{"id":4809,"date":"2010-07-07T16:05:57","date_gmt":"2010-07-07T15:05:57","guid":{"rendered":"http:\/\/www.altrainformazione.it\/wp\/?p=4809"},"modified":"2010-07-07T16:05:57","modified_gmt":"2010-07-07T15:05:57","slug":"la-minaccia-iraniana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.altrainformazione.it\/wp\/2010\/07\/07\/la-minaccia-iraniana\/","title":{"rendered":"LA MINACCIA IRANIANA ?"},"content":{"rendered":"<table style=\"height: 2774px;\" border=\"0\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" width=\"449\">\n<tbody>\n<tr>\n<td height=\"15\" align=\"center\" background=\"themes\/3D-Fantasy\/images\/middle.gif\"><\/td>\n<td><strong>DI NOAM CHOMSKY<br \/>\n<em>ZNet <\/em><\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"15\" background=\"themes\/3D-Fantasy\/images\/left3.gif\"><\/td>\n<td width=\"100%\" bgcolor=\"#ffffff\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.comedonchisciotte.org\/images\/IRAN_REVOLUTION_197_744043g.jpg\" alt=\"\" width=\"340\" height=\"240\" align=\"left\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La grave minaccia dell\u2019Iran \u00e8 largamente riconosciuta come la crisi di  politica estera pi\u00f9 seria cui deve far fronte l\u2019amministrazione Obama.  Il Congresso ha appena rafforzato le sanzioni contro l\u2019Iran, con penali  ancor pi\u00f9 severe contro le societ\u00e0 estere. L\u2019amministrazione Obama ha  rapidamente ampliato la propria capacit\u00e0 offensiva nell\u2019isola africana  di Diego Garcia, territorio d\u2019oltremare della Gran Bretagna, che aveva  espulso la popolazione cos\u00ec che gli Stati Uniti potessero costruire  l\u2019imponente base che usa per attaccare il Medio Oriente e l\u2019Asia  Centrale. La marina ha riferito di aver inviato nell\u2019isola una nave  appoggio per servire i sottomarini nucleari con missili Tomahawk, che  possono trasportare testate nucleari. Ciascun sottomarino avrebbe la  capacit\u00e0 offensiva di un tipico gruppo da battaglia di una portaerei.  Secondo un manifesto del cargo della marina USA ottenuto dal Sunday  Herald (Glasgow), il notevole quantitativo di armamenti inviati da Obama  comprende 387 \u201cbunker busters\u201d [lett. \u201cdistruttori di bunker\u201d, ordigni  nucleari a penetrazione profonda] usati per far saltare in aria le  strutture sotterranee pi\u00f9 resistenti.<\/p>\n<p>La programmazione di queste superbombe o \u201cmassive ordnance  penetrators\u201d, gli ordigni pi\u00f9 potenti dell\u2019arsenale dopo le armi  nucleari, \u00e8 iniziata durante l\u2019amministrazione di Bush, ma si \u00e8  affievolita. Quando Obama \u00e8 entrato in carica ha immediatamente  accelerato i programmi, e saranno spiegati svariati anni prima di quanto  previsto, mirando specificamente all\u2019Iran.<\/p>\n<p>\u201cSi stanno preparando totalmente per la distruzione dell\u2019Iran,\u201d secondo  Dan Plesch, direttore del Centre for International Studies and Diplomacy  della University of London. \u201ci bombardieri USA e i missili a lungo  raggio sono pronti oggi a distruggere 10 000 bersagli in Iran in alcune  ore,\u201d ha detto. \u201cLa potenza di fuoco delle forze statunitensi \u00e8  quadruplicata dal 2003,\u201d accelerando sotto Obama.