di

Marco Della Luna

IL SIGNORAGGIO LORDO  E’ IL RICAVO CHE IL PRODUTTORE DI MONETA REALIZZA VENDENDO O SPENDENDO LA MONETA DA LUI PRODOTTA.

PER “MONETA” SI INTENDE SIA IL DENARO CONTANTE (CARTAMONETA, MONETE METALLICHE) CHE OGNI ALTRA FORMA DI LIQUIDITA’, OGNI ALTRO ALTRO MEZZO DI PAGAMENTO (COME IL CREDITO).

OGGI LA LIQUIDITA’ E’ COSTITUITA PER IL 92% CIRCA DA DENARO ‘PUTATIVO’ (CREDITO, PROMESSE DI PAGAMENTO, ETC.)

IL SIGNORAGGIO NETTO E’ PARI AL SIGNORAGGIO LORDO MENO  IL COSTO DI PRODUZIONE DEL DENARO (VERO O PUTATIVO, CREDITIZIO). POICHE’ IL COSTO DI PRODUZIONE DEL DENARO (REALE E PUTATIVO), OGGI, E’ PRESSOCHE’ NULLO, IL SIGNORAGGIO NETTO E’ PRESSOCHE’ PARI A QUELLO LORDO – OSSIA CHI PRODUCE E CEDE (VENDE, PRESTA) DENARO VERO O DENARO PUTATIVO (CREDITIZIO, BANCARIO) E’ PRATICAMENTE IL 100%. IN PASSATO, QUANDO LA CARTAMONETA ERA COPERTA DA ORO O ARGENTO, IL MARGINE DI PROFITTO ERA MINORE.

CIO’ FA SI’ CHE I MARGINI DI PROFITTO DEI PRODUTTORI DI DENARO (VERO E PUTATIVO), OSSIA DELLE BANCHE, SIA INTORNO AL 90%.

TALI PROFITTI NON COMPAIONO, PERO’, NELLA CONTABILITA’ DELLE BANCHE PERCHE’ LE REGOLE DI CONTABILITA’ BANCARIA – I.A.S. (INTERNATIONAL ACCOUNTING STANDARDS) CONSENTONO, ANZI PRESCRIVONO, DI NON FARLO FIGURARE.

QUINDI SU QUESTI PROFITTI NON VENGONO NEMMENO PAGATE LE TASSE.

CHI ESERCITA IL SIGNORAGGIO, PERCIO’, ESTRAE DALLA SOCIETA’ POTERE DI ACQUISTO SENZA DARE IN CAMBIO UN BENE O UN SERVIZIO REALE. DUNQUE IL SIGNORAGGIO, TANTO CHE VENGA COMPIUTO IN MODO NASCOSTO (COME NEL NOSTRO SISTEMA), QUANTO CHE VENGA COMPIUTO IN MODO PALESE, E’ L’ATTO DI POTERE E DI SOVRANITA’ PER ECCELLENZA. ESSO IDENTIFICA IL VERO POTERE SOVRANO.

INOLTRE, QUESTI PROFITTI DA SIGNORAGGIO NON DICHIARATO COSTITUISCONO UN’ENORME QUANTITA’ DI LIQUIDI CHE CIRCOLANO, SI SPOSTANO, SI INVESTONO E DISINVESTONO, SENZA ESSERE UFFICIALMENTE MONITORATI E TENUTI IN CONSIDERAZIONE.

CIO’ RENDE, TRA L’ALTRO, INAFFIDABILI LE PREVISIONI MACROECONOMICHE E I CONSIGLI DEI PROMOTORI FINANZIARI.

Seguono alcune citazioni di uomini illustri sul signoraggio:

«Meno male che la popolazione non capisce il nostro sistema bancario e monetario, perché se lo capisse, credo che prima di domani scoppierebbe una rivoluzione».

Henry Ford, imprenditore

«Dire che uno Stato non può perseguire i suoi scopi per mancanza di denaro è come dire che un ingegnere non può costruire strade per mancanza di chilometri».

Ezra Pound, poeta

«Io credo che le istituzioni bancarie siano più pericolose per le nostre libertà di quanto non lo siano gli eserciti permanenti (…) Se il popolo americano permetterà mai alle banche private di controllare l’emissione del denaro, dapprima attraverso l’inflazione e poi con la deflazione, le banche e le compagnie che nasceranno intorno… [alle banche] …priveranno il popolo dei suoi beni finché i loro figli si ritroveranno senza neanche una casa sul continente che i loro padri hanno conquistato».

Thomas Jefferson, terzo presidente degli Stati Uniti d’America

«Fin dalla nascita le grandi banche agghindate di denominazioni nazionali non sono state che società di speculatori privati che si affiancavano ai governi e, grazie ai privilegi ottenuti, erano in grado di anticipare loro denaro. Quindi l’accumularsi del debito pubblico non ha misura più infallibile del progressivo salire delle azioni di queste banche, il cui pieno sviluppo risale alla fondazione della Banca d’Inghilterra (1694). La Banca d’Inghilterra cominciò col prestare il suo denaro al governo all’otto per cento; contemporaneamente era autorizzata dal parlamento a battere moneta con lo stesso capitale, tornando a prestarlo un’altra volta al pubblico in forma di banconote. Non ci volle molto tempo perché questa moneta di credito fabbricata dalla Banca d’Inghilterra stessa diventasse la moneta nella quale la Banca faceva prestiti allo Stato e pagava per conto dello Stato gli interessi del debito pubblico. Non bastava però che la Banca desse con una mano per aver restituito di più con l’altra, ma, proprio mentre riceveva, rimaneva creditrice perpetua della nazione fino all’ultimo centesimo che aveva dato».

Karl Marx nel “Capitale”, 1885, Libro I, capitolo 24,
paragrafo 6, Editori Riuniti, Roma 1974, pp. 817-818

«Pochi comprenderanno questo sistema, coloro che lo comprenderanno saranno occupati nello sfruttarlo, il pubblico forse non capirà mai che il sistema è contrario ai suoi interessi».

Sherman Rothschild, banchiere, alla Ditta Kleimer,
Morton e Vandergould di New York, 26 giugno 1863

«Il debito pubblico è abbastanza grande da badare a se stesso».

Ronald Reagan

«Il banco trae beneficio dall’interesse su tutta la moneta che crea dal nulla».

William Paterson, fondatore Bank of England, 1694

«Autorizzato ad emettere moneta, e a controllare il sistema monetario di un paese, non mi preoccupo di certo di chi fa le leggi».

Mayer Amschel Rothschild, iniziatore nel XVIII secolo
della omonima famiglia di banchieri

«La nostra politica è quella di fomentare le guerre, ma dirigendo Conferenze di Pace, in modo che nessuna delle parti in conflitto possa ottenere guadagni territoriali. Le guerre devono essere dirette in modo tale che le Nazioni, coinvolte in entrambi gli schieramenti, sprofondino sempre di più nel loro debito e, quindi, sempre di più sotto il nostro potere».

Amschel Mayer Rothschild, 1773

«L’attuale creazione di denaro dal nulla operata dal sistema bancario è identica alla creazione di moneta da parte di falsari. La sola differenza è che sono diversi coloro che ne traggono profitto ».

Maurice Allais, premio Nobel per l’economia

«I politici non sono altro che i camerieri dei banchieri».

Fonte: http://marcodellaluna.info/sito/?page_id=61