DI

TYLER DURDEN

 

Un’intervista televisiva di un alto ufficiale qatariota che confessa la verità dietro le origini della guerra in Siria è diventata virale sui social arabi. In questa stessa settimana, è stato  pubblicato un documento NSA top-secret che conferma che sin dall’inizio del conflitto l’opposizione armata in Siria era sotto il diretto comando di governi stranieri.

Secondo un noto analista della Siria e consulente economico con entrature nel governo siriano, l’esplosiva intervista costituisce una “pubblica ammissione di collusione e coordinamento tra quattro paesi per destabilizzare uno Stato indipendente, e forse anche sostenendo al-Nusra/al-Qaeda”. Cosa importante, “questa ammissione da conferme a quello che Damasco vede come un attacco alle proprie sicurezza e sovranità”.

Mentre la guerra in Siria lentamente va scemando, oramai quasi settimanalmente vengono fuori informazioni che confermano il tentativo di regime change contro Assad. I dettagli continuano ad incastrarsi, fornendo ai futuri storici un quadro più chiaro della vera natura di questo conflitto.

Il processo è stato accelerato, come preventivabile , dal continuo conflitto tra Arabia Saudita e Qatar, ex alleati nel Gulf Cooperation Council (GCC), che continuano ad accusarsi di aver finanziato i terroristi dello Stato Islamico e di al-Qaeda (ironicamente, entrambe le cose sono vere). Il GCC sta implodendo dopo anni in cui quasi tutte le monarchie del golfo hanno finanziato movimenti jihadisti in luoghi come Siria, Iraq e Libia.

https://twitter.com/JulianAssange/status/922897908256706561?ref_src=twsrc%5Etfw&ref_url=http%3A%2F%2Fwww.zerohedge.com%2Fnews%2F2017-10-28%2Fshocking-viral-interview-qatar-confesses-secrets-behind-syrian-war

    Dal 2013 l’Intercept (ed il Washington Post?) ha nascosto i documenti NSA che mostrano che i Sauditi hanno ordinato attacchi “ribelli” a Damasco. Pubblicato ora. https://t.co/0PZrBKpJCw
    – Julian Assange (@JulianAssange) 24 ottobre 2017

L’alto funzionario del Qatar altri non è che l’ex primo ministro Hamad bin Jassim bin Jaber al-Thani, che ha supervisionato le operazioni in Siria per conto del Qatar fino al 2013 (anche da Ministro degli Esteri) e che in questa foto di gennaio 2010 viene ritratto assieme all’allora segretario di Stato Hillary Clinton (ricordo che il Comitato qatariota per la Coppa del Mondo 2022 donò nel 2014 500.000 dollari alla Clinton Foundation).

In un’intervista trasmessa mercoledì da Qatari TV, bin Jaber al-Thani ha rivelato che il proprio paese, assieme ad Arabia Saudita, Turchia e Stati Uniti, ha iniziato a spedire armi ai jihadisti dal momento esatto in cui gli eventi sono “iniziati” (nel 2011).

Al-Thani ha anche paragonato l’operazione segreta al “cacciare una preda” – dove la preda era Assad e relativi sostenitori – “preda” che ammette gli è sfuggita (Assad è infatti ancora al potere; la parola che ha usato, “al- sayda “, nel del dialetto del Golfo Arabo indica la caccia sportiva di animali). Anche se Thani ha smentito le accuse di supporto all’ISIS, le parole dell’ex primo ministro fanno capire che il Golfo e gli Stati Uniti abbiano fornito diretto sostegno ad Al-Qaeda in Siria (Fronte al-Nusra) dai primi anni della guerra. Ha persino detto che il Qatar ha documenti e registrazioni che dimostrano che la guerra aveva come obiettivo quello del cambiamento di regime.

EHSANI2 @EHSANI22

“We argued over the prey and that prey run away”.Ladies and Gentleman: To these people #Syria #Assad was nothing but a f….ing hunting game https://twitter.com/walid970721/status/923825448324345858 …

    “Abbiamo litigato sulla preda e quella è scappata”. Signore e signori: per questa gente la #Siria ed #Assad non erano altro che un gioco… https://t.co/w4oKO5TTK6
    – EHSANI2 (@ EHSANI22) 27 ottobre 2017

Secondo la traduzione di Zero Hedge, al-Thani ha riconosciuto che i paesi del Golfo stavano armando jihadisti in Siria con l’approvazione ed il supporto di americani e turchi. Ha tuttavia aggiunto: “Non voglio scendere in dettagli, ma abbiamo documenti che provano che abbiamo preso il comando delle operazioni [in Siria]”. Ha sostenuto che sia il re saudita Abdullah (che ha regnato fino alla morte avvenuta nel 2015) sia gli Stati Uniti hanno messo il Qatar in prima fila a fare guerra per procura.