<\/p>\n<p>La stampa araba riporta che una flotta americana (con una nave  israeliana) ha attraversato il Canale di Suez in direzione del Golfo  Persico, dove il suo compito \u00e8 di \u201cimplementare le sanzioni contro  l\u2019Iran e di controllare le navi in transito dall\u2019Iran e per l\u2019Iran\u201d. I  media britannici e israeliani riportano che l\u2019Arabia Saudita starebbe  fornendo un corridoio per il bombardamento dell\u2019Iran da parte di Israele  (cosa negata dall\u2019Arabia Saudita). Al suo ritorno dall\u2019Afghanistan per  rassicurare gli alleati della NATO che gli USA manterranno il corso dopo  la sostituzione del generale McChrystal dal suo superiore, il generale  Petraeus, il presidente dei \u201cJoint Chiefs of Staff\u201d o Stati Maggiori  Riuniti, ammiraglio Michael Mullen \u00e8 andato in Israele per incontrare il  capo di stato maggiore della difesa israeliana Gabi Ashkenazi, ed  influenti militari israeliani, insieme alle unit\u00e0 di intelligence e  programmazione, continuando lo strategico dialogo annuale tra Israele e  gli USA a Tel Aviv. L\u2019incontro verteva \u201csulla preparazione sia di  Israele che degli USA per la possibilit\u00e0 di un Iran con capacit\u00e0  nucleare,\u201d secondo Haaretz, che riporta inoltre che Mullen avrebbe  enfatizzato che \u201c[io] cerco sempre di vedere le sfide dal punto di vista  israeliano\u201d. Mullen e Ashkenazi si tengono in regolare contatto su una  linea sicura.<\/p>\n<p>Le crescenti minacce di un\u2019azione militare contro l\u2019Iran violano  certamente la Carta delle Nazioni Unite, e in modo specifico la  risoluzione 1887 del settembre 2009 del Consiglio di Sicurezza, che ha  riaffermato l\u2019invito a tutti gli stati a risolvere pacificamente le  dispute in merito a questioni sul nucleare, secondo lo Statuto, che  proibisce l\u2019uso, o la minaccia della forza.<\/p>\n<p>Alcuni rispettati analisti descrivono la minaccia iraniana in termini  apocalittici. Amitai Etzioni avverte che \u201cgli USA dovranno confrontarsi  con l\u2019Iran o rinunciare al Medio Oriente\u201d, niente di meno. Se il  programma nucleare dell\u2019Iran proceder\u00e0, afferma, la Turchia, l\u2019Arabia  Saudita ed altri stati si \u201cmuoveranno verso\u201d il nuovo \u201csuperpotere\u201d  iraniano; con una retorica meno accesa, si potrebbe creare un\u2019alleanza  regionale indipendente dagli USA. Nel periodico dell\u2019esercito americano  Military Review, Etzioni promuove un attacco degli USA che prenda come  bersaglio non solo gli impianti nucleari dell\u2019Iran, ma anche i suoi  complessi militari non nucleari, infrastruttura compresa \u2013 ossia, la  societ\u00e0 civile. \u201cQuesto tipo di azione militare \u00e8 assimilabile alle  sanzioni \u2013 nel provocare \u2018dolore\u2019 al fine di cambiare il comportamento,  seppure con mezzi ben pi\u00f9 potenti\u201d.<\/p>\n<p>Messe da parte queste sconvolgenti dichiarazioni, qual \u00e8 per l\u2019esattezza  la minaccia iraniana? Un\u2019autorevole risposta si trova nello studio  dell\u2019aprile 2010 dell\u2019International Institute of Strategic Studies,  Military Balance 2010. Il brutale regime clericale \u00e8 senza dubbio una  minaccia per la sua stessa gente, ma in questo senso non lo \u00e8 pi\u00f9 di  quello di altri alleati dell\u2019America nella regione. Ma non \u00e8 questo che  preoccupa l\u2019Institute. Che piuttosto si preoccupa per la minaccia che  l\u2019Iran costituisce per la regione e per il mondo.<\/p>\n<p>Lo studio mette in chiaro che la minaccia iraniana non \u00e8 militare. La  spesa militare dell\u2019Iran \u00e8 \u201crelativamente bassa in confronto al resto  della regione,\u201d e meno del 2% di quella degli USA. La dottrina militare  iraniana \u00e8 strettamente \u201cdifensiva, \u2026 intesa a rallentare un\u2019invasione e  ad imporre una soluzione diplomatica alle ostilit\u00e0\u201d. L\u2019Iran ha solo  \u201cuna capacit\u00e0 limitata di proiettare la forza oltre i suoi confini\u201d.   Con riferimento all\u2019opzione nucleare, \u201cil programma nucleare dell\u2019Iran e  la sua intenzione di tenere aperta la possibilit\u00e0 di sviluppare armi  nucleari sono una parte centrale della sua strategia di deterrenza\u201d.