di Pino Cabras

È un politico molto determinato, il giapponese Yukihisa Fujita. Quest’anno ha portato in parlamento per ben tre volte la sua forte critica alle versioni ufficiali dell’11 settembre 2001, con crescente solennità e consenso. Il suo discorso del 22 ottobre 2008 ha fatto spellare le mani dei colleghi parlamentari, specie quelli del Minshutō, il Partito Democratico del Giappone. Questo partito è la principale forza di opposizione all’eterno Partito Liberaldemocratico, la Balena Bianca nipponica. Come il Partito Democratico nostrano, il Minshutō è nato dalla fusione di diverse formazioni socialiste e moderate. Diversamente dall’omologo italiano, tuttavia, ha una politica estera molto coraggiosa e molto ferma contro la guerra. La leadership del partito ha capito che smontare l’11/9 è la chiave di volta di una qualsiasi questione di pace. Perciò Fujita non è solo. Si badi, è importante. Il Minshutō non è un partitello dello zerovirgola. Ha perfino la maggioranza relativa (109 seggi su 242) alla camera alta (la Camera dei Consiglieri, o Sangiin), e da molti osservatori è ritenuto in grado di diventare alle prossime elezioni, per la prima volta, la forza trainante di un governo alternativo.
Il fatto che un partito con queste concrete ambizioni di governo non consideri la critica all’11/9 un argomento tabù, ma un tema da approfondire perentoriamente, deve fare riflettere.
Intorno a Fujita c’è molta attenzione e rispetto, anche da parte dei parlamentari di altri gruppi.
In questo clima, Fujita ha buon gioco per chiedere al governo di fermare il sostegno alle operazioni militari a guida statunitense nelle quali è coinvolta anche Tokyo. Nel suo discorso, dopo aver presentato precisi dettagli sulle gravi perdite civili e militari in Iraq e Afghanistan, Fujita va a descrivere il dibattito sollevato al Congresso USA dalla richiesta di impeachment di Bush formulata dal democratico Dennis Kucinich, sostenuta nell’estate 2008 da una maggioranza di rappresentanti. Il parlamentare nipponico ha inoltre riferito delle richieste espresse dal repubblicano Ron Paul, favorevoli all’impeachment e a nuove indagini sull’11/9.
Fujita ha dapprima sottolineato che non c’è mai stata un’indagine di polizia sulla morte di 24 cittadini giapponesi uccisi nei mega-attentati di New York, e ha quindi parlato delle domande sollevate dai familiari delle vittime dell’11/9 al cospetto del governo, rimaste senza risposta.
La richiesta di aprire una nuova inchiesta è ampiamente sostenuta dal Partito Democratico ed è stata presentata ai membri di altri partiti.
Yukihisa Fujita è fortemente impegnato a formare una coalizione internazionale intesa a chiedere un’inchiesta indipendente e internazionale sull’11/9 ed è in contatto con esponenti politici in Europa e negli Stati Uniti.

Fonte:http://pino-cabras.blogspot.com/2008/10/sull119-il-coraggio-del-pd-quello.html