"L’Olocausto si è dimostrato un’indispensabile arma ideologica." "L’anomalia dell’Olocausto nazista non deriva dall’evento in sé ma dallo sfruttamento industriale che è cresciuto attorno a esso." "La campagna in corso dell’industria dell’Olocausto per estorcere denaro all’Europa in nome delle ‘vittime bisognose dell’Olocausto’ ha ridotto la statura morale del loro martirio a quella di un casinò di Montecarlo." Sono solo alcune delle tesi provocatorie sostenute in questo libro da Finkelstein, ebreo americano e figlio di sopravvissuti allo sterminio, che in questo libro mette in discussione due dogmi: l’Olocausto è un evento storico unico ed è il punto culminante di un odio irrazionale ed eterno dei gentili contro gli ebrei. 

L’industria dell’Olocausto: Lo sfruttamento della sofferenza degli ebrei è un libro pubblicato nel 2000 da Norman G. Finkelstein, che tratta dell’asserito sfruttamento da parte degli ebrei statunitensi della memoria dell’Olocausto nazista a fini di vantaggio economico e politico, curando al contempo gli interessi dello Stato d’Israele.

Secondo Finkelstein, questa "industria dell’Olocausto" ha corrotto la cultura ebraica, come pure l’autentica memoria dell’Olocausto.

I genitori di Finkelstein sono entrambi sopravvissuti all’epopea del Ghetto di Varsavia e al campo di sterminio di Auschwitz.

Il libro è diventato un bestseller in Europa, in Vicino Oriente e nelle Americhe, ed è stato tradotto in 16 lingue.

Link