DI

RICHARD GAGE E GREGG ROBERTS

                                                        

 

 

 

 

 

 

 

 

Architects & Engineers for 9/11 Truth
AE911Truth (gruppo “Architetti e Ingegneri per la Verità sull’11/9”) trasmette le prove ai media: Conferenza Stampa – National Press Club – Washington DC.
Ed. – Di seguito la dichiarazione testuale della durata di 10 minuti letta da Richard Gage, AIA (American Institute of Architects), ai media durante la conferenza stampa dell’AE911Truth presso il National Press Club di Washington DC il 9 settembre 2010.

Buon pomeriggio, mi chiamo Richard Gage, AIA. Sono un membro dell’American Institute of Architects (Istituto americano degli architetti). Sono un architetto accreditato da 22 anni e ho fondato l’organizzazione no profit Architects & Engineers for 9/11 Truth (AE911Truth).
Il nostro gruppo conta attualmente oltre 1270 firmatari della petizione tra ingegneri e architetti. In tutto, abbiamo più di 25.000 anni di esperienza tecnica e di costruzione. La conferenza stampa di oggi è rilasciata dai nostri firmatari e sostenitori in 65 [in seguito risultate 67] località del mondo, compresi 30 stati e 4 nazioni.
Oggi siamo qui per informarvi che abbiamo trovato le prove che le indagini ufficiali su ciò che è accaduto ai grattacieli del World Trade Center l’11/9 erano profondamente incomplete, o anche peggio. Le prove scientifico-legali che abbiamo scoperto hanno delle implicazioni molto serie.
Ad esempio, è stato scoperto del materiale altamente energetico e tecnologicamente avanzato nella polvere del World Trade Center in seguito alla catastrofe dell’11/9.


[Frammenti rosso/grigi pirotecnici o esplosivi altamente energetici scoperti in campioni di polvere del WTC. ]

Ciò fa seguito alla scoperta, da parte dell’United States Geological Survey (Servizio geologico degli Stati Uniti) e altri, di alte concentrazioni di microsfere arricchite di ferro precedentemente fuse nella polvere del WTC. Tali microsfere possono essersi formate soltanto durante la distruzione del World Trade Center a temperature troppo alte per essere causate dal combustibile per aviogetti e dagli incendi degli uffici. Quegli incendi, a detta degli ingegneri del NIST, il National Institute of Standards and Technology, portarono con ogni probabilità alla distruzione del World Trade Center. La scoperta di questo materiale energetico avanzato, sottoforma di frammenti rosso/grigi sparsi dappertutto nella polvere, da una parte spiega le microsfere arricchite di ferro e dall’altra conferma l’inadeguatezza del resoconto ufficiale di quanto accaduto in quel tragico giorno.
Anche prima che le microsfere rosso/grigie fossero identificate e portate alla nostra attenzione, eravamo seriamente preoccupati circa altri aspetti della distruzione di questi edifici simbolici, e circa il modo in cui erano state condotte le indagini. Oltre due dozzine di vigili del fuoco, ingegneri e altri testimoni riferirono di aver visto notevoli quantità di ferro o acciaio fuso scorrere come lava nelle macerie lasciate dai tre i grattacieli del World Trade Center. Gli incendi degli uffici e il combustibile per aviogetti non avrebbero mai potuto raggiungere le temperature necessarie a fondere il ferro o l’acciaio. Una miscela chiamata termite, composta da ossido di ferro e alluminio polverizzati, PUÓ produrre temperature sopra i 4000°F, molto più di quanto serve per fondere il ferro o l’acciaio, che si liquefanno a circa 2750°F.
Il materiale energetico che è stato trovato nella polvere del WTC da una squadra internazionale di scienziati (guidati da Niels Harrit dell’Università di Copenhagen in Danimarca) è stato riportato nel Bentham Open Journal of Chemical Physics, soggetto a peer review [revisione a cura di ricercatori indipendenti n.d.t.]. Tale materiale consiste di particelle nano progettate di ossido di ferro e alluminio grandi quanto la millesima parte di un capello umano, inglobate in un’altra sostanza composta da carbonio, ossigeno e silicio. Le dimensioni delle particelle di ossido di ferro sono assai uniformi, e né queste, né le piastrine a grana finissima di alluminio potrebbero essersi formate tramite un processo naturale quale un collasso gravitazionale o per l’impatto degli aerei di linea. I frammenti rosso/grigi in cui si sono trovate queste particelle mostrano le stesse caratteristiche dei materiali energetici avanzati sviluppati nei laboratori nazionali degli Stati Uniti negli anni precedenti l’11/9. La loro presenza in questa polvere non si può spiegare. Dati i costi esagerati in termini di vite umane, libertà civili perdute e i trilioni di tasse spese a seguito del resoconto ufficiale sull’11/9, per la nostra nazione e per il mondo intero non c’è esigenza più urgente di scoprire chi mise questi materiali nel World Trade Center, e perché.
Questa esigenza rende la situazione talmente preoccupante che gli ingegneri di prim’ordine responsabili dell’indagine governativa eviterebbero di trattare in modo diretto TUTTE le prove che l’AE911Truth e altri hanno ripetutamente portato alla loro attenzione, cose che per la maggior parte si sono rese disponibili con documenti pubblici sin dall’inizio. John Gross, co-project leader del NIST, ha negato l’esistenza di ferro o acciaio fuso presso il World Trade Center, e persino ogni resoconto al riguardo.