<\/p>\n<p>Sebbene la minaccia iraniana non sia militare, ci\u00f2 non vuol dire che  possa essere tollerabile per Washington. La capacit\u00e0 di deterrenza  iraniana \u00e8 un illegittimo esercizio di sovranit\u00e0 che interferisce con i  progetti globali dell\u2019America. In modo specifico, minaccia il controllo  da parte degli USA delle risorse energetiche del Medio Oriente, un\u2019alta  priorit\u00e0 dei programmatori sin dalla seconda guerra mondiale, che d\u00e0 \u201cun  notevole controllo del mondo\u201d, come ha affermato un\u2019influente figura  (A. A. Berle).<\/p>\n<p>Ma la minaccia dell\u2019Iran va oltre la deterrenza. Cerca anche di ampliare  la sua influenza. Come tale minaccia \u00e8 stata formulata dall\u2019Institute  stesso, l\u2019Iran starebbe \u201cdestabilizzando\u201d la regione. L\u2019invasione da  parte degli USA e l\u2019occupazione militare degli stati vicini all\u2019Iran \u00e8  \u201cstabilizzazione\u201d. Gli sforzi dell\u2019Iran di ampliare la sua influenza nei  paesi vicini \u00e8 \u201cdestabilizzazione\u201d, quindi del tutto illegittima. Si  deve notare che un tale uso rivelatore \u00e8 routine. Quindi il prominente  analista di politica estera James Chase, ex editore del principale  periodico dell\u2019establishment Foreign Affairs, usava propriamente il  termine \u201cstabilit\u00e0\u201d in senso tecnico, quando ha spiegato che per  raggiungere la \u201cstabilit\u00e0\u201d in Cile era necessario \u201cdestabilizzare\u201d il  paese (rovesciando il governo eletto di Allende ed istallando la  dittatura di Pinochet).<\/p>\n<p>Oltre questi crimini, l\u2019Iran sostiene anche il terrorismo, continua lo  studio: appoggiando Hezbollah ed Hamas, le maggiori forze politiche in  Libano e in Palestina \u2013 se le elezioni contano qualcosa. La coalizione  Hezbollah ha facilmente vinto il voto popolare nelle ultime elezioni  (2009) in Libano. Hamas ha vinto le elezioni del 2006 in Palestina,  costringendo gli USA e Israele ad istituire il duro e brutale assedio di  Gaza per punire gli scellerati per aver votato male in una libera  elezione. Queste sono state le sole relativamente libere elezioni nel  mondo arabo. \u00c8 normale per l\u2019opinione delle elite di temere la minaccia  della democrazia e di agire per ostacolarla, ma questo \u00e8 un caso  piuttosto straordinario, particolarmente accanto al forte sostegno degli  USA per le dittature regionali, particolarmente straordinario per la  grande lode di Obama per il brutale dittatore egiziano Mubarak nel suo  famoso discorso al mondo musulmano al Cairo.<\/p>\n<p>Gli atti terroristici attribuiti ad Hamas ed Hezbollah sono niente in  confronto al terrorismo americano e israeliano nella stessa regione, ma  vale la pena darvi comunque una scorsa.<\/p>\n<p>Il 25 maggio in Libano si \u00e8 festeggiato il giorno di festa nazionale, il  Giorno della Liberazione, che commemora la ritirata di Israele dal sud  del Libano dopo 22 anni, come risultato della resistenza di Hezbollah \u2013  descritta dalle autorit\u00e0 israeliane come \u201caggressione iraniana\u201d contro  Israele nel Libano sotto occupazione di Israele (Ephraim Sneh). Anche  questo \u00e8 un normale uso imperialistico. Perci\u00f2 il presidente John F.  