di

Felice Capretta

Germania, piano per bad bank di salvataggio dell’economia
(Il gioco delle tre carte di Angela Merkel)
Oggi il Papa dirà Messa al Monte del Precipizio.
Auguriamo al Pontefice che la cerimonia serva a fare un passo avanti.
Ehm.
La rassegna stampa di oggi non comprende molto altro, fatto salvo un utilissimo articolo apparso su City, quotidiano gratuito in distribuzione sui mezzi pubblici, riguardo l’impatto ambientale delle pratiche sessuali degli inglesi.
Si consiglia l’acquisto in stock di preservativi onde risparmiare sugli imballaggi.
Sorvoliamo sugli altri dettagli.
Forse City avrebbe potuto dedicare quello stesso spazio ad una interessante, quella si, notizia sul piano tedesco per fronteggiare il tema degli asset tossici.
In Germania sarebbe allo studio del Parlamento uno stimolo da 800 miliardi di euro.
Non c’e’ male. In più creazione di una bad bank.
Questi i 5 punti principali:

  • 1) partecipazione volontaria
  • 2) gli asset tossici di ogni banca saranno quotati sulla base di un "valore equo" definito da una terza parte
  • 3) ogni banca ritaglia al suo interno una nuova società (tecnicamente un SPV, Special Purpose Vehicle, una entità legale creata all’interno di una società di capitali) e trasferisce lì i suoi asset tossici
  • 4) ogni SPV emette verso la banca titoli di debito garantiti dal governo, a fronte di una rendita garantita fino a 20 anni di durata
  • 5) la rendita abbatte le perdite dell’SPV
  • 6) la rendita sarà ripagata o con dividendi o con altri profitti

Si tratta evidentemente del classico gioco delle 3 carte.
Vediamolo nel dettaglio.
1) Deutsche Bank aderisce al piano.
E già il fatto che aderisca su base volontaria lascia qualche perplessità: le banche che ne avranno bisogno faranno la fila per partecipare, ammettendo di avere asset tossici e probabilmente perdendo ulteriore valore in borsa, o preferiranno tenere lo scheletro nell’armadio secondo il perfetto stile andreottiano riassumibile con il motto "finchè la barca va…"?
2) Deutsche Bank è piena di titoli che nessuno più vuole, fatti di crediti inesigibili di banche zombie o mutuatari ormai in default o garantiti da assicurazioni zombie. Il valore di questi titoli, per il mercato evidentemente zero o prossimo allo zero, sarà invece definito da una qualche autorità terza secondo un "valore equo" (?)
3) Deutsche Bank corre dal notaio e crea una nuova società al suo interno, che chiamerà forse Deutsche Bank Scheisserfull GmBH. A questo punto, Deutsche Bank scarica in Deutsche Bank Scheisserfull tutti i titoli inesigibili che si trova in tasca.
Titoli che valevano diciamo 100, che ora valgono zero sul mercato, ma che qualcuno ha definito che valgono, diciamo, 50.
Ora, nel gioco delle tre carte, Deutsche Bank è libera dagli asset tossici potrebbe’ far ripartire l’economia. Peccato che la donna di picche è ancora lì: gli asset tossici sono in pancia alla sua controllata Deutsche Bank Scheisserfull.
E qui salta fuori la bacchetta magica, o meglio, la mano dello stato nelle tasche dei cittadini.
4) Deutsche Bank Scheisserfull paga i titoli tossici di Deutsche Bank con titoli di debito garantiti dallo Stato. Questi titoli daranno alla banca una rendita.
Se qualcosa va storto, ma questo la Merkel non lo dice, lo Stato che garantisce i titoli prenderà i soldi dalle tasche dei cittadini (che sicuramente saranno molto felici).
In altre parole, altro debito per coprire un buco provocato dal debito.
Ci ricorda qualcosa
Non abbiamo ancora toccato il fondo, comunque.
Ai deliranti punti 5 e 6 si legge infatti che la rendita abbatterebbe le perdite dell’SPV e sarebbe ripagata con dividendi o altri profitti.
Si, perchè se l’economia riparte, Deutsche Bank torna a scremare enormi profitti e in una decina d’anni magari copre il buco.
Ma se, come è probabile, l’economia non riparte a breve, il meccanismo non sta in piedi e crolla su se’ stesso.
Perchè su questo pianeta c’e’ del debito che nessuno puo’ pagare, e spostarlo in la’ nel futuro non servirà a falo sparire. Non servirà neanche farlo garantire dagli Stati, nemmeno dalla Merkel.
Nel gioco delle tre carte c’e’ sempre la donna di picche che ti frega.
Il banco vince.

 

Fonte: http://informazionescorretta.blogspot.com/