[Uno scavatore solleva le macerie da cui cola ferro o acciaio fuso.]

Questi ingegneri hanno interrotto l’analisi della distruzione totale e altamente energetica delle torri proprio nel momento in cui tale distruzione ha avuto inizio. E hanno accantonato o evitato un’analisi seria delle altre prove che ci interessano, ossia:
1.Entrambe le Torri Gemelle furono totalmente smembrate e distrutte in un tempo che va dai 10 ai 14 secondi soltanto – cosa che avviene vicino all’accelerazione in caduta libera. Perché ciò accadesse, tutte le 47 massicce colonne centrali, così come larga parte delle colonne esterne, avrebbero dovuto essere compromesse con dell’esplosivo prima dell’evento.
2.Oltre 100 tra i primi intervistati riferirono di aver sentito delle esplosioni e di aver visto dei lampi di luce all’inizio della distruzione. I lampi di luce indicano detonazioni esplosive. Le dichiarazioni di questi testimoni sono documentate in “Oral Histories” (“Storie orali”) di NYC dal Comandante dei Vigili del Fuoco Thomas Von Essen.
3.Sezioni di muri perimetrali d’acciaio di parecchie tonnellate furono eiettate lateralmente a 100 km/h a una distanza di 180 m. Tali velocità e distanza indicano che l’eiezione fu causata da un’esplosione ad alta pressione.
4.90.000 tonnellate di cemento e copertura in metallo furono polverizzate a mezz’aria, un ulteriore indizio che si trattò di un’esplosione.
5. Il World Trade Center 7, un edificio di 47 piani che non fu colpito da nessun aereo, precipitò con un’accelerazione da caduta libera per più di 50 metri – un fatto significativo che Shyam Sunder del NIST è stato costretto ad accettare dopo essersi trovato di fronte alla nostra ricerca. Eppure il NIST aveva mancato di rivedere e riconoscere le implicazioni ovvie di questo fatto, ossia che le colonne devono essersi staccate con dell’esplosivo a distanza di un secondo l’una dall’altra.


[L’edificio 7 del WTC implode ad accelerazione in caduta-libera per 8 piani in una caduta di 6,5 secondi, sconcertando architetti e ingegneri di tutto il mondo. ]