Kennedy ha condannato \u201cl\u2019assalto dall\u2019interno, e che \u00e8 manipolato dal  nord\u201d. L\u2019assalto della resistenza sudvietnamita contro i bombardieri di  Kennedy, la guerra chimica, la reclusione dei contadini in veri e propri  campi di concentramento, ed altre simili misure benevoli, \u00e8 stato  denunciato come un\u2019 \u201caggressione interna\u201d dall\u2019ambasciatore delle  Nazioni Unite di Kennedy , l\u2019eroe liberale Adlai Stevenson. Il sostegno  dei Nordvietnamiti per i propri compatrioti nel sud occupato dagli USA \u00e8  un\u2019aggressione, un\u2019intollerabile interferenza con la legittima missione  di Washington. Anche i consiglieri di Kennedy, Arthur Schlesinger e  Theodore Sorenson, considerati come \u201ccolombe\u201d, hanno lodato l\u2019intervento  di Washington per rovesciare l\u2019\u201caggressione\u201d nel sud del Vietnam \u2013 da  parte della resistenza indigena, come sapevano, almeno se leggevano le  relazioni dell\u2019intelligence americana. Nel 1955 gli Stati Maggiori  Riuniti americani hanno definito svariati tipi di \u201caggressione\u201d, tra cui  \u201cl\u2019aggressione non armata, ossia la guerra politica, o la sovversione\u201d.  Per esempio, una rivolta interna contro uno stato di polizia imposto  dagli USA, oppure elezioni che abbiano un risultato sbagliato. Tale uso \u00e8  comune anche tra gli studiosi e in ambito politico, e ha senso solo  partendo dal presupposto prevalente che Noi Siamo i Padroni del Mondo.<\/p>\n<p>Hamas oppone resistenza all\u2019occupazione militare di Israele e alle sue  azioni illegali e violente nei territori occupati. \u00c8 accusato di  rifiutarsi di riconoscere Israele (i partiti politici non riconoscono  gli stati). In contrasto, gli Stati Uniti ed Israele non solo non  riconoscono la Palestina, ma hanno agito per decenni in modo tale da  assicurare che non possa mai arrivare ad esistere in alcuna forma  significativa; il partito al governo in Israele, nella sua piattaforma  della campagna del 1999, vieta l\u2019esistenza di qualsiasi stato  palestinese.<\/p>\n<p>Hamas \u00e8 accusato di aver attaccato con dei razzi gli insediamenti  israeliani al confine, senza dubbio azioni criminali, ma [che sono] solo  una minima parte della violenza perpetrata da Israele a Gaza, per non  parlare di altrove. \u00c8 importante tenere a mente, a questo proposito, che  gli USA e Israele sanno esattamente come porre fine al terrore che  deplorano con tanto ardore. Israele concede ufficialmente che non  c\u2019erano razzi di Hamas fintantoch\u00e9 Israele ha parzialmente rispettato  una tregua con Hamas nel 2008. Israele ha rifiutato l\u2019offerta di Hamas  di rinnovare la tregua, preferendo lanciare la sanguinosa e distruttiva  Operation Cast Lead contro Gaza del dicembre 2008, con il pieno appoggio  degli USA, un\u2019impresa di aggressione omicida senza il bench\u00e9 minimo  pretesto credibile, n\u00e9 dal punto di vista legale, n\u00e9 da quello morale.<\/p>\n<p>Il modello di democrazia nel mondo musulmano, nonostante le gravi  pecche, \u00e8 la Turchia, che ha elezioni relativamente libere, e che \u00e8  stata anche oggetto di dure critiche negli USA. Il caso pi\u00f9 estremo \u00e8  stato quando il governo ha seguito la posizione del 95% della  popolazione rifiutandosi di unirsi all\u2019invasione dell\u2019Irak, suscitando  dure condanne da Washington per non aver compreso come si deve  comportare un governo democratico: secondo il nostro concetto di  democrazia, \u00e8 la voce del padrone che determina la politica, non la  quasi unanime voce della popolazione.<\/p>\n<p>L\u2019amministrazione Obama si \u00e8 di nuovo infervorata quando la Turchia si \u00e8  unita al Brasile nella stipula di un patto con l\u2019Iran per limitare il  suo arricchimento di uranio. Obama aveva lodato l\u2019iniziativa in una  lettera al presidente del Brasile Lula da Silva, apparentemente  presupponendo che non avrebbe avuto successo e che avrebbe fornito uno  strumento di propaganda contro l\u2019Iran. Quando [il patto] \u00e8 riuscito gli  Stati Uniti si sono infuriati, e l\u2019hanno rapidamente minato spingendo  una risoluzione del Consiglio di Sicurezza con nuove sanzioni contro  l\u2019Iran, talmente senza senso che la Cina si \u00e8 subito unita volentieri \u2013  riconoscendo che le sanzioni avrebbero al massimo intralciato gli  interessi dell\u2019Occidente nella competizione con la Cina per le risorse  dell\u2019Iran. Ancora una volta Washington ha agito con prontezza per  assicurarsi che gli altri non interferissero con il controllo degli USA  della regione.