I commenti dell’ex primo ministro, ancorché molto rivelatori, volevano giustificare il sostegno qatariota al terrorismo e criticare USA ed Arabia per aver fatto passare il Qatar come unico colpevole nella guerra contro Assad. Al-Thani ha spiegato che il Qatar ha continuato a finanziare gli insorti armati in Siria, mentre altri paesi alla fine hanno fermato il sostegno, che è il motivo per il quale si è scagliato contro Stati Uniti e Sauditi, che inizialmente “erano con noi sulla stessa barca”.

In una precedente intervista, colpevolmente passata sottotraccia, a Charlie Rose che gli chiedeva del presunto sostegno del Qatar al terrorismo, al-Thani ha detto che “in Siria, tutti hanno commesso errori, incluso il suo paese”.

Di seguito è riportata la parte chiave dell’intervista di mercoledì, tradotta da @Walid970721. Zero Hedge ha controllato e confermato la traduzione, anche se, come ha riconosciuto anche il frettoloso traduttore, al-Thani non dice “signora”, ma “preda” [“al-sayda”] – dato che sia ad Assad che ai Siriani veniva data la caccia da paesi stranieri.

Walid @walid970721

#Qatar‘s ex PM says that Qatari support for jihadists including Nusra in #Syria was in coordination w/ KSA, Turkey & the US via @BBassem7

#l’ex primo ministro del Qatar dice che il sostegno del proprio paese ai jihadisti, tra cui al-Nusra in #Siria, è avvenuto in accordo con Arabia Saudita, Turchia e Stati Uniti, via @BBassem7 pic.twitter.com/tu8IMRI7IP
– Walid (@ walid970721) 27 ottobre 2017

La parziale trascrizione inglese è la seguente:

“Quando gli eventi sono cominciati in Siria, andai in Arabia Saudita ed incontrai il re Abdullah. Lo feci su istruzioni di Sua Altezza il principe, mio ​​padre. Lui [Abdullah] disse che ci seguivano a ruota. ‘Andate avanti voi col piano, noi lo coordineremo’. Non entrerò in dettagli, ma quel che spedivamo [in Siria] passava per la Turchia, che poi, in coordinamento con l’esercito americano, si occupava della distribuzione. Eravamo coinvolti noi e le forze militari. Possono esser stati commessi degli errori e si può aver sostenuto la fazione sbagliata… Forse ci sono stati dei rapporti con al-Nusra, è possibile, ma io personalmente non ne so nulla… stavamo lottando per la preda [“al-sayda”], ed ora che la preda è andata, continuiamo a combattere… e Bashar è ancora lì. Voi [Stati Uniti ed Arabia Saudita] eravate con noi nella stessa trincea… va bene cambiare idea, ma perlomeno bisogna informare l’alleato… la situazione venutasi a creare non permetterà alcun progresso nel GCC od in qualsiasi altra sede, se continuiamo a litigare in pubblico”.

Com’è ora noto, la CIA è stata direttamente coinvolta in tentativi di regime change in Siria, assieme agli alleati del golfo, come confermano i rapporti americani trapelati e desecretati (link). Il governo americano sapeva fin dall’inizio che le armi tecnologicamente avanzate del Golfo e dell’Occidente andavano ad al-Qaeda ed ISIS, nonostante le dichiarazioni ufficiali di voler armare i cosiddetti ribelli “moderati”. Ad esempio, un memo dei servizi del 2014 inviato alla Clinton riconosce il sostegno ad ISIS di Qatar e Sauditi.

La mail recita inequivocabilmente che:

“i governi del Qatar e dell’Arabia Saudita, che forniscono clandestinamente sostegno finanziario e supporto logistico ad ISIL e ad altri gruppi sunniti radicali nella regione…”.

 

Il giorno prima dell’intervista di Thani, inoltre, The Intercept ha rilasciato un nuovo documento top-secret della NSA , portato alla luce dai file forniti da Snowden, che mostrano chiaramente che l’opposizione armata in Siria era sotto il diretto comando di governi stranieri sin dai primi anni della guerra.

Il documento NSA di recente pubblicazione conferma che l’attacco dei ribelli del 2013 con missili superficie-superficie su aree civili di Damasco, tra cui l’Aeroporto Internazionale, era stato comandato direttamente dall’Arabia Saudita, con la piena consapevolezza dell’intelligence americana. Come conferma ora anche l’ex primo ministro del Qatar, sia il governo saudita che quello degli Stati Uniti avevano preparato delle “sale operatorie” che sovrintendevano a tali feroci attacchi durante il periodo dell’attentato all’aeroporto di Damasco del 2013.

Non c’è dubbio che ulteriori schiaccianti prove documentali continueranno ad emergere nei prossimi mesi ed anni. Come minimo, la continua guerra diplomatica Qatar-Sauditi darà altri frutti, perché ciascuna parte accusa l’altra di sostegno al terrorismo. E come possiamo vedere dall’intervista a Qatari TV, in questa atmosfera fratricida, gli Stati Uniti stessi rischiano di essere messi in mezzo.

 

Fonte

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di HMG