6.La distruzione e lo smembramento totali dell’Edificio 7, crollato in soli 6,5 secondi – cioè vicino all’accelerazione in caduta libera – attraverso il percorso che era di maggior resistenza, simmetricamente verticale, compresi 2,5 secondi di assoluta caduta libera (resistenza nulla), è un fenomeno che si può verificare soltanto con degli esplosivi piazzati in modo esperto.
Nel resoconto ufficiale del NIST ci sono altre menzogne e omissioni:
1.Il NIST ingigantì la gravità e la durata degli incendi dei tre grattacieli, a quanto pare con lo scopo di attribuire in modo più credibile la loro distruzione agli incendi, senza tuttavia ritenerli i responsabili della fusione del ferro o dell’acciaio.
2. Il NIST e il FEMA (Federal Emergency Management Agency) non seguirono le procedure standard per l’indagine su incendi ed esplosioni e l’analisi delle macerie dell’edificio per i residui esplosivi, previste dalla National Fire Protection Association (Associazione nazionale protezione incendi).
3. Il NIST non analizzò gli esplosivi quando la demolizione per esplosione era l’ipotesi più plausibile.
4. Il modello animato computerizzato del NIST per riprodurre la distruzione dell’Edificio 7, che mostrava i muri esterni accartocciarsi verso l’interno come una lamiera, non somiglia affatto al crollo vero e proprio che si vede nei filmati.
5. Il NIST sostiene che la sezione cadente di ogni Torre Gemella sopra le zone d’impatto degli aerei di linea abbia schiacciato la sezione sottostante, molto più estesa e pesante. Tuttavia [nel caso della Torre Nord] l’analisi dei video rivela chiaramente che la sezione superiore si disintegrò per le onde d’urto delle esplosioni prima di qualsiasi crollo della sezione inferiore.
Ciò indica che le sezioni in alto non possono essere state la causa della distruzione delle sezioni più in basso.
6. L’analisi tecnica del NIST sul crollo delle torri gemelle si interrompe “all’inizio del crollo”. Manca un’analisi tecnica del comportamento strutturale dell’edificio durante il crollo stesso. In risposta alla nostra Richiesta di Rettifica sulla questione, il NIST ha ammesso di “non essere stato in grado di fornire una spiegazione esauriente del crollo totale.”
In breve, la spiegazione tecnica ufficiale del NIST è disonesta e in contraddizione con le leggi basilari della fisica. Al contrario, l’ipotesi di una demolizione controllata concorda con tutte le prove tecniche a disposizione.
Questa settimana, qui a Washington DC, abbiamo distribuito personalmente il nostro DVD “9/11: Blueprint for Truth – The SF Press Conference Edition,” ( 9/11: piano per la verità – L’edizione della conferenza stampa legale e scientifica), con i punti principali delle prove legali, allo staff per i consulenti scientifici di ogni rappresentante eletto di Capitol Hill. Inoltre, ci siamo messi a sedere con più di una dozzina di loro per presentare nel dettaglio l’evidenza schiacciante della demolizione per esplosione controllata. Abbiamo invitato di persona più di 400 di loro all’evento odierno. Quanti consulenti scientifici del Congresso sono presenti oggi? [Nessuno].
Vi esorto ad andare nel nostro sito web AE911Truth.org per avere maggiori informazioni, compresi i commenti dei nostri membri sui problemi riguardanti l’indagine ufficiale. A questo punto, sollecitiamo il Procuratore Generale Eric Holder a chiedere al grand jury federale di indagare sui responsabili del rapporto del NIST, compreso l’Investigatore Capo Shyam Sunder e il Co-Project Leader John Gross.
Vorremmo far sapere a tutti i cronisti che seguiranno questa storia che gli Architetti e Ingegneri per la Verità sull’11/9 sono qui per darvi tutte le informazioni di cui avete bisogno.
Infine, Vorrei ringraziare le migliaia di scienziati, membri di livello superiore dell’esercito, dell’intelligence e altri funzionari governativi, piloti e professionisti dell’aviazione, vigili del fuoco, studiosi e accademici, sopravvissuti all’11/9, le loro famiglie e cittadini cui sta a cuore la questione, tanto quelli qui presenti quanto quelli nel resto del mondo, per il loro continuo appoggio.
Vorremmo anche ringraziare la nostra famiglia in espansione, composta da più di tremila sostenitori finanziari. Senza di voi tutto questo non sarebbe stato possibile.
Ora, risponderò velocemente a qualsiasi domanda che vorrete pormi. Tenete presente che la maggior parte delle vostre domande troverà una risposta durante il Mock Debate (dibattito simulato) che inizierà tra pochi minuti. Inoltre, informazioni più dettagliate sono disponibili nel nostro DVD, 9/11: Blueprint for Truth – The Architecture of Destruction (9/11: Prove per la verità – L’architettura della distruzione), che si trova anche nel nostro sito web AE911Truth.org.

Titolo originale: "Evidence Refutes the Official 9/11 Investigation: The Scientific Forensic Facts"
Fonte: http://www.globalresearch.ca
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Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di CRISTINA URONI