di

Felice Capretta


Foto a fianco estratta dalla prima pagina di City di oggi, il giornale di free press in distribuzione gratuita a decine di migliaia di pendolari. Il comprendonio vacilla: l’italiano è l’arma del delitto? Avrà ucciso la figlia fidanzata a colpi di Zingarelli? Avrà brandito un enorme tirolese biondo e glielo ha tirato contro, uccidendola?
Premessa naturalmente la solidarietà umana al caso, forse sarebbe stato più utile usare meglio l’italiano ed anche lo spazio in prima pagina, dedicandolo a qualche altra informazione più utile.
Noi abbiamo trovato queste…
Merkel e Sarkozy scrivono lettere congiunte
I due scrivono ancora una lettera, e Berlusconi e Tremonti restano ancora a guardare. Dopo la lettera alla Commissione Europea contro le vendite allo scoperto, ora i due hanno

concordato di scrivere una lettera congiunta al presidente di turno del G20 Stephen Harper (primo ministro canadese, ndr.) per indicare chiaramente le nostre attese

"Non siamo ancora soddisfatti di ciò che è stato deciso finora dopo il primo G20", ha spiegato Merkel riferendosi al summit del settembre 2009. E poi ha aggiunto: "Riteniamo che la regolamentazione (dei mercati) debba essere accelerata con forza".
Per questo, ha sottolineato la leader conservatrice, "penso che all’incontro del G20 bisognerà riuscire ad arrivare a un’opinione comune su questo tema".
Giappone, tassi fermi a 0.1%
Più in basso di così…non si puo’ iniziare a scavare. Insieme alla decisione di tenere i tassi rasoterra, la Banca del Giappone ha lanciato un nuovo pacchetto di stimoli all’economia per 3000 miliardi di yen.
Già.
Grecia, per Moody’s è "Junk"
Infine, Moody’s ha tagliato ieri il rating del debito Greco, che ora cade a livello "Junk", pari a BA1 da A3, con outlook stabile. E’ un taglio netto di 4 punti.
Ce ne dà notizia Bloomberg.
Il taglio di Moody’s arriva dopo il taglio di S&P del 27 aprile scorso che ha portato il a rating ‘BB+’, anch’esso primo livello junk, con outlook negativo.
Nella relazione che condanna la Grecia al rating spazzatura, l’analista Sarah Carlson dell’agenzia scrive che “il pacchetto di sostegno elimina i rischi di un default dovuto alla carenza di liquidità nel breve termine”.
In pratica, come disse quello che si era gettato dal decimo piano mentre passava davanti al terzo piano in caduta libera, "fin qui tutto bene".
E così l’Eurozona si trova con:

  • politiche diverse tra gli stati
  • condizioni macroeconomiche diverse tra gli stati (tassi di inflazione, disoccupazione, deficit, …)
  • stock di debito pubblico di stato diverso per i singoli stati
  • rating sui singoli bond differenti, di cui uno “Junk” (!), per il momento
  • rendimenti sui bond a 10 anni diversi per i singoli stati, si veda l’interessante grafico sotto, visto su marianne2 via effedieffe.

e naturalmente, a fronte di tutto questo,

  • una politica monetaria unica ed univoca.

Geniale.

rendimenti dei titoli di stato a 10 anni delle nazioni europee dal 2007

Cosa significa una politica monetaria unica?
E’ un po’ come imporre un pantaloncino di dimensione unica per un’intera classe di bambini: non puo’ funzionare.
Per alcuni è troppo stretto e gli impedisce di correre (ma cantano da dio), per altri è troppo largo e rischiano di inciampare.
In un mondo dove bisogna correre per forza, i primi bambini hanno già iniziato a cadere.
In alternativa, il pantaloncino si strappa e Trichet rimane nudo.
Argh, cos’ho scritto, che immagine tremenda!
Allora continuiamo con le cose che fanno ridere:
Lo scenario base di Moody’s prevede che gli interventi di Atene debbano stabilizzare il rapporto fra debito e Pil attorno al 150% entro il 2013.
Solo.
Ah, che sospiro di sollievo: lo stock di debito pubblico sarà pari ad una volta e mezza la ricchezza prodotta nella nazione.
Solo, già.
Per carità, qualcuno dirà che un rapporto debito/pil del 150% è un rapporto sostenibile nel lungo periodo in condizioni economiche globali normali. Questo è vero, dal momento che è successo all’Italia stessa in passato e le cose oggi non sono poi molto diverse.
Le differenze pero’ sono due:
oggi le condizioni economiche globali sono di allarme rosso proprio per troppo debito accumulato
e
oggi la politica monetaria è decisa a Francoforte e non più a Roma o ad Atene, e di conseguenza non solo non si puo’ più svalutare per “annacquare” il debito (si veda la trilogia su inflazione e deflazione, come fronteggiare) , ma – peggio – bisogna accettare le decisioni valide per tutta l’eurozona, ovvero il pantalocino taglia unica che sta andando in pezzi e lascia Trichet nudo.
Argh! L’ho scritto di nuovo!

 

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