Anche l’ISS (Istituto Superiore della Sanità) presieduto dal rotariano Silvio Brusaferro, è costretto ad arrendersi. L’emergenza sanitaria, intesa come una situazione di pressione sulle strutture delle ASL, è finita (fonte).
Aldilà dell’andamento della curva dei contagi oggi è un fatto, come spiega anche il report settimanale dell’Iss, che le infezioni diagnosticate negli ultimi mesi presentino “una minore gravità clinica”. Nella maggior parte dei casi, infatti, scrive sempre l’Istituto Superiore di Sanità, si tratta di pazienti “asintomatici.

L’ISS è costretto a formulare previsioni sulla base dei dati e quelli che sono sotto gli occhi di tutti evidenziano che gli ospedali sono vuoti. Fare continuamente tamponi a tutti quelli che capitano è perfettamente inutile se nel 99% dei casi chi viene trovato positivo non ha sintomi o sintomi di una lieve influenza.
Anche Matteo Bassetti, direttore della Clinica Malattie Infettive dell’Ospedale San Martino di Genova, concorda con questa conclusione, già da tempo affermata (fonte). Il virus è mutato in una forma più benevola divenendo una comune influenza. I virus si muovono così. Mutano per adattarsi al corpo ospite al quale intendono procurare o zero danni o danni lievi. L’obiettivo di queste forme di vita, da milioni di anni a questa parte, è la pacifica convivenza (fonte).
A marzo emergeva la puntina dell’iceberg, oggi intercettiamo molto precocemente ed oggi stiamo tirando fuori il tanto che ieri era sommerso. Abbiamo delle mutazioni benigne nel virus, chi lo nega al letto dei malati non c’è andato”. La soluzione ai numeri aumentati di queste settimane, conclude Bassetti, è semplice: il maggior numero di tamponi effettuati. “Se lei butta 1.000 reti nel mare il numero di pesci che tira su sarà molto elevato e così è per i positivi quando si fanno più tamponi”. Più che da esserne terrorizzati, ci sarebbe da rimanerne sollevati per lo scampato pericolo. 

 

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