di Francesco Carbone

Purtroppo la disinformazione, in materia di economia, è totale. Per lungo e per largo, senza confini. Delusione dopo delusione. Anche l’ultima trasmissione televisiva segnalataci dagli amici (vista ovviamente su internet, dato che non disponiamo di televisore) è stata, per noi di Usemlab, un disastro colossale.
Chiacchiere, giri di parole, stupidaggini senza fine, e nel mezzo del frullatore mediatico appena qualche piccolo cenno di verità, così, buttato lì forse più al fine di confondere le idee che per indirizzare veramente il pubblico verso la soluzione dell’enigma.
Siamo quindi ancora a parlare degli speculatori cattivi. Per favore, signori giornalisti, finitela con la favola degli speculatori cattivi che usano i derivati per anticipare imprenditorialmente i prezzi futuri! Cominciate piuttosto a parlare dei manipolatori istituzionali che usano i derivati con la complicità delle borse competenti per manipolare i prezzi di alcuni mercati (oro argento, ad esempio, ma anche tanti altri) in modo da impedire la formazione dei prezzi di un libero mercato.
Poi magari studiatevi la funzione dell’imprenditore dal punto di vista austriaco prima di dare aria alla bocca. Meglio se dai libri di Jesus Huerta de Soto (Socialismo, cálculo económico y función empresarial). E capirete cosa è l’imprenditore, e come egli crei ricchezza a differenza delle attività dello stato e della banca centrale, …
… che invece fanno solo danni impoverendo sistematicamente e progressivamente la società.
Magari capirete anche come tutta la funzione estremamente creativa e importante dell’attività imprenditoriale sia speculazione. Speculazione normalmente basata sulla perspicacia, sulla informazione e la conoscenza soggettiva, pratica, tacita, non articolabile, non scientifica. La speculazione degli ultimi tempi è stata mostruosa solo perchè mal indirizzata e mal alimentata dalle banche centrali, che hanno distorto irrimediabilmente il calcolo economico imprenditoriale.
Poi si sente dire nella solita trasmissione: la FED e il governo non hanno fatto nulla. Scusate? Non hanno fatto nulla? Come non hanno fatto nulla? Hanno fatto proprio tutto… quello che non dovevano fare !!!
Hanno montato le bolle con dosi enormi di liquidità e di denaro creato dal nulla, e poi come se non bastasse le hanno fomentate tutte, tranne il rialzo delle materie prime, che non era affatto una bolla ma il messaggio più chiaro ed evidente che fossimo entrati nel crack-up-boom misesiano. Il crack-up-boom misesiano. Libro alla mano signori. C’è da studiare anche questo! Siete in ritardo di anni!
Le autorità prima generano e poi favoriscono le bolle (tranne quella delle materie prime e dei metalli, di cui invece sono nemici assoluti) per il semplice motivo che le bolle creano ricchezza illusoria, sulla base della quale possono vantarsi di far crescere l’economia. Poveri illusi. Poveri idioti noi che ci abbiamo e gli abbiamo creduto per anni.
L’economia non si fa crescere, cresce in maniera spontanea, se libera dal vincolo statale e parastatale, solo grazie a due fattori: da un lato l’iniziativa dell’imprenditore in grado di assumersi dei rischi e prendere delle decisioni su un calcolo economico razionale, dall’altro l’accumulo di capitale fornito dal risparmiatore libero di poter prestare a un tasso di mercato.
Quando l’economia viene stimolata dalle banche centrali (tramite tassi arbitrari non di mercato) e dal governo (tramite politiche fiscali che pesano sulle generazioni future) cresce in maniera insostenibile e si basa su un calcolo economico irrazionale. Proprio quello che è accaduto negli ultimi anni. E che continuerà ad accadere finchè non li fermeremo.
Si sente dire che serve un regolatore unico e potente che punisca chi sbaglia e chi commette errori. Un altro regolatore?? Fatto di imbecilli, inetti, o farabutti come quelli che ci sono già?? No, il regolatore migliore di tutti è il mercato stesso, composto da milioni di individui che cooperano tutti i giorni. Il mercato stava punendo chi aveva sbagliato, ma tutti i giorni le autorità impediscono allo stesso di fare il proprio lavoro.
Si è cercato di arrestarlo fino all’ultimo, e lo si continua a fermare con tutti questi salvataggi assurdi. Con le iniezioni di liquidità. Con gli interventi sui mercati. Ma il mercato, ci auguriamo, continuerà a punire chi sbaglia e chi commette errori, ed eventualmente lo farà fino agli ultimi responsabili: lo stato e la banca centrale. Annientandoli, portandoli alla inevitabile bancarotta! Se lo fermate sarà solo peggio!
Il meltdown del sistema è necessario per ripulirlo prima possibile di tutti gli errori e cattivi investimenti fatti sulla base di una struttura dei tassi di interesse artificialmente manipolata dalla banca centrale. Il meltdown è l’unico vero regolatore.
The sooner the better, prima è meglio è, come dice Rothbard, economista di scuola austriaca. E come lo stesso Rothbard ha insegnato, sulla base dei suoi studi sulla grande depressione americana. Finchè il sistema non si ripulisce a fondo non potrà partire nessun ciclo espansivo sano.