<\/p>\n<p>Non sorprendentemente, la Turchia (accanto al Brasile) ha votato contro  la mozione delle sanzioni USA nel Consiglio di Sicurezza. L\u2019altro membro  regionale, il Libano, si \u00e8 astenuto. Queste azioni hanno suscitato  ulteriore costernazione a Washington. Philip Gordon, il primo  diplomatico per gli affari europei dell\u2019amministrazione Obama, ha  avvertito la Turchia che negli Stati Uniti le sue azioni non sono capite  e che deve \u201cdimostrare il suo impegno per l\u2019appartenenza all\u2019Occidente\u201d  ha riportato l\u2019agenzia di informazione AP, \u201cun raro ammonimento ad un  cruciale alleato della NATO\u201d.<\/p>\n<p>Anche la classe politica capisce. Steven A. Cook, uno studioso del  Council on Foreign Relations, ha osservato che la questione critica,  adesso, \u00e8 \u201ccome teniamo i Turchi nella loro corsia?\u201d \u2013 seguendo gli  ordini come i buoni democratici.  Un titolo di testa del New York Times  ha catturato l\u2019essenza dell\u2019umore generale: \u201cPatto con l\u2019Iran visto come  un\u2019onta nell\u2019eredit\u00e0 del leader brasiliano\u201d. In poche parole, fai  quello che diciamo.<\/p>\n<p>Non c\u2019\u00e8 indicazione che altri paesi nella regione siano in favore delle  sanzioni americane pi\u00f9 di quanto non lo sia la Turchia. Al confine  opposto dell\u2019Iran, ad esempio, il Pakistan e l\u2019Iran, incontratisi in  Turchia, hanno recentemente firmato un accordo per un nuovo oleodotto.<br \/>\nAncor pi\u00f9 preoccupante per gli USA \u00e8 che l\u2019oleodotto potrebbe essere  esteso all\u2019India. Il trattato del 2008 degli Stati Uniti con l\u2019India che  appoggiava i suoi programmi nucleari \u2013 e indirettamente i suoi  programmi di armi nucleari \u2013 era mirato a fermare l\u2019unione dell\u2019India  all\u2019oleodotto, secondo Moeed Yusuf, un consigliere dell\u2019Asia meridionale  per il United States Institute of Peace, che ha espresso una comune  interpretazione. L\u2019India e il Pakistan sono due dei tre poteri nucleari  che si sono rifiutati di firmare il trattato di non proliferazione  (NPT), il terzo \u00e8 Israele. Tutti hanno sviluppato armi nucleari con il  sostegno degli USA, e continuano a farlo.<\/p>\n<p>Nessun individuo in retti sensi vuole che l\u2019Iran sviluppi armi nucleari;  n\u00e9 alcun altro [paese]. Un ovvio modo di mitigare o eliminare questa  minaccia \u00e8 di stabilire una zona libera da armi nucleari (NWFZ) in Medio  Oriente. La questione \u00e8 stata sollevata (di nuovo) in occasione della  conferenza dell\u2019 NPT presso la sede delle Nazioni Unite all\u2019inizio di  maggio 2010. L\u2019Egitto, come presidente delle 118 nazioni del Movimento  dei Non-Allineati, ha proposto che la conferenza appoggiasse un  programma che invitasse all\u2019inizio delle negoziazioni nel 2011 per una  zona libera da armi nucleari in Medio Oriente, come era stato concordato  dall\u2019Occidente, Stati Uniti compresi, alla conferenza di revisione sul  Trattato di Non Proliferazione del 1995.