Per capire perchè quella di Monti sia una vittoria di Pirro partiamo dalla comprensione dell’E.S.M. (Meccanismo Europeo di Stabilità), il cosiddetto fondo salva-stati. L’ESM sostituirà i fondi European Financial Stability Facility (EFSF) ed European Financial Stabilisation Mechanism (EFSM) attualmente ancora in vigore, nati per salvare gli stati di Portogallo e Irlanda, investiti dalla crisi economico-finanziaria. L’Esm sarà attivo a partire da luglio 2012 e avrà una capacità di 500 miliardi di euro.

Di Salvatore Tamburro
La Germania detiene la quota di partecipazione al fondo più alta (un 27%), versando 190 miliardi di euro, seguita da Francia (142 miliardi) e dall’Italia (che versa 125 miliardi di euro).

L’ESM sarà regolato dalla legislazione internazionale e avrà sede a Lussemburgo. Il fondo emetterà prestiti (concessi a tassi fissi o variabili) a condizioni molto severe, con interventi sanzionatori per gli stati che non dovessero rispettare le scadenze di restituzione i cui proventi andranno ad aggiungersi allo stesso ESM.

L’ESM è una struttura SOVRANAZIONALE: il suo operato, i suoi beni, averi, ovunque si trovino e chiunque li detenga, dovranno avere immunità da ogni forma di processo giudiziario. Nell’interesse dell’ESM, tutti i membri del personale dovranno essere immuni da procedimenti legali in relazione ad atti da essi compiuti nella loro veste ufficiale e godranno dell’inviolabilità nei confronti dei loro atti e documenti ufficiali.


Il summit dell’Eurozona del 29 giugno 2012, che ha fatto salire l’euforia malsana degli investitori di borsa, giunge ad un accordo che prevede che i paesi "virtuosi" (che rispettano in sostanza la disciplina di bilancio e, quindi, virtuosi secondo la Troika) sotto la pressione di spread eccessivi possano usufruire dell’acquisto di una parte dei loro titoli di Stato da parte dei fondi di salvataggio dell’Eurozona (l’Efsf ora e poi toccherà all’ESM appena entrerà in vigore a luglio), senza per questo doversi sottoporre a condizioni aggiuntive rispetto agli impegni già presi.

In pratica, il paese indebitato che ha bisogno di un prestito dovrà comunque fare una richiesta formale di attivazione dell’intervento del Fondo di salvataggio, e sottoscrivere un Memorandum of understanding (‘Protocollo d’intesa’) con la Commissione europea. L’intesa sul protocollo tra Commissione e Paese indebitato prevederà i soliti tagli della spesa pubblica, aumento delle imposte e privatizzazioni, ossia smembramento dell’apparato statale a tutto guadagno di banche e multinazionali.

Attraverso l’ESM si potrà ricapitalizzare le banche direttamente, e non più attraverso i governi nazionali, con la differenza che i nostri soldi finiranno direttamente dall’ESM alle casse delle banche; inoltre questa possibilità potrà essere adottata non appena ci sarà una sorveglianza unica a livello europeo, ossia quando la vigilanza bancaria sarà trasferita dalla singola banca centrale del paese (es. Bankitalia per l’Italia) alla Banca centrale europea, e da ciò scaturirà maggiore accentramento di potere nelle mani di una struttura sovranazionale, ancora più distaccata dai poteri nazionali.

A differenza dei mass-media che esaltano tanto Monti in queste ore, l’impiegato della JP Morgan non ha ottenuto quello che aveva richiesto: ossia lo "scudo anti-spread", ovvero l’attivazione automatica dell’intervento del fondo salva-stati quando gli spread superassero una determinata soglia, poichè l’accesso al fondo prevede sempre e comunque una richiesta di attivazione che il Paese sarà costretto a fare alla Commissione. Quindi non si comprende perchè la stampa di regime esalti tanto Monti a discapito della Merkel, la quale resta la capogruppo di questa banda di criminali internazionali.

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