Come l’ultimo nato nel 2003 e durato fino al 2007 che era malatissimo dalla nascita, l’avevamo detto e ripetuto alla nausea 4 anni fa. Invece questo concetto non si capisce, non entra nelle zucche. Invece si impedisce il lavoro del regolatore imparziale, e si sostiene quello dei regolatori arbitrari. Non solo, in maniera altrettanto assurda si chiedono altri e ancora più regolatori parzialissimi sempre più potenti, con un risultato tanto disastroso quanto – ancora una volta – prevedibile.
Si parla di Paulson, uomo del libero mercato. Libero mercato? Ma quale libero mercato? Come si fa a chiamare libero mercato quello di un’economia semicentralizzata, dove il tasso a breve termine viene fissato arbitrariamente da un pianificatore centrale? Questa è economia di piano, non libero mercato, ed è voluta dal governo e viene gestita dalla banca centrale per arricchire gli amici alla tavola e per creare, fino a quando ci si riesce, una stupida illusione di ricchezza, che muove voti e arricchisce i soliti noti!
Ma quante volte dobbiamo dirlo che governo e banca centrale non costituiscono altro che le forze di un sistema di piano? Che ostacolano il mercato come un pianificatore centrale, la cui unica funzione è quella di arricchire gli oligarchi che lo sponsorizzano? Le grosse banche che sono in crisi e stanno fallendo non sono altro che i servi alla tavola del pianificatore centrale, o imprenditori ingenui che hanno fatto il calcolo economico sbagliato, sulla base di informazioni distorte, messe in circolo dal principale responsabile di questo enorme danno.
C’è un’unica soluzione a tutto questo: abolire le banche centrali. Lo ha detto anche Jim Rogers, intervistato dal Corriere Della Sera Online.
Noi di Usemlab lo diciamo da anni, aggiungendo anche un altro intervento necessario: minimizzare il ruolo dello stato nell’economia. Ma meglio far dire queste cose da uno straniero che passa in Italia in un albergo di lusso a cinque stelle, che venire a chiedere un’opinione a noi che non siamo nessuno, ma che – così come ha fatto Rogers – abbiamo studiato e ci siamo informati per tempo, e abbiamo cercato di informare per tempo.
Greenspan era il pianificatore centrale, ha abbassato i tassi fino all’uno per cento, e mentre noi gridavamo che era un pazzo criminale, eravamo inascoltati, o criticati da quei pochi che ci leggevano. Invece in Italia quasi tutti, se non tutti, criticavano la banca centrale europea, che teneva i tassi al 2% e non li abbassava anch’essa all’1% “per stimolare l’economia”. Pazzi criminali anche voi… dove siete, voi che scrivevate queste boiate immonde quattro anni fa????
E mentre accadeva questo nel 2003, con i tassi americani all’1%, lo stesso Greenspan consigliava agli americani di indebitarsi a tasso variabile. Noi gli davamo, tanto per cambiare, del pazzo criminale, che stava portando alla rovina e al fallimento le famiglie americane. Dove eravate voi che fate queste tramissioni televisive? Di che cosa parlavate?? Del boom immobiliare e del posto migliore dove comprarsi la casa per guadagnare il 100% nel giro di un anno!?
Basta mettere in testa alla gente tutte queste idiozie con trasmissioni televisive senza capo né coda! Volete fare qualcosa di buono? Educateli. Ma educateli veramente. Con una solida teoria economica, come è quella della Scuola Austriaca. Basta scomodarsi per andare a intervistare gente in lingua inglese, spesso ignorante, qualche volta anche ben colta, quando in Italia c’è gente come noi che aveva previsto, predetto, preannunciato tutto ciò anni fa, per il pubblico, gratuitamente, su un sito internet.
E poi l’ultima triste barzelletta: siamo azionisti dello stato. Ci viene da ridere. Che fortuna. Siamo qua, in mezzo a questa crisi dove lo stato e le banche centrali sono chiamate ancora una volta a salvare il sistema (laddove questa crisi nasce proprio dai salvataggi effettuati in passato da questi stessi attori), e ancora non avete capito che a causa di questo salvataggio stiamo diventando gli azionisti della azienda più Grande di tutte, destinata inevitabilmente alla bancarotta più Clamorosa di tutte?
Una bancarotta dalla quale, se andiamo avanti con questa disinformazione totale, esso risorgerà più forte di prima per levarci, oltre alle mutande, anche tutte le libertà economiche, e quel poco di libertà di espressione che ancora ci rimane.
Francesco Carbone, presidente Associazione Usemlab
NOTA DEL SITO USEMLAB: Entro fine anno abbiamo intenzione di raccogliere tutti gli articoli migliori pubblicati sin dal 2002 legati da un filo conduttore in grado di far capire dove e come sia nata questa crisi, perchè fosse prevedibile, oltre che inevitabile, e dove possa portarci. Continuate a leggerci per poterlo prenotare per tempo, la prima edizione sarà piuttosto ristretta.
Abbiamo anche intenzione di lanciare un piccolo concorso tra gli studenti universitari che hanno cominciato a studiare l’Economia come insegnata dalla Scuola Austriaca. Servono nuove leve che buchino il pensiero economico malato dell’università. Stiamo facendo di tutto. Sappiamo di remare contro una corrente troppo forte. Ma non ci scoraggiamo.

Fonte: www.luogocomune.net
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