del futuro o del passato, ecc.
  10. Unidentified Flying Objects, oggetti volanti non identificati.
  11. È un chiaro riferimento alla vexata quaestio dei cosiddetti "cerchi nel grano” (i famosi crop circles, come vengono chiamati in inglese), la cui presunta "spiegazione reale" che saltò fuori nel 1991 era di gran lunga la più assurda di tutte le altre mai proposte: due vecchietti (Doug Bower and David Chorley) "confessarono" di essere proprio loro i burloni che avevano realizzato i 2000 cerchi nel grano comparsi in Gran Bretagna tra il 1978 ed il 1991, avremmo cioè due vecchietti che fanno circa 143 cerchi nel grano all’anno costantemente per 14 anni, al ritmo di uno ogni due giorni e mezzo… Le organizzazioni "scettiche", stranamente, accolsero questa incredibile "confessione" con grande entusiasmo e la più grande creduloneria possibile. Sulla strana ed intrigante tematica dei "cerchi nel grano", per vederla affrontata in maniera seria e scientifica, si può leggere l’interessante saggio del fisico olandese Heltjo H. Haselhoff, La natura complessa dei cerchi nel grano – Ricerche scientifiche e leggende urbane, Natrix, Reggio Emilia 2002.
  12. Chissà perché?!