<\/p>\n<p>Washington \u00e8 ancora formalmente d\u2019accordo, ma insiste che Israele sia  esentato \u2013 e non ha dato alcun cenno di permettere che tali misure siano  applicate a se stesso [Washington]. I tempi non sono ancora maturi per  la creazione della zona, ha affermato il segretario di stato Hillary  Clinton alla conferenza del NPT, mentre Washington ha insistito che non  pu\u00f2 essere accettata alcuna proposta che preveda che il programma  nucleare israeliano venga posto sotto il patrocinio dell\u2019IAEA  [International Atomic Energy Agency], o che richieda ai firmatari del  NPT, specificamente a Washington, di rivelare informazioni sugli  \u201cimpianti e sulle attivit\u00e0 nucleari di Israele, comprese le informazioni  pertinenti ai precedenti trasferimenti nucleari a Israele\u201d. La tecnica  di evasione di Obama \u00e8 di adottare la posizione di Israele, ossia che  qualunque proposta del genere deve essere a condizione di un completo  accordo di pace, che gli USA possono ritardare indefinitamente, come ha  fatto per 35 anni, con rare e temporanee eccezioni.<\/p>\n<p>Al tempo stesso, Yukiya Amano, capo dell\u2019International Atomic Energy  Agency, l\u2019ente internazionale per l\u2019energia atomica, ha chiesto ai  ministri degli affari esteri dei suoi 151 stati membri di esprimere le  proprie vedute su come attuare una risoluzione che preveda che Israele  \u201cacceda\u201d all\u2019NPT e che apra le sue strutture nucleari alla supervisione  dell\u2019IAEA, ha riportato l\u2019agenzia di informazione AP.<\/p>\n<p>Viene raramente notato che gli Stati Uniti e il Regno Unito hanno una  responsabilit\u00e0 speciale per lavorare alla creazione di una NWFZ in Medio  Oriente. Nel cercare di fornire una debole copertura legale per la loro  invasione dell\u2019Irak nel 2003, hanno fatto appello alla risoluzione 687  (del 1991) del Consiglio di Sicurezza, che invitava l\u2019Irak ad  interrompere il suo sviluppo di armi di distruzione di massa. Gli USA e  il Regno Unito hanno sostenuto di non averlo fatto. Non c\u2019\u00e8 bisogno di  soffermarsi sulla scusa, ma tale risoluzione vincola i suoi firmatari ad  agire per stabilire una zona libera da armi nucleari in Medio Oriente.<\/p>\n<p>Parenteticamente, potremmo aggiungere che l\u2019insistenza degli Stati Uniti  di mantenere gli impianti nucleari a Diego Garcia minaccia la zona  (NWFZ) creata dall\u2019Unione Africana, proprio come Washington continua a  bloccare una zona NWFZ nel Pacifico escludendo i suoi territori del  Pacifico.<\/p>\n<p>L\u2019impegno retorico di Obama per la non proliferazione ha ricevuto molta  lode, persino un premio Nobel per la pace. Una mossa pratica in questa  direzione \u00e8 la creazione di zone libere da armi nucleari. Un\u2019altra \u00e8 il  ritiro del sostegno per i programmi nucleari dei tre non firmatari del  trattato di non proliferazione. Come spesso succede, la retorica e le  azioni sono a stento allineate, in effetti in questo caso sono in  diretto contrasto, fatti che richiamano poca attenzione.<\/p>\n<p>Anzich\u00e9 intraprendere azioni pratiche per ridurre la davvero terribile  minaccia della proliferazione delle armi atomiche, gli USA devono fare  degli importanti passi per rafforzare il controllo dell\u2019America sulle  vitali regioni mediorientali che producono petrolio, anche con la  violenza, se non ci riescono altrimenti. Tutto ci\u00f2 \u00e8 comprensibile e  persino ragionevole, secondo la prevalente dottrina imperialista.<\/p>\n<p>Noam Chomsky<br \/>\nFonte:n www.zcommunications.org<br \/>\nLink: http:\/\/www.zcommunications.org\/the-iranian-threat-by-noam-chomsky<br \/>\n28.06.2010<\/p>\n<p>Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di MICAELA MARRI<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>DI NOAM CHOMSKY ZNet La grave minaccia dell\u2019Iran \u00e8 largamente riconosciuta come la crisi di politica estera pi\u00f9 seria cui deve far fronte l\u2019amministrazione Obama. Il Congresso ha appena rafforzato le sanzioni contro l\u2019Iran, con penali ancor pi\u00f9 severe contro le societ\u00e0 estere. 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