DI GABRIELE ZAMPARINI

The Cat’s Blog
Se tutto deve rimanere com’è, è necessario che tutto cambi.

Giuseppe Tomasi Di Lampedusa, Il Gattopardo


Il colore dei soldi. La campagna di Barack Obama ha raccolto oltre 600 milioni di dollari, eguagliando quasi i fondi raccolti in donazioni private da tutti i candidati di entrambi i maggiori partiti nel 2004.
Da dovete pensate che venga tutta questa grana?
"Molti di questi grandi donatori vengono dalle industrie con interessi su Washington. E’ la scoperta di un’analisi del New York Times sui donatori che hanno firmato assegni di 25.000 dollari o più ai comitati di raccolta fondi. Per esempio, la quota maggiore di denaro per entrambi i candidati è venuta dalle industrie di sicurezza ed investimenti, tra cui i dirigenti di varie aziende coinvolte nella recente crisi finanziaria come Bear Stearns, Lehman Brothers e AIG. (…) Oltre 600 donatori hanno contribuito con 25.000 dollari o più [per Obama] nel solo mese di settembre, circa tre volte il numero di quanti hanno fatto lo stesso per il senatore John McCain".
"Sostegni", o "la grande orgia".
Colin Powell, uno dei peggiori criminali di guerra, con le mani sporche del sangue di milioni di persone innocenti, ha sostenuto Barack Obama, il quale, in cambio, ha favorito il criminale di guerra Powell: lunedì Obama ha detto alla NBC che Powell era il benvenuto nel fare campagna per lui e che potrebbe avere un posto nella sua amministrazione. Powell "avrà un ruolo come mio consigliere" e un posto formale nel governo è "qualcosa di cui dovremo discutere". Lo scambio in cui credere.
Tutti gli uomini del Presidente. Tra i padrini di Barrack Obama ci sono: Warren Buffett, l’uomo più ricco del mondo; George Soros, il Buon Samaritano multimiliardario legato al Council on Foreign Relations, l’International Crisis Group, Human Rights Watch, etc; il diabolico Zbigniew Brzezinski; e il famigerato magnate dei media Rupert Murdock con il suo nefando impero. La lista potrebbe continuare a lungo.
Non c’è dubbio che si saranno dei vantaggi nell’avere un imperatore liberal. Alan Dershowitz spiega:
"La ragione è che penso sia meglio per Israele avere un sostenitore progressista nella Casa Bianca piuttosto che avere un sostenitore conservatore nell’Ufficio Ovale. Le posizioni di Obama su Israele avranno un maggiore impatto sui giovani, sull’Europa, sui media e su altri che tendono ad identificarsi con la prospettiva di sinistra. Sebbene io creda che la sinistra moderata [centrists liberal] tenda a sostenere Israele, riconosco che il sostengno dalla sinistra sembra indebolirsi, mentre il supporto dalla destra si rafforza. Viaggio tra i campus universitari sia negli Stati Uniti che all’estero, e vedo professori radicali che cercano di presentare Israele come il protetto della destra e un nemico della sinistra. In quanto sostenitore di sinistra di Israele, cerco di combattere questa falsa immagine. Nulla potrebbe aiutare di più in questo importante sforzo per puntellare il supporto progressista ad Israele che l’elezione di un presidente di questo schieramento che sostenga fortemente Israele e sia ammirato dai progressisti in tutto il mondo. E’ tra le importanti ragioni per cui sostengo Barack Obama come presidente".
Ovviamente Dershowitz ha perfettamente ragione. Per non parlare del vice-Presidente Joseph "Sono un sionista" Biden, l’uomo in carica per l’implementazione di un vecchio sogno sionista, la frantumazione dell’Iraq, e uno dei massimi consiglieri per la politica estera di Obama, o di Madeleine Bloody Albright, moderna Erode che ha orgogliosamente rivendicato la responsabilità per il massacro di mezzo milione di innocenti neonati iracheni.
Gli imperi non eleggono presidenti, ma scelgono imperatori. L’Establishment dell’Impero ha preso uno sconosciuto politico e ne ha fatto una star per salvare se stesso e controllare le masse con lo show della Democrazia Americana. Ha ingaggiato un uomo di colore bello e fascinoso (sì! l’Establishment ha giocato la carta razziale. Ricordate? Se tutto deve rimanere com’è, è necessario che tutto cambi) per mascherare l’orripilante volte di un Impero sanguinario e spietato, i piani della classe dominante per ricostruire l’illusione di una civiltà rispettabile, la mitologia delle stelle e strisce, l’American way. I media – nelle mani di coloro che controllano il processo politico, la stessa gente che controlla l’economia e le nostre vite – hanno giocato magnificamente la partita e quello che è l’ennesima produzione hollywoodiana sta facendo il lavaggio del cervello ai quattro angoli del pianeta.
Uccidere le speranze. Un Politburo auto-compiaciuto con le sue pubblicazioni e i suoi think tank progressisti ben finanziati ha partecipato di nuovo a questo colossale lavoro di riverniciamento e propaganda. Il re è morto. Lunga vita al Re! Ma non sorprende. La Yugoslavia, l’Iraq e l’Afghanistan hanno mostrato il collasso morale ed intellettuale della sinistra occidentale, un fantasma che continua nella sua lunga mercia verso l’irrilevanza.
Gabriele Zamparini è un regista indipendente e un giornalista freelance che vive a LOndra. E’ il produttore e direttore dei documentari "XXI CENTURY” e “The Peace!” DVD, nonché autore di “American Voices of Dissent” (Paradigm Publishers). Può essere contattato su info@thecatsdream.com.
Gabriele Zamparini

Fonte: http://www.thecatsdream.com/blog/
Link: http://www.thecatsdream.com/blog/2008/10/remember-remember-fourth-of-november_23.htm
23.10.2008

Fonte edizione italiana: www.comedonchisciotte.org
Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di CARLO MARTINI