{"id":2419,"date":"2009-03-18T14:53:07","date_gmt":"2009-03-18T13:53:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.altrainformazione.it\/wp\/il-manuale-dellacchiappadebunker-i\/"},"modified":"2016-07-06T11:56:11","modified_gmt":"2016-07-06T10:56:11","slug":"il-manuale-dellacchiappadebunker-i","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.altrainformazione.it\/wp\/il-manuale-dellacchiappadebunker-i\/","title":{"rendered":"Il manuale dell&rsquo;Acchiappadebunker &#8211; I"},"content":{"rendered":"<p><strong>di<\/strong><\/p>\n<p><strong>Massimo Mazzucco<\/strong><\/p>\n<p><b>Parte Prima: A mean, lean, debunking machine<\/b><a href=\"http:\/\/www.luogocomune.net\/site\/modules\/news\/library\/window1.jpg\"><img decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.luogocomune.net\/site\/modules\/news\/library\/window1-o.jpg\" align=\"right\" \/><\/a>    <br \/>Per definizione, il debunker \u00e8 una persona che si dedica sistematicamente a smontare qualunque teoria, ipotesi o forma di pensiero che vada contro la cultura imperante, contro il governo, contro le istituzioni, contro il modo di pensare corrente, contro il quieto vivere, insomma contro lo status quo in generale.     <br \/>Il debunker \u201cnon ama le rivoluzioni\u201d, sta bene nel suo brodo, e va in grande agitazione appena sente che c\u2019\u00e8 in giro qualcuno che rischia di obbligarlo a cambiare il confortevole arredamento del suo cervello.    <br \/>Il debunker infatti assomiglia molto a quelle famigliole piccolo-borghesi che ci hanno messo pi\u00f9 di un anno, dopo litigate furibonde, per decidere se il televisore al plasma andasse di fianco al caminetto, sotto la finestra, oppure fra la poltrona bella e il divanone a 3 posti. Una volta presa quella decisione, che li ha portati pi\u00f9 di una volta sull\u2019orlo del divorzio, non ne vogliono pi\u00f9 sapere di spostarlo, nemmeno se viene la piena che si porta via il divano, la poltrona e pure la parete che c\u2019\u00e8 dietro. Moriranno in piedi, se devono morire, ma con il televisore al suo posto.    <br \/>In realt\u00e0 quella che abbiamo descritto \u00e8 la classica \u201cpersona perbene\u201d, quella che ha trovato il suo posticino nella societ\u00e0, e a questo punto \u00e8 interessata solamente a mantenerlo. Non a caso costoro si chiamano anche \u201cconservatori\u201d, nel senso che gli sta bene quello che hanno, e cercano in tutti i modi di conservarlo. (Dal che si deduce che il \u201cprogressista\u201d sia invece uno che ha troppo poco, e che spera nel \u201cprogresso\u201d \u2013 cio\u00e8 in un domani migliore \u2013 per vedersi assegnare qualcosa anche lui).    <br \/>Naturalmente, al mondo tutto \u00e8 relativo: \u201cconservatore\u201d \u00e8 Dick Cheney, che non ha nessuna voglia di perdere i quaranta milioni di dollari al mese che gli entrano con i titoli delle societ\u00e0 petrolifere, e \u201cconservatore\u201c \u00e8 il doganiere svizzero che lavora al valico di Chiasso, che non ha nessuna voglia di perdere il suo villino color giallo-diarrea in cemento armato, con doppio garage, tavernetta e vista panoramica sul ponte dell\u2019autostrada.    <br \/>Ognuno conserva quello che pu\u00f2.     <br \/>Tutto questo per\u00f2 non significa che i conservatori siano gente noiosa, anzi. Anche i doganieri svizzeri ogni tanto escono a far bisboccia con i loro amici, e a volte stanno fuori fino alle 10 di sera, \u2026    <br \/>\u2026 o anche fino alle undici. E se magari il giorno dopo \u00e8 domenica rischiano pure di finire tutti gi\u00f9 in tavernetta, a cantare far casino e scolarsi un camparino dietro l\u2019altro, fino all\u2019una del mattino. (Sono quelli che il luned\u00ec vedi al pronto soccorso con la flebo al braccio, l\u2019occhio vitreo, la tachicardia e la febbre a 40). Tutta colpa dei dischi di Patty Pravo, quella pazza indiavolata.    <br \/>Ecco, questo \u00e8 il conservatore. Se per lui Patty Pravo \u00e8 un terremoto ideologico, potete immaginare cosa possa succedere nel suo cervello quando provi a suggerirgli che sia stata la CIA a uccidere John Kennedy: cortocircuiti fra i neuroni, inferriate di sicurezza che cadono fra una sinapsi e l\u2019altra, ponti levatoi che interrompono anche le pi\u00f9 flebili forme di pensiero, scintille da tutte le parti, sirene d\u2019allarme che suonano dovunque \u2026 finch\u00e8 prima o poi squilla anche il telefono in casa del debunker.    <br \/>Coooooosa!!!??? &#8211; Urla disgustato il debunker mentre salta sulla sedia \u2013 ma questo \u00e8 inaccettabile! Vi rendete conto di cosa vorrebbe dire, se scoprissimo che davvero \u00e8 stata la CIA a uccidere Kennedy? Vorrebbe dire che da domani la gente si sentir\u00e0 autorizzata a dubitare delle autorit\u00e0, e questo non \u00e8 pensabile. Cominci a dubitare dei governi, poi dubiti delle autorit\u00e0 regionali, poi di quelle amministrative, poi dei preti, poi dei vigili urbani, dei maestri elementari, finch\u00e8 un giorno arrivi a dubitare anche dei doganieri, e finisce che io perdo la mia tavernetta. Ci\u00f2 non \u00e8 pensabile, non pu\u00f2 e non deve avvenire. Al contrattacco!    <br \/>E\u2019 cos\u00ec il debunker prende la sua valigina con gli attrezzi del mestiere, e parte lancia in resta per difendere lo status quo, e insieme a quello il suo villino giallo-diarrea.    <br \/>E\u2019 chiaro a questo punto che al debunker non interessa minimamente l\u2019argomento della discussione, perch\u00e8 per lui tutto quello che rappresenti una minaccia allo status quo \u00e8 comunque da combattere, per principio. Il debunker \u00e8 come il sistema immunitario, che individua i corpi estranei e li fa fuori tutti nello stesso modo, senza nemmeno guardarli in faccia. (In questo modo finisce spesso per farsi del male da solo, uccidendo anche quel poco di sano che esiste nel suo pensiero. Si chiama debunker autoimmune, ed \u00e8 il pi\u00f9 pericoloso di tutti, poich\u00e8 pu\u00f2 anche essere contagioso).    <br \/>Ecco perch\u00e8 ti ritrovi lo stesso debunker nella disputa sulle scie chimiche come in quella sui viaggi lunari, nella discussione sull\u2019assassinio Kennedy come in quella sull\u201911 settembre. Uno dice ma cacchio, \u00e8 possibile che questo non sospetti mai di nulla nella vita? Come pu\u00f2 credere sistematicamente a TUTTO quello che gli raccontano, senza mai farsi venire il minimo dubbio, nemmeno su una fra le mille faccende controverse?     <br \/>Ora lo sappiamo il perch\u00e8: al debunker non interessa sapere cosa \u00e8 successo agli altri, gli interessa soltanto che non succeda niente di traumatico a lui e alla sua preziosa tavernetta.    <br \/>E per difendere questi privilegi, ottenuti col sudore della fronte, \u00e8 disposto persino a rendersi ridicolo davanti al mondo, poich\u00e8 molto spesso si ritrova a dover negare l\u2019innegabile e a sostenere l\u2019insostenibile.    <br \/>Non domandatevi quindi se \u00e8 scemo o se ci fa, quando lo sentite dire che \u201c\u00e8 pi\u00f9 facile guidare un Boeing che non un aereo da turismo\u201d: non \u00e8 n\u00e8 l\u2019uno n\u2019\u00e8 l\u2019altro. E\u2019 semplicemente costretto a dirlo, nell\u2019ambito di quella discussione, altrimenti gli tocca riconoscere il complotto. Ecco perch\u00e8 il debunker \u00e8 bravissimo, prima di tutto, a sviare la discussione dall\u2019argomento principale: per quanto disposto a tutto, un minimo di dignit\u00e0 ce l\u2019ha anche lui, per cui appena pu\u00f2 si porta lontano dalle acque pi\u00f9 pericolose.    <br \/>Se per\u00f2 ha di fronte uno che bene o male riesce a tenerlo in angolo, si butta in un corpo a corpo furibondo nel quale bisogna aspettarsi di tutto. Per quanto abbiano un arsenale dialettico limitato, i debunkers hanno una tenacia portentosa, e sono dotati di una stupefacente capacit\u00e0 di rigenerarsi dal nulla, rendendo ogni sfida prima di tutto una sfida sulla lunga distanza.    <br \/>Un p\u00f2 come Terminator, che gli spari e si rialza, lo tagli a pezzi e si rialza, lo schiacci con un TIR e si rialza, gli metti una bomba fra le chiappe e si rialza (pure sorridendo, a volte), e persino quando sembra dover scomparire per sempre nella fornace rovente, ti guarda con quel ghigno un p\u00f2 austro-ungarico e ti dice: \u201cI\u2019ll be back!!     <br \/>Il debunker non muore mai, per definizione. Esce a fare un giro in Internet, prende botte da tutte le parti, poi rientra fischiettando a casa sua, si fa una bella doccia, e scende in tavernetta per annunciare sorridente ai suoi amici: \u201cDebunkato tutto\u201d.     <br \/>Tanto loro mica vanno a controllare. Il debunking \u00e8 una operazione soprattutto psicologica, dove l\u2019importante \u00e8 poter dire di aver debunkato tutto, in modo da potersi mettere l\u2019anima in pace.    <br \/>Progettato per questo genere di battaglie, il debunker \u00e8 praticamente indistruttibile, moralmente e fisicamente. Moralmente, non si \u00e8 mai fatto grossi problemi, mentre fisicamente gli basta che rimanga una cellula viva del suo corpo, e si ricostruisce per intero nell\u2019arco di venti minuti. Anche perch\u00e8 i debunkers non hanno un DNA particolarmente complicato: dotati di 4 cromosomi invece di 48, ne tengono due di riserva, e con gli altri due riescono a rimettere in piedi in poco tempo un grossolano sistema di pensiero binario, che visto da fuori ha tutta l\u2019apparenza di un ragionamento vero e proprio. Nel loro pannello di controllo per\u00f2 non hanno tutti i complicati \u201cled\u201d di Terminator, con mille schermi colorati e mille modalit\u00e0 diverse, ma solo due grossi interruttori a manopola, tipo radio anni \u201950, con su scritto \u201cacceso\u201d e \u201dspento\u201d.     <br \/>Semplici, essenziali, praticamente eterni. Il modello base del debunker \u00e8 ancora lo stesso lanciato dai militari americani negli anni \u201950, ai tempi del Robertson Panel: motherboard cerebrale in classica bachelite laccata, saldata direttamente alla base del cranio (tanto la sostituzione non \u00e8 prevista); mancano slot e schede di espansione di qualunque tipo (il debunker nasce e muore senza bisogno di cambiare idea una sola volta); assenti anche i circuiti In\/Out, poich\u00e8 la lingua \u00e8 collegata direttamente alla motherboard, mentre le orecchie sono finte: al posto del canale auricolare c\u2019\u00e8 una rudimentale serie di tamponi antirumore, a strati alterni di cartone e lana di vetro pressati, in grado di assorbire e disperdere anche cento conversazioni nello stesso momento; il circuito neuronale funziona a valvole (il transistor per loro \u00e8 sprecato, visto che la terza possibilit\u00e0 non \u00e8 mai contemplata nelle discussioni), ed \u00e8 alimentato a 6 Volts invece di 12, per maggiore sicurezza (non avendo il fusibile devono stare molto attenti, perch\u00e8 i ricambi sono sempre pi\u00f9 difficili da trovare. Ti parte un diodo, e oggi rischi di buttar via tutto il doganiere).    <br \/>Una volta parlato dell\u2019hardware passiamo al software, che \u00e8 descritto anche nel libretto delle istruzioni, allegato al foglio di montaggio. (A causa dell\u2019accresciuta richiesta, il debunker ultimamente si pu\u00f2 acquistare anche all\u2019Ikea, per quanto rimanga un prodotto decisamente anomalo per loro: montarlo \u00e8 un attimo, mentre smontarlo \u00e8 molto pi\u00f9 complicato, proprio a causa della sua capacit\u00e0 di ricostruirsi mentre lo stai facendo a pezzi).    <br \/>Sulla motherboard in bachelite \u00e8 installato il glorioso Window 1.0 (Window \u00e8 al singolare, perch\u00e8 su una finestra sola hanno tutti i comandi che gli servono: debunka, prendi tempo, analizza, cambia argomento a random, non reagire, fingiti confuso, buttati a terra ululando di dolore. Ci sono poi le due funzioni aggiuntive, FFT e SPM, che illustreremo in seguito). Per quanto il nome sia accattivante e moderno, Window 1.0 \u00e8 scritto ancora su fogli di pergamena, e sta al Basic e al Fortran come l\u2019Australopitecus stava all\u2019Homo Herectus.    <br \/>Nonostante le origini preistoriche, Window 1.0 \u00e8 dotato di una funzione molto avanzata, che gli permette di competere con i pi\u00f9 moderni sistemi operativi: si chiama VLR, o Variable Logic Replication, e permette di replicare interi concetti espressi dall\u2019avversario, riproponendoli con una variante minima che li fa apparire del tutto originali. In realt\u00e0 il sistema aggiunge solo la variante, con un dispendio minimo di risorse, ma genera un output capace di impressionare anche gli avversari pi\u00f9 preparati, e soprattutto lo spettatore neutrale e poco smaliziato.    <br \/>Un po\u2019 monaco tibetano \u00e8 un po\u2019 camaleonte abruzzese, il debunker usa la forza dialettica dell\u2019avversario e si adatta al suo ambiente mentale fino a sembrare di appartenervi lui stesso. In realt\u00e0 ti restituisce solo il codice originario, debitamente corrotto e modificato a proprio uso e consumo.     <br \/>Se tu dici, ad esempio, \u201cSignore e signori, oggi vi dimostro che non siamo andati sulla luna\u201d, lui al massimo toglie il \u201cnon\u201d, e poi va in giro a farsi bello con il resto della frase: \u201cHo dimostrato che siamo andati sulla Luna! Ho dimostrato che siamo andati sulla Luna!\u201d (Per sapere con certezza se abbiamo davanti un debunker, basta chiedergli di iniziare lui una discussione qualunque. Se tacer\u00e0 confuso, avremo la prova irrefutabile che egli vive solo cibandosi dei pensieri altrui).    <br \/>Altra funzione essenziale di Window 1.0 \u00e8 il cosiddetto UDA, o Universal Deconstructional Adaptor, che permette di convogliare qualunque genere di accusa complottista nello stesso sistema di scomposizione elementare, permettendo al debunker di trattare con apparente padronanza qualunque argomento di discussione. (Non vi siete mai domandati come faccia il debunker ad essere cos\u00ec esperto in TUTTO lo scibile umano? Salta dall\u2019astronomia alla biologia, dalla zoologia alla fisica nucleare con la stessa facilit\u00e0 con cui la scimmia della foresta \u2013 absit iniuria verbi &#8211; salta da un ramo all\u2019altro dei suoi alberi).    <br \/>Ultima funzione di grande importanza offerta da Window 1.0 \u00e8 il cosiddetto ADS, o Apparent Dormient Status, nel quale il debunker sembra andare in letargo, alla fine di ogni discussione, ma tiene in memoria una frase particolare, che gli permette di rientrare in gioco in qualunque momento: non appena un complottista accenni, nel pi\u00f9 remoto angolo della rete, ad una affermazione che in qualunque modo disturbi la quiete raggiunta, il debunker ricompare all\u2019improvviso ululando: \u201cMa vai ancora in giro a raccontare queste stupidaggini? Ormai lo sanno tutti che questo argomento \u00e8 stato definitivamente smontato!\u201d     <br \/>Lui naturalmente non sa nemmeno di cosa si stia parlando, ma obbligando il complottista ad andare a cercare le prove per smentirlo, si guadagna il tempo sufficiente per riattivare i suoi circuiti e prepararsi al meglio per la nuova battaglia.    <br \/>Quando hai le risorse limitate, il timing diventa essenziale.     <br \/>Dopo aver descritto l\u2019oggetto nel suo insieme, passiamo ad elencare gli strumenti principali del suo armamentario dialettico, che il debunker utilizza con grande efficacia sul campo di battaglia. <\/p>\n<p>&#160;<\/p>\n<p>FINE PRIMA PARTE    <\/p>\n<p>Fonte: www.luogocomune.net<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Massimo Mazzucco Parte Prima: A mean, lean, debunking machine Per definizione, il debunker \u00e8 una persona che si dedica sistematicamente a smontare qualunque teoria, ipotesi o forma di pensiero che vada contro la cultura imperante, contro il governo, contro le istituzioni, contro il modo di pensare corrente, contro il quieto vivere, insomma contro lo status quo in generale. 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