Il primo paese o la prima azienda a sviluppare una AI potente avrà il controllo totale del pianeta. Ce lo ricorda il presidente russo Vladimir Putin, che definisce “indesiderabile” la nascita di un monopolio in questo settore. Un settore che muove oggi i primi passi, ma mostra segni di crescita molto rapida.

di

Valerio Porcu

Putin, Intelligenza Artificiale per dominare il mondo

Chi diventerà leader nell’Intelligenza Artificiale dominerà il mondo. A dirlo è stato Vladimir Putin durante un incontro con gli studenti della città di Yaroslavl. “Sarebbe molto indesiderabile se qualcuno assumesse una posizione di monopolio” ha continuato il leader russo. È uno tra i primi capi di stato a esprimersi sull’argomento in questi termini, e il primo tra le grandi potenze; ma come altri prima di lui, ha sottoloineato che l’AI rappresenta “opportunità e minacce colossali difficili da predire oggi”.

Putin ha poi proseguito il suo discorso concentrandosi sugli scontri bellici e affermando che “quando i droni di un contendente saranno distrutti dall’altro, non ci sarà altra scelta che la resa”. In questo caso il Presidente russo si riferisce alla guerra futura, che sarà combattuta tramite armi intelligenti dotate di un grande grado di autonomia. Una questione che tra l’altro ha già innescato dibattiti e ipotesi normative.

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Le affermazioni di Putin potrebbero suonare stridenti con le ultime notizie di politica internazionale, in particolare se si pensa ai test nucleari della Corea del Nord. D’altra parte però, Elon Musk ha recentemente affermato che proprio l’AI è una minaccia molto più pericolosa del paese asiatico e delle sue armi.

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Proprio Musk tra l’altro ha creato OpenAI, gruppo la cui finalità è la creazione di un’AI che sia positiva per il futuro del genere umano. Eliminare i rischi è un compito particolarmente difficile al quale, per come stanno le cose oggi, siamo del tutto impreparati. Non parliamo della AI odierne ma di quelle che verranno nei prossimi anni, secondo alcuni meno di trenta. Uno dei possibili problemi, non il peggiore tra l’altro, è proprio che qualcuno – azienda, stato o gruppo privato – riesca a ottenere il primato assoluto nello sviluppo dell’AI. L’ente o la persona in questo caso otterrebbe un potere assoluto che nessuno potrebbe contrastare e, come suggerisce Putin, avrebbe alla propria portata il “dominio del mondo”. Potrebbe imporre i propri valori e le proprie idee, la propria morale, fare il bello e il cattivo tempo.  Putin ci mette in guardia dal monopolio – che la Russia probabilmente sta cercando di ottenere – e altri dal pericolo esistenziale insito nell’Intelligenza Artificiale; in particolare su un momento chiamato esplosione di intelligenza. Persone come Musk, Stephen Hawking, Bill Gates e molti altri auspicano dunque che ci sia una collaborazione internazionale. Si spera che stati e aziende mettano in comune le proprie conoscenze: in primo luogo per risolvere il problema del controllo.

Dall’altra parte però sono in molti che stanno cercando vincere la competizione in solitaria. Le grandi potenze del mondo hanno tutte un loro programma – Adriana Castagnoli sul Sole 24 Ore si concentra sulla Cina. È sicuramente difficile per chiunque mantenere segreta la ricerca e allo stesso tempo fare progressi degni di nota, ma è altrettanto sicuro che alcuni stati hanno grandi risorse da investire. La dinamica della competizione è dunque del tutto rilevante.

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“Siamo come bambini che giocano con una bomba” ha scritto Nick Bostrom nel suo libro Superintelligence: Paths, Dangers, Strategies. Un’affermazione che riassume molto bene la sensazione di molti esperti in tutto il mondo, e che aiuta a comprendere almeno un po’ i pericoli potenziali a cui andiamo incontro.

Che cosa possiamo fare per metterci al riparo da queste minacce? Quali azioni intraprendere per assicurarsi che l’Intelligenza Artificiale sia in effetti un grande beneficio per il genere umano e non una condanna definitiva per tutti noi? Purtroppo non ci sono risposte assolute, ma sicuramente il primo passo è prendere consapevolezza di ciò che sta accadendo e sta per accadere. I prossimi 30 anni saranno probabilmente cruciali da questo punto di vista, e sarà importante sviluppare sforzi congiunti e internazionali tesi alla realizzazione di una AI amichevole e non asservita a un unico grande dittatore globale. Un errore, nello sviluppo della General AI e della Superintelligenza poi, potrebbe essere l’ultimo che facciamo.  

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