Perché Washington, al di là delle apparenze, rimane il regista occulto del conflitto russo ucraino e il suo principale beneficiario: 

a) Sul piano geopolitico la Russia viene indebolita economicamente con uno sperpero di risorse per la difesa. L’Europa è stata separata strutturalmente da Mosca e ha subito senza alcuna rimostranza la distruzione dei gasdotti Nordstream 1 e 2 da parte “dell’alleato” USA.

Fine dell’asse economico UE–Russia (che era il vero incubo strategico USA): 

b) Sul piano economico

UE: perde energia a basso costo. Perde competitività industriale.

USA: vendono gas. attraggono capitali e industrie europee per rafforzare il dollaro in un momento di crisi determinato dall’emergente Brics 

c) Sul piano militare-industriale

Riarmo europeo = commesse per industria USA

NATO rafforzata come struttura di dipendenza, non di autonomia 

In sintesi: 

l’Europa paga, la Russia combatte, gli USA incassano.

Trump: ambiguità come teatro politico

L’apparente ostilità di Trump verso la UE è retorica, non strategia alternativa. 

Trump:

insulta la UE
minaccia disimpegno
accusa Zelensky

Ma nei fatti:

non propone mai una vera uscita USA dal sistema NATO
non restituisce all’Europa autonomia strategica
pretende:

più spesa militare (il 5% del Pil è un ordine di Washington)
acquisto di gas USA (ordine di Washington)

subordinazione commerciale (guerra dei dazi a esclusivo vantaggio USA)
Scandalo corruzione del governo Zelensky a orologeria (viene fatto scoppiare solo a guerra persa per lasciare cadere tutta la responsabilità della disfatta su Kiev) 

Trump non rompe l’impero:
lo adatta al nuovo contesto internazionale di un mondo multipolare in cui Washington non ha più la forza per mantenere la leadership assoluta.
La “frattura” USA–UE è una messinscena funzionale 

Perché serve questa ambiguità? 

Scaricare i costi

guerra lunga = costo politico interno USA
attribuirla alla “testardaggine europea” riduce il danno elettorale 

Preservare la leadership

l’UE obbedisce anche quando viene umiliata e quindi la leadership USA non è in discussione

Preparare l’uscita quando il conflitto diventerà insostenibile:
USA = da registi della guerra per procura diventano mediatori
UE = da vassalli USA diventano gli unici artefici del disastro 

È una classica strategia di deresponsabilizzazione imperiale:

Se gli USA non riescono più a controllare una UE compatta e insofferente alle politiche di Ursula Von der Leyen preferiscono smantellarla perché rischia un cambio di rotta politico che le conferirebbe troppa autonoma e potenza economica. 

Gli USA non vogliono:
una UE autonoma
una UE alleata della Russia
una UE potenza geopolitica

Ma vogliono:

una UE divisa e subordinata
economicamente, indebolita
militarmente dipendente
La disgregazione della UE quindi è diventata un’opzione accettabile nel contesto del crollo dell’impero USA e della rinnovata strategia dividi et impera.

Il conflitto ucraino è figlio del declino USA, non della loro forza. 

Washington ha trasformato una crisi sistemica in:
vantaggio economico
rafforzamento della dipendenza europea più debole e divisa,
contenimento dei rivali.

L’ambiguità di Trump non è rottura, ma gestione cinica del consenso.
L’Europa non è vittima ingenua:
è parte passiva ma consenziente del meccanismo. 

Gli Stati Uniti non stanno perdendo il controllo sulla UE e sulla guerra contro la Russia: stanno solo cambiando il modo in cui lo esercitano, facendo pagare la transizione ai loro alleati.