L’intelligenza artificiale che aiuta gli avvocati italiani

di

Sara Moraca

L’attività dello studio legale Portolano Cavallo si rivoluziona grazie a un sofisticato sistema di intelligenza artificiale che ordina, raggruppa e classifica in breve tempo migliaia di documenti

 

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L’intelligenza artificiale sbarca nel settore legale. Qualche mese fa si era già parlato di un sistema di AI adottato dallo studio Dla Piper, per analizzare parola per parola i contratti e individuare eventuali clausole poco chiare. Questa volta a fare da apripista è lo studio legale Portolano Cavallo – con sede a Milano, Roma e New York- che ha scelto Luminance, una piattaforma di intelligenza artificiale leader di mercato in grado di analizzare documenti, classificare clausole e gestire in maniera centralizzata le attività di due diligence legale, già stata adottata in altri paesi da studi legali come l’inglese Slaughter and May e lo studio americano Cravath Swaine & Moore.

Il programma ordina, raggruppa e classifica in breve tempo migliaia di documenti identificando clausole, lingua dei documenti, parti, valute e mercati rilevanti; il tutto presentando l’elaborato in un’interfaccia di visualizzazione estremamente intuitiva che permette a professionisti e clienti di consultare un numero elevato di documenti in maniera organizzata ed efficiente.

Luminance  può anche individuare le anomalie in documenti creati a partire da uno stesso standard assicura che anche le minime differenze tra i contratti siano segnalate ai professionisti già nelle fasi iniziali dei processi di review.

Il software può garantire un miglioramento in termini di qualità dell’analisi svolta e di gestione del work-flow dei professionisti coinvolti: permetterà infatti alla squadra di Portolano Cavallo di dedicare le proprie risorse agli aspetti più delicati delle operazioni di riassetto societario, riducendo il tempo speso dai professionisti su attività a basso valore aggiunto